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	<title>Edilizia Oggi &#8211; Mantovauno.it</title>
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		<title>Bonus casa 2026, ecco tutte le agevolazioni disponibili: le novità</title>
		<link>https://mantovauno.it/italia-mondo/bonus-casa-2026-ecco-tutte-le-agevolazioni-disponibili-le-novita/</link>
				<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 15:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Edilizia Oggi]]></category>
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				<description><![CDATA[<p> L’ultima Legge di bilancio ha dedicato un capitolo importante ai bonus casa per il 2026, un insieme di aiuti fiscali per sostenere il miglioramento degli edifici esistenti. Dopo le modifiche negli anni scorsi, il sistema dei bonus edilizi sta vivendo una fase più stabile, con alcune agevolazioni che non sono più valide e altre che [&#8230;]</p>
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<p> L’ultima Legge di bilancio ha dedicato un capitolo importante ai bonus casa per il 2026, un insieme di aiuti fiscali per sostenere il miglioramento degli edifici esistenti. Dopo le modifiche negli anni scorsi, il sistema dei bonus edilizi sta vivendo una fase più stabile, con alcune agevolazioni che non sono più valide e altre che restano attive.</p>
<p>Il bonus fiscale per le ristrutturazioni è confermato per il 2026 e permette di recuperare una parte delle spese per i lavori fatti su abitazioni residenziali. La detrazione permette di sottrarre una parte delle spese sostenute per la ristrutturazione dall’Iperf, l’Imposta sul reddito delle persone fisiche. Nel 2026, come nel 2025, la detrazione per ristrutturazione ha le aliquote seguenti: il 50% per gli interventi sull’abitazione principale; il 36% per le seconde case o altri immobili non principali secondo l&#8217;analisi di Alessandra Caparello di Immobiliare.it.</p>
<p>Il limite massimo di spesa è di 96mila euro per unità immobiliare, con la detrazione suddivisa in 10 quote da pagare ogni anno. Per godere del bonus ristrutturazione, è necessario essere proprietario del bene o detenere un diritto reale, come l’usufrutto, l’uso, l’abitazione o la superficie, e utilizzare l’immobile come residenza principale. Se l’immobile non era la casa principale all’inizio dei lavori, la detrazione più alta al 50% è comunque applicabile se, entro il termine dei lavori, diventa la casa principale.</p>
<p>Tra i lavori che permettono di ottenere il bonus ristrutturazione 2026 ci sono: la manutenzione straordinaria, come il rifacimento di bagni e cucine; la ristrutturazione con modifiche o rinnovo di strutture; il restauro e la conservazione; miglioramenti di impianti elettrici, idraulici e di riscaldamento; la realizzazione o l’aggiornamento dei servizi igienici; l’eliminazione di barriere architettoniche; l’installazione di ascensori e montacarichi; opere di consolidamento strutturale non incluso nel Sismabonus; l’installazione di sistemi di sicurezza come porte blindate, grate e impianti di allarme; lavori sulle parti comuni in condominio.</p>
<p>I lavori che rientrano nella manutenzione ordinaria permettono di godere della detrazione fiscale per ristrutturazione, al 50 o al 36%, a seconda della destinazione dell’immobile, solo se effettuata sulle parti comuni di un condominio. Per ottenere la detrazione è necessario indicare tutte le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi: la detrazione Irpef si divide in dieci quote annuali. E&#8217; importante come si pagano le spese e i lavori: tutto deve essere tracciabile. Si consiglia quindi di utilizzare il bonifico parlante, bancario o postale, indicando oltre al codice fiscale del beneficiario e alla partita Iva della ditta committente, anche la causale che indica la normativa adatta, ossia &#8216;Detrazione Irpef art. 16-bis dpr 917/1986&#8217; (per lavori di ristrutturazione edilizia). Molti istituti di credito offrono modelli precompilati per il bonifico parlante destinato ai bonus edilizi, per evitare errori formali che potrebbero compromettere la detrazione.</p>
<p>Nel catalogo dei bonus casa 2026 rientra anche l’Ecobonus, la detrazione fiscale per interventi volti a ridurre il consumo energetico degli edifici esistenti. Le aliquote previste per il 2026 sono le stesse del bonus ristrutturazione: il 50% per la prima casa; il 36% per le seconde abitazioni. Come per la ristrutturazione, anche l’Ecobonus si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi.  Rientrano nell’ecobonus gli interventi che migliorano le prestazioni energetiche, tra cui: la sostituzione di infissi con bassa trasmittanza termica; l’installazione di schermature e sistemi di oscuramento; l’isolamento delle pareti, soffitti e pavimenti; la sostituzione degli impianti di riscaldamento con pompe di calore; l’installazione di caldaie a condensazione, sistemi ibridi o di alta efficienza; l’installazione di pannelli solari per produrre acqua calda.</p>
<p>Tra i bonus casa 2026 attivi c’è anche il bonus mobili, che permette di detrarre dall’Irpef le spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Per ottenere il bonus, è necessario effettuare un intervento di ristrutturazione. Anche nel 2026 la detrazione è del 50%, con un massimo di spesa di 5mila euro, suddivisi in 10 anni. Per ottenere la detrazione è necessario effettuare i pagamenti con bonifico o carta di credito o debito. Non è ammesso pagare con assegni, contanti o altri mezzi. Sono ammessi al bonus mobili: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli e sedie, divani, poltrone, materassi, luci per l’arredamento e grandi elettrodomestici. Per i forni è richiesta una classe A, per le lavatrici e lavasciugatrici e lavastoviglie una classe E, per i frigoriferi e congelatori una classe F. Possono essere considerate anche le spese di trasporto e montaggio dei beni acquistati, purché siano state effettuate con le modalità di pagamento richieste per la detrazione (bonifico, carte di credito o debito).</p>
<p>Per l’anno 2026, il Superbonus è confermato soltanto per gli immobili situati in alcune aree colpite da eventi sismici, nello specifico nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, dove è stato dichiarato lo stato di emergenza a seguito dei terremoti del 6 aprile 2009 e del 24 agosto 2016. La proroga riguarda esclusivamente le spese sostenute nel corso del 2026 per interventi finalizzati alla ricostruzione, alla riduzione del rischio sismico o all’efficientamento energetico integrato. Il meccanismo prevede che il Superbonus operi solo sulla parte di spesa eccedente eventuali contributi pubblici destinati alla ricostruzione, garantendo così un sostegno aggiuntivo a chi già beneficia di finanziamenti statali per il recupero degli edifici danneggiati.</p>
<p>In pratica, questa misura limita la portata del Superbonus ai territori più colpiti da eventi sismici, assicurando che le risorse disponibili siano indirizzate agli immobili che necessitano di interventi di maggiore urgenza e importanza strutturale. Tra i bonus casa 2026, una novità rilevante riguarda gli immobili condonati, che ora possono beneficiare di alcune agevolazioni prima riservate esclusivamente agli immobili realizzati secondo procedure ordinarie. In particolare, le premialità volumetriche previste da alcune normative regionali e dai piani casa precedenti, come quello del 2008, potranno essere applicate anche agli edifici sanati tramite i tre condoni storici del 1985, 1994 e 2003.</p>
<p>La misura si inserisce in un contesto giurisprudenziale che, negli ultimi anni, aveva sollevato dubbi sulla piena equiparazione tra immobili condonati e costruzioni regolari, escludendo quindi alcune agevolazioni per chi avesse usufruito di un condono su manufatti originariamente abusivi. Con questa modifica normativa, invece, viene chiarito che le premialità volumetriche e altre incentivazioni potranno essere concesse anche agli immobili per i quali sia stato rilasciato un titolo edilizio in sanatoria, estendendo così i benefici fiscali e urbanistici a un numero maggiore di edifici regolarizzati.</p>
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		<title>Edilizia, via libera alla riforma: ok del Cdm al nuovo codice</title>
		<link>https://mantovauno.it/italia-mondo/edilizia-via-libera-alla-riforma-ok-del-cdm-al-nuovo-codice/</link>
				<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 18:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Edilizia Oggi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia-Mondo]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Via libera alla riforma dell&#8217;edilizia. A quanto si apprende il Consiglio dei ministri in corso ha infatti approvato la riforma del Codice dell’edilizia e delle costruzioni. Cinque articoli in tutto per la delega che tra i principi prevede la &#8220;razionalizzazione, semplificazione e riordino, all’interno di un testo normativo omogeneo, di tutte le disposizioni legislative vigenti in [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Via libera alla riforma dell&#8217;edilizia. A quanto si apprende il Consiglio dei ministri in corso ha infatti approvato la riforma del Codice dell’edilizia e delle costruzioni. Cinque articoli in tutto per la delega che tra i principi prevede la &#8220;razionalizzazione, semplificazione e riordino, all’interno di un testo normativo omogeneo, di tutte le disposizioni legislative vigenti in materia di edilizia e di disciplina tecnica delle costruzioni, anche in raccordo con la normativa di tutela dell’assetto idrogeologico, di superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche, di resistenza, stabilità, affidabilità e sostenibilità ambientale delle costruzioni&#8221;, si legge nella bozza del testo.</p>
<p>L&#8217;adeguamento della normativa &#8220;in materia urbanistica strettamente afferente alla disciplina edilizia e coordinamento delle modifiche apportate in materia di edilizia e costruzioni con la normativa in materia di tutela dei beni culturali e paesaggistici, sanitaria e fiscale nonché con quella di settore avente comunque incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia&#8221;. Il &#8220;superamento della frammentazione della normativa in materia di edilizia e costruzioni, assicurando la risoluzione delle duplicazioni, sovrapposizioni, incongruenze e antinomie esistenti e promuovendo la completezza, l’esaustività e l’immediata applicabilità&#8221; delle norme, si legge nella bozza.</p>
<p>Sulle semplificazioni in particolare la riforma intende &#8220;individuare, in un’ottica di semplificazione e definizione di univoci standard minimi procedimentali, le regole minime inderogabili attinenti ai regimi amministrativi di realizzazione delle diverse categorie di interventi edilizi&#8221;, si legge nella bozza.</p>
<p>Il tutto al fine di &#8220;definire a livello nazionale una comune classificazione delle tipologie di difformità dal titolo abilitativo edilizio&#8221;, ma anche individuare le &#8220;difformità edilizie che, in ragione della relativa natura ed entità, nonché dell’epoca di realizzazione dell’abuso ovvero di ottenimento del titolo abilitativo, possono essere sanate, nei limiti di quanto già previsto a legislazione vigente, e il relativo titolo in sanatoria&#8221;.</p>
<p>Sul fronte degli abusi storici, la delega ha lo scopo &#8220;di semplificare e razionalizzare i procedimenti amministrativi finalizzati al rilascio o alla formazione dei titoli in sanatoria &#8220;definendo i termini perentori per la presentazione delle relative istanze, comunque antecedenti all’irrogazione delle sanzioni amministrative, individuando procedure semplificate per la regolarizzazione degli abusi realizzati prima dell’entrata in vigore della legge 6 agosto 1967&#8221;.</p>
<p>Sul fronte delle sanzioni, si punta a razionalizzare i regimi sanzionatori propedeutici al rilascio dei relativi titoli in sanatoria, commisurandoli all’entità della trasformazione edilizia o urbanistica, alla gravità della difformità ovvero al valore delle opere realizzate, tenuto conto anche della disciplina dei beni sottoposti a tutela; a razionalizzare il regime sanzionatorio delle difformità edilizie che non consentono il rilascio di titoli in sanatoria, individuando in tali ipotesi procedure di riduzione in pristino degli interventi fondati sulla responsabilizzazione del soggetto proprietario o dell’avente titolo, finalizzati a semplificare gli adempimenti e gli oneri a carico dell’ente territorialmente competente.</p>
<p>Fari anche sulle agevolazioni. La delega prevede di riordinare le disposizioni sulla concessione e sull’erogazione di agevolazioni fiscali, contributi e altre provvidenze dello Stato o di enti pubblici per la realizzazione di interventi su opere che presentano difformità edilizie, al fine di escludere tassativamente il rilascio di agevolazioni, contributi e provvidenze ove necessario.</p>
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		<title>Edilizia, verso la riforma del Testo unico: sarà più facile sanare gli abusi storici</title>
		<link>https://mantovauno.it/italia-mondo/edilizia-verso-la-riforma-del-testo-unico-sara-piu-facile-sanare-gli-abusi-storici/</link>
				<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 19:21:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Edilizia Oggi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia-Mondo]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Dal superamento della frammentazione della normativa in materia di edilizia e costruzioni alle semplificazioni per sanare gli abusi storici, alla razionalizzazione delle sanzioni e il riordino dell&#8217;erogazione delle agevolazioni. E&#8217; quanto prevede una bozza di riforma del Testo unico dell&#8217;edilizia atteso in Consiglio dei ministri domani. Cinque articoli in tutto per la delega che tra [&#8230;]</p>
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<p>Dal superamento della frammentazione della normativa in materia di edilizia e costruzioni alle semplificazioni per sanare gli abusi storici, alla razionalizzazione delle sanzioni e il riordino dell&#8217;erogazione delle agevolazioni. E&#8217; quanto prevede una bozza di riforma del Testo unico dell&#8217;edilizia atteso in Consiglio dei ministri domani.</p>
<p>Cinque articoli in tutto per la delega che tra i principi prevede la &#8220;razionalizzazione, semplificazione e riordino, all’interno di un testo normativo omogeneo, di tutte le disposizioni legislative vigenti in materia di edilizia e di disciplina tecnica delle costruzioni, anche in raccordo con la normativa di tutela dell’assetto idrogeologico, di superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche, di resistenza, stabilità, affidabilità e sostenibilità ambientale delle costruzioni&#8221;, si legge.</p>
<p>L&#8217;adeguamento della normativa &#8220;in materia urbanistica strettamente afferente alla disciplina edilizia e coordinamento delle modifiche apportate in materia di edilizia e costruzioni con la normativa in materia di tutela dei beni culturali e paesaggistici, sanitaria e fiscale nonché con quella di settore avente comunque incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia&#8221;. Il &#8220;superamento della frammentazione della normativa in materia di edilizia e costruzioni, assicurando la risoluzione delle duplicazioni, sovrapposizioni, incongruenze e antinomie esistenti e promuovendo la completezza, l’esaustività e l’immediata applicabilità&#8221; delle norme, si legge nella bozza.</p>
<p>Sulle semplificazioni in particolare la riforma intende &#8220;individuare, in un’ottica di semplificazione e definizione di univoci standard minimi procedimentali, le regole minime inderogabili attinenti ai regimi amministrativi di realizzazione delle diverse categorie di interventi edilizi&#8221;, si legge nella bozza.</p>
<p>Il tutto al fine di &#8220;definire a livello nazionale una comune classificazione delle tipologie di difformità dal titolo abilitativo edilizio&#8221;, ma anche individuare le &#8220;difformità edilizie che, in ragione della relativa natura ed entità, nonché dell’epoca di realizzazione dell’abuso ovvero di ottenimento del titolo abilitativo, possono essere sanate, nei limiti di quanto già previsto a legislazione vigente, e il relativo titolo in sanatoria&#8221;.</p>
<p>Sul fronte degli abusi storici, la delega ha lo scopo &#8220;di semplificare e razionalizzare i procedimenti amministrativi finalizzati al rilascio o alla formazione dei titoli in sanatoria &#8220;definendo i termini perentori per la presentazione delle relative istanze, comunque antecedenti all’irrogazione delle sanzioni amministrative, individuando procedure semplificate per la regolarizzazione degli abusi realizzati prima dell’entrata in vigore della legge 6 agosto 1967&#8221;.</p>
<p>Sul fronte delle sanzioni, si punta a razionalizzare i regimi sanzionatori propedeutici al rilascio dei relativi titoli in sanatoria, commisurandoli all’entità della trasformazione edilizia o urbanistica, alla gravità della difformità ovvero al valore delle opere realizzate, tenuto conto anche della disciplina dei beni sottoposti a tutela; a razionalizzare il regime sanzionatorio delle difformità edilizie che non consentono il rilascio di titoli in sanatoria, individuando in tali ipotesi procedure di riduzione in pristino degli interventi fondati sulla responsabilizzazione del soggetto proprietario o dell’avente titolo, finalizzati a semplificare gli adempimenti e gli oneri a carico dell’ente territorialmente competente.</p>
<p>Fari anche sulle agevolazioni. La delega prevede di riordinare le disposizioni sulla concessione e sull’erogazione di agevolazioni fiscali, contributi e altre provvidenze dello Stato o di enti pubblici per la realizzazione di interventi su opere che presentano difformità edilizie, al fine di escludere tassativamente il rilascio di agevolazioni, contributi e provvidenze ove necessario.</p>
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		<title>2024 positivo per il Caem che conquista Bologna e rafforza la presenza a Mantova</title>
		<link>https://mantovauno.it/edilizia-oggi/2024-positivo-per-il-caem-che-conquista-bologna-e-rafforza-la-presenza-a-mantova/</link>
				<pubDate>Fri, 10 Jan 2025 12:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>CURTATONE &#8211; Il 2024, primo anno senza il rinnovo di alcuni bonus edilizi e con altri in via di esaurimento. Ma per il Caem questo sembra non essere stato un problema visti i risultati raggiunti anche nell&#8217;anno appena conclusosi dal Consorzio Artigiani Edili Mantovani guidato dal presidente e amministratore delegato Remo Grazzi. &#8220;Siamo soddisfatti perchè [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>CURTATONE &#8211; Il 2024, primo anno senza il rinnovo di alcuni bonus edilizi e con altri in via di esaurimento. Ma per il<strong> Caem</strong> <strong>questo sembra non essere stato un problema visti i risultati raggiunti anche nell&#8217;anno appena conclusosi dal Consorzio Artigiani Edili Mantovani guidato dal presidente e amministratore delegato Remo Grazzi.</strong><br />
&#8220;Siamo soddisfatti perchè <strong>abbiamo eguagliato il fatturato del 2023 nonostante il calo dei prezzi dei prodotti.</strong> Risultati importanti arrivano in particolare dalla <strong>provincia di Bologna dove abbiamo incrementato notevolmente il nostro fatturato andando a compensare quella percentuale che un po&#8217; si è persa sul mercato mantovano&#8221;</strong> spiega Grazzi.<br />
&#8220;Registriamo un calo del margine sulle vendite frutto della grande concorrenza che c&#8217;è sul mercato e delle politiche che alcuni competitor stanno facendo basate solo sui prezzi e non su assistenza e servizio erogati. <strong>Va detto però che grazie al grande lavoro di tutto il nostro staff riusciamo a fidelizzare il rapporto con la nostra clientela e questo è un risultato molto importante&#8221;</strong> continua Grazzi che ricorda come Caem sia la prima azienda del settore in provincia di Mantova e ora sia una realtà in netta crescita anche nel territorio di Bologna. &#8220;Ad agosto abbiamo aperto il punto di Crevalcore che ci sta già dando delle soddisfazioni. Abbiamo però fatto a dicembre anche delle <strong>operazioni significative di consolidamento del mercato mantovano: l&#8217;acquisizione di Edilviadana e il punto di Belforte di Baiocchi</strong>, due realtà che hanno sempre avuto un peso importante per il territorio mantovano&#8221;.<br />
Oggi l&#8217;azienda guidata da Grazzi, <strong>tra Caem Group, Caem Sviluppo e la società Illea di Budrio di Cesena, realizza un consolidato di circa 100 milioni di euro con un organico di 270 persone.</strong><br />
E per il 2025? Quali sono le prospettive? &#8220;Molti operatori temono per quest&#8217;anno un calo di fatturato e di lavori. Io invece non sono pessimista: sono convinto che con il nostro modo di operare<strong> dovremmo riuscire a mantenere gli stessi fatturati</strong> che permettono di maturare degli utili i quali poi servono per i rimborsi dei finanziamenti e per nuove operazioni che il mercato dovesse presentare&#8221; conclude Grazzi.</p>
<p><em>Tutti i dettagli nel video servizio con l&#8217;intervista al presidente e amministratore delegato di Caem Group Remo Grazzi </em></p>
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		<title>Casa: lo studio, per decarbonizzare consumi residenziali meglio caldaie a condensazione e green gas</title>
		<link>https://mantovauno.it/italia-mondo/casa-lo-studio-per-decarbonizzare-consumi-residenziali-meglio-caldaie-a-condensazione-e-green-gas/</link>
				<pubDate>Wed, 16 Oct 2024 15:23:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Edilizia Oggi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia-Mondo]]></category>

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				<description><![CDATA[<p> Per decarbonizzare i consumi residenziali in Italia sono le caldaie a condensazione la tecnologia più efficace, tecnologia che amplifica la propria sostenibilità impiegando quote crescenti di biometano/bio GpL e green gas. Tale tecnologia si rivela la più conveniente in considerazione delle caratteristiche della maggior parte delle abitazioni degli italiani. È questo il risultato più significativo [&#8230;]</p>
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<p> Per decarbonizzare i consumi residenziali in Italia sono le caldaie a condensazione la tecnologia più efficace, tecnologia che amplifica la propria sostenibilità impiegando quote crescenti di biometano/bio GpL e green gas. Tale tecnologia si rivela la più conveniente in considerazione delle caratteristiche della maggior parte delle abitazioni degli italiani. È questo il risultato più significativo dello studio “Decarbonizzazione dei consumi termici residenziali”, realizzato da BIP Consulting, e commissionato dalle Associazioni Proxigas, Assogas, Federchimica-Assogasliquidi, Assotermica e Utilitalia.</p>
<p>Il rapporto “Decarbonizzazione dei consumi termici residenziali” parte dagli obiettivi fissati dalla Direttiva UE Case Green (EPBD) in termini di riduzione del consumo di energia primaria nei contesti residenziali. Il parco residenziale italiano è caratterizzato da immobili costruiti per oltre il 70% prima degli anni ’80; gli stessi immobili sono per il 50% posizionati nelle ultime classi energetiche, F e G, e si trovano in aree geografiche con caratteristiche climatiche fredde per il 50% dei casi. Sono poi numerosi gli immobili che ricadono nella categoria degli edifici storici. Altro dato significativo è che il 60% degli appartamenti con riscaldamento autonomo non presenta un giardino privato o terrazzo e la mancanza di spazi esterni limita le alternative tecnologiche per il riscaldamento.</p>
<p>La spesa complessiva per raggiungere gli standard energetici richiesti dall’EPBD potrebbe attestarsi tra 160 e 480 miliardi di euro. Costi che ricadranno sui cittadini, chiamati ad uno sforzo economico considerevole. A tal proposito bisogna considerare che la ricchezza delle famiglie in Italia è estremamente polarizzata, il 70% delle stesse presenta un reddito medio netto inferiore a 40 mila euro/anno, insufficiente per l’acquisto di una pompa di calore elettrica, il cui costo si aggira attorno ai 10 mila euro. Gli ostacoli all’efficientamento, però, non sono solo economici. L’età media della popolazione italiana è particolarmente alta (più del 30% della popolazione è over 60): sono gli over 65 a detenere la quota maggiore degli immobili di proprietà senza mutuo.</p>
<p>L’installazione delle pompe di calore elettriche nel contesto italiano presenta quindi diversi ostacoli: i costi iniziali elevati, le condizioni del parco abitativo, la propensione culturale all’efficientamento energetico, a cui va aggiunta anche un’importante complessità nell’esecuzione dei lavori necessari (basti solo pensare alla necessità di adeguare i sistemi di diffusione del calore interni all’abitazione). Per questo lo studio stima che – dato il contesto – dei 16,6 milioni di abitazioni in classe F e G solo in 5,9 milioni di queste la pompa di calore elettrica potrebbe essere una soluzione perseguibile sul piano tecnico. Ma se si affina l’analisi e si considerano anche i fattori legati al reddito delle famiglie, il numero si riduce a circa 1,76 milioni di abitazioni.</p>
<p>È quindi evidente che gli obiettivi EPBD di contrazione del consumo di energia primaria possono essere raggiunti solo adottando un approccio neutrale dal punto di vista tecnologico. Bisogna offrire ai cittadini alternative, in ogni caso sostenibili, nell’ottica della complementarità e della pluralità di tecnologie e vettori per coinvolgere l’intero patrimonio abitativo; l’elettrificazione rappresenta una valida soluzione in determinati contesti ma non appare essere l’unica.</p>
<p>Lo studio sviluppa un’analisi ampia delle soluzioni possibili per la decarbonizzazione dei consumi residenziali, includendo opzioni basate sulla sostituzione delle caldaie tradizionali con caldaie a condensazione e su sistemi ibridi. Per valutare la convenienza economica delle differenti tecnologie di efficientamento sono stati valutati i costi di installazione e di gestione. I risultati evidenziano che la caldaia alimentata a gas (metano o GPL) è la soluzione più economica per i consumatori, le pompe di calore (tecnologia elettrica) risultano poco competitive, non solo a causa degli elevati costi iniziali di investimento ma anche a fronte dell’attuale costo dell’energia elettrica. Pertanto, la sostituzione delle caldaie tradizionali con le nuove a condensazione, alimentate con percentuali crescenti di gas rinnovabili, rappresenta una soluzione efficace per raggiungere i target di efficienza a costi competitivi e con impatti ambientali via via più contenuti.</p>
<p>All’evento hanno partecipato Alberto Gusmeroli, Presidente Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati, Silvia Fregolent Commissione Ambiente del Senato della Repubblica, Massimo Milani Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, Vinicio Peluffo Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, Luca Squeri Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, Gianpiero Zinzi Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, Andrea Maria Felici Direttore Generale della Direzione Domanda ed Efficienza Energetica Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e Franco Cotana, Amministratore Delegato RSE. La conferenza è stata moderata dal giornalista di Radio 24 Sebastiano Barisoni.</p>
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		<title>Superbonus, Geometri fiscalisti: &#8220;Bene l&#8217;impatto riqualificazione energetica ma luci e ombre&#8221;</title>
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				<pubDate>Mon, 02 Sep 2024 14:33:29 +0000</pubDate>
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<p>&#8220;L&#8217;analisi dei recenti dati pubblicati dall&#8217;Enea sul Superbonus conferma una situazione di luci e ombre. Da un lato, si osserva un successo significativo in termini di partecipazione e di miglioramenti energetici conseguiti; dall&#8217;altro, emergono criticità legate al completamento dei lavori, in particolare nei contesti più complessi come i condomini. Al 31 luglio 2024, le detrazioni maturate per lavori conclusi ammontano a circa 122,9 miliardi di euro, con quasi 500.000 cantieri che hanno beneficiato dell&#8217;incentivo. Questo dato sottolinea l&#8217;importante impatto del Superbonus sulla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio nazionale e la sua capacità di stimolare l&#8217;economia e il settore delle costruzioni&#8221;. E&#8217; quanto dichiara all&#8217;Adnkronos/Labitalia il presidente dell’Associazione geometri fiscalisti (Agefis), Mirco Mion.</p>
<p>&#8220;La percentuale di completamento dei lavori &#8211; spiega &#8211; che si attesta al 95,8% rappresenta un risultato di rilievo, indicando che la stragrande maggioranza dei progetti ha visto una realizzazione effettiva. Tuttavia, un&#8217;analisi più approfondita dei dati rivela che circa 5 miliardi di lavori, principalmente legati a interventi condominiali, non sono ancora stati completati&#8221;.</p>
<p>&#8220;Questo dato &#8211; osserva &#8211; è rimasto stabile negli ultimi mesi, suggerendo che, senza ulteriori interventi, questi progetti rischiano di rimanere incompiuti. Le principali cause identificate sono le recenti modifiche normative che hanno limitato la cessione del credito e lo sconto in fattura, strumenti finanziari fondamentali per la realizzazione dei lavori senza esborsi monetari immediati da parte dei proprietari&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il blocco di tali meccanismi &#8211; fa notare il presidente Mion &#8211; ha avuto un impatto significativo, causando la revisione dei piani economico-finanziari dei condomini e, in molti casi, portando alla rinuncia alla riqualificazione energetica. Questo scenario evidenzia la necessità di valutare misure alternative che possano supportare i condomini nella conclusione dei lavori, garantendo che gli investimenti già pianificati possano tradursi in effettivi benefici ambientali ed economici&#8221;.</p>
<p>Agefis sottolinea l&#8217;importanza di un monitoraggio costante e di una valutazione attenta delle politiche di incentivazione. “Siamo convinti commenta Mion &#8211; che il successo del Superbonus, in termini di partecipazione e di lavori completati, rappresenti una base solida su cui costruire. Tuttavia, per massimizzare i benefici e risolvere le criticità emerse, è essenziale considerare l&#8217;introduzione di meccanismi di sostegno che possano facilitare il completamento dei progetti avviati, senza compromettere la sostenibilità dei conti pubblici&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;obiettivo deve rimanere quello di promuovere la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio nazionale, contribuendo al contempo alla crescita del settore delle costruzioni e al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ed efficienza energetica&#8221;, conclude.</p>
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		<title>Bonus prima casa under 36, le istruzioni per il 2024 dell&#8217;Agenzia delle Entrate</title>
		<link>https://mantovauno.it/italia-mondo/bonus-prima-casa-under-36-le-istruzioni-per-il-2024-dellagenzia-delle-entrate/</link>
				<pubDate>Tue, 18 Jun 2024 20:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p> Pronte le istruzioni dell’Agenzia sul bonus prima casa per chi ha meno di 36 anni, l’agevolazione finalizzata a favorire l’acquisto dell’abitazione da parte delle persone più giovani e con Isee non superiore a 40mila euro, alla luce dell’ultima proroga al 31 dicembre 2024 per coloro che hanno registrato il preliminare entro il 31 dicembre 2023. [&#8230;]</p>
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<p> Pronte le istruzioni dell’Agenzia sul bonus prima casa per chi ha meno di 36 anni, l’agevolazione finalizzata a favorire l’acquisto dell’abitazione da parte delle persone più giovani e con Isee non superiore a 40mila euro, alla luce dell’ultima proroga al 31 dicembre 2024 per coloro che hanno registrato il preliminare entro il 31 dicembre 2023.</p>
<p>Con una circolare, la n. 14/E, l’Agenzia ricorda i requisiti per beneficiare della misura di favore e fornisce indicazioni agli uffici con riguardo al nuovo termine fissato dal decreto Milleproroghe (Dl n. 215/2023).</p>
<p>Il documento di prassi fornisce inoltre istruzioni sul credito d’imposta riconosciuto a chi ha stipulato prima della proroga e “apre”, sempre per i contratti stipulati nel 2024 entro il 29 febbraio, all’Isee ottenuto successivamente, purché riferito allo stesso nucleo familiare. Via libera, dunque, al bonus “prima casa under 36” fino al 31 dicembre 2024 a patto che il contratto preliminare sia stato registrato nel 2023. Quanto agli atti definitivi stipulati tra il 1° gennaio 2024 e l’entrata in vigore della legge di conversione del Milleproroghe (29 febbraio 2024), la circolare ricorda che è riconosciuto un credito d’imposta, utilizzabile nel 2025, d’importo pari alle imposte pagate in eccesso: per beneficiarne, sarà possibile rendere al notaio una dichiarazione, con un atto integrativo, in cui il contribuente manifesta la volontà di avvalersi del beneficio e dichiara di essere in possesso dei requisiti. Questo atto integrativo potrà essere stipulato anche dopo il 31 dicembre 2024, ma ovviamente entro il termine di utilizzo del credito d’imposta.</p>
<p>Per l’accesso al bonus è inoltre necessario avere, al momento del rogito, un valore Isee non superiore a 40mila euro annui. A questo proposito la circolare specifica che, per gli atti stipulati prima dell’entrata in vigore della proroga, è possibile dimostrare il rispetto dei requisiti se, anche in data successiva, si è in possesso di un Isee in corso di validità nel 2024 che fa riferimento allo stesso nucleo familiare in essere alla data di stipula dell’atto. La circolare fornisce infine istruzioni per beneficiare del credito d’imposta in caso di riacquisto, affrontando il tema con alcuni esempi a seconda che l’atto di acquisto sia soggetto a imposta di registro o a Iva.</p>
<p>L’agevolazione prevede diversi vantaggi, che si estendono anche all’acquisto delle pertinenze dell’abitazione principale. In primo luogo, è prevista l’esenzione dal pagamento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale e, in caso di acquisto soggetto a Iva, è riconosciuto un credito d’imposta pari all’imposta pagata per l’acquisto. Agevolazioni anche per i finanziamenti collegati all’acquisto, alla costruzione e alla ristrutturazione dell’immobile: non è dovuta l’imposta sostitutiva delle imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali e delle tasse sulle concessioni governative</p>
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		<title>Servizio al cliente e soddisfazione del personale nella storia di successo del Caem</title>
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				<pubDate>Wed, 22 May 2024 14:12:33 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>CURTATONE &#8211; Caem group continua a registrare risultati importanti pure in questi primi mesi del 2024 anche se il settore dell&#8217;edilizia, che pure ha continuato a risentire dell&#8217;effetto bonus in questa prima parte dell&#8217;anno, presenta un quadro diverso rispetto solo a quello di qualche anno fa. Ma a cosa si deve dunque il successo del [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>CURTATONE &#8211; <strong>Caem group continua a registrare risultati importanti pure in questi primi mesi del 2024</strong> anche se il settore dell&#8217;edilizia, che pure ha continuato a risentire dell&#8217;effetto bonus in questa prima parte dell&#8217;anno, presenta un quadro diverso rispetto solo a quello di qualche anno fa.<br />
Ma a cosa si deve dunque il successo del Gruppo mantovano presieduto da <strong>Remo Grazzi?</strong> Innanzitutto il <strong>servizio e la fidelizzazione del cliente</strong>: due obiettivi che presuppongono anche una voce importantissima: <strong>&#8220;l&#8217;impegno e la soddisfazione del personale&#8221;</strong> come spiega lo stesso presidente e amministratore delegato Grazzi che, tra le numerose eccellenze del gruppo, evidenzia l&#8217;apporto importante portato dalla sede<strong> Caem di Castellucchio,</strong> centro di trasformazione per il legno finalizzato alla costruzione di strutture come edifici o tetti, guidato da <strong>Marco Minari.</strong></p>
<p><strong><em>Vedi il video servizio con l&#8217;intervista al presidente e amministratore delegato di Caem Group Remo Grazzi </em></strong></p>
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		<title>Superbonus, ok a &#8216;stretta&#8217; che passa con appoggio di Italia Viva, FI astenuta</title>
		<link>https://mantovauno.it/italia-mondo/superbonus-ok-a-stretta-emendamento-passa-con-appoggio-di-italia-viva-forza-italia-astenuta/</link>
				<pubDate>Tue, 14 May 2024 20:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Via libera della commissione Finanze del Senato all&#8217;emendamento del governo per la stretta al superbonus che, tra le altre restrizioni, spalma il credito su 10 anni, contro i 4 previsti in precedenza. La proposta di modifica, a quanto apprende l&#8217;Adnkronos, è passata con l&#8217;appoggio di Italia Viva, mentre Forza Italia si è astenuta. La Commissione [&#8230;]</p>
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<p>Via libera della commissione Finanze del Senato all&#8217;emendamento del governo per la stretta al superbonus che, tra le altre restrizioni, spalma il credito su 10 anni, contro i 4 previsti in precedenza. La proposta di modifica, a quanto apprende l&#8217;Adnkronos, è passata con l&#8217;appoggio di Italia Viva, mentre Forza Italia si è astenuta.</p>
<p>La Commissione finanze del Senato ha concluso le votazioni sugli emendamenti al decreto Superbonus e tornerà a riunirsi domani mattina alle 10 per votare il mandato al relatore. Intorno alle 15 il provvedimento approderà in Aula a Palazzo Madama dove sarebbe atteso il ricorso al voto di fiducia.</p>
<p>&#8220;Rimane il Superbonus con effetto retroattivo perché i nostri emendamenti sono stati bocciati in commissione, mi spiace e penso che sia un errore. Domani in aula saremo però leali nei confronti del governo&#8221; assicura il vicepremier Antonio Tajani al termine delle votazioni. E rivendica lo stop alla sugar tax &#8220;l&#8217;abbiamo spuntata, ci sarà il rinvio per un anno, e finché saremo al governo non ci saranno più tasse per gli italiani&#8221;. Quanto allo scontro con il ministro dell&#8217;Economia Giancarlo Giorgetti, il leader di Fi dice: &#8220;Non c&#8217;è nessuna guerra, ci sono posizioni politiche di principio&#8221;.</p>
<p>Sui numeri in Commissione per far passare il testo va all&#8217;attacco il Pd. &#8220;Giorgia Meloni, che ha sempre affermato di avere una maggioranza solida e di rispettare le regole democratiche e il Parlamento, oggi è stata costretta, per far approvare un provvedimento governativo, a tentare prima una forzatura, provando ad aggiungere un senatore di maggioranza in commissione e, non riuscendoci &#8211; attacca il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia &#8211; a ‘comprare’ poi l’assenza di un senatore che di solito vota con l’opposizione, attraverso l’approvazione di un suo emendamento. Un triste epilogo delle glorie meloniane&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ue, Confedilizia “Cambiare direttiva Case Green, serve più gradualità”</title>
		<link>https://mantovauno.it/dallitalia-e-dal-mondo/ue-confedilizia-cambiare-direttiva-case-green-serve-piu-gradualita/</link>
				<pubDate>Fri, 03 May 2024 13:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dall'Italia e Dal Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Edilizia Oggi]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Il &#8220;difetto principale&#8221; della direttiva europea sulle case green è quello di &#8220;andare nello stesso modo in tutte le direzioni&#8221; e di &#8220;imporre&#8221; interventi invece di incentivarli con gradualità. Lo ha detto Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy. &#8220;L&#8217;efficientamento energetico &#8211; ha spiegato &#8211; è [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div>Il &#8220;difetto principale&#8221; della direttiva europea sulle case green è quello di &#8220;andare nello stesso modo in tutte le direzioni&#8221; e di &#8220;imporre&#8221; interventi invece di incentivarli con gradualità. Lo ha detto Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.<br />
&#8220;L&#8217;efficientamento energetico &#8211; ha spiegato &#8211; è un interesse degli stessi proprietari ma se si impone si fa un danno doppio: da un lato si mettono i proprietari contro il green, dall&#8217;altro si rischia di svalutare in un colpo solo un intero patrimonio immobiliare. Poichè abbiamo tanti immobili non efficienti energeticamente non si può dire ai proprietari da un giorno all&#8217;altro che tutto questo è illegale e bisogna cambiare. Bisogna arrivarci piano con buon senso e per questo spero che la direttiva nella prossima legislatura europea venga cambiata&#8221;.<br />
Confedilizia &#8220;ha contrastato la direttiva dalle sue bozze, nel 2021 quando era più pesante della versione finale perchè all&#8217;inizio prevedeva il divieto di vendere e affittare immobili senza certe caratteristiche. Poi per un anno e mezzo &#8211; ha continuato il presidente &#8211; c&#8217;è stata la versione che prevedeva l&#8217;obbligo di arrivare a determinate classi energetiche entro pochi anni. Ora c&#8217;è l&#8217;obbligo per gli Stati di trovare il modo di ridurre, per esempio, nel primo step del 16% il consumo medio di energia degli immobili. E&#8217; comunque negativa a nostro avviso &#8211; ha aggiunto &#8211; e noi siamo soddisfatti del fatto che il governo abbia votato contro. Siamo per cambiarla come, per fortuna, ha detto il presidente del Consiglio Meloni: modificarla prima di attuarla. Ci sono due anni di tempo, vanno sfruttati per questo&#8221;.<br />
Sul tema degli affitti brevi, &#8220;abbiamo criticato &#8211; ha spiegato Spaziani Testa &#8211; il fatto che aumenti la tassazione, sia pure limitatamente&#8221;. &#8220;Continuiamo a dire che, anche sulla base di esperienze straniere come quella di New York &#8211; ha proseguito -, non bisogna disincentivare ciò che si ritiene eccessivo, ovvero gli affitti brevi in alcune città, ma incentivare ciò che si vorrebbe di più e cioè gli affitti lunghi. Con meno tasse, per esempio, si può azzerare l&#8217;Imu in particolare per chi fa contratti a canone concordato. Poi bisogna dare più garanzie ai proprietari che hanno la paura di non rientrare in possesso degli immobili se fanno affitti di lunga durata&#8221;.<br />
Per il presidente di Confedilizia, inoltre, &#8220;la cedolare secca anche per gli affitti commerciali non abitativi consentirebbe di aiutare il commercio, combattere la desertificazione delle città ma anche aiutare l&#8217;accesso all&#8217;abitazione, perchè rinascerebbero luoghi che stanno morendo. Questo è un altro elemento che abbiamo proposto e ottenuto, ma va attuato&#8221;.<br />
In merito al dibattito sul Superbonus, secondo Spaziani Testa, per il futuro occorre &#8220;un sistema ragionevole ma stabile e duraturo di incentivi per interventi che si ritengono utili, per esempio l&#8217;efficientamento energetico ma anche e soprattutto il miglioramento sismico degli edifici. Si può togliere qualcosa che c&#8217;è in tanti anni di bonus e incentivi e concentrare le risorse, quando ci saranno, sulla sicurezza degli immobili, che è davvero molto importante anche più del loro efficientamento energetico&#8221;. Per quanto riguarda il problema delle situazioni pendenti, per il presidente di Confedilizia, &#8220;bisogna salvare il più possibile chi si è fidato dello Stato e ha fatto qualcosa che in quel momento era consentito. Questi ultimi interventi stanno peggiorando la situazione anche di chi, legittimamente, rispettando la legge, ha iniziato interventi e avviato tante attività che, soprattutto nei condomini, sono lunghe e complesse. E&#8217; un&#8217;attenzione che va data ancora in queste ore sul provvedimento in Senato&#8221;.<br />
Una riflessione anche sul &#8220;piano casa&#8221; annunciato dal vicepremier Matteo Salvini. &#8220;Auspico possa prevedere anche un intervento di rafforzamento dell&#8217;affitto privato. Soprattutto quando i mutui crescono e c&#8217;è più difficoltà ad acquistare, bisogna dare forza all&#8217;affitto privato e dare fiducia ai proprietari che hanno immobili, perchè li mettano sul mercato e consentano così il maggiore accesso possibile all&#8217;abitazione&#8221;, ha concluso Spaziani Testa.</p>
<p>&#8211; Foto Italpress &#8211;</p>
<p>(ITALPRESS).</p></div>
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