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	<title>Salute &#8211; Mantovauno.it</title>
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		<title>Ucb accelera sull&#8217;innovazione con acquisizioni mirate in neuroscienze e immunologia</title>
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				<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 11:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;In un contesto in rapida evoluzione, in cui innovazione biotecnologica, medicina di precisione e tecnologie emergenti stanno ridefinendo lo sviluppo terapeutico, Ucb, azienda biofarmaceutica globale, sta attuando una strategia intenzionale e mirata per accelerare l&#8217;innovazione attraverso una serie di acquisizioni e partnership globali. Questi investimenti riflettono l&#8217;ambizione di lungo termine di Ucb di [&#8230;]</p>
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<p> (Adnkronos) &#8211; &#8220;In un contesto in rapida evoluzione, in cui innovazione biotecnologica, medicina di precisione e tecnologie emergenti stanno ridefinendo lo sviluppo terapeutico, Ucb, azienda biofarmaceutica globale, sta attuando una strategia intenzionale e mirata per accelerare l&rsquo;innovazione attraverso una serie di acquisizioni e partnership globali. Questi investimenti  riflettono l&rsquo;ambizione di lungo termine di Ucb di scoprire e sviluppare terapie trasformative che vadano oltre il trattamento dei sintomi, puntando a modificare e potenzialmente curare le malattie&#8221;. E&#8217; quanto si legge in una nota dell&#8217;azienda. Le operazioni annunciate nelle ultime settimane &#8211; si legge &#8211; riflettono una &#8220;strategia coerente volta a combinare scienza d&rsquo;avanguardia, una profonda comprensione della biologia umana e modalit&agrave; terapeutiche di nuova generazione. Nel loro insieme, rafforzano la capacit&agrave; di Ucb di sviluppare trattamenti di precisione basati sulla biologia per malattie complesse con elevato bisogno medico insoddisfatto, aumentando al contempo la probabilit&agrave; di generare risultati significativi e duraturi per i pazienti&#8221;.&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;integrazione di Neurona Therapeutics consente a Ucb  &#8220;di superare la gestione sintomatica e orientarsi verso soluzioni innovative volte alla rigenerazione del sistema nervoso, aprendo nuove prospettive per le persone che convivono con forme gravi di epilessia farmacoresistente&#8221;. IMIDomics &#8211; dettaglia la nota &#8211; &#8220;apporta il valore di una delle piattaforme di dati e biobanche internazionali pi&ugrave; complete, abilitando modelli avanzati di stratificazione dei pazienti e accelerando la scoperta di nuovi target terapeutici. Queste capacit&agrave; rafforzano l&rsquo;approccio di Ucb allo sviluppo dei farmaci basato sulla biologia umana, anche attraverso l&rsquo;utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale e machine learning&#8221;.&nbsp;</p>
<p>&#8220;Candid Therapeutics e Antengene &#8211; riporta la nota &#8211; ampliano il perimetro scientifico e tecnologico di Ucb, contribuendo allo sviluppo di nuovi approcci per il ripristino della risposta immunitaria attraverso piattaforme multidisciplinari e strategie fondate sull&rsquo;integrazione di competenze di eccellenza, con particolare attenzione alla ricerca focalizzata sulle cellule T e B, responsabili rispettivamente della regolazione e della produzione di anticorpi, e su come queste possano essere selettivamente modulate o riprogrammate per bloccare la risposta immunitaria aberrante contro i tessuti sani, ripristinando cos&igrave; la tolleranza immunologica senza compromettere le difese dell&rsquo;organismo&#8221;. Nel loro insieme, queste iniziative &#8220;riflettono una visione fondata sulla responsabilit&agrave; verso i pazienti e su un impegno continuo nel tradurre il progresso scientifico e tecnologico in benefici concreti. Ucb &#8211; conclude la nota &#8211; prosegue, con umilt&agrave; e determinazione, il proprio percorso volto a costruire soluzioni personalizzate che tengano conto della complessit&agrave; delle malattie e della diversit&agrave; dei bisogni individuali, mantenendo al centro un miglioramento tangibile degli esiti clinici e della qualit&agrave; della vita&#8221;.&nbsp;</p>
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		<title>Farmaci, aspergillosi invasiva: risultati positivi per olorofim nello studio globale di fase 3 Oasis</title>
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				<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 08:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; F2G Ltd e Shionogi &#38; Co., Ltd. hanno annunciato i principali risultati preliminari positivi dello studio globale di fase 3 &#8216;Oasis&#8217;, che confronta il farmaco antifungino orale sperimentale olorofim con la terapia sequenziale amfotericina B liposomiale endovenosa seguita dalla terapia standard (Soc) in pazienti con aspergillosi invasiva la cui infezione &#232; refrattaria alla [&#8230;]</p>
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<p> (Adnkronos) &#8211;<br />
F2G Ltd e Shionogi &amp; Co., Ltd. hanno annunciato i principali risultati preliminari positivi dello studio globale di fase 3 &#8216;Oasis&#8217;, che confronta il farmaco antifungino orale sperimentale olorofim con la terapia sequenziale amfotericina B liposomiale endovenosa seguita dalla terapia standard (Soc) in pazienti con aspergillosi invasiva la cui infezione &egrave; refrattaria alla terapia azolica o per cui tale terapia non &egrave; adeguata. &#8220;Lo studio &#8211; informa una nota &#8211; ha raggiunto il suo endpoint primario di non inferiorit&agrave;, con un tasso di mortalit&agrave; per tutte le cause (Acm) al giorno 42 pari a 23,8% per olorofim rispetto a 24,3% per amfotericina B liposomiale seguito dallo standard di cura. Non sono stati osservati nuovi segnali di sicurezza per olorofim; il tasso di eventi avversi correlati al trattamento (Teae) &egrave; stato pari a 35,8% per olorofim e 63,9% per amfotericina B liposomiale seguita dalla terapia standard, con una differenza determinata principalmente dal maggiore tasso di eventi renali nel braccio amfotericina B liposomiale&#8221;.&nbsp;</p>
<p>&#8220;Le infezioni fungine invasive, anche in Italia, rappresentano una grave minaccia, essendo associate a un elevato unmet need. Nei pazienti gi&agrave; estremamente fragili affetti da infezioni fungine invasive da Aspergillus o funghi rari &#8211; inclusi nella Fungal priority list (Fppl) dell&rsquo;Oms &#8211; la disponibilit&agrave; di nuove opzioni terapeutiche innovative rappresenta una priorit&agrave; clinica urgente&#8221;, hanno dichiarato Matteo Bassetti, ordinario di Malattie Infettive Universit&agrave; degli Studi di Genova e Cristina Mussini, ordinario di Malattie Infettive, Universit&agrave; degli Studi di Modena e Reggio Emilia, rispettivamente presidente Sita (Societ&agrave; italiana di terapia antiinfettiva) e presidente Simit (Societ&agrave; italiana di malattie infettive e tropicali).  Entrambi hanno sottolineato: &#8220;Siamo orgogliosi di aver attivamente partecipato a questo importante studio internazionale, Oasis, su una molecola con un meccanismo d&rsquo;azione innovativo che conferisce attivit&agrave; fungicida contro un ampio spettro di infezioni da funghi rari e resistenti. La partecipazione dell&rsquo;Italia, con il coinvolgimento di ben 6 centri di eccellenza altamente qualificati, evidenzia il contributo concreto del nostro Paese all&rsquo;avanzamento della ricerca clinica in questo ambito&#8221;. &nbsp;</p>
<p>Questi risultati  &#8211; riferisce la nota &#8211; &#8220;ampliano i dati del precedente studio di Fase 2b che hanno portato alla designazione di Breakthrough Therapy dalla Food and Drug Administration (Fda) statunitense per olorofim, confermando il suo potenziale come trattamento per i pazienti con aspergillosi invasiva. F2G e Shionogi prevedono di presentare i risultati principali dello studio in occasione di un prossimo congresso medico. Tali dati saranno sottoposti alle autorit&agrave; regolatorie negli Stati Uniti da F2G e in Europa e Asia da Shionogi&#8221;. &#8220;Le infezioni fungine invasive rimangono difficili da trattare e possono essere potenzialmente fatali, soprattutto nei pazienti immunocompromessi &#8211;  ha sottolineato Johan Maertens, MD, PhD, professore di Ematologia presso l&rsquo;University Hospitals Leuven, Belgio, Principal Investigator dello studio -. I principali risultati preliminari di Oasis si aggiungono al crescente corpus di evidenze che confermano il potenziale terapeutico di olorofim in una popolazione difficile da trattare e con opzioni antifungine limitate. Siamo fiduciosi che questo possa offrire un&rsquo;alternativa significativa ai clinici per il trattamento di infezioni difficili causate da Aspergillus&#8221;. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>
Francesco Maria Lavino, Chief Executive Officer di F2G, ha commentato: &#8220;Siamo incoraggiati dai risultati preliminari dello studio di Fase 3 OASIS, che rappresentano un importante traguardo per F2G e per la nostra collaborazione con Shionogi. Questi risultati dimostrano il potenziale di olorofim come nuova opzione per i pazienti con infezioni fungine invasive difficili da trattare, inclusa l&rsquo;aspergillosi invasiva. Siamo grati ai pazienti, agli sperimentatori, al nostro partner Shionogi e al team di F2G per il loro impegno in questo studio fondamentale&#8221;. &nbsp;</p>
<p>&#8220;Si tratta &#8211; ha aggiunto John Keller, Direttore del Consiglio di Amministrazione e Senior Vice President, R&amp;D, di Shionogi &amp; Co., Ltd. &#8211;  di un promettente nuovo sviluppo nella terapia antifungina, un&rsquo;area in cui i pazienti non hanno avuto novit&agrave; per oltre 20 anni. Nell&rsquo;attuale pratica clinica, le considerazioni relative alla sicurezza e alla tollerabilit&agrave;, in particolare gli effetti sulla funzionalit&agrave; renale, possono porre sfide significative nella scelta e nel proseguimento del trattamento. In questo contesto, i risultati dello studio Oasis suggeriscono che olorofim abbia il potenziale per offrire una nuova opzione terapeutica ai pazienti con aspergillosi invasiva. Come azienda leader nella ricerca e sviluppo sulle malattie infettive, la nostra partnership con F2G per una nuova classe di trattamenti antifungini conferma il nostro impegno nel promuovere l&rsquo;innovazione nell&rsquo;ambito dei farmaci anti-infettivi per alcune delle patologie pi&ugrave; impegnative. Non vediamo l&rsquo;ora di condividere appena possibile i risultati completi&#8221;. &nbsp;</p>
<p>
L&rsquo;aspergillosi invasiva &#8211; conclude la nota &#8211; &egrave; un&rsquo;infezione fungina potenzialmente fatale che colpisce principalmente i pazienti immunocompromessi ed &egrave; associata a una significativa morbilit&agrave; e mortalit&agrave;. Le opzioni terapeutiche sono limitate per i pazienti che non possono essere trattati con le terapie antifungine azoliche disponibili. F2G e Shionogi collaborano allo sviluppo e alla commercializzazione di olorofim per rendere disponibile questa innovativa terapia antifungina ai pazienti con infezioni fungine invasive. F2G detiene la responsabilit&agrave; commerciale di olorofim in Nord America e nei territori non assegnati a Shionogi, mentre Shionogi detiene la responsabilit&agrave; commerciale in Europa e Asia.&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Caldo e colpi di calore, ecco come difendersi: le 10 regole per non rischiare</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/caldo-e-colpi-di-calore-ecco-come-difendersi-le-10-regole-per-non-rischiare/</link>
				<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 00:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Arriva il gran caldo e come ogni estate si moltiplicano gli appelli alla prudenza e a proteggersi, facendo attenzione a orari pi&#249; arroventati, dieta, attivit&#224; fisica e stile di vita. &#8220;&#200; importante proteggersi dalle ondate di calore adottando comportamenti corretti&#8221;, raccomanda il ministero della Salute, rilanciando online 10 consigli utili per difendersi. &#8220;Una [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div>
<p> (Adnkronos) &#8211;<br />
Arriva il gran caldo e come ogni estate si moltiplicano gli appelli alla prudenza e a proteggersi, facendo attenzione a orari pi&ugrave; arroventati, dieta, attivit&agrave; fisica e stile di vita. &#8220;&Egrave; importante proteggersi dalle ondate di calore adottando comportamenti corretti&#8221;, raccomanda il ministero della Salute, rilanciando online 10 consigli utili per difendersi. &#8220;Una serie di semplici abitudini comportamentali e misure di prevenzione &#8211; spiega il dicastero &#8211; possono contribuire a ridurre notevolmente le conseguenze nocive delle ondate di calore&#8221;, permettendo di &#8220;limitare l&#8217;esposizione alle alte temperature; facilitare il raffreddamento del corpo e idratarsi adeguatamente per prevenire la disidratazione; ridurre i rischi nelle persone pi&ugrave; fragili (persone molto anziane, persone con problemi di salute, che assumono farmaci, neonati e bambini molto piccoli)&#8221;. Un monito specifico &egrave; rivolto agli operatori socio-sanitari, che &#8220;devono adottare alcuni accorgimenti in quanto vanno incontro, pi&ugrave; frequentemente delle altre persone, a disturbi caldo-correlati: &egrave; importante, quindi, che questi lavoratori comincino a rinfrescarsi e idratarsi gi&agrave; prima del turno di lavoro&#8221;.&nbsp;</p>
<p>1) Non uscire nelle ore pi&ugrave; calde. Durante un&#8217;ondata di calore, evitare l&#8217;esposizione diretta al sole nelle ore pi&ugrave; calde della giornata (tra le 11 e le 18);&nbsp;</p>
<p>2) Migliorare l&#8217;ambiente domestico e di lavoro. La misura pi&ugrave; semplice &egrave; la schermatura delle finestre esposte a sud e a sud-ovest con tende e oscuranti regolabili (persiane, veneziane) che blocchino il passaggio della luce, ma non quello dell&rsquo;aria. Efficace &egrave; l&#8217;impiego dell&#8217;aria condizionata, che tuttavia va usata con attenzione, evitando di regolare la temperatura a livelli troppo bassi rispetto alla temperatura esterna. Una temperatura tra 25-27&deg;C con un basso tasso di umidit&agrave; &egrave; sufficiente a garantire il benessere e non espone a bruschi sbalzi termici rispetto all&#8217;esterno. Da impiegare con cautela i ventilatori meccanici, che accelerano il movimento dell&#8217;aria, ma non abbassano la temperatura ambientale; per questo il corpo continua a sudare. &Egrave; perci&ograve; importante continuare ad assumere grandi quantit&agrave; di liquidi. Quando la temperatura interna supera i 32&deg;C, l&#8217;uso del ventilatore &egrave; sconsigliato perch&eacute; non &egrave; efficace per combattere gli effetti del caldo. Non vanno mai indirizzati direttamente sul corpo, in particolare nel caso di persone anziane allettate o con limitata autonomia.&nbsp;</p>
<p>Ancora: 3) Bere molti liquidi e moderare l&#8217;assunzione di bevande contenenti caffeina, evitare bevande alcoliche. Bere molta acqua (almeno 1 litro e mezzo al giorno) e mangiare frutta fresca &egrave; una misura essenziale per contrastare gli effetti del caldo. Soprattutto per gli anziani &egrave; necessario bere anche se non si sente lo stimolo della sete. Esistono tuttavia particolari condizioni di salute (come l&#8217;epilessia, le malattie del cuore, del rene o del fegato) per le quali l&#8217;assunzione eccessiva di liquidi &egrave; controindicata. Se si &egrave; affetti da qualche malattia &egrave; necessario consultare il medico prima di aumentare l&#8217;ingestione di liquidi. &Egrave; necessario consultare il medico anche se si sta seguendo una cura che limita l&#8217;assunzione di liquidi o ne favorisce l&#8217;eliminazione;&nbsp;</p>
<p>4) Seguire un&#8217;alimentazione corretta. Ricordiamoci di consumare 5 porzioni di frutta e verdura di stagione al giorno. Moderiamo il consumo di piatti elaborati ricchi di grassi e riduciamo i condimenti. Privilegiamo cibi freschi, facilmente digeribili e ricchi di acqua. Utilizziamo poco sale e privilegiamo quello iodato;&nbsp;</p>
<p>5) Fare attenzione alla corretta conservazione degli alimenti. Il rispetto della catena del freddo &egrave; importante per la sicurezza degli alimenti;&nbsp;</p>
<p>6) Vestire comodi e leggeri, con indumenti di cotone, lino o fibre naturali (evitare le fibre sintetiche). All&#8217;aperto &egrave; utile indossare cappelli leggeri e di colore chiaro per proteggere la testa dal sole diretto. Proteggere anche gli occhi con occhiali da sole con filtri Uv e la pelle con creme solari ad alto fattore protettivo. Particolare attenzione ai bambini. &nbsp;</p>
<p>E poi: 7) In auto, ricordarsi di ventilare l&#8217;abitacolo prima di iniziare un viaggio, anche se la vettura &egrave; dotata di un impianto di ventilazione. In questo caso, regolare la temperatura su valori di circa 5 gradi inferiori alla temperatura esterna evitando di orientare le bocchette della climatizzazione direttamente sui passeggeri. Se ci si deve mettere in viaggio, evitare le ore pi&ugrave; calde della giornata (specie se l&#8217;auto non &egrave; climatizzata) e tenere sempre in macchia una scorta d&#8217;acqua. Non lasciare mai neonati, bambini o animali in macchina, neanche per brevi periodi;&nbsp;</p>
<p>8) Evitare l&#8217;esercizio fisico nelle ore pi&ugrave; calde della giornata. In ogni caso, se si fa attivit&agrave; fisica, bisogna bere molti liquidi. Per gli sportivi &egrave; importante a inizio stagione adattarsi progressivamente al caldo con sessioni di allenamento di intensit&agrave; ed esposizione crescenti. Essenziali sono una adeguata idratazione e alternare le sessioni di allenamento con pause in luoghi rinfrescati e, se necessario, compensare la perdita di elettroliti con gli integratori (chiedere sempre al proprio medico);&nbsp;</p>
<p>9) Offrire assistenza a persone a maggiore rischio (come gli anziani che vivono da soli, le persone non autosufficienti, senza fissa dimora etc.) e segnalare ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitano di un intervento. Negli anziani un campanello di allarme &egrave; la riduzione di alcune attivit&agrave; quotidiane (spostarsi in casa, vestirsi, mangiare, andare regolarmente in bagno, lavarsi), che pu&ograve; indicare un peggioramento dello stato di salute. Controlla la temperatura corporea dei lattanti e bambini piccoli, abbassandola con una doccia tiepida e quando possibile aprire il pannolino per rinfrescarli;&nbsp;</p>
<p>10) Dare molta acqua fresca agli animali domestici, anche quando siamo in viaggio e fare frequenti soste in zone ombreggiate. Evitiamo di far uscire gli animali nelle ore pi&ugrave; calde della giornata, per non farli camminare sull&#8217;asfalto rovente.&nbsp;</p>
<p>Da luned&igrave; 22 giugno sar&agrave; attivo il 1500, numero di pubblica utilit&agrave; del ministero della Salute in sinergia con l&#8217;Istituto nazionale per l&#8217;assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail), che offre ascolto e informazioni ai cittadini, soprattutto alle persone pi&ugrave; fragili e a rischio, per mitigare gli effetti delle ondate di calore sulla salute. Il servizio &egrave; operativo dal luned&igrave; al venerd&igrave;, dalle 9 alle 17, esclusi i giorni festivi.&nbsp;</p>
<p>Gli operatori &#8211; si legge sul sito del ministero della Salute &#8211; forniscono consigli utili per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, orientamento ai servizi sul territorio attivati dalle Regioni e dai Comuni, counseling di tipo medico sanitario e informazioni sulla tutela della salute dei lavoratori esposti al sole durante le attivit&agrave; all&rsquo;aperto (lavoratori outdoor). Attraverso il 1500, inoltre, i cittadini possono ricevere indicazioni per la prevenzione e la gestione del rischio sanitario legato alle punture di insetto (malattia di West Nile, Dengue, encefalite da zecche, etc.), al riconoscimento dei sintomi e ai comportamenti da adottare in caso di sospetto contagio.&nbsp;</p>
<p>Il dicastero ricorda che tutti i giorni sono disponibili sul sito del ministero i bollettini sulle ondate di calore, con le previsioni a 3 giorni sulle condizioni climatiche che possono rappresentare un rischio per la salute della popolazione. I bollettini sono elaborati dal Dipartimento di Epidemiologia Ssr Regione Lazio, nell&#8217;ambito del Piano operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, coordinato dal ministero.&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Dall’Italia al Libano, 55 pallet di farmaci per le fasce più fragili</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/dallitalia-al-libano-55-pallet-di-farmaci-per-le-fasce-piu-fragili/</link>
				<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 17:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Cinquantacinque pallet di farmaci destinati alle popolazioni pi&#249; vulnerabili del Libano partiranno il prossimo 21 giugno dall&#8217;aeroporto militare di Pratica di Mare nell&#8217;ambito di una missione umanitaria realizzata grazie alla collaborazione tra la Difesa e la Confederazione Nazionale delle Misericordie d&#8217;Italia. L&#8217;operazione prende avvio da una richiesta della Caritas libanese per il tramite [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div>
<p> (Adnkronos) &#8211; Cinquantacinque pallet di farmaci destinati alle popolazioni pi&ugrave; vulnerabili del Libano partiranno il prossimo 21 giugno dall&rsquo;aeroporto militare di Pratica di Mare nell&rsquo;ambito di una missione umanitaria realizzata grazie alla collaborazione tra la Difesa e la Confederazione Nazionale delle Misericordie d&rsquo;Italia. L&rsquo;operazione prende avvio da una richiesta della Caritas libanese per il tramite della Nunziatura Apostolica a Beirut, alla Confederazione Nazionale delle Misericordie d&rsquo;Italia per sostenere le popolazioni pi&ugrave; fragili del Libano. A raccoglierlo &egrave; stata Bruno Farmaceutici Spa di Roma, che ha risposto con una cospicua donazione di 55 pallet di medicinali, comprendente farmaci antinfiammatori, antidolorifici, antiallergici e altri prodotti destinati all&rsquo;assistenza sanitaria delle persone pi&ugrave; vulnerabili. Una volta giunto a Beirut, il materiale sar&agrave; affidato al contingente italiano impegnato nella Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL) e successivamente distribuito attraverso Caritas Libano e l&rsquo;Associazione Nazionale libanese del Sovrano Militare Ordine di Malta. &nbsp;</p>
<p>L&rsquo;iniziativa &egrave; una ulteriore, concreta applicazione dell&rsquo;accordo di collaborazione sottoscritto tra il Comando Operativo di Vertice Interforze e la Confederazione Nazionale delle Misericordie d&rsquo;Italia, finalizzato a promuovere interventi umanitari nei teatri operativi dove sono presenti le Forze Armate italiane, mettendo a sistema le capacit&agrave; logistiche della Difesa e l&rsquo;esperienza delle Misericordie nel campo delle emergenze internazionali e dell&rsquo;assistenza alle popolazioni in difficolt&agrave;. &nbsp;</p>
<p>&ldquo;Questa missione dimostra come la solidariet&agrave; possa trasformarsi in un aiuto concreto quando istituzioni, volontariato e mondo dell&rsquo;impresa scelgono di lavorare insieme per il bene comune &#8211; dichiara il presidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie d&rsquo;Italia, Domenico Giani -. Desidero esprimere la nostra gratitudine al Nunzio Apostolico a Beirut mons. Paolo Borgia, a Bruno Farmaceutici per la generosit&agrave; per l&rsquo;alto valore della donazione, al Comando Operativo di Vertice Interforze per il prezioso supporto garantito, alla nostra Area Emergenze impegnata nella valutazione e nella progettazione della missione, e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa iniziativa a favore di popolazioni che vivono una situazione di particolare fragilit&agrave;&#8221;. &nbsp;</p>
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		<title>Torna la campagna &#8216;In seno al futuro&#8217; a sostegno delle donne con cancro metastatico</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/torna-la-campagna-in-seno-al-futuro-a-sostegno-delle-donne-con-cancro-metastatico/</link>
				<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 16:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Parlare di futuro per le pazienti con tumore al seno metastatico, una patologia oggi sempre pi&#249; cronicizzabile grazie a terapie innovative che consentono di convivere con il cancro e mantenere una buona qualit&#224; di vita. &#200; questo l&#8217;obiettivo di &#8216;In seno al futuro&#8217;, campagna di Daiichi Sankyo e AstraZeneca, giunta alla seconda edizione. [&#8230;]</p>
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<p> (Adnkronos) &#8211; Parlare di futuro per le pazienti con tumore al seno metastatico, una patologia oggi sempre pi&ugrave; cronicizzabile grazie a terapie innovative che consentono di convivere con il cancro e mantenere una buona qualit&agrave; di vita. &Egrave; questo l&#8217;obiettivo di &#8216;In seno al futuro&#8217;, campagna di Daiichi Sankyo e AstraZeneca, giunta alla seconda edizione. L&#8217;iniziativa, informano i promotori, si articola attraverso un video racconto costruito attorno a 4 parole chiave &#8211; ricerca, fiducia, percorso, relazione &#8211; che delineano il percorso di cura delle pazienti dopo una diagnosi di tumore al seno metastatico e le accompagnano alla scoperta del proprio futuro. L&#8217;ambassador del progetto &egrave; Diego Passoni, speaker e conduttore radiofonico di Radio Deejay, la voce narrante e il facilitatore che accompagna la riflessione sul significato pi&ugrave; profondo di ogni singola parola, per approfondire i diversi aspetti della malattia e della cura. &nbsp;</p>
<p>Ogni video &#8211; spiega una nota &#8211; ha come focus proprio una delle 4 parole e si sviluppa attraverso un dialogo emozionante e profondo tra Diego e i rappresentanti delle associazioni pazienti e delle esperte che hanno dato il loro contributo alla campagna. In particolare, Diego incontra Flori Degrassi, presidente di Andos nazionale Ets; Rosanna D&#8217;Antona, presidente di Europa Donna Italia; Antonella Campana, presidente di Fondazione IncontraDonna; Chiara Milanesi, responsabile della sezione di Forl&igrave; di Salute Donna Odv, e le esperte Grazia Arpino, professore associato di Oncologia medica e responsabile del gruppo di tumore mammario all&#8217;universit&agrave; Federico II di Napoli; Valentina Guarneri, professore ordinario di Oncologia medica all&#8217;universit&agrave; di Padova; Manuelita Mazza, Section Head Breast Cancer Oncology presso la Cleveland Clinic di Abu Dhabi, e Gabriella Pravettoni, professore ordinario di Psicologia delle decisioni del Dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia dell&#8217;universit&agrave; degli Studi di Milano. Il risultato &#8211; si legge &#8211; &egrave; uno scambio di opinioni, un confronto aperto e sincero che offre una sempre diversa prospettiva su cosa significhi convivere con la malattia e immaginare un futuro con una diagnosi di tumore al seno metastatico, attraverso le parole.&nbsp;</p>
<p>&#8220;Sono molto felice &#8211; afferma Passoni &#8211; di far parte di &#8216;In seno al futuro&#8217;, un progetto che vuole raccontare le nuove possibilit&agrave; che la ricerca e l&#8217;innovazione offrono alle pazienti con tumore al seno metastatico che possono ora immaginare, insieme a caregiver, amici e familiari, un futuro con lunghe prospettive. Ricerca, fiducia, relazione e percorso sono le 4 parole simbolo della campagna, che ci hanno permesso di raccontare, in modo forte e autentico, questo cammino prospettico. Ringrazio, in particolare, le associazioni pazienti e i clinici che ho incontrato e che hanno raccontato insieme a me il cammino nuovo delle pazienti. Con un contributo valoriale immenso, hanno aiutato me e aiuteranno chi seguir&agrave; la campagna a capire il vero significato di questo percorso&#8221;. &nbsp;</p>
<p>Solo in Italia sono 55.000 le donne che convivono con un carcinoma mammario metastatico, ricordano i promotori della campagna. Nel 2024 le nuove diagnosi di tumore al seno sono state circa 54.000, di cui il 6-7% gi&agrave; di IV stadio. Si parla di metastasi quando le cellule tumorali si diffondono dalla mammella ad altre parti del corpo. Questo pu&ograve; accadere anche molti anni dopo l&#8217;intervento chirurgico e le terapie post-operatorie, nonostante il tumore primario sia stato completamente rimosso.&nbsp;</p>
<p>&#8220;Siamo orgogliosi di aver realizzato la seconda edizione di &#8216;In seno al futuro&#8217; &#8211; dichiara Mauro Vitali, Vice President Head of Oncology Daiichi Sankyo Italia &#8211; &Egrave; importante sostenere campagne come questa perch&eacute; oggi il tumore al seno metastatico richiede una narrazione nuova e pi&ugrave; aderente alla realt&agrave; delle pazienti e delle loro famiglie. Oggi possiamo parlare di futuro perch&eacute; esistono innovazioni concrete e, grazie alla ricerca, &egrave; sempre pi&ugrave; possibile convivere con questa patologia mantenendo una buona qualit&agrave; di vita. Questo cambiamento va accompagnato da informazione, consapevolezza e ascolto. La campagna, che nasce dalla collaborazione tra associazioni pazienti e clinici e dall&#8217;alleanza tra Daiichi Sankyo e AstraZeneca, rappresenta il nostro impegno condiviso per dare risposte concrete ai bisogni delle pazienti e contribuire a un&#8217;evoluzione reale dei percorsi di cura&#8221;.&nbsp;</p>
<p>Tutti i contenuti, compresi gli approfondimenti e i numeri sulla patologia e una sezione dedicata ai contenuti della campagna del 2024, saranno pubblicati sul sito dedicato alla campagna, www.insenoalfuturo.it.&nbsp;</p>
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		<title>Ematologo Corradini: &#8220;Ricerca e nuove terapie cambiano le prognosi delle neoplasie del sangue&#8221;</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/ematologo-corradini-ricerca-e-nuove-terapie-cambiano-le-prognosi-delle-neoplasie-del-sangue/</link>
				<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 16:11:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Le malattie oncoematologiche non sono affatto rare. I linfomi, da soli, occupano il settimo-ottavo posto tra i tumori pi&#249; frequenti; a questi si aggiunge il mieloma e un insieme di altre patologie che, considerate nel loro complesso, rappresentano una realt&#224; numericamente significativa&#8221;. Lo ha spiegato Paolo Corradini, professore ordinario di Ematologia universit&#224; degli [&#8230;]</p>
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<p> (Adnkronos) &#8211; &#8220;Le malattie oncoematologiche non sono affatto rare. I linfomi, da soli, occupano il settimo-ottavo posto tra i tumori pi&ugrave; frequenti; a questi si aggiunge il mieloma e un insieme di altre patologie che, considerate nel loro complesso, rappresentano una realt&agrave; numericamente significativa&#8221;. Lo ha spiegato Paolo Corradini, professore ordinario di Ematologia universit&agrave; degli Studi di Milano, direttore di Ematologia e direttore scientifico f.f. Istituto nazionale tumori di Milano, durante la conferenza &#8216;Ricerca e cura in ematologia: l&#8217;impegno di Ail tra presente e futuro&#8217;, presso Palazzo De Carolis a Roma, in occasione della Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma.&nbsp;</p>
<p>&#8220;La ricerca degli ultimi 10 anni ha compiuto un salto straordinario: non solo ha consentito di allungare la vita dei pazienti e di guarirne molti che in passato non avevano prospettive di guarigione, ma ha anche migliorato in modo sostanziale la qualit&agrave; della vita. Oggi abbiamo pazienti che possono convivere a lungo con la malattia mantenendo una buona qualit&agrave; dell&rsquo;esistenza&#8221;, ha sottolineato lo specialista. &nbsp;</p>
<p>Il docente ha poi evidenziato l&#8217;importanza della ricerca indipendente sostenuta da Ail, soffermandosi su uno studio osservazionale nazionale dedicato ai pazienti affetti da mieloma sottoposti a terapie Car-T. &#8220;Ail finanzia uno studio prospettico che raccoglier&agrave; dati clinici e campioni biologici dei pazienti trattati con Car-T in Italia. Un&#8217;esperienza simile era gi&agrave; stata realizzata nei linfomi, con oltre 1.700 pazienti coinvolti, fornendo informazioni preziose sull&rsquo;efficacia delle terapie e sugli approcci meno utili da abbandonare&#8221;, ha ricordato l&#8217;ematologo. &#8220;L&#8217;obiettivo &egrave; sviluppare biomarcatori che permettano di capire in anticipo quale terapia sia pi&ugrave; adatta per ogni singolo paziente. Si tratta di studi che difficilmente vengono realizzati dall&#8217;industria farmaceutica e che possono essere portati avanti soprattutto dal mondo accademico grazie al sostegno di enti come Ail&#8221;, ha concluso Corradini.&nbsp;</p>
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		<title>Ematologo Rambaldi: &#8220;Diagnosi molecolari e cure mirate migliorano la prognosi dei tumori del sangue&#8221;</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/ematologo-rambaldi-diagnosi-molecolari-e-cure-mirate-migliorano-la-prognosi-dei-tumori-del-sangue/</link>
				<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 16:11:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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<p> (Adnkronos) &#8211; &#8220;Le malattie del sangue, in particolare quelle neoplastiche, stanno vivendo una fase di grandi progressi e miglioramenti. Un cambiamento che passa innanzitutto attraverso l&#8217;innovazione nella diagnosi&#8221;. Cos&igrave; Alessandro Rambaldi, professore di Ematologia, direttore scientifico Fondazione per la ricerca-From, ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, intervenuto a Roma alla conferenza &#8216;Ricerca e cura in ematologia: l&#8217;impegno di Ail tra presente e futuro&#8217;, in occasione della Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma. &#8220;Oggi siamo in grado di definire con molta pi&ugrave; precisione la diagnosi di ogni paziente e di comprenderne l&#8217;eterogeneit&agrave; biologica grazie agli strumenti della biologia molecolare. Questo ci permette di identificare in maniera pi&ugrave; accurata le cause delle malattie e di scegliere trattamenti innovativi che non si basano pi&ugrave; esclusivamente sulla chemioterapia&#8221;, ha spiegato Rambaldi.&nbsp;</p>
<p>Secondo l&#8217;ematologo, &#8220;i benefici sono particolarmente evidenti nei pazienti pi&ugrave; anziani. Per molte patologie, tra cui la leucemia mieloide acuta che colpisce soprattutto persone sopra i 60 anni, disponiamo oggi di farmaci mirati molto efficaci e meno tossici. Questo ha determinato un significativo miglioramento della prognosi e della qualit&agrave; delle cure&#8221;.&nbsp;</p>
<p>Rambaldi ha inoltre sottolineato il ruolo della comunicazione e del coinvolgimento dei pazienti. &#8220;C&#8217;&egrave; sempre bisogno di una comunicazione chiara, comprensibile e coinvolgente. La comunit&agrave; ematologica italiana ha beneficiato enormemente del sostegno dei pazienti e delle loro famiglie, che hanno contribuito non solo alla ricerca, ma anche allo sviluppo di attivit&agrave; di supporto e accoglienza. Strutture e servizi dedicati hanno consentito a molti malati di affrontare il percorso terapeutico con una migliore qualit&agrave; di vita&#8221;.&nbsp;</p>
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		<title>Locatelli (Bambino Gesù): &#8220;Investire nella ricerca significa investire nel futuro delle cure&#8221;</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/locatelli-bambino-gesu-investire-nella-ricerca-significa-investire-nel-futuro-delle-cure/</link>
				<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 16:11:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Questa &#232; una giornata di grande rilevanza perch&#233; celebra il ruolo che Ail svolge nel nostro Paese a supporto dei malati affetti da patologie oncoematologiche&#8221;. Lo ha dichiarato Franco Locatelli, direttore area clinica di Onco-ematologia pediatrica, Terapia cellulare, Terapie geniche e Trapianto emopoietico ospedale pediatrico Bambino Ges&#249; di Roma, universit&#224; Cattolica del Sacro [&#8230;]</p>
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<p> (Adnkronos) &#8211; &#8220;Questa &egrave; una giornata di grande rilevanza perch&eacute; celebra il ruolo che Ail svolge nel nostro Paese a supporto dei malati affetti da patologie oncoematologiche&#8221;. Lo ha dichiarato Franco Locatelli, direttore area clinica di Onco-ematologia pediatrica, Terapia cellulare, Terapie geniche e Trapianto emopoietico ospedale pediatrico Bambino Ges&ugrave; di Roma, universit&agrave; Cattolica del Sacro Cuore, in occasione della conferenza di presentazione della XXI Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma, a Roma.&nbsp;</p>
<p>&#8220;L&#8217;ematologia oncologica sta registrando straordinari successi e miglioramenti continui che stanno cambiando concretamente la storia di molti pazienti. Ogni grande appuntamento scientifico internazionale porta nuove evidenze di grande interesse e rilevanza. Anche il recente congresso europeo di Stoccolma ha confermato i progressi che stiamo osservando nel settore&#8221;, ha spiegato Locatelli. Secondo lo specialista, il sostegno alla ricerca rappresenta un elemento decisivo per accelerare questi risultati. &#8220;Investire nella ricerca, come fa Ail attraverso numerose iniziative dedicate ai percorsi di ricerca traslazionale, significa investire nel futuro e nelle possibilit&agrave; di cura dei pazienti oncoematologici. L&#8217;obiettivo &egrave; sviluppare trattamenti sempre pi&ugrave; mirati, specifici ed efficaci&#8221;.&nbsp;</p>
<p>&#8220;Accanto all&#8217;efficacia delle cure, oggi assume un ruolo sempre pi&ugrave; importante anche la qualit&agrave; della vita dei pazienti. Le nuove terapie consentono non solo di migliorare gli esiti clinici, ma anche di ridurre il peso degli effetti collaterali. &Egrave; un aspetto fondamentale, perch&eacute; il progressivo miglioramento delle possibilit&agrave; di guarigione impone di prestare crescente attenzione alla vita delle persone durante e dopo il percorso terapeutico&#8221;, ha concluso Locatelli.&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Tumori, Toro (Ail): &#8220;Sostenere ricerca e pazienti la nostra priorità&#8221;</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/tumori-toro-ail-sostenere-ricerca-e-pazienti-la-nostra-priorita/</link>
				<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 16:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://mantovauno.it/salute/tumori-toro-ail-sostenere-ricerca-e-pazienti-la-nostra-priorita/</guid>
				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;L&#8217;impegno fondamentale di Ail &#232; sostenere la ricerca. Presentiamo dati incoraggianti che danno grande speranza, ma c&#8217;&#232; ancora molto da fare: per questo il nostro compito principale &#232; continuare a sostenere i ricercatori, che sono tra i migliori al mondo e stanno ottenendo risultati eccellenti&#8221;. Lo ha dichiarato Giuseppe Toro, presidente nazionale Ail [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div>
<p> (Adnkronos) &#8211; &#8220;L&#8217;impegno fondamentale di Ail &egrave; sostenere la ricerca. Presentiamo dati incoraggianti che danno grande speranza, ma c&#8217;&egrave; ancora molto da fare: per questo il nostro compito principale &egrave; continuare a sostenere i ricercatori, che sono tra i migliori al mondo e stanno ottenendo risultati eccellenti&#8221;. Lo ha dichiarato Giuseppe Toro, presidente nazionale Ail (Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma), alla conferenza &#8216;Ricerca e cura in ematologia: l&#8217;impegno di Ail tra presente e futuro&#8217;, che si &egrave; tenuta a Roma in occasione della Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma.&nbsp;</p>
<p>&#8220;Accanto alla ricerca c&#8217;&egrave; un altro impegno fondamentale: oggi molti pazienti riescono a cronicizzare la malattia e convivono con la propria patologia grazie a cure sempre pi&ugrave; efficaci. Queste persone devono essere seguite, accompagnate e sostenute attraverso servizi come le Case Ail, l&#8217;assistenza domiciliare, il supporto psicologico e l&#8217;aiuto nutrizionale, per affrontare il percorso terapeutico nel modo migliore&#8221;, ha aggiunto Toro.&nbsp;</p>
<p>&#8220;Negli ultimi anni &#8211; ha evidenziato &#8211; la ricerca ha raggiunto risultati impensabili: nuove terapie, come Car-T e immunoterapia, stanno offrendo importanti prospettive. Il nostro obiettivo &egrave; continuare a sostenere il lavoro dei clinici per arrivare a cure sempre pi&ugrave; mirate e capaci di ridurre gli effetti collaterali rispetto al passato&#8221;.&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Neoplasie del sangue, Ail: &#8220;Da Car-T a medicina personalizzata così la ricerca cambia il futuro&#8221;</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/neoplasie-del-sangue-ail-da-car-t-a-medicina-personalizzata-cosi-la-ricerca-cambia-il-futuro/</link>
				<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 16:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Ogni anno in Italia vengono diagnosticate circa 30mila nuove neoplasie ematologiche, di cui oltre 2.100 riguardano bambini e adolescenti. Oggi sono circa 500mila le persone che convivono con un tumore del sangue, ma grazie ai progressi della ricerca scientifica lo scenario &#232; profondamente cambiato: terapie innovative come l&#8217;immunoterapia e i trapianti di cellule [&#8230;]</p>
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<p> (Adnkronos) &#8211; Ogni anno in Italia vengono diagnosticate circa 30mila nuove neoplasie ematologiche, di cui oltre 2.100 riguardano bambini e adolescenti. Oggi sono circa 500mila le persone che convivono con un tumore del sangue, ma grazie ai progressi della ricerca scientifica lo scenario &egrave; profondamente cambiato: terapie innovative come l&#8217;immunoterapia e i trapianti di cellule staminali emopoietiche hanno aumentato le possibilit&agrave; di guarigione e consentono a un numero crescente di pazienti di convivere a lungo con la malattia mantenendo una buona qualit&agrave; di vita. In diversi casi l&rsquo;aspettativa di vita delle persone affette da una patologia ematologica si avvicina sempre pi&ugrave; a quella della popolazione generale. Chiave di questi cambiamenti &egrave; la collaborazione tra associazioni di pazienti, societ&agrave; scientifiche, istituzioni e comunit&agrave; medico-scientifica, impegnate quotidianamente nello sviluppo di cure sempre pi&ugrave; efficaci e accessibili. A fare il punto, in vista della Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma che si celebra il 21 giugno, &egrave; l&#8217;Ail (Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma) durante un incontro a Roma. &#8220;Non siete soli&#8221;, il messaggio ribadito ai pazienti e alle loro famiglie, dopo aver illustrato i principali risultati e condiviso l&#8217;impegno messo in campo, investendo &#8220;sempre pi&ugrave; fondi&#8221; per il finanziamento della ricerca scientifica indipendente. &nbsp;</p>
<p>Nel 2025, Ail ha sostenuto 206 progetti di ricerca su leucemie, linfomi, mieloma e altre malattie del sangue, supportando studi innovativi finalizzati a comprendere i meccanismi alla base delle patologie, favorire diagnosi sempre pi&ugrave; precoci e sviluppare nuove strategie terapeutiche. L&#8217;Associazione ha inoltre ampliato l&#8217;impegno individuando e sostenendo importanti progetti di ricerca guidati dai pi&ugrave; autorevoli ematologi italiani e dal Gimema (Gruppo italiano malattie ematologiche dell&#8217;adulto), punto di riferimento per la ricerca indipendente e luogo nel quale, attraverso i working party, gli ematologi elaborano e sviluppano protocolli di ricerca nelle diverse patologie. L&#8217;impegno dell&#8217;associazione si &egrave; tradotto anche nel sostegno a 111 Centri di ematologia e di trapianto di cellule staminali distribuiti sul territorio nazionale, attraverso il finanziamento di personale sanitario, apparecchiature, farmaci, ambulatori e reparti dedicati. Nel 2026 Ail &#8211; si spiega in una nota &#8211; rafforza ulteriormente il proprio investimento nella ricerca indipendente sostenendo, insieme alle principali societ&agrave; scientifiche in ambito ematologico (Sie, Sies, Fil, Gitmo e Aieop), progetti innovativi che spaziano dall&#8217;applicazione del &#8216;Digital Twin&#8217; (gemello digitale del paziente) alle sindromi mielodisplastiche fino agli studi sulla leucemia linfoblastica acuta pediatrica, passando per nuove ricerche sui linfomi cutanei rari e programmi di alta formazione per medici e infermieri ematologici e di ricerca.&nbsp;</p>
<p>&#8220;Ail &egrave; nata quasi 60 anni fa con l&#8217;obiettivo di essere accanto ai pazienti ematologici e alle loro famiglie in tutte le fasi del percorso di malattia con una vicinanza concreta fatta di ascolto, supporto umano e sostegno alla ricerca scientifica e alle cure &#8211; spiega Giuseppe Toro, presidente nazionale Ail &#8211; In questi anni abbiamo continuato a rafforzare questo impegno, mettendo sempre al centro la persona, i suoi bisogni, la qualit&agrave; della vita e l&#8217;avanzamento della ricerca. Oggi Ail, insieme alle sue 83 sezioni provinciali e grazie all&#8217;impegno di oltre 18mila volontari, rappresenta una rete capillare di solidariet&agrave; presente su tutto il territorio nazionale, con le Case Ail, le cure domiciliari per adulti e bambini, il supporto psicologico e molti altri servizi per pazienti e caregiver. Nel 2020 &egrave; nata la Scuola nazionale di formazione Ail per i volontari che offre percorsi di formazione continua tenuti da psicologi, medici ed esperti del settore e ha l&#8217;obiettivo di accrescere le competenze necessarie per assistere i malati e le loro famiglie. E nel corso degli anni, anche grazie al costante sostegno di Ail alla ricerca, le terapie per la cura delle leucemie, dei linfomi e del mieloma sono diventate sempre pi&ugrave; mirate ed efficaci&#8221;.&nbsp;</p>
<p>Oggi le terapie Car-T stanno ridefinendo il paradigma di cura di numerosi tumori ematologici, evidenziano gli esperti, oltre che per i risultati ottenuti nei pazienti con malattia refrattaria o resistente, anche per le nuove prospettive di impiego nelle fasi pi&ugrave; precoci. &#8220;Le cellule Car-T rappresentano una delle frontiere pi&ugrave; avanzate dell&#8217;immunoterapia &#8211; illustra Franco Locatelli, direttore Area clinica di Onco-Ematologia pediatrica, Terapia cellulare, Terapie geniche e Trapianto emopoietico Ospedale pediatrico Bambino Ges&ugrave; di Roma, Universit&agrave; Cattolica del Sacro Cuore &#8211; esistono gi&agrave; numerosi prodotti Car-T approvati per l&#8217;uso clinico nel trattamento delle forme refrattarie e resistenti delle leucemie linfoblastiche acute a cellule B, dei linfomi non-Hodgkin a cellule B e del mieloma multiplo. Oggi, per&ograve;, l&#8217;obiettivo si sta spostando progressivamente verso un utilizzo pi&ugrave; precoce. Sono infatti in corso, o in fase di attivazione, trial clinici che prevedono l&#8217;impiego delle Car-T gi&agrave; alla prima ricaduta, nei pazienti con caratteristiche di alto rischio, e potenzialmente anche in pazienti neo diagnosticati nei quali esistano evidenze di un&rsquo;elevata probabilit&agrave; di fallimento delle terapie tradizionali&#8221;.&nbsp;</p>
<p>Le patologie ematologiche sono malattie rare e alcune &#8211; come il mieloma multiplo &#8211; vengono diagnosticate prevalentemente in persone con pi&ugrave; di 70 anni. Fino a tempi recenti le opzioni erano limitate, oggi il panorama &egrave; cambiato anche con l&#8217;introduzione di sempre pi&ugrave; efficaci anticorpi bispecifici. &#8220;Negli ultimi anni uno dei progressi pi&ugrave; importanti &egrave; stato l&#8217;impiego di schemi di induzione basati su quattro farmaci anzich&eacute; tre &#8211; informa Paolo Corradini, professore ordinario di Ematologia Universit&agrave; di Milano, direttore di Ematologia e direttore scientifico facente funzione Istituto nazionale dei tumori (Int) di Milano &#8211; A questo si &egrave; aggiunta l&#8217;introduzione di un anticorpo monoclonale molto efficace, il daratumumab, che riconosce una proteina presente sulla superficie delle cellule di mieloma, chiamata CD38. L&#8217;integrazione di questo farmaco nelle fasi di consolidamento e mantenimento ha rappresentato un cambiamento significativo, contribuendo sia a migliorare la sopravvivenza sia ad aumentare la qualit&agrave; di vita dei pazienti. Quando la malattia &egrave; sotto controllo e il paziente &egrave; in remissione, infatti, si riducono sintomi importanti come il dolore e il benessere complessivo migliora sensibilmente&#8221;.&nbsp;</p>
<p>Per la leucemia mieloide acuta, patologia rara e aggressiva che colpisce soprattutto gli over 60, &#8220;negli ultimi anni sono diventate disponibili nuove terapie con meccanismi d&#8217;azione molto diversi da quelli della chemioterapia tradizionale &#8211; informa Alessandro Rambaldi, professore di Ematologia, direttore scientifico Fondazione per la ricerca-From, Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo &#8211; Le nuove terapie hanno ampliato enormemente il numero di malati ai quali oggi possiamo proporre un trattamento con intento potenzialmente curativo. In passato molti pazienti di et&agrave; superiore a 65 anni ricevevano esclusivamente cure di supporto, perch&eacute; non erano candidabili a trattamenti efficaci. Oggi, grazie a terapie meglio tollerate, possiamo portarli in remissione e offrire loro anche il trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche, che resta la strategia curativa per eccellenza&#8221;. Quanto alle neoplasie mieloproliferative croniche, gruppo di malattie rare che globalmente hanno un&#8217;incidenza inferiore ai 5 casi per 100mila all&#8217;anno (le principali sono tre trombocitemia essenziale, policitemia vera e mielofibrosi), &#8220;la scoperta che la via Jak-Stat &egrave; alterata in queste malattie, indipendentemente dalla mutazione presente, ha portato allo sviluppo degli inibitori di Jak &#8211; spiega Alessandro M. Vannucchi, presidente Sies e professore di ematologia, direttore della Sod Ematologia, Crimm (Centro Ricerca e Innovazione delle Malattie Mieloproliferative), direttore Dipartimento di oncologia, direttore Scuola di specializzazione in ematologia Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi e Universit&agrave; di Firenze &#8211; Attualmente disponiamo di 3 farmaci approvati in Europa e di 4 negli Stati Uniti. Questi trattamenti hanno cambiato radicalmente l&#8217;approccio terapeutico, migliorando in modo significativo la qualit&agrave; di vita dei pazienti. In molti casi consentono un controllo ottimale dei sintomi e permettono alle persone di tornare a svolgere una vita pressoch&eacute; normale&#8221;.&nbsp;</p>
<p>C&#8217;&egrave; poi la sfida posta dalla leucemia mieloide acuta, che riguarda prevalentemente persone con un&#8217;et&agrave; media alla diagnosi di circa 60-70 anni. Oggi le terapie target hanno modificato il trattamento: &#8220;Fino a pochi anni fa, chi non era eleggibile a trattamenti chemioterapici intensivi aveva a disposizione principalmente terapie di supporto oppure agenti ipometilanti utilizzati da soli, strategia quest&#8217;ultima che spesso garantiva risposte limitate e di breve durata &#8211; informa Adriano Venditti, consiglio direttivo Sie, professore ordinario di Ematologia Universit&agrave; di Roma Tor Vergata, direttore Dipartimento di Onco-Ematologia Azienda Universitaria Policlinico Tor Vergata &#8211; Oggi lo scenario &egrave; profondamente mutato grazie all&#8217;introduzione delle terapie target, farmaci mirati che agiscono su specifiche alterazioni molecolari della cellula leucemica oppure interferiscono con processi metabolici critici per la sua sopravvivenza&#8221;. L&#8217;impatto degli inibitori tirosin-chinasici sulla leucemia mieloide cronica (Lmc) &egrave; stato &#8220;incredibile&#8221;, osservano gli esperti, se si pensa che fino agli anni Novanta l&#8217;unica possibilit&agrave; concreta di guarigione era data dal trapianto di midollo osseo. &#8220;Oggi lo scenario &egrave; completamente diverso e il primo effetto tangibile riguarda la sopravvivenza dei pazienti &#8211; sottolinea Fabrizio Pane, professore ordinario di Ematologia, direttore di Dipartimento di oncologia Ematologia e Anatomiapatologica, Universit&agrave; Federico II di Napoli, direttore Uoc Ematologia e Trapianti di midollo, Aou Federico II di Napoli &#8211; I dati del Registro svedese di popolazione mostrano che l&#8217;aspettativa di vita dei pazienti &egrave; solo lievemente inferiore rispetto a quella della popolazione generale. Nella maggior parte dei casi, la Lmc &egrave; diventata una malattia cronica, controllabile nel lungo periodo. Le evidenze pi&ugrave; recenti suggeriscono inoltre che una quota significativa di pazienti possa interrompere il trattamento. Tra questi, oltre il 60-65% riesce a mantenere una remissione stabile senza necessit&agrave; di riprendere il trattamento. In questi pazienti si parla sempre pi&ugrave; spesso di &#8216;guarigione funzionale'&#8221;.&nbsp;</p>
<p>In Italia, nel 2025 in ematologia sono stati eseguiti 5.259 trapianti e 750 Car-T. &#8220;Per quanto riguarda il trapianto autologo nel nostro Paese si osserva una tendenza alla riduzione, specialmente nel trattamento dei linfomi, di oltre il 30%, rispetto a 5 anni fa &#8211; informa Massimo Martino, presidente Gitmo, direttore Centro unico regionale trapianti Cse e terapie cellulari, Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria &#8211; Questo calo &egrave; dovuto a un sempre maggior utilizzo della terapia Car-T. L&#8217;aspetto positivo da sottolineare &egrave; che &egrave; in aumento l&#8217;uso di questo approccio in pazienti sopra i 60 e 70 anni. Il mieloma multiplo &egrave; la patologia pi&ugrave; trattata con trapianto autologo e rappresenta il 63% delle procedure. Al contrario dell&#8217;autologo, il numero di trapianti allogenici &egrave; in costante crescita: nel 2025 sono stati effettuati 2.152 trapianti in Italia, con un incremento di oltre il 7% rispetto a due anni prima. Le patologie principali sono la leucemia mieloide acuta, seguita dalla linfoblastica, ma cresce l&#8217;uso anche per mielodisplasie e mielofibrosi&#8221;.&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda i linfomi, ogni anno in Italia si registrano circa 15.500 nuovi casi, tra forme non-Hodgkin e Hodgkin. Le innovazioni terapeutiche stanno cambiando l&#8217;approccio: &#8220;Le immunoterapie, in particolare le Car-T e gli anticorpi bispecifici, rappresentano una vera rivoluzione nel trattamento dei linfomi, soprattutto dei linfomi non-Hodgkin &#8211; afferma Luigi Rigacci, responsabile Commissione Linfoma di Hodgkin Fil, Comitato Direttivo Fil, Direttore Uoc Ematologia e Centro Trapianto cellule staminali Fondazione Policlinico Campus Bio-Medico e professore associato di ematologia Universit&agrave; Campus Bio-Medico di Roma &#8211; I risultati ottenuti finora sono estremamente incoraggianti. Nei pazienti affetti da forme particolarmente aggressive di linfoma, queste terapie consentono di raggiungere lunghe sopravvivenze e potenziali guarigioni in circa il 40% dei casi. Prima dell&#8217;avvento di queste strategie terapeutiche, la stessa categoria di pazienti aveva una sopravvivenza mediana di poco superiore ai sei mesi e soltanto l&#8217;8-10% risultava vivo a due anni&#8221;.&nbsp;</p>
<p>I tumori ematologici, per&ograve;, non risparmiano neanche i pi&ugrave; giovani. In Italia si stima che ogni anno vengano diagnosticati circa 1.400 casi di malattie oncoematologiche nei bambini fino a 14 anni e circa 800 negli adolescenti tra i 15 e i 19 anni. &#8220;Grazie ai progressi della ricerca e all&#8217;elevata qualit&agrave; delle cure disponibili nel nostro Paese, queste patologie sono oggi curabili con esiti molto positivi &#8211; assicura Angela Mastronuzzi, presidente Aieop, responsabile Unit&agrave; di Neuro-Oncologia Ospedale pediatrico Bambino Ges&ugrave; di Roma, professore associato di Pediatria, universit&agrave; Cattolica del Sacro Cuore &#8211; Oggi la sfida principale non &egrave; soltanto guarire i pazienti, ma garantire loro una qualit&agrave; e un&#8217;aspettativa di vita il pi&ugrave; possibile sovrapponibili a quelle della popolazione generale. Per questo motivo la ricerca si sta orientando verso una medicina sempre pi&ugrave; personalizzata. La personalizzazione delle cure si basa su una stratificazione del rischio sempre pi&ugrave; accurata, resa possibile dalla valutazione della malattia residua minima e dall&#8217;identificazione delle alterazioni molecolari caratteristiche di ciascuna patologia&#8221;.&nbsp;</p>
<p>Ricerca scientifica e innovazione sono i pilastri su cui Ail fonda assistenza e cura dei pazienti ematologici. &#8220;Agli inizi degli anni Ottanta nacque il Gimema &#8211; ripercorre Marco Vignetti, presidente Fondazione Gimema Franco Mandelli &#8211; una rete collaborativa con l&#8217;obiettivo di condividere idee, progetti e protocolli terapeutici per i pazienti affetti da leucemie acute. Attualmente sono oltre 50 gli studi attivi all&#8217;interno del network. Uno dei progetti &egrave; LabNet, che quest&#8217;anno celebra 20 anni di attivit&agrave; e oggi in Italia collega 160 centri clinici e 60 laboratori specialistici attraverso una piattaforma digitale che assicura l&#8217;accesso a una diagnostica molecolare avanzata, certificata e omogenea. Ha raggiunto circa 15mila pazienti ed eseguito oltre 200mila esami molecolari, confermandosi una realt&agrave; unica nel panorama italiano dell&#8217;ematologia. L&#8217;impatto sulla pratica clinica &egrave; significativo: molte decisioni terapeutiche dipendono oggi dalla risposta molecolare del paziente e richiedono test affidabili e standardizzati. Questo si traduce in cure pi&ugrave; appropriate e personalizzate e al tempo stesso il Servizio Sanitario Nazionale beneficia di un utilizzo pi&ugrave; efficiente delle risorse&#8221;. &nbsp;</p>
<p>Ail ricorda infine il progetto &#8216;Sognando Itaca&#8217;, nato nel 2006 sul lago di Garda da un giovane paziente appassionato di vela: quest&#8217;anno &egrave; partito da Venezia l&#8217;8 giugno per approdare a Brindisi il 18, dopo aver toccato 7 porti: Venezia, Rimini, Pesaro, Ancona, Giulianova, Bari e Brindisi. &#8220;La barca a vela Ail &#8211; racconta Giuseppe Navoni, vicepresidente nazionale Ail, presidente Ail Brescia e coordinatore Sognando Itaca &#8211; con skipper professionisti, pazienti, medici, infermieri e psicologi, naviga lungo le coste italiane, facendo tappa nelle citt&agrave; in cui &egrave; presente una divisione di Ematologia. In ogni porto di attracco, le sezioni Ail coinvolte danno vita all&#8217;Itaca Day, durante il quale i pazienti, adulti e bambini, accompagnati da volontari, medici e infermieri, hanno la possibilit&agrave; di imbarcarsi per vivere un&#8217;esperienza a bordo. L&#8217;obiettivo &egrave; di diffondere la velaterapia quale metodo terapeutico volto alla riabilitazione psicologica e al miglioramento della qualit&agrave; della vita dei malati ematologici&#8221;. In occasione della Giornata nazionale si rinnova anche un appuntamento consolidato per pazienti e familiari: il numero verde Ail Problemi Ematologici 800 22 65 24, attivo domenica 21 giugno dalle 8 alle 20, un servizio gratuito che permette ai pazienti di parlare direttamente con ematologi esperti, ricevere chiarimenti sulle proprie patologie e sulle terapie in corso, in totale riservatezza e senza le limitazioni di tempo che spesso hanno con gli ematologi che li seguono abitualmente. Come lo scorso anno, saranno pi&ugrave; di 40 gli ematologi a disposizione, un numero elevato di specialisti per garantire un supporto ancora pi&ugrave; ampio, tempestivo e personalizzato.&nbsp;</p>
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