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	<title>Salute &#8211; Mantovauno.it</title>
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		<title>Chirurgia su misura, al Bambino Gesù di Roma rimosso complesso neuroblastoma a bimba di 1 anno</title>
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				<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 12:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Un neuroblastoma particolarmente complesso &#232; stato rimosso con successo all&#8217;ospedale pediatrico Bambino Ges&#249; di Roma grazie a un intervento che ha coinvolto chirurghi oncologici, neurochirurghi, neurofisiologi e anestesisti. L&#8217;asportazione del tumore &#232; stata completa e la bambina &#232; stata dimessa sei giorni dopo l&#8217;intervento &#8211; durato 4 ore &#8211; e ha gi&#224; iniziato [&#8230;]</p>
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<p> (Adnkronos) &#8211; Un neuroblastoma particolarmente complesso &egrave; stato rimosso con successo all&rsquo;ospedale pediatrico Bambino Ges&ugrave; di Roma grazie a un intervento che ha coinvolto chirurghi oncologici, neurochirurghi, neurofisiologi e anestesisti. L&#8217;asportazione del tumore &egrave; stata completa e la bambina &egrave; stata dimessa sei giorni dopo l&#8217;intervento &#8211; durato 4 ore &#8211; e ha gi&agrave; iniziato il percorso riabilitativo &#8220;La paziente, una bambina di poco pi&ugrave; di un anno &#8211; ricostruisce la nota dell&#8217;ospedale del Vaticano &#8211; presentava una massa tumorale che si era estesa nel canale vertebrale, lo spazio all&rsquo;interno delle vertebre che ospita il midollo spinale e le radici nervose, arrivando a comprimere uno dei nervi che controllano il movimento della gamba. Per asportare completamente il tumore &#8211; si legge &#8211; senza comprometterne la funzione, gli specialisti hanno pianificato l&rsquo;intervento con simulazioni tridimensionali e scelto un accesso chirurgico dalla schiena invece del tradizionale accesso addominale. Durante l&rsquo;operazione il sistema nervoso &egrave; stato monitorato in tempo reale grazie al monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio e a una strategia anestesiologica specificamente calibrata per mantenere attivi i segnali nervosi&#8221;. &nbsp;</p>
<p> Dopo la biopsia diagnostica e il trattamento chemioterapico previsto dai protocolli, la riduzione della massa tumorale ha consentito di programmare l&#8217;intervento. &#8220;Il caso &egrave; stato quindi discusso collegialmente da oncologi pediatrici, chirurghi oncologici e neurochirurghi per definire la strategia pi&ugrave; sicura. Determinante &egrave; stata la pianificazione preoperatoria con ricostruzioni tridimensionali e simulazioni virtuali, che hanno permesso di individuare con precisione i rapporti tra tumore, colonna vertebrale, midollo spinale e nervi e di &#8216;provare&#8217; virtualmente l&#8217;intervento prima di entrare in sala operatoria&#8221;, prosegue la nota. &nbsp;</p>
<p> &#8220;La posizione del tumore ci ha imposto di ripensare completamente l&#8217;approccio chirurgico. Le simulazioni tridimensionali ci hanno permesso di studiare in anticipo ogni fase dell&#8217;intervento e di scegliere un accesso dalla schiena, insolito per questo tipo di tumore ma il pi&ugrave; adatto in questo caso. L&#8217;obiettivo era rimuovere completamente la malattia preservando al tempo stesso le strutture nervose pi&ugrave; importanti&#8221;, spiega Giorgio Persano, dell&rsquo;Unit&agrave; operativa semplice di Chirurgia oncologica del Bambino Ges&ugrave; guidata da Alessandro Crocoli e che fa parte dell&rsquo;Uoc di Chirurgia Generale Pediatrica e d&#8217;Urgenza. L&#8217;accesso posteriore &#8211; si legge &#8211; ha consentito di rimuovere in un&#8217;unica procedura sia la parte esterna del tumore sia quella che si era estesa all&#8217;interno del canale vertebrale.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;altro elemento chiave dell&#8217;intervento &egrave; stato il monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio, un sistema che permette di controllare in tempo reale l&#8217;integrit&agrave; dei nervi durante l&#8217;operazione. Il principio ricorda quello dei sensori di prossimit&agrave; utilizzati nelle automobili durante il parcheggio, ma &egrave; molto pi&ugrave; sofisticato: consente al neurofisiologo di identificare la struttura nervosa interessata e di verificarne continuamente il corretto funzionamento. Le informazioni raccolte hanno permesso all&rsquo;&eacute;quipe di procedere con la massima precisione, proteggendo il nervo a contatto con il tumore.&nbsp;</p>
<p> Anche la strategia anestesiologica &egrave; stata studiata su misura per garantire la massima sicurezza e il controllo del dolore senza interferire con la qualit&agrave; del segnale neurofisiologico. Alcuni farmaci normalmente utilizzati in anestesia possono infatti alterare o addirittura azzerare le risposte registrate durante il monitoraggio. Per questo &egrave; stata adottata una tecnica di anestesia totale endovenosa, calibrando con precisione dosaggi e infusioni dei farmaci in modo da mantenere la bambina in condizioni di completa stabilit&agrave; clinica e al tempo stesso preservare l&#8217;affidabilit&agrave; dei segnali del monitoraggio neurofisiologico per tutta la durata dell&rsquo;intervento. &Egrave; un equilibrio che richiede un dialogo costante e in tempo reale con il neurofisiologo in sala, perch&eacute; ogni variazione della profondit&agrave; anestesiologica pu&ograve; riflettersi sui tracciati e va quindi calibrata istante per istante.&nbsp;</p>
<p> &#8220;Quando un tumore cresce cos&igrave; vicino ai nervi che controllano il movimento di una gamba &#8211; afferma Andrea Carai, responsabile dell&rsquo;Unit&agrave; operativa complessa di Neurochirurgia del Bambino Ges&ugrave; &#8211; ogni millimetro conta. Il monitoraggio neurofisiologico ci permette di verificare in tempo reale che queste strutture continuino a funzionare mentre il chirurgo lavora. Integrando neurochirurgia, neurofisiologia, anestesia e chirurgia oncologica possiamo affrontare interventi estremamente delicati con un livello di sicurezza pi&ugrave; elevato&#8221;.  L&#8217;intervento, &#8220;ha richiesto il lavoro simultaneo di professionisti appartenenti a diverse specialit&agrave;. Un&#8217;integrazione di competenze che ha consentito di affrontare una procedura riservata a casi altamente selezionati e realizzabile solo in Centri con una consolidata esperienza multidisciplinare&#8221;, concludono i sanitari. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Ebola, l&#8217;intervista all&#8217;operatrice italiana in Rdc: &#8220;Troppi invisibili muoiono lontano da cure, serve spezzare il silenzio&#8221;</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/ebola-lintervista-alloperatrice-italiana-in-rdc-troppi-invisibili-muoiono-lontano-da-cure-serve-spezzare-il-silenzio/</link>
				<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 10:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Il virus Ebola non si ferma. Sono passati 100 giorni dalla dichiarazione da parte dell&#8217;Oms dell&#8217;emergenza di sanit&#224; pubblica di rilevanza internazionale per l&#8217;epidemia di malattia da virus Bundibugyo nella Repubblica democratica del Congo e in Uganda. Una nuova tragica cavalcata esponenziale del virus nell&#8217;Africa centrale che ha fatto registrare oltre 2.600 morti [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div>
<p> (Adnkronos) &#8211; Il virus Ebola non si ferma. Sono passati 100 giorni dalla dichiarazione da parte dell&#8217;Oms dell&#8217;emergenza di sanit&agrave; pubblica di rilevanza internazionale per l&#8217;epidemia di malattia da virus Bundibugyo nella Repubblica democratica del Congo e in Uganda. Una nuova tragica cavalcata esponenziale del virus nell&#8217;Africa centrale che ha fatto registrare oltre 2.600 morti e pi&ugrave; di 5.500mila casi. Il direttore generale dell&rsquo;Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha parlato di un&rsquo;epidemia lontana dall&rsquo;essere sotto controllo e di un rischio internazionale che resta. Per Medici senza frontiere (Msf) &#8220;le comunit&agrave; non stanno ricevendo un supporto adeguato per contenere la malattia&#8221;. A raccontare all&#8217;Adnkronos Salute cosa sta accadendo sul fronte Ebola in Rdc, a Bambu nella provincia di Ituri tra le pi&ugrave; colpite, &egrave; Martina Marchi&ograve;, coordinatrice medica in Repubblica Democratica del Congo e vicepresidente di Medici Senza Frontiere. &nbsp;</p>
<p>
Che situazione c&rsquo;&egrave; in prima linea? Quali sono le maggiori difficolt&agrave;? &#8220;In prima linea la situazione &egrave; molto difficile, perch&eacute; non stiamo affrontando soltanto un&rsquo;epidemia, ma un&rsquo;epidemia dentro un contesto di conflitto, spostamenti continui della popolazione e sistemi sanitari gi&agrave; estremamente fragili &#8211; spiega Marchi&ograve;, che si &egrave; laureata in Scienze Infermieristiche nel 2013 e nel 2017 &egrave; partita per la prima missione &#8211; La difficolt&agrave; principale &egrave; arrivare rapidamente alle persone. Le distanze, le strade difficili, l&rsquo;insicurezza e la mobilit&agrave; della popolazione rendono complicato identificare i casi, seguire i contatti e interrompere le catene di trasmissione. C&rsquo;&egrave; poi una difficolt&agrave; molto concreta: curare i pazienti richiede personale, mezzi, acqua, energia, laboratori, dispositivi di protezione e possibilit&agrave; di trasferimento. Quando uno di questi elementi viene meno, tutta la risposta si indebolisce. E c&rsquo;&egrave; un altro aspetto fondamentale: molte persone arrivano tardi alle cure oppure muoiono prima di raggiungere un centro sanitario. Questo significa che una parte della trasmissione pu&ograve; rimanere invisibile&#8221;.&nbsp;</p>
<p>
L&#8217;Oms avverte che preoccupa soprattutto il fatto che le persone muoiano a casa, nelle loro comunit&agrave;, fuori dai centri di cura e dalle liste dei contatti. Come si sta lavorando su questo? &#8220;Se una persona muore a casa e non era stata identificata come contatto, perdiamo una parte fondamentale della catena epidemiologica. Non sappiamo necessariamente chi ha incontrato, chi l&rsquo;ha assistita, chi ha preparato il corpo per il funerale o chi si &egrave; spostato dopo essere stato esposto. Per questo bisogna &#8211; avverte &#8211;  portare la risposta il pi&ugrave; vicino possibile alle comunit&agrave;: rafforzare la sorveglianza comunitaria, ascoltare le segnalazioni dei villaggi, identificare rapidamente le persone con sintomi, facilitare il trasferimento alle strutture e garantire funerali sicuri e dignitosi. Ma soprattutto dobbiamo andare noi nelle comunit&agrave;, e non aspettare che siano le persone a raggiungere i centri Ebola. &Egrave; fondamentale intercettare anche quei casi che oggi rimangono invisibili&#8221;. Il coinvolgimento della comunit&agrave; &egrave; migliorato? &#8220;S&igrave;, ma &egrave; un processo fragile e non possiamo considerarlo acquisito. La fiducia non si costruisce con un messaggio dall&rsquo;alto &#8211; risponde &#8211; Si costruisce attraverso persone che la comunit&agrave; conosce: leader locali, operatori comunitari, personale sanitario del territorio, associazioni, autorit&agrave; religiose e persone che hanno vissuto direttamente la malattia. Quando una famiglia vede che un paziente viene curato, che viene trattato con dignit&agrave; e che gli operatori sanitari ascoltano le sue domande, la fiducia aumenta. Al contrario, se la comunit&agrave; vede arrivare squadre dall&rsquo;esterno soltanto per portare via i malati o gestire i funerali, senza spiegazioni e senza ascolto, la paura aumenta. Per questo il coinvolgimento della comunit&agrave; non &egrave; un elemento accessorio della risposta: &egrave; una componente sanitaria essenziale.&nbsp;</p>
<p>
Quali sono le necessit&agrave; nei villaggi colpiti? Cosa dovrebbe fare la comunit&agrave; internazionale? &#8220;Nei villaggi servono innanzitutto accesso alle cure, diagnosi rapida, acqua, mezzi di trasporto, personale formato e protezioni per gli operatori sanitari &#8211; risponde Marchi&ograve; &#8211; Ma servono anche cose che sembrano meno direttamente legate all&rsquo;Ebola: alimentazione, sostegno alle famiglie, comunicazione affidabile e continuit&agrave; degli altri servizi sanitari. La comunit&agrave; internazionale deve soprattutto evitare che la risposta arrivi troppo tardi o che si interrompa per mancanza di risorse. Servono finanziamenti sostenuti nel tempo, personale e logistica, ma anche investimenti nei sistemi sanitari locali e nella sicurezza che permetta agli operatori di raggiungere le comunit&agrave;. E serve sostenere la ricerca sul virus Bundibugyo, perch&eacute; non possiamo affrontare un&#8217;epidemia di questa portata contando soltanto sulle risorse disponibili oggi.&nbsp;</p>
<p>
In Africa centrale persistono tante zone di guerra e difficili da raggiungere: l&rsquo;emergenza sta mettendo a dura prova sistemi sanitari gi&agrave; fragili. Come si riesce a tenere tutto insieme? Pensiamo alle vaccinazioni dei bambini, ad esempio, e al pericolo che le coperture calino. &#8220;&Egrave; una delle nostre grandi preoccupazioni &#8211; avverte l&#8217;operatrice &#8211; Durante un&rsquo;epidemia &egrave; facile che tutto il sistema sanitario venga assorbito dall&rsquo;emergenza. Ma un bambino non smette di avere bisogno delle vaccinazioni perch&eacute; c&rsquo;&egrave; Ebola. Una donna non smette di avere bisogno di assistenza durante la gravidanza. E continuano a esserci malaria, polmoniti, malnutrizione, parti e tutte le altre emergenze quotidiane. Se concentriamo tutto sull&rsquo;Ebola e lasciamo indietro il resto, rischiamo di creare un&rsquo;altra emergenza sanitaria. Per questo dobbiamo cercare di mantenere attivi i servizi essenziali, anche nei contesti pi&ugrave; difficili: vaccinazioni, assistenza materno-infantile, nutrizione, diagnosi e trattamento della malaria e delle altre patologie. Secondo l&#8217;infermiera, &#8220;la vera sfida &egrave; riuscire a fare contemporaneamente risposta all&rsquo;epidemia e mantenimento del sistema sanitario. In un contesto come l&rsquo;Ituri significa anche lavorare con le strutture sanitarie gi&agrave; presenti e con gli operatori locali, invece di creare sistemi paralleli che rischiano di scomparire quando finisce l&rsquo;emergenza. &nbsp;</p>
<p>
Esiste nei territori colpiti dal virus lo stigma dell&rsquo;Ebola? Essere indicati come possibili veicoli del contagio? &#8220;S&igrave;, lo stigma esiste ed &egrave; un problema molto concreto. Una persona che &egrave; stata a contatto con un malato pu&ograve; essere guardata con sospetto, avere paura di essere isolata dalla propria comunit&agrave; o di essere rifiutata. E questo pu&ograve; avere conseguenze sanitarie molto serie: se una persona teme di essere stigmatizzata, pu&ograve; nascondere un contatto, non riferire i sintomi o evitare di andare in una struttura sanitaria. &Egrave; un circolo vizioso: la paura genera silenzio, il silenzio rende pi&ugrave; difficile trovare i contatti e questo favorisce la trasmissione. Anche chi guarisce ha bisogno di essere reintegrato nella comunit&agrave;. La guarigione non deve diventare un nuovo motivo di discriminazione. Alla fine, &#8211; conclude &#8211; la lotta contro Ebola non si vince soltanto nei centri di trattamento. Si vince quando una persona con la febbre decide di chiedere aiuto, quando una famiglia segnala un possibile caso, quando un villaggio accetta di collaborare con gli operatori e quando un malato non viene pi&ugrave; percepito come una minaccia, ma come una persona da curare&#8221;.&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Caldo continua al Centro Sud, Palermo bollino rosso fino a mercoledì</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/caldo-continua-al-centro-sud-palermo-bollino-rosso-fino-a-mercoledi/</link>
				<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 23:11:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Nuova settimana all&#8217;insegna del caldo intenso al Centro-Sud e sulle Isole, con temperature elevate e diverse citt&#224; alle prese con livelli di allerta per le ondate di calore. Il bollettino del Ministero della Salute conferma una situazione particolarmente critica in Sicilia e in altre aree del Mezzogiorno.&#160; A Palermo &#232; previsto il bollino [&#8230;]</p>
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<p> (Adnkronos) &#8211; Nuova settimana all&rsquo;insegna del caldo intenso al Centro-Sud e sulle Isole, con temperature elevate e diverse citt&agrave; alle prese con livelli di allerta per le ondate di calore. Il bollettino del Ministero della Salute  conferma una situazione particolarmente critica in Sicilia e in altre aree del Mezzogiorno.&nbsp;</p>
<p>A Palermo &egrave; previsto il bollino rosso, livello 3, fino a mercoled&igrave; 26 agosto. Si tratta del livello massimo di allerta, associato a condizioni di ondata di calore che possono provocare effetti negativi sulla salute anche delle persone sane.&nbsp;</p>
<p>Il bollino arancione, livello 2, &egrave; invece previsto a Campobasso, mentre Bari &egrave; in arancione oggi e Messina oggi e domani. Il livello 2 segnala condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio soprattutto per le fasce pi&ugrave; vulnerabili della popolazione.&nbsp;</p>
<p>Sono inoltre in bollino giallo fino a mercoled&igrave; Ancona, Reggio Calabria, Roma, Catania e Latina.&nbsp;</p>
<p>Il Nord del Paese &#8216;respira&#8217; ed &egrave; sostanzialmente &#8216;verde&#8217; (Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo, Milano, Genova, Brescia, Bolzano, Bologna) fino al 26 agosto. &nbsp;</p>
<p>Le previsioni meteo  confermano dunque un&rsquo;Italia divisa in due. Al Centro-Sud e sulle Isole continua la fase di caldo intenso, con temperature elevate e condizioni localmente afose. In particolare, Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna restano tra le zone maggiormente interessate dal caldo.&nbsp;</p>
<p>Al Nord, invece, l&rsquo;atmosfera &egrave; pi&ugrave; instabile: sono possibili rovesci e temporali, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, con temperature pi&ugrave; contenute rispetto al Mezzogiorno.&nbsp;</p>
<p>Anche oggi, marted&igrave; 25 agosto, il caldo continuer&agrave; a interessare soprattutto il Sud e le Isole. Le temperature resteranno elevate, mentre al Nord proseguir&agrave; una maggiore instabilit&agrave;.&nbsp;</p>
<p>La tendenza per i giorni successivi indica inoltre una possibile nuova intensificazione del caldo tra il 27 e il 29 agosto, con valori molto elevati soprattutto sulle regioni meridionali.&nbsp;</p>
<p>Sul resto del Paese la situazione sar&agrave; decisamente pi&ugrave; tranquilla. Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo, Milano, Genova, Brescia, Bolzano e Bologna risultano sostanzialmente in area verde nel bollettino del Ministero della Salute fino al 26 agosto.&nbsp;</p>
<p>Previsti temporali su Valle d&rsquo;Aosta, Piemonte e provincia autonoma di Bolzano, in Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Lazio. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensit&agrave;, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attivit&agrave; elettrica. Sulla base dei fenomeni previsti &egrave; stata valutata per la giornata di oggi, marted&igrave; 25 agosto, allerta gialla per rischio temporali e rischio idrogeologico su settori di Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Lazio, nonch&eacute; sull&#8217;intero territorio di Toscana, Marche e Umbria.&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;Italia si trova quindi ancora una volta divisa tra il caldo intenso al Centro-Sud e una maggiore instabilit&agrave; al Nord. La situazione resta da monitorare soprattutto nelle citt&agrave; interessate da bollino rosso e arancione, dove il Ministero raccomanda particolare attenzione alle persone pi&ugrave; fragili.&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Bambina morta a Palermo, Istituto Superiore di Sanità: &#8220;Campione positivo al batterio della difterite&#8221;</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/bambina-morta-a-palermo-istituto-superiore-di-sanita-campione-positivo-al-batterio-della-difterite/</link>
				<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 23:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; L&#8217;Istituto Superiore di Sanit&#224; conferma oggi, luned&#236; 24 agosto, che &#8220;i campioni dell&#8217;Arnas Civico di Palermo sono positivi al Corynebacterium diphteriae&#8221;, il batterio, che causa la difterite, e al &#8220;gene della tossina respiratoria&#8221;, che ha causato la morte della piccola Anna Rosa, la bambina di quattro anni. Dal 17 agosto l&#8217;Asp ha attivato [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div>
<p> (Adnkronos) &#8211; L&#8217;Istituto Superiore di Sanit&agrave; conferma oggi, luned&igrave; 24 agosto, che &#8220;i campioni dell&#8217;Arnas Civico di Palermo sono positivi al Corynebacterium diphteriae&#8221;, il batterio, che causa la difterite, e al &#8220;gene della tossina respiratoria&#8221;, che ha causato la morte della piccola Anna Rosa, la bambina di quattro anni. Dal 17 agosto l&#8217;Asp ha attivato i protocolli di sanit&agrave; pubblica: indagine epidemiologica, tracciamento dei contatti, verifica dello stato vaccinale e misure di profilassi.&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;Asp di Palermo, dal 17 agosto, ha attivato tutte le procedure previste dai protocolli dopo il caso di difterite che ha coinvolto la bambina di quattro anni deceduta. Avviate indagine epidemiologica, individuazione e monitoraggio dei contatti, con verifiche sullo stato vaccinale e sulle condizioni cliniche delle persone nella rete dei contatti. I sanitari hanno adottato le misure di profilassi ritenute necessarie. Non risultano nuovi casi oltre ai due gi&agrave; noti.&nbsp;</p>
<p>La triste vicenda della bambina di Palermo ha spinto molte famiglie catanesi a controllare la copertura vaccinale dei figli e a richiedere nuove somministrazioni. L&#8217;Asp di Catania amplia l&#8217;accesso senza prenotazione per la prima vaccinazione nei primi mesi di vita, i bambini nati nel 2024 e da oggi anche nati nel 2025. Resta anche attiva la prenotazione on line per velocizzare il percorso.&nbsp;</p>
<p>L&#8217;Iss ribadisce che l&#8217;immunizzazione contro la difterite, contenuta nel vaccino esavalente obbligatorio, &egrave; sicura ed efficace. Secondo le stime dell&rsquo;Istituto, dal 1939 al 2015 la vaccinazione ha evitato circa 2 milioni di casi l&#8217;anno. Grazie ai programmi vaccinali, i decessi, che negli anni Cinquanta erano circa 2mila l&#8217;anno tra i bambini sotto i 5 anni, sono scesi a zero dalla fine degli anni Settanta al 2015.&nbsp;</p>
<p>Nel focus aggiornato dopo il caso di Palermo, l&#8217;Iss chiarisce anche che non esiste alcuna correlazione tra vaccini e autismo: una revisione dell&rsquo;Oms su 57 studi (2010&#8209;2025) conferma l&#8217;assenza di legami. L&#8217;ipotesi, nata da uno studio del 1998, poi, ritirato da &#8216;The Lancet&#8217; nel 2010, &egrave; stata smentita da numerose ricerche in Europa e negli Usa.&nbsp;</p>
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		<title>Estate, fine effetto vacanza, 7 italiane su 10 al rientro scontente del loro aspetto</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/estate-fine-effetto-vacanza-7-italiane-su-10-al-rientro-scontente-del-loro-aspetto/</link>
				<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 23:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; L&#8217;abbronzatura c&#8217;&#232; ancora, ma l&#8217;effetto vacanza comincia a svanire. E davanti allo specchio si fanno i conti con i segni di sole, caldo, mare e settimane trascorse all&#8217;aria aperta. 7 italiane su 10 al rientro dalle vacanze dichiarano di non sentirsi esteticamente al meglio, mentre il 78% nota almeno un cambiamento di viso, [&#8230;]</p>
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<p> (Adnkronos) &#8211; L&rsquo;abbronzatura c&rsquo;&egrave; ancora, ma l&rsquo;effetto vacanza comincia a svanire. E davanti allo specchio si fanno i conti con i segni di sole, caldo, mare e settimane trascorse all&rsquo;aria aperta. 7 italiane su 10 al rientro dalle vacanze dichiarano di non sentirsi esteticamente al meglio, mentre il 78% nota almeno un cambiamento di viso, corpo o capelli che vorrebbe correggere. &Egrave; quanto emerge da un&#8217;indagine di Cod Marketing, azienda italiana che supporta i centri estetici professionali in strategie digitali e di marketing. L&rsquo;indagine &egrave; stata condotta su un campione di 1.000 donne tra i 30 e i 60 anni, coinvolte attraverso il panel di centri estetici italiani seguiti dall&rsquo;agenzia e distribuiti in diverse regioni del territorio nazionale. Ne emerge una sorta di &#8216;sindrome della bellezza post vacanza&#8217;: finita la stagione di sole, mare, tintarella e vita all&rsquo;aria aperta, settembre diventa il mese in cui le italiane tornano a osservare con maggiore attenzione pelle e corpo e sentono la necessit&agrave; di recuperare idratazione, luminosit&agrave; e benessere. &nbsp;</p>
<p>Ma che cosa vedono le italiane quando si guardano allo specchio dopo le vacanze? &#8220;Al primo posto c&rsquo;&egrave; la disidratazione del viso, segnalata dal 64% delle intervistate. Il 61% nota capelli pi&ugrave; secchi, sfibrati o difficili da gestire e il 58% percepisce la pelle del corpo pi&ugrave; secca rispetto all&rsquo;inizio dell&rsquo;estate &#8211; si legge nella nota &#8211; Ma c&rsquo;&egrave; anche un altro effetto che preoccupa: il 42% dichiara di aver notato macchie o discromie pi&ugrave; evidenti, mentre il 46% lamenta maggiore gonfiore o ritenzione e il 35% percepisce il viso meno luminoso. Quando viene chiesto quale sia il principale &#8216;segno dell&rsquo;estate&#8217; che vorrebbero cancellare, il 31% indica proprio macchie e discromie, seguito dalla pelle secca o spenta (27%), gonfiore e ritenzione (18%), capelli stressati (14%) e imperfezioni (6%). L&rsquo;esposizione solare pu&ograve; effettivamente contribuire all&rsquo;invecchiamento cutaneo e alla comparsa di macchie: i raggi Uva sono associati a fotoinvecchiamento, rughe e age spots, mentre luce solare e luce visibile possono contribuire all&rsquo;iperpigmentazione2.&nbsp;</p>
<p>Oltre la pelle, per&ograve;, per molte donne settembre sembra assumere lo stesso valore simbolico di gennaio: finite le vacanze, ricominciano lavoro, scuola e routine quotidiana e cresce contemporaneamente il desiderio di riprendere in mano il proprio benessere. &#8220;Alla domanda &#8216;Con l&rsquo;arrivo di settembre senti il desiderio di cambiare qualcosa delle tue abitudini?&#8217;, il 74% risponde s&igrave;. Il 53% dichiara di voler tornare a prendersi maggiormente cura di s&eacute;, il 41% vuole riprendere con maggiore regolarit&agrave; l&rsquo;attivit&agrave; fisica, il 37% pensa di modificare l&rsquo;alimentazione e il 32% vuole cambiare la propria beauty routine. Il 28%, invece, programma o vorrebbe programmare un trattamento estetico professionale. Non sorprende quindi che il 71% consideri settembre il momento ideale dell&rsquo;anno per &#8216;rimettersi in cura&#8217; dopo gli eccessi o le abitudini meno regolari dell&rsquo;estate &#8211; prosegue la nota &#8211; Cambia anche il concetto di bellezza associato al rientro. Se tradizionalmente settembre significava soprattutto cercare di mantenere il pi&ugrave; a lungo possibile l&rsquo;abbronzatura conquistata durante le vacanze, oggi le priorit&agrave; sembrano essere altre. Alla domanda: &#8216;Qual &egrave; il risultato estetico che vorresti ottenere per primo dopo l&rsquo;estate?&#8217;, il 38% indica una pelle del viso pi&ugrave; luminosa, il 26% vuole recuperare idratazione, il 18% desidera sentirsi pi&ugrave; tonica e leggera, soprattutto a livello del corpo, mentre il 12% punta soprattutto a rendere pi&ugrave; uniforme l&rsquo;incarnato. Soltanto in seconda battuta emerge il desiderio di conservare la tintarella: il 55% vorrebbe prolungare l&rsquo;aspetto luminoso e dorato della pelle, ma senza rinunciare alla sua salute e alla sua qualit&agrave;. Il dato suggerisce quindi un cambiamento culturale interessante: l&rsquo;obiettivo non sembra pi&ugrave; essere semplicemente apparire abbronzate, ma apparire curate&#8221;.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Il 67% delle intervistate dichiara che dopo l&rsquo;estate sentirebbe il bisogno di concedersi almeno un trattamento professionale per viso o corpo e quasi una donna su due (49%) sarebbe disponibile a destinare a settembre un budget maggiore del solito alla cura personale, purch&eacute; il trattamento venga individuato sulla base delle reali necessit&agrave; della propria pelle. Tra gli interventi maggiormente desiderati &#8211; evidenzia l&#8217;indagine &#8211; figurano i trattamenti idratanti e illuminanti per il viso (52%), seguiti da quelli dedicati a macchie e uniformit&agrave; dell&rsquo;incarnato (39%), dai trattamenti corpo drenanti e rimodellanti (37%), dall&rsquo;esfoliazione e rigenerazione della pelle (34%) e dai percorsi dedicati a tonicit&agrave; e compattezza (29%). Ma proprio qui emerge uno dei risultati pi&ugrave; interessanti della ricerca: desiderio di intervenire e conoscenza non sempre vanno di pari passo. Il 51% delle intervistate ammette infatti di non sapere con certezza di quale trattamento abbia realmente bisogno la propria pelle dopo l&rsquo;estate. E il fai-da-te continua ad avere un peso importante. Il 44% cerca consigli sui social o online, il 39% acquista autonomamente nuovi prodotti cosmetici, mentre solo il 36% dichiara di rivolgersi subito a un professionista per una valutazione personalizzata. A complicare il quadro sono anche alcuni falsi miti ancora molto diffusi. Secondo la rilevazione, il 62% delle donne intervistate crede ad almeno una convinzione errata sulla cura della pelle dopo l&rsquo;estate. Tra le pi&ugrave; diffuse c&rsquo;&egrave; l&rsquo;idea che una pelle abbronzata sia necessariamente una pelle sana (38%), che esfoliare significhi inevitabilmente &#8216;cancellare&#8217; l&rsquo;abbronzatura (35%) o che sia sufficiente aumentare l&rsquo;idratazione domestica per rispondere a qualsiasi necessit&agrave; della pelle dopo mesi di esposizione a sole e caldo (32%)&#8221;.&nbsp;</p>
<p>&#8220;Quello che osserviamo nei centri estetici con cui lavoriamo &egrave; un cambiamento molto interessante: la cliente non cerca pi&ugrave; soltanto &#8216;un trattamento&#8217;, ma ha sempre pi&ugrave; bisogno di capire che cosa sia davvero adatto a lei&#8221;,  spiega Marian Bornaz, ceo di Cod Marketing. &#8220;Settembre, in questo senso, rappresenta un momento strategico. Le donne tornano dalle vacanze motivate a prendersi cura di s&eacute;, ma spesso arrivano con una quantit&agrave; enorme di informazioni raccolte attraverso social, influencer, prodotti e trend che non necessariamente corrispondono alle necessit&agrave; individuali. Il valore del professionista sta sempre pi&ugrave; nella capacit&agrave; di leggere il bisogno, costruire un percorso e accompagnare la cliente nel tempo&#8221;. Una trasformazione che riflette anche l&rsquo;evoluzione dell&rsquo;intero comparto beauty italiano. Nel 2025 l&rsquo;industria cosmetica nazionale ha raggiunto 18 miliardi di euro di fatturato, mentre l&rsquo;intera filiera allargata vale 49 miliardi di euro e coinvolge circa 500 mila occupati. E la spesa cosmetica mostra una particolare stabilit&agrave; anche nei periodi di incertezza economica, confermando quanto la cura personale venga sempre meno percepita come un consumo puramente voluttuario.&nbsp;</p>
<p>Il vero trend del rientro 2026,  sembra dunque essere il beauty reset. Non una corsa a cancellare l&rsquo;abbronzatura o gli effetti delle vacanze, ma la volont&agrave; di riportare l&rsquo;attenzione sulla qualit&agrave; della pelle e sul proprio benessere. Per il 69% delle intervistate, infatti, prendersi cura del proprio aspetto al rientro significa soprattutto &#8216;sentirsi nuovamente bene con se stessa&#8217;; solo il 17% indica come motivazione principale il desiderio di apparire pi&ugrave; giovane e appena il 9% quello di adeguarsi a un modello estetico. Un dato che racconta forse il cambiamento pi&ugrave; significativo: il beauty post-estate si sposta dalla correzione alla cura, dall&rsquo;apparire al sentirsi bene.&nbsp;</p>
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		<title>Vaccino a mRna contro melanoma, Int Milano ‘protagonista nella ricerca’</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/vaccino-a-mrna-contro-melanoma-int-milano-protagonista-nella-ricerca/</link>
				<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 15:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; La ricerca italiana ha avuto &#8220;un ruolo da protagonista in un risultato di grande rilievo internazionale&#8221; nella ricerca sul melanoma. L&#8217;Int-Istituto nazionale dei tumori di Milano, riferisce una nota, &#232; &#8220;il centro che ha randomizzato il maggior numero di pazienti al mondo nello studio internazionale di fase 3 INTerpath-001: 82 pazienti randomizzati su [&#8230;]</p>
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<p> (Adnkronos) &#8211;  La ricerca italiana ha avuto &ldquo;un ruolo da protagonista in un risultato di grande rilievo internazionale&rdquo; nella ricerca sul melanoma. L&rsquo;Int-Istituto nazionale dei tumori di Milano, riferisce una nota, &egrave; &ldquo;il centro che ha randomizzato il maggior numero di pazienti al mondo nello studio internazionale di fase 3 INTerpath-001: 82 pazienti randomizzati su 128 sottoposti a screening, oltre 30 pazienti randomizzati in pi&ugrave; rispetto al secondo Centro Australiano, a livello mondiale&rdquo;. Lo studio, nato dalla collaborazione internazionale tra Moderna e Merck e condotto su 1.137 pazienti &#8211; ricostruisce la nota &#8211; ha valutato l&rsquo;aggiunta del vaccino personalizzato a mRna intismeran al pembrolizumab rispetto al solo pembrolizumab. &nbsp;</p>
<p>&ldquo;I risultati annunciati hanno dimostrato un miglioramento statisticamente significativo di entrambi gli obiettivi primari dello studio: la recurrence-free survival (Rfs), cio&egrave; il tempo libero da recidiva, e la distant metastasis-free survival (Dmfs), il tempo libero dallo sviluppo di metastasi a distanza. &ldquo;La nostra forza &egrave; essere stati il centro al mondo con la maggiore esperienza in termini di pazienti all&rsquo;interno di questo studio &ndash; sottolinea Michele Del Vecchio, direttore dell&rsquo;Unit&agrave; Oncologia medica melanomi, dipartimento di Oncologia medica dell&rsquo;Int di Milano &ndash; Un risultato che testimonia lo straordinario lavoro di tutto il gruppo multidisciplinare coinvolto nella sperimentazione: chirurghi, oncologi medici, anatomopatologi, infermieri di ricerca, data manager&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Il trattamento &ldquo;&egrave; destinato a pazienti con melanoma completamente asportato chirurgicamente ma ad alto rischio di recidiva: pazienti con melanoma primitivo ad alto rischio, con metastasi nei linfonodi regionali o, in alcuni casi, con singole metastasi a distanza radicalmente asportate. Il vaccino &egrave; costruito a partire dal materiale tumorale del singolo paziente. Dopo un controllo di qualit&agrave;, il tessuto viene analizzato attraverso un algoritmo computazionale in grado di identificare fino a 34 neoantigeni, cio&egrave; proteine specifiche delle cellule tumorali di quel paziente. L&rsquo;mRna che codifica per questi neoantigeni viene quindi incapsulato in nanoparticelle lipidiche, per favorire l&rsquo;accesso alle cellule target&rdquo;. Una volta somministrato, il vaccino stimola l&rsquo;espansione delle cellule T specifiche contro il tumore e una memoria immunologica capace di riconoscere e colpire eventuali cellule tumorali residue che esprimano gli stessi antigeni.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&ldquo;&Egrave; una vera terapia personalizzata &ndash; spiega Del Vecchio &ndash; perch&eacute; il vaccino viene costruito sulla base delle caratteristiche del tumore del singolo paziente. L&rsquo;obiettivo &egrave; consentire al sistema immunitario di riconoscere ed eliminare anche eventuali microfocolai metastatici responsabili della ripresa della malattia&rdquo;. L&rsquo;immunoterapia con pembrolizumab &egrave; gi&agrave; oggi in grado di ridurre significativamente il rischio di recidiva nei pazienti con melanoma ad alto rischio. L&rsquo;aggiunta del vaccino &#8211; precisano gli esperti &#8211; ha dimostrato di aumentare ulteriormente questa capacit&agrave;, riducendo in maniera statisticamente significativa sia il rischio di recidiva, sia quello di sviluppare metastasi a distanza. Particolarmente rilevante anche il profilo di sicurezza: &ldquo;l&rsquo;aggiunta del vaccino non ha determinato un aumento apprezzabile della tossicit&agrave; rispetto al solo pembrolizumab, un aspetto importante in un trattamento adiuvante, somministrato cio&egrave; a pazienti nei quali non &egrave; presente una malattia macroscopicamente evidente&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>I dati completi dello studio saranno presentati al Congresso Esmo &#8211; European Society for Medical Oncology di ottobre a Madrid. Il protocollo dello studio prevede la prosecuzione del follow-up dei pazienti per valutare anche la sopravvivenza globale. &ldquo;Se questi risultati saranno confermati &ndash; conclude Del Vecchio &ndash; questo approccio potr&agrave; diventare il nuovo standard di cura per il trattamento adiuvante dei pazienti con melanoma ad alto rischio. Per arrivare a questo obiettivo sar&agrave; fondamentale una collaborazione stretta tra varie figure professionali&rdquo;. &nbsp;</p>
<p>La gestione di una terapia personalizzata di questo tipo richiede, infatti, una forte integrazione multidisciplinare: dalla qualit&agrave; e analisi del materiale tumorale alla somministrazione del vaccino e al monitoraggio dei pazienti. &Egrave; un percorso complesso che mette insieme competenze diverse e nel quale, e qui sta la differenza, l&rsquo;esperienza maturata dall&rsquo;Int di Milano, sia nel vaccino in questione sia in generale nella ricerca e cura del melanoma, rappresenta un elemento fondamentale.&nbsp;</p>
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		<title>Società italiana di chimica, al congresso Analitica 2026 anche il caso Sinner</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/societa-italiana-di-chimica-al-congresso-analitica-2026-anche-il-caso-sinner/</link>
				<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 13:11:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Favorire lo scambio di idee, la nascita di collaborazioni e la valorizzazione dei giovani talenti &#232; l&#8217;obiettivo del XXXII Congresso nazionale della Divisione di Chimica analitica della Societ&#224; chimica italiana, il principale appuntamento scientifico nazionale del settore che, dal 6 al 10 settembre, riunir&#224; circa 400 studiose e studiosi da universit&#224; e centri [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div>
<p> (Adnkronos) &#8211; Favorire lo scambio di idee, la nascita di collaborazioni e la valorizzazione dei giovani talenti &egrave; l&rsquo;obiettivo del XXXII Congresso nazionale della Divisione di Chimica analitica della Societ&agrave; chimica italiana, il principale appuntamento scientifico nazionale del settore che, dal 6 al 10 settembre, riunir&agrave; circa 400 studiose e studiosi da universit&agrave; e centri di ricerca italiani al Campus Scientifico di Ca&rsquo; Foscari a Mestre il. L&rsquo;organizzazione locale &egrave; coordinata dai 2 dipartimenti cafoscarini che hanno sede al Campus Scientifico: dipartimento di Scienze ambientali, informatica e statistica e dipartimento di Scienze molecolari e nanosistemi. Il programma &#8211; informa una nota &#8211; comprender&agrave; conferenze plenarie tenute da ricercatrici e ricercatori di respiro internazionale, come Susana Campuzano Ruiz dell&rsquo;universit&agrave; Complutense di Madrid, Ralf Ebinghaus dell&rsquo;Istituto di Chimica ambientale costiera, Helmholtz-Zentrum Geesthacht ed Elia Psillakis dell&rsquo;universit&agrave; Tecnica di Creta.&nbsp;</p>
<p>Attualmente, la ricerca punta allo sviluppo di tecniche di laboratorio e strumentazioni sempre pi&ugrave; avanzate, capaci di identificare e quantificare sostanze presenti in concentrazioni estremamente basse, anche all&rsquo;interno di campioni molto complessi. &ldquo;Un esempio significativo &egrave; il recente &lsquo;caso Sinner&rsquo; &#8211; illustra la nota &#8211; Grazie all&rsquo;elevata sensibilit&agrave; delle tecniche analitiche impiegate nei controlli antidoping, &egrave; stato possibile rilevare tracce infinitesimali di clostebol, uno steroide anabolizzante sintetico derivato dal testosterone. Nei campioni analizzati &egrave; stata rilevata una concentrazione di clostebol pari a 86 picogrammi per millilitro, corrispondente a una quantit&agrave; inferiore a un miliardesimo di grammo per millilitro. Si tratta, dunque, di una concentrazione estremamente ridotta, individuabile soltanto grazie a strumenti di altissima sensibilit&agrave;. Le stesse tecnologie trovano ampia applicazione anche nei controlli ambientali, consentendo di individuare contaminanti organici e inorganici presenti nell&rsquo;acqua, nell&rsquo;aria, nel suolo e persino del ghiaccio, consentendo di ricostruire i meccanismi di deposizione di numerose specie chimiche in aree remote&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Un&rsquo;altra delle sfide pi&ugrave; innovative della chimica analitica riguarda lo sviluppo di dispositivi portatili, miniaturizzati e semplici da utilizzare, in grado di eseguire analisi direttamente sul luogo di interesse e, in alcuni casi, in tempo reale. &ldquo;Ne sono un esempio i dispositivi per il controllo della glicemia nei pazienti diabetici &#8211; continua la nota &#8211; come i tradizionali glucometri o i piccoli sensori applicati al braccio, che permettono il monitoraggio continuo dei livelli di glucosio nel sangue. In modo analogo, la ricerca nel campo dei sensori e dei biosensori &egrave; orientata alla realizzazione di sistemi capaci di monitorare continuamente numerosi biomarcatori clinici, nonch&eacute; parametri legati alla qualit&agrave; dell&rsquo;acqua e dell&rsquo;aria&rdquo;. Questi dispositivi, riferiscono gli esperti &#8211; potrebbero rendere le analisi pi&ugrave; rapide, accessibili e frequenti, favorendo interventi tempestivi sia in ambito sanitario sia nella tutela dell&rsquo;ambiente.&nbsp;</p>
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		<title>Over85 alla guida, il geriatra: &#8220;Nessuna esclusione per età ma più controlli&#8221;</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/over85-alla-guida-il-geriatra-nessuna-esclusione-per-eta-ma-piu-controlli/</link>
				<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 13:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#8220;Ha fatto bene il ministro Salvini a ritirare una norma draconiana che avrebbe penalizzato gli anziani. Concordo con lui sulla necessit&#224; di puntare su una maggiore attenzione alle valutazioni personalizzate. Personalmennte ritengo che dai 75 anni debbano essere effettuate valutazioni cliniche pi&#249; accurate, attente e personalizzate, evitando procedure eccessivamente burocratiche&#8221;. Cos&#236; all&#8217;Adnkronos Salute [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div>
<p> (Adnkronos) &#8211; &#8220;Ha fatto bene il ministro Salvini a ritirare una norma draconiana che avrebbe penalizzato gli anziani. Concordo con lui sulla necessit&agrave; di puntare su una maggiore attenzione alle valutazioni personalizzate. Personalmennte ritengo che dai 75 anni debbano essere effettuate valutazioni cliniche pi&ugrave; accurate, attente e personalizzate, evitando procedure eccessivamente burocratiche&#8221;. Cos&igrave; all&#8217;Adnkronos Salute Nicola Ferrara, professore di Geriatria all&#8217;universit&agrave; degli Studi di Napoli Federico II, commenta la retromarcia del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha smentito &#8220;l&#8217;arrivo di particolari limitazioni alla guida per gli over 85&#8221; nell&rsquo;ambito del nuovo Codice della strada. &nbsp;</p>
<p>&#8220;Partiamo dal principio che l&rsquo;et&agrave;, di per s&eacute;, non deve rappresentare un motivo di esclusione &ndash; sottolinea Ferrara -. In particolare, l&#8217;uso dell&rsquo;auto &egrave; ormai un bene acquisito e rappresenta uno strumento importante per la salute, il lavoro, il tempo libero e, pi&ugrave; in generale, per sentirsi autosufficienti. Inoltre, la mobilit&agrave; &egrave; un principio fondamentale, garantito dalla Costituzione&#8221;.&nbsp;</p>
<p>Con l&#8217;avanzare dell&rsquo;et&agrave;, tuttavia, &#8220;alcune funzioni possono modificarsi, anche in modo significativo. Parliamo dell&rsquo;udito, della vista, della capacit&agrave; attentiva e dei riflessi. Sappiamo inoltre che, nella popolazione anziana, c&rsquo;&egrave; chi presenta una o pi&ugrave; patologie per le quali assume farmaci. Per questo, dai 75 anni in poi, occorre una valutazione pi&ugrave; approfondita e attenta da parte di specialisti, non solo dell&rsquo;oculista, ma anche del geriatra&#8221; aggiunge. Una posizione che, dunque, non prevede un limite generalizzato legato all&rsquo;et&agrave;, ma un sistema di valutazione pi&ugrave; individuale. &#8220;Per introdurre questo approccio &ndash; sottolinea Ferrara &ndash; sar&agrave; necessario modificare la legge e non sar&agrave; un percorso semplice&#8221;.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In una nota, il Mit ha spiegato: &#8220;Su espressa richiesta del ministro Salvini, le disposizioni sul tema sono state da tempo espunte dalle norme di comportamento del Titolo II, per evitare di penalizzare questa fascia di et&agrave;. Conseguentemente, nel testo finale, il riferimento sar&agrave; espunto anche dalla Tabella del Titolo V, sulla quale hanno lavorato anche tecnici di altre amministrazioni&#8221;. La smentita &egrave; arrivata dopo la diffusione di notizie relative a specifiche limitazioni alla guida per gli over 85. Il quadro, dunque, &egrave; quello di nessun divieto per gli over 85 alla guida, accompagnato per&ograve; da controlli medici pi&ugrave; rigorosi per le persone anziane e da inasprimenti sull&rsquo;uso del cellulare, anche nei confronti dei pedoni durante l&rsquo;attraversamento della strada.&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>A Latina tornano i Pediatric Simulation Games, oltre 300 specializzandi in sfida per gestione dell’emergenza</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/a-latina-tornano-i-pediatric-simulation-games-oltre-300-specializzandi-in-sfida-per-gestione-dellemergenza/</link>
				<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 12:11:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Sulla scia del successo delle precedenti edizioni, tornano anche quest&#8217;anno a Latina, dal 2 al 5 settembre, i Pediatric Simulation Games, &#8220;la pi&#249; importante competizione internazionale per la gestione delle emergenze pediatriche aperta agli specializzandi in pediatria, con l&#8217;obiettivo di acquisire e consolidare conoscenze e competenze aggiornate nella medicina d&#8217;emergenza pediatrica attraverso una [&#8230;]</p>
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<p> (Adnkronos) &#8211; Sulla scia del successo delle precedenti edizioni, tornano anche quest&rsquo;anno a Latina, dal 2 al 5 settembre, i Pediatric Simulation Games, &ldquo;la pi&ugrave; importante competizione internazionale per la gestione delle emergenze pediatriche aperta agli specializzandi in pediatria, con l&rsquo;obiettivo di acquisire e consolidare conoscenze e competenze aggiornate nella medicina d&#8217;emergenza pediatrica attraverso una competizione sana e formativa, di alto profilo tecnico e scientifico&rdquo;, riporta una nota. La rassegna, ideata da Riccardo Lubrano, direttore della Pediatria e neonatologia dell&rsquo;ospedale Santa Maria Goretti di Latina e professore all&rsquo;Universit&agrave; Sapienza di Roma, quest&rsquo;anno, nell&rsquo;ottava edizione, ospiter&agrave; 41 squadre in gara e oltre 300 partecipanti, provenienti dagli Atenei di tutta Italia e dalle Universit&agrave; di Francia, Portogallo, Spagna e Ungheria.&nbsp;</p>
<p>Lo spirito dei Giochi, organizzati con il supporto della Asl di Latina, &egrave; riassunto nel motto &lsquo;Learn to Play, Play to Learn&rsquo; (Impara per giocare, gioca per imparare), si legge nella nota. Prima della manifestazione, tutte le squadre seguono un programma di preparazione intensivo. Durante la kermesse, l&#8217;apprendimento prosegue attraverso una competizione amichevole ad alto livello tecnico, basata su complessi scenari clinici e debriefing formativi strutturati. Il ventaglio delle oltre 30 emergenze in cui operare e &lsquo;sfidarsi&rsquo; comprende: l&rsquo;arresto cardiaco, l&rsquo;insufficienza respiratoria, la polmonite, l&rsquo;ostruzione delle alte vie aeree, lo shock settico, il trauma cranico e le malattie rare in pronto soccorso. &nbsp;</p>
<p>Come nelle scorse edizioni, &ldquo;l&#8217;evento vede la partecipazione attiva di autorevoli giudici e formatori tra i pi&ugrave; eminenti esperti in medicina d&#8217;emergenza pediatrica, che guidano i partecipanti verso i comportamenti clinici pi&ugrave; efficaci. In giuria quest&rsquo;anno ci saranno medici provenienti da alcuni dei pi&ugrave; importanti ospedali pediatrici al mondo, come il Boston Children&#8217;s Hospital, lo Stollery Children&#8217;s Hospital di Edmonton, lo Stanford University e il Children Hospital of Philadelphia&rdquo;. Teatro delle &lsquo;Olimpiadi della Pediatria d&rsquo;emergenza&rsquo; sar&agrave; l&rsquo;Istituto di istruzione superiore San Benedetto-Einaudi-Mattei di Latina.&nbsp;</p>
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		<title>Ordine medici Roma: &#8220;12 ore di attesa in Ps non siano la normalità&#8221;</title>
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				<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 12:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; L&#8217;Ordine provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri &#8220;esprime forte preoccupazione per i tempi di presa in carico, cura e assistenza che emergono dal nuovo &#8216;Piano regionale per la gestione del flusso di ricovero&#8217; approvato dalla Regione Lazio&#8221;. Cos&#236; in una nota il presidente dell&#8217;Omceo Roma, Antonio Magi.&#160; &#8220;Il Piano &#8211; [&#8230;]</p>
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<p> (Adnkronos) &#8211; L&rsquo;Ordine provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri &#8220;esprime forte preoccupazione per i tempi di presa in carico, cura e assistenza che emergono dal nuovo &#8216;Piano regionale per la gestione del flusso di ricovero&#8217; approvato dalla Regione Lazio&#8221;. Cos&igrave; in una nota il presidente dell&rsquo;Omceo Roma, Antonio Magi.&nbsp;</p>
<p>&#8220;Il Piano &#8211; spiega Magi &#8211; contiene indicazioni organizzative importanti e correttamente riconosce che il sovraffollamento non &egrave; un problema esclusivo del Pronto soccorso, ma riguarda, come in passato, l&rsquo;intero ospedale e il rapporto tra ospedale e territorio. Tuttavia, gli stessi obiettivi temporali indicati nel documento descrivono una situazione che non pu&ograve; lasciarci tranquilli&#8221;. Il documento &#8211; riporta la nota Omceo &#8211; &#8220;prevede una permanenza media fino a 480 minuti dalla visita alla dimissione o alla decisione di ricovero, fino a 720 minuti per il ricovero in Terapia intensiva e Psichiatria e una permanenza media che, per il ricovero, pu&ograve; arrivare a 1.000 minuti. Inoltre, soltanto dopo il superamento delle 12 ore dall&rsquo;accesso &egrave; prevista la presa in carico del paziente da parte del personale dell&rsquo;unit&agrave; operativa di destinazione&#8221;.&nbsp;</p>
<p>&#8220;Parliamo di persone malate, spesso anziane &#8211; osserva Magi &#8211;  fragili e con pi&ugrave; patologie, molte di queste croniche o multi toniche e che possono rimanere per molte ore in ambienti sovraffollati, in attesa di un posto letto. Il tempo trascorso in Pronto soccorso non &egrave; un semplice dato organizzativo: &egrave; tempo di cura e di assistenza e pu&ograve; incidere sulla sicurezza, sulla dignit&agrave; e sugli esiti clinici del paziente. Bisogna potenziare urgentemente la medicina specialistica territoriale per ridurre gli accessi impropri ai Pronto soccorsi&#8221;.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I dati riportati nel Piano &#8211; dettaglia la nota &#8211; &#8220;confermano la dimensione del problema: nel 2025 i Pronto soccorso del Lazio hanno registrato oltre 1,8 milioni di accessi; quasi 260 mila hanno determinato un ricovero e oltre 61 mila un trasferimento presso un&rsquo;altra struttura. Quasi la met&agrave; dei ricoveri ordinari per acuti riguarda persone con almeno 65 anni&#8221;.&nbsp;</p>
<p>&#8220;Accogliamo positivamente l&#8217;obiettivo di superare il cosiddetto boarding&#8221;, cio&egrave; la permanenza dei pazienti in Pronto soccorso in attesa di un posto letto, &#8220;e di coinvolgere maggiormente tutti i reparti ospedalieri. Ma nessun modello organizzativo  &#8211; avverte Magi &#8211;  pu&ograve; funzionare senza un numero adeguato di professionisti, sia in ospedale sia sul territorio, a partire da medici specialisti e infermieri. Servono inoltre posti letto realmente disponibili, diagnosi tempestive, trasporti efficienti e servizi territoriali in grado di garantire un&rsquo;assistenza continua e accompagnare in sicurezza i pazienti al momento della dimissione. Non &egrave; possibile affrontare il problema affidandosi soltanto alla medicina generale o aumentando le ore di lavoro in ospedale&#8221;.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;Omceo Roma chiede pertanto &#8211; riferisce la nota &#8211; che l&rsquo;attuazione del Piano &#8220;sia accompagnata da risorse professionali e strutturali ospedaliere e territoriali adeguate, da indicatori pubblici e verificabili e da un monitoraggio costante dei tempi effettivi di visita, diagnosi, ricovero, trasferimento e dimissione in ogni struttura&#8221;. &#8220;Non basta trasferire formalmente la responsabilit&agrave; del paziente dopo 12 ore. Bisogna fare in modo che nessun cittadino debba attendere cos&igrave; a lungo prima di ricevere il livello di cura e assistenza di cui ha bisogno. Occorre intervenire sulle carenze strutturali e di personale, tutelando contemporaneamente i pazienti e i professionisti, che non possono continuare a sostenere da soli il peso delle inefficienze organizzative. Il Piano rappresenta un punto di partenza, ma ora servono prima di tutto confronto con gli operatori dell&rsquo;ospedale e del territorio, tempi certi, risorse e risultati concreti&#8221; conclude Magi.&nbsp;</p>
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