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	<title>Salute &#8211; Mantovauno.it</title>
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		<title>Cos&#8217;è la malaria, la &#8216;febbre palustre&#8217; portata dalle zanzare che ora spaventa la Germania</title>
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				<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 23:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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<p> (Adnkronos) &#8211; In passato la chiamavano anche &#8216;febbre palustre&#8217;, perch&eacute; si pensava fosse legata all&#8217;aria cattiva e all&#8217;acqua stagnante delle paludi. La malaria &egrave; una malattia antica che ancora oggi colpisce secondo le stime internazionali oltre 280 milioni di persone nel mondo, &egrave; endemica in 80 Paesi del pianeta e miete 610mila vittime in un anno, &#8216;viaggiando&#8217; sulle ali di zanzare femmine infette. E&#8217; infatti causata da protozoi parassiti appartenenti al genere Plasmodium che si trasmettono in modo naturale da uomo a uomo mediante la puntura di zanzare vettore appartenenti al genere Anopheles (la trasmissione &egrave; possibile anche con eventi accidentali mediante contagio ematico diretto, per trasfusioni o aghi contaminati) e come riporta Epicentro, il portale dell&#8217;Istituto superiore di sanit&agrave; (Iss), nei Paesi endemici rappresenta la malattia trasmessa da vettore pi&ugrave; diffusa al mondo. &nbsp;</p>
<p>Nelle aree non endemiche resta la pi&ugrave; importante malattia d&#8217;importazione, legata principalmente ai viaggi in aree tropicali e all&#8217;aumento dei flussi migratori, si legge nel focus. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I riflettori si riaccendono in questi giorni sull&#8217;infezione per via dell&#8217;allerta scattata all&#8217;aeroporto di Francoforte, uno dei maggiori in Europa, dove due persone sono morte e altre quattro risultano positive alla malattia, ma l&#8217;attenzione su questa infezione &egrave; costantemente alta per via dell&#8217;impatto che ha in particolare in alcune aree del mondo: la Regione africana dell&#8217;Oms (Organizzazione mondiale della sanit&agrave;) conta il 94% dei casi e il 95% dei decessi globali, e i bambini under 5 rappresentano circa il 75% delle vittime nella regione. Secondo l&#8217;ultimo report globale del 2025, solo 5 Paesi contribuiscono per quasi la met&agrave; di tutti i casi di malattia registrati (Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Uganda ed Etiopia). E in particolare la Niguaria ha riportato il 38,6% dei decessi globali per malaria nei bambini di et&agrave; inferiore a 5 anni. &nbsp;</p>
<p>Se l&#8217;incidenza globale dell&#8217;infezione dal 2000 al 2015 aveva mostrato un&#8217;evidente riduzione, passando rispettivamente da 79,4 a 59 casi per 1000 abitanti in aree a rischio, dal 2015 si osserva un&#8217;inversione di tendenza &#8211; si legge su Epicentro &#8211; con un aumento complessivo di circa l&#8217;8,5% fino al 2024. Inoltre, nel 2024 si registra un incremento dell&#8217;incidenza del 2% rispetto al 2023, passando da 62,7 a 64 casi per 1000 abitanti in aree a rischio. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I sintomi della malattia possono essere lievi o potenzialmente letali. Si va da febbre, brividi e mal di testa a manifestazioni pi&ugrave; gravi che comprendono affaticamento, confusione, convulsioni e difficolt&agrave; respiratorie. I neonati, bambini di et&agrave; inferiore a 5 anni, le donne e ragazze in gravidanza, i viaggiatori e le persone affette da Hiv o Aids, segnala l&#8217;Oms, sono a maggior rischio di infezione grave.&nbsp;</p>
<p>La malaria si pu&ograve; prevenire evitando le punture di zanzara e con i farmaci.  Prima di recarsi in zone in cui &egrave; diffusa, &egrave; consigliabile consultare un medico per valutare l&#8217;opportunit&agrave; di assumere farmaci come la chemioprofilassi. E i trattamenti attualmente disponibili possono impedire che i casi lievi peggiorino.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se non trattata, la malaria da Plasmodium falciparum pu&ograve; progredire in forma grave e portare alla morte entro 24 ore. &nbsp;</p>
<p>Esistono 5 specie di parassiti del genere Plasmodium che causano la malaria nell&#8217;uomo e 2 di queste specie &#8211; P. falciparum e P. vivax &#8211; rappresentano la minaccia maggiore. Il P. falciparum &egrave; il parassita della malaria pi&ugrave; letale e il pi&ugrave; diffuso nel continente africano. Il P. vivax &egrave; il parassita della malaria dominante nella maggior parte dei Paesi al di fuori dell&#8217;Africa subsahariana. Le altre specie di malaria umana sono P. malariae, P. ovale e P. knowlesi. &nbsp;</p>
<p>I sintomi&nbsp;compaiono entro 10-15 giorni dalla puntura di una zanzara infetta e per via di alcuni sintomi non specifici &egrave; importante sottoporsi al test precocemente. Il controllo dei vettori &egrave; una componente importante delle strategie di controllo ed eliminazione della malaria e si basa su due interventi principali: zanzariere trattate con insetticidi e disinfestazione degli ambienti interni con insetticidi. Sebbene i progressi nella lotta globale contro la malaria siano minacciati dall&#8217;emergere di resistenza agli insetticidi tra le zanzare Anopheles, rileva l&#8217;Oms, tuttavia le zanzariere di nuova generazione, che offrono una protezione migliore, stanno diventando sempre pi&ugrave; diffuse. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dall&#8217;ottobre 2021 l&#8217;Oms raccomanda l&#8217;uso diffuso del vaccino antimalarico (Rts,s/AS01) tra i bambini che vivono in regioni con trasmissione di malaria da Plasmodium falciparum da moderata ad alta.  Nell&#8217;ottobre 2023, l&#8217;agenzia ha anche raccomandato un secondo vaccino (R21/Matrix-M). Questi prodotti scudo sono ora in fase di introduzione nei programmi di immunizzazione infantile di routine in tutta l&#8217;Africa. Si prevede che in Africa possano salvare decine di migliaia di giovani vite ogni anno. &nbsp;</p>
<p>Quanto ai trattamenti, i farmaci pi&ugrave; comuni per la malaria sono: terapie di combinazione a base di artemisinina che sono le pi&ugrave; efficaci contro la malaria da Plasmodium falciparum, la clorochina raccomandata per l&#8217;infezione da parassita P. vivax solo nei luoghi in cui &egrave; ancora sensibile a questo farmaco; la primachina che va aggiunta al trattamento principale per prevenire le recidive di infezione da parassiti P. vivax e P. ovale. La maggior parte dei farmaci utilizzati &egrave; in forma di pillola. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E l&#8217;Oms nel 2022, ha sviluppato una strategia per contrastare la resistenza in Africa avviando un monitoraggio che ne consenta l&#8217;individuazione precoce e la risposta. Per quanto riguarda i test diagnostici, la maggior parte di quelli rapidi si basa sull&#8217;individuazione di una o due proteine specifiche prodotte dal parassita Plasmodium falciparum (HRP2 e HRP3). Tuttavia, i parassiti con mutazioni genetiche che impediscono l&#8217;espressione di queste proteine non vengono rilevati. Il rischio di ci&ograve; &egrave; che i pazienti affetti da malaria potrebbero non essere diagnosticati, consentendo la diffusione di questi parassiti mutati. Nel 2024, questi parassiti mutati sono stati segnalati in 42 Paesi endemici per la malaria.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Caldo estremo, ecco la nuova ondata: oggi due città in allerta rossa, domani saranno 9</title>
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				<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 23:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Una nuova ondata di calore estremo colpisce l&#8217;Italia, soffocando il Centro-Sud. Se oggi, gioved&#236; 27 agosto, sono due le citt&#224; in allerta massima per afa, domani i capoluoghi con bollino rosso saliranno a nove. E&#8217; questo quanto fotografa il bollettino del ministero della Salute, che monitora 27 capoluoghi di provincia.&#160; &#160; Per la [&#8230;]</p>
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<p> (Adnkronos) &#8211; Una nuova ondata di calore estremo colpisce l&#8217;Italia, soffocando il Centro-Sud. Se oggi, gioved&igrave; 27 agosto, sono due le citt&agrave; in allerta massima per afa, domani i capoluoghi con bollino rosso saliranno a nove. E&#8217; questo quanto fotografa il bollettino del ministero della Salute, che monitora 27 capoluoghi di provincia.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per la giornata di oggi, la massima allerta (la numero 3, la pi&ugrave; elevata che prevede rischi anche per la popolazione non fragile) con bollino rosso riguarda quindi due capoluoghi: si tratta di Campobasso e Palermo. Allerta arancione, invece, in ben 11 citt&agrave;: Ancona, Bari, Cagliari, Catania, Firenze, Latina, Messina, Perugia, Reggio Calabria, Rieti e Roma. Bollino giallo quindi a Bologna, Bolzano, Brescia, Civitavecchia, Frosinone, Napoli, Pescara, Verona e Viterbo. Restano in verde Genova, Milano, Torino, Trieste e Venezia.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma il caldo guadagner&agrave; terreno soprattutto domani, venerd&igrave; 28 agosto, quando le citt&agrave; in allerta rossa saranno ben 9 sulle 27 monitorate. Si tratta di  Bari, Cagliari, Campobasso, Catania, Latina, Messina, Palermo, Reggio Calabria e Roma. &nbsp;</p>
<p>
Bollino arancione per Ancona, Bologna, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Perugia, Pescara, Rieti, Viterbo. In giallo saranno invece Bolzano, Brescia, Genova, Napoli, Venezia, Verona. Dall&#8217;ondata di calore saranno quindi escluse, con bollino verde, solo Torino, Trieste e Milano.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Malaria in aeroporto in Germania, gli esperti: &#8220;Campanello d&#8217;allarme, ma il rischio resta contenuto&#8221;</title>
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				<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 16:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Allerta all&#8217;aeroporto di Francoforte, uno dei maggiori hub europei, dove un dipendente &#232; morto e altri cinque sono risultati positivi alla malaria. A riportarlo &#232; il quotidiano Bild, dopo aver parlato con un portavoce di Fraport, la societ&#224; che gestisce lo scalo. Tutti i casi riguardano personale aeroportuale.&#160; &#160; Per Matteo Bassetti, infettivologo [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div>
<p> (Adnkronos) &#8211; Allerta all&rsquo;aeroporto di Francoforte, uno dei maggiori hub europei, dove un dipendente &egrave; morto e altri cinque sono risultati positivi alla malaria. A riportarlo &egrave; il quotidiano Bild, dopo aver parlato con un portavoce di Fraport, la societ&agrave; che gestisce lo scalo. Tutti i casi riguardano personale aeroportuale.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per Matteo Bassetti, infettivologo e professore di Malattie infettive all&#8217;Universit&agrave; di Genova, il caso di Francoforte, spiega all&#8217;Adnkronos Salute, &#8220;&egrave; un campanello d&#8217;allarme: bisogna sorvegliare i voli a rischio e prestare attenzione ai passeggeri sintomatici, sia quelli provenienti da Paesi endemici sia quelli semplicemente transitati&#8221;. &nbsp;</p>
<p>La malaria aeroportuale &#8220;&egrave; una forma che conosciamo: attraverso gli aerei e i bagagli provenienti da Paesi, dove la patologia &egrave; endemica, pu&ograve; arrivare anche la zanzara Anopheles e restare nell&#8217;area dell&#8217;aeroporto, contagiando lavoratori o passeggeri&#8221;. &nbsp;</p>
<p>Esiste anche la cosiddetta &#8220;malaria da bagagli&#8221;: &#8220;Difficile che la zanzara possa riprodursi, ma in condizioni favorevoli pu&ograve; vivere per un tempo determinato e colpire, come accaduto nello scalo di Francoforte&#8221;.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La malaria aeroportuale &egrave; un fenomeno raro, ma conosciuto: negli anni si sono verificati casi sporadici anche in Paesi non endemici, Italia compresa. Secondo Massimo Andreoni, professore emerito dell&#8217;Universit&agrave; degli Studi di Roma Tor Vergata, membro del Collegio dei probiviri della Simit (Societ&agrave; italiana di malattie infettive e tropicali) e del Consiglio superiore di sanit&agrave;, il rischio attuale resta molto basso. La malaria aeroportuale &egrave;, dice all&#8217;Adnkronos Salute, &#8220;un rischio noto da anni, anche se si tratta di un fenomeno raro&#8221;. &nbsp;</p>
<p>Il caso di Francoforte &#8220;ci ricorda quanto sia importante mantenere efficace il monitoraggio negli aeroporti. Con l&#8217;aumento dei voli internazionali pu&ograve; accadere che arrivino anche zanzare infette, trasportate accidentalmente dagli aerei, che potrebbero determinare singoli casi o, pi&ugrave; raramente, piccoli focolai epidemici&rdquo;. In Italia &#8220;il pericolo rimane limitato&#8221;. Sono presenti alcune specie di Anopheles, &#8220;tra cui la Labranchiae, che pu&ograve; trasmettere il plasmodium, il parassita responsabile della malaria&#8221;. La presenza di queste zanzare &#8220;significa che, in caso di arrivo di una zanzara infetta, non si pu&ograve; escludere del tutto la possibilit&agrave; di una trasmissione locale&#8221;. Eventuali focolai sarebbero, comunque, &ldquo;circoscritti alle aree in prossimit&agrave; dei grandi aeroporti e porti internazionali&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>Andreoni sottolinea che le Anopheles &#8220;non sono generalmente in grado di percorrere grandi distanze autonomamente: possono spostarsi per alcune centinaia di metri&#8221;. Il rischio resta, quindi, &#8220;prevalentemente circoscritto alle aree vicine al luogo in cui dovesse arrivare una zanzara infetta, a meno che l&rsquo;insetto non venga trasportato accidentalmente all&#8217;interno di bagagli, valigie o altri materiali&#8221;.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&Egrave; &#8220;sicuramente un evento raro&#8221; il focolaio di malaria, registrato all&#8217;aeroporto di Francoforte, &#8220;ma bisogna comunque prestare attenzione e vigilare&#8221;, osserva parlando con l&#8217;Adnkronos Salute Gianni Rezza, docente straordinario di Igiene all&rsquo;Universit&agrave; Vita&#8209;Salute San Raffaele. &nbsp;</p>
<p>Questo tipo di infezione, spiega Rezza, &#8220;viene definito &#8216;malaria aeroportuale&#8217; perch&eacute; dovuto alla puntura di una o pi&ugrave; zanzare &#8216;importate&#8217; da Paesi endemici attraverso i viaggi aerei&#8221;. In casi ancora pi&ugrave; rari, aggiunge, la malaria pu&ograve; essere trasmessa da una zanzara che fuoriesce da una valigia, ipotesi collegata ai casi di &#8220;malaria criptica&#8221;, ovvero infezioni che insorgono in persone che vivono in aree non malariche e non hanno viaggiato. In Italia, ricorda l&#8217;epidemiologo, &#8220;nel corso degli anni sono stati identificati una decina di casi criptici, ma mai un cluster aeroportuale come quello segnalato in Germania&#8221;.&nbsp;</p>
<p>Per il futuro, conclude Rezza, &#8220;i cambiamenti climatici e la globalizzazione di uomini e vettori potrebbero aumentare il rischio di circolazione dei plasmodi malarici, ma per ora quello di Francoforte appare come un fenomeno isolato&#8221;.&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Trapianti, Padova protagonista del nuovo modello italiano per la donazione di reni</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/trapianti-padova-protagonista-del-nuovo-modello-italiano-per-la-donazione-di-reni/</link>
				<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 14:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; &#200; stato pubblicato sulla rivista internazionale American Journal of Transplantation il lavoro che presenta i risultati di sei anni del programma italiano DEC-K (Deceased Donor Initiated Kidney Paired Exchange): un innovativo modello che integra per la prima volta al mondo donazione da vivente e donazione da donatore deceduto. Il protocollo nasce da un&#8217;idea [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div>
<p> (Adnkronos) &#8211; &Egrave; stato pubblicato sulla rivista internazionale American Journal of Transplantation il lavoro che presenta i risultati di sei anni del programma italiano DEC-K (Deceased Donor Initiated Kidney Paired Exchange): un innovativo modello che integra per la prima volta al mondo donazione da vivente e donazione da donatore deceduto. Il protocollo nasce da un&rsquo;idea pionieristica di Lucrezia Furian, direttore Uoc Chirurgia dei Trapianti di Rene e Pancreas dell&rsquo;Azienda ospedale universit&agrave; Padova, che &egrave; stata sviluppata inizialmente presso il Centro Trapianti di Padova, ma che successivamente &egrave; stata estesa a livello nazionale grazie alla collaborazione con il Centro nazionale trapianti e con altri numerosi centri italiani.&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;idea &egrave; semplice, quanto rivoluzionaria: utilizzare un rene da donatore deceduto per sbloccare e avviare una catena di trapianti tra coppie donatore-ricevente incompatibili, facendo s&igrave; che l&rsquo;ultimo rene proveniente da donatore vivente della catena venga restituito alla lista d&rsquo;attesa. I risultati dimostrano concretamente la forza di questa intuizione: 34 catene DEC-K (scambio incrociato da donatore deceduto) hanno consentito di realizzare 84 trapianti di rene con una media di 2,5 trapianti per ogni catena avviata e con risultati a lungo termine comparabili a quelli ottenuti con il trapianto da donatore vivente. &nbsp;</p>
<p>Lo studio, di cui la professoressa Furian &egrave; ultimo autore &#8211; informa una nota dell&#8217;Azienda ospedale universit&agrave; Padova &#8211; rappresenta la prima analisi a lungo termine al mondo di un programma nazionale di kidney paired donation avviato da donatore deceduto. Un risultato che testimonia come un&rsquo;innovazione nata a Padova possa, attraverso la collaborazione tra altri centri e diverse istituzioni trasformarsi in una strategia nazionale capace di ampliare concretamente le possibilit&agrave; di trapianto, in particolare per i pazienti pi&ugrave; difficili da trapiantare per motivi immunologici e per i quali la ricerca di un organo compatibile &egrave; molto complessa.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Il progetto &#8211; ricorda Furian &#8211; &egrave; nato dall&rsquo;incontro tra ricerca, innovazione e pratica clinica con l&rsquo;idea di superare i limiti dei modelli tradizionali e valorizzare al meglio le risorse disponibili: un approccio che mette al centro non solamente la tecnologia, ma soprattutto la collaborazione tra professionisti e la capacit&agrave; di costruire percorsi pi&ugrave; efficienti e personalizzati. Partendo da Padova questa intuizione propone, davvero, un cambio di prospettiva: trasformare una sfida complessa, quella della carenza di organi attualmente disponibili, in un&rsquo;opportunit&agrave; per ripensare il sistema dei trapianti. Un modello che pu&ograve; contribuire ad ampliare la platea dei pazienti candidabili e a ridurre i tempi di attesa&#8221;. &nbsp;</p>
<p>&Egrave; una &#8220;storia di innovazione nata nel territorio, ma con un potenziale che va oltre i confini padovani e veneti: un esempio di come ricerca e competenze possano tradursi in soluzioni innovative capaci di incidere concretamente sulla vita delle persone. Un progetto che ha trovato concretezza grazie alla perfetta sinergia con il Centro nazionale trapianti&#8217; conclude.&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Roma, allo Spallanzani la &#8216;Settimana della Scienza&#8217; per i 90 anni dell&#8217;Istituto</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/roma-allo-spallanzani-la-settimana-della-scienza-per-i-90-anni-dellistituto/</link>
				<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 14:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Dal 20 al 25 settembre 2026 torna l&#8217;appuntamento con la &#8216;Settimana della Scienza&#8217; e con la &#8216;Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori&#8217; organizzati dall&#8217;Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani Irccs di Roma. Dopo il grande successo delle ultime edizioni, l&#8217;evento quest&#8217;anno assume una rilevanza particolare perch&#233; per l&#8217;Istituto ricorrono i [&#8230;]</p>
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<p> (Adnkronos) &#8211; Dal 20 al 25 settembre 2026 torna l&rsquo;appuntamento con la &#8216;Settimana della Scienza&#8217; e con la &#8216;Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori&#8217; organizzati dall&rsquo;Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani Irccs di Roma. Dopo il grande successo delle ultime edizioni, l&rsquo;evento quest&rsquo;anno assume una rilevanza particolare perch&eacute; per l&rsquo;Istituto ricorrono i 90 anni dalla propria fondazione e i 30 anni dal riconoscimento come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico e la &#8216;Settimana della Scienza&#8217; rappresenta il momento centrale delle celebrazioni che, nel corso nel 2026, hanno previsto diversi momenti.&nbsp;</p>
<p>&#8220;Queste due ricorrenze &ndash; spiega la direttrice generale, Cristina Matranga &ndash; raccontano una storia fatta di ricerca, innovazione e cura. La Settimana della Scienza sar&agrave; un evento aperto a tutti &ndash; operatori sanitari, appassionati, cittadini, famiglie, studenti, bambini &ndash; per mostrare e raccontare quello che facciamo in termini di ricerca e innovazione. Sono previsti oltre 30 laboratori interattivi, cineforum, incontri con medici e ricercatori per rendere la Scienza divertente e accessibile. Inoltre, quest&rsquo;anno abbiamo voluto sottolineare il forte legame tra scienza e sport, inteso come primo passo verso la prevenzione e un buono stato di salute fisica e psichica&#8221;.&nbsp;</p>
<p>Da qui l&rsquo;organizzazione di &#8220;Corri per la scienza&#8221;, una piccola gara podistica che il 20 settembre aprir&agrave; il programma della Settimana. Un momento altamente simbolico e significativo dato che il percorso si snoder&agrave; interamente tra i viali dello Spallanzani e del vicino ospedale San Camillo.  Nel presentare l&rsquo;iniziativa, il direttore scientifico Enrico Girardi ha detto: &#8220;la Ricerca biomedica produce conoscenze che si trasformano in interventi per migliorare la salute della popolazione. La Settimana della Scienza vuole essere uno scambio reciproco, un dialogo: da una parte vogliamo far vedere e toccare con mano quello che facciamo ma allo stesso tempo abbiamo la volont&agrave; e il dovere di ascoltare i cittadini, raccogliere le loro indicazioni e aspettative. Proprio perch&eacute; la Ricerca biomedica &egrave; un&rsquo;attivit&agrave; aperta e applicata al miglioramento della salute della popolazione, i ricercatori hanno bisogno di capire le esigenze che i cittadini esprimono&#8221;. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel presentare l&rsquo;iniziativa, il direttore scientifico Enrico Girardi ha detto: &#8220;la Ricerca biomedica produce conoscenze che si trasformano in interventi per migliorare la salute della popolazione. La Settimana della Scienza vuole essere uno scambio reciproco, un dialogo: da una parte vogliamo far vedere e toccare con mano quello che facciamo ma allo stesso tempo abbiamo la volont&agrave; e il dovere di ascoltare i cittadini, raccogliere le loro indicazioni e aspettative. Proprio perch&eacute; la Ricerca biomedica &egrave; un&rsquo;attivit&agrave; aperta e applicata al miglioramento della salute della popolazione, i ricercatori hanno bisogno di capire le esigenze che i cittadini esprimono&#8221;.&nbsp;</p>
<p>Anche quest&rsquo;anno lo Spallanzani ha pensato a momenti ed eventi per tutte le et&agrave;. Questo nel dettaglio il programma: Domenica 20 settembre, ore 8.30, &ldquo;Corri per la Scienza&rdquo;: gara podistica non competitiva (5 km) e competitiva (10 km) all&rsquo;interno dello Spallanzani e del San Camillo. A seguire &#8216;Life Talk: la vita, l&#8217;emergenza, la cura&#8217;: momento di incontro e racconto sulla vita, l&#8217;emergenza e la cura con le voci di chi ogni giorno se ne prende carico.&nbsp;</p>
<p>Luned&igrave; 21 settembre, ore 11.00, &#8216;La Scienza si incontra&#8217;: confronto tra gli Irccs del Lazio con l&#8217;obiettivo di consolidare il dialogo e la collaborazione tra gli istituti, favorendo la condivisione di esperienze, competenze e progettualit&agrave; su tematiche di interesse comune per la ricerca biomedica e la sanit&agrave;.&nbsp;</p>
<p>Marted&igrave; 22 settembre, ore 9.30, &#8216;Viaggio alla scoperta del mondo invisibile&#8217; dedicato a bambini di Scuola dell&rsquo;infanzia con un percorso esperienziale articolato in cinque laboratori alla scoperta di ci&ograve; che non si vede a occhio nudo. Alle 16.00, &#8216;Dalla Ricerca alla Comunit&agrave;&#8217;: incontro tra esperti dello Spallanzani, delle Asl e della Regione Lazio per scoprire come ricerca, innovazione e collaborazione tra istituzioni possano migliorare la prevenzione di HIV e infezioni sessualmente trasmissibili e costruire una rete sempre pi&ugrave; efficace e vicina ai cittadini. A seguire, &egrave; previsto un incontro aperto a tutti con Elena Di Cioccio per una testimonianza e un dialogo sul valore della prevenzione, dell&#8217;informazione e della lotta allo stigma.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mercoled&igrave; 23 settembre, ore 9.30, &#8216;Cinema &amp; Scienza&#8217; con la proiezione del film &#8216;An honest liar&#8217; e la conferenza-spettacolo &#8216;Credere l&#8217;incredibile: perch&eacute; crediamo a ci&ograve; che non &egrave; vero&#8217; condotta dai divulgatori scientifici Massimo Polidoro e Emilio Giovenale. L&rsquo;evento &egrave; riservato a scuole secondarie di primo e secondo grado. Alle 19 &ldquo;Aperitivo scientifico&rdquo; con l&rsquo;incontro tra studenti universitari e scuole secondarie di secondo grado con i ricercatori dell&rsquo;Issnaf (Italian Scientists &amp; Scholars in North America Foundation). Alle 20.30 altro momento di &#8216;Cinema &amp; Scienza&#8217; aperto a tutti con la proiezione di &#8216;Interstellar&#8217;.&nbsp;</p>
<p>Gioved&igrave; 24 settembre, ore 9.30, &#8216;Cinema &amp; Scienza&#8217; con la proiezione del film &ldquo;120 battiti al minuto&rdquo; per le scuole secondarie di secondo grado. Alle 20.30 concerto di Gerardo Di Lella e della Pop Orchestra. A chiudere, come da tradizione, venerd&igrave; 25 settembre a partire dalle 18 &ldquo;La Notte europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori&rdquo; con 34 laboratori, installazioni, giochi scientifici ed esperienze immersive per tutte le et&agrave;.  Per tutta la settimana sar&agrave; possibile visitare la mostra fotografica che ripercorre i 90 anni di vita dello Spallanzani&nbsp;</p>
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		<title>Vacanze finite, come tornare alla routine senza stress? Ecco i consigli dell&#8217;esperta</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/vacanze-finite-come-tornare-alla-routine-senza-stress-ecco-i-consigli-dellesperta/</link>
				<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 06:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Il rientro dalle vacanze pu&#242; essere &#8220;difficile perch&#233; costringe a cambiare nuovamente le proprie abitudini&#8221;. Durante le ferie siamo abituati al relax, ai ritmi pi&#249; lenti, alle passeggiate all&#8217;aperto, a guardare meno l&#8217;orologio e a controllare poco le email. &#160; Tornare alla vita quotidiana significa invece &#8220;riprendere gli impegni e affrontare nuovamente le [&#8230;]</p>
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<p> (Adnkronos) &#8211; Il rientro dalle vacanze pu&ograve; essere &#8220;difficile perch&eacute; costringe a cambiare nuovamente le proprie abitudini&#8221;. Durante le ferie siamo abituati al relax, ai ritmi pi&ugrave; lenti, alle passeggiate all&rsquo;aperto, a guardare meno l&rsquo;orologio e a controllare poco le email. &nbsp;</p>
<p>Tornare alla vita quotidiana significa invece &#8220;riprendere gli impegni e affrontare nuovamente le difficolt&agrave;&#8221; di tutti i giorni. &#8220;Le temperature sono ancora elevate, &egrave; prevista una nuova ondata di calore e poi ci sono le bollette, soprattutto quella energetica, che pu&ograve; risentire dei maggiori consumi di aria condizionata. A questo si aggiungono il caro benzina, il traffico, la scuola dei figli, il rientro al lavoro, le notizie allarmanti sul piano politico, economico e climatico: sono tutti fattori di stress della vita quotidiana&#8221;, spiega all&#8217;Adnkronos Salute Anna Maria Giannini, docente di Psicologia all&rsquo;Universit&agrave; La Sapienza di Roma.&nbsp;</p>
<p>
Come affrontare il rientro? Nei primi giorni, Giannini consiglia di concedersi un &#8220;rientro soft&#8221;. Per esempio, si pu&ograve; &#8220;preparare la colazione come in vacanza, in modo salutista e con ritmi pi&ugrave; lenti&#8221;, dedicarsi allo &#8220;stretching mattutino, muoversi a piedi o in bicicletta e concedersi qualche piccola coccola in pi&ugrave;&#8221;.&nbsp;</p>
<p>Queste attenzioni, per&ograve;, avverte la pricologa &#8220;tendono a diminuire con il ritorno alla routine: gli orari di lavoro, le riunioni, le corse e le spese finiscono rapidamente per prendere il sopravvento&#8221;. Per questo, secondo Giannini, pu&ograve; essere utile &#8220;ritagliarsi del tempo per se stessi. Chi ne ha la possibilit&agrave; &#8211; consiglia &#8211;  pu&ograve;, per esempio, concedersi qualche giorno alle terme per recuperare energie e ridurre lo stress. Chi invece non pu&ograve; partire per motivi economici pu&ograve; prolungare l&rsquo;effetto positivo delle vacanze attraverso piccoli momenti di benessere quotidiano: dedicarsi a un&rsquo;attivit&agrave; piacevole, concedersi una pausa o semplicemente prestare pi&ugrave; attenzione alle proprie esigenze&#8221;.&nbsp;</p>
<p>Un altro modo per rendere pi&ugrave; piacevole il rientro &egrave; &#8220;mantenere vivo il ricordo delle esperienze positive vissute durante le vacanze. Se abbiamo ammirato un bel tramonto, trascorso del tempo con amici e familiari, fatto una gita in barca o un&rsquo;escursione in montagna, possiamo fermarci qualche minuto e rivivere mentalmente quelle esperienze.  Possiamo chiudere gli occhi e visualizzare quei momenti, cercando di ricordare anche gli odori e i profumi&#8221;, spiega Giannini.  La visualizzazione del ricordo &#8220;pu&ograve; diventare un&rsquo;esperienza piacevole e immersiva. Pu&ograve; suscitare un po&#8217; di nostalgia, ma rappresenta anche una forma di arricchimento personale: quelle esperienze fanno ormai parte di ci&ograve; che siamo&#8221; aggiunge. &#8220;Oggi sono la persona che ha vissuto quel tramonto, che ha fatto quella bella gita in barca o quell&rsquo;escursione in montagna&#8221;, osserva la psicologa. &nbsp;</p>
<p>Anche raccontare le esperienze vissute e condividerle con gli altri, per esempio con i colleghi, &#8220;pu&ograve; aiutare a rendere il ritorno alla quotidianit&agrave; pi&ugrave; graduale e piacevole. In questo senso, il viaggio non finisce davvero quando si torna a casa: i ricordi e le emozioni positive possono continuare ad accompagnarci anche nella vita di tutti i giorni&#8221; conclude.&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Caldo, afa riguadagna terreno: giovedì bollino rosso in 3 città, arancione in 9</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/caldo-afa-riguadagna-terreno-giovedi-bollino-rosso-in-3-citta-arancione-in-9/</link>
				<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 23:12:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Il caldo torna a intensificarsi in Italia dopo il passaggio del maltempo che nei giorni scorsi ha fatto scendere le temperature in diverse aree del Paese, soprattutto al Nord. L&#8217;afa, rimasta pi&#249; concentrata sulle regioni meridionali, torna infatti a interessare un numero crescente di citt&#224;.&#160; Secondo l&#8217;ultimo bollettino sulle ondate di calore del [&#8230;]</p>
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<p> (Adnkronos) &#8211;<br />
Il caldo torna a intensificarsi in Italia dopo il passaggio del maltempo che nei giorni scorsi ha fatto scendere le temperature in diverse aree del Paese, soprattutto al Nord. L&rsquo;afa, rimasta pi&ugrave; concentrata sulle regioni meridionali, torna infatti a interessare un numero crescente di citt&agrave;.&nbsp;</p>
<p>Secondo l&rsquo;ultimo bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, domani, gioved&igrave; 27 agosto, saranno tre le citt&agrave; italiane con bollino rosso, corrispondente al livello 3 di allerta per il caldo: Bari, Palermo e Campobasso.&nbsp;</p>
<p>
Palermo &egrave; gi&agrave; oggi in allerta massima e manterr&agrave; il bollino rosso anche domani. A Bari e Campobasso, invece, il livello 3 scatter&agrave; domani.&nbsp;</p>
<p>Sale anche il numero delle citt&agrave; contrassegnate dal bollino arancione, che indica il livello 2 di rischio per la salute legato alle ondate di calore. Domani saranno 9: Ancona, Cagliari, Catania, Firenze, Latina, Messina, Reggio Calabria, Rieti e Roma.&nbsp;</p>
<p>Il quadro mostra quindi un progressivo aumento dell&rsquo;afa lungo la Penisola, dopo il temporaneo calo delle temperature provocato dal maltempo.&nbsp;</p>
<p>&Egrave; invece in netta diminuzione il numero delle citt&agrave; con bollino verde, che segnala l&rsquo;assenza di rischio legato al caldo. Gioved&igrave; saranno appena 6: Milano, Genova, Torino, Trieste, Venezia e Frosinone.&nbsp;</p>
<p>La maggior parte si trova nel Nord Italia, mentre Frosinone rappresenta l&rsquo;unica citt&agrave; del Centro presente nell&rsquo;elenco del livello zero.&nbsp;</p>
<p>Completano il quadro delle ondate di calore 9 citt&agrave; con bollino giallo, indicativo di una situazione di pre-allerta: Bologna, Bolzano, Brescia, Civitavecchia, Napoli, Perugia, Pescara, Verona e Viterbo.&nbsp;</p>
<p>Per gioved&igrave; 27 agosto, dunque, il bollettino del Ministero della Salute fotografa un&rsquo;Italia nuovamente alle prese con il caldo, con 3 citt&agrave; da bollino rosso, 9 arancioni, 9 gialle e soltanto 6 verdi.&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Milano, focolaio di tubercolosi all&#8217;Istituto di Medicina legale: 8 casi conclamati e 7 positivi</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/milano-focolaio-di-tubercolosi-allistituto-di-medicina-legale-8-casi-conclamati-e-7-positivi-indagini-sullorigine-del-contagio/</link>
				<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 18:13:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Home Page]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Focolaio di tubercolosi all&#8217;Istituto di Medicina legale di Milano. A denunciare quanto accaduto è stata l&#8217;Associazione Liberi specializzandi in Medicina. Il presidente, Massimo Minerva, parla di una situazione preoccupante.&#8221;La cosa meno grave è che c’è stato un focolaio &#8211; dice all&#8217;Adnkronos-. Il punto è un altro: è stata fatta la formazione per il trattamento del [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Focolaio di tubercolosi all&#8217;Istituto di Medicina legale di Milano. A denunciare quanto accaduto è stata l&#8217;Associazione Liberi specializzandi in Medicina. Il presidente, Massimo Minerva, parla di una situazione preoccupante.&#8221;La cosa meno grave è che c’è stato un focolaio &#8211; dice all&#8217;Adnkronos-. Il punto è un altro: è stata fatta la formazione per il trattamento del materiale biologico?&#8221;.<br />
Secondo l&#8217;Ats, i casi sarebbero 8 con Tbc conclamata, mentre altri 7 risultano positivi e stanno seguendo una terapia di lunga durata. Per l’Associazione, il nodo riguarda la formazione degli specializzandi e la valutazione del rischio all&#8217;interno dell&#8217;Istituto.</p>
<p>La vicenda risale a inizio luglio e l&#8217;Associazione annuncia che l&#8217;esposto verrà presentato domani. Minerva spiega perché i giovani medici non hanno denunciato direttamente: &#8220;Ci siamo fatti carico noi della segnalazione per evitare problemi ai singoli. Questi ragazzi sono trattati come lavoratori non pagati&#8221;. L&#8217;Associazione non è nuova a interventi sul tema: a inizio anno aveva avuto uno scontro con Matteo Bassetti, direttore della Scuola di specializzazione in Malattie infettive dell&#8217;Università di Genova, sulle condizioni di lavoro dei medici in formazione.</p>
<p>Anaao Assomed segnala gravi lacune nella gestione del focolaio di tubercolosi all’Istituto di Medicina legale di Milano e parla di un problema strutturale con assenza di sicurezza e tutela per dirigenti medici e specializzandi. Secondo il sindacato le risposte della Scuola di Specializzazione non sono adeguate alla gravità della situazione e manca un&#8217;azione tempestiva a protezione dei medici in formazione. Anaao chiede l&#8217;aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi per il rischio biologico, dotazioni impiantistiche adeguate nelle sale autoptiche, attivazione immediata del medico competente e comunicazione trasparente verso tutti gli specializzandi coinvolti. Il caso, sottolineano da Anaao Assomed, conferma le criticità già segnalate alla Regione Lombardia sulla sicurezza e sulle condizioni di lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Medicina, è morto Michele Zappella, pioniere degli studi sull&#8217;autismo</title>
		<link>https://mantovauno.it/salute/medicina-e-morto-michele-zappella-pioniere-degli-studi-sullautismo/</link>
				<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 14:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>(Adnkronos) &#8211; Il professore Michele Zappella, uno dei pi&#249; autorevoli e riconosciuti neuropsichiatri infantili italiani, &#232; morto all&#8217;et&#224; di 90 anni a Siena. Noto per il suo impegno nell&#8217;abolizione delle classi speciali e differenziali tra gli anni Sessanta e Settanta, per la scoperta di due nuove sindromi cliniche e la sua proposta terapeutica-educativa relativa ai [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div>
<p> (Adnkronos) &#8211; Il professore Michele Zappella, uno dei pi&ugrave; autorevoli e riconosciuti neuropsichiatri infantili italiani, &egrave; morto all&#8217;et&agrave; di 90 anni a Siena. Noto per il suo impegno nell&rsquo;abolizione delle classi speciali e differenziali tra gli anni Sessanta e Settanta, per la scoperta di due nuove sindromi cliniche e la sua proposta terapeutica-educativa relativa ai disturbi del neurosviluppo, Zappella &egrave; stato tra le maggiori voci contemporanee negli studi sull&rsquo;autismo. Dopo essersi specializzato in importanti ospedali a Londra e negli Usa, ha lavorato in diversi istituti psichiatrici italiani, dove ha fatto conoscenza diretta dell&rsquo;esclusione. Da qui era nata la sua attenzione per l&rsquo;accoglienza e l&rsquo;integrazione dei bambini, intrecciata col rigore della diagnosi e la passione per la ricerca scientifica. E&#8217; stato primario del reparto di Neuropsichiatria infantile all&rsquo;ospedale di Siena dal 1973 al 2006. E&#8217; stato Research Coordinator della Foundation for Autism Research di New York e autore di 350 articoli scientifici, 103 dei quali citati sul prestigioso &ldquo;PubMed&rdquo;, oltre che di numerosi libri, tra cui, editi da Feltrinelli, &#8220;Il pesce bambino&#8221;, &#8220;Il bambino nella luna&#8221; e &#8220;Bambini con l&#8217;etichetta&#8221;.&nbsp;</p>
<p> Nato a Viareggio  (Lucca) il 4 marzo 1936, Michele Zappella si era laureato in Medicina e Chirurgia a Roma nel 1960, specializzandosi successivamente in Pediatria, Neuropsichiatria infantile e Malattie nervose e mentali. Nel 1970 aveva conseguito la libera docenza in Igiene mentale. La sua formazione si era sviluppata anche attraverso importanti esperienze internazionali. Tra il 1961 e il 1963 aveva lavorato al Fountain Hospital di Londra, mentre una borsa Fulbright lo aveva portato negli Stati Uniti, al Department of Child Neurology del Children&#8217;s Hospital di Washington.&nbsp;</p>
<p>Il rapporto con Siena era iniziato nel 1973, con la nomina a primario del reparto di Neuropsichiatria infantile dell&#8217;Ospedale, incarico mantenuto fino al 2006. Parallelamente aveva insegnato nelle Scuole di specializzazione dell&#8217;Universit&agrave; di Siena, contribuendo alla formazione di generazioni di medici. Il suo nome &egrave; legato soprattutto agli studi sull&#8217;autismo, sulla sindrome di Rett e sui disturbi dello sviluppo. Le sue ricerche avevano permesso di individuare una particolare variante della sindrome di Rett, caratterizzata dalla tardiva acquisizione del linguaggio e di alcune abilit&agrave; manuali e conosciuta nella letteratura scientifica internazionale come &ldquo;Zappella Variant&rdquo;.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Negli anni Sessanta aveva inoltre individuato il Placing Reflex, mettendone in evidenza l&#8217;importanza per la diagnosi precoce delle forme pi&ugrave; gravi di disabilit&agrave; intellettiva. Fu tra i primi studiosi italiani a occuparsi scientificamente dell&#8217;integrazione sociale e scolastica dei bambini con disabilit&agrave;, pubblicando gi&agrave; tra il 1969 e il 1970 alcuni lavori dedicati al tema. Nel campo dei disturbi dello spettro autistico aveva individuato la cosiddetta sindrome dismaturativa e sviluppato un approccio riabilitativo basato sulla relazione tra bambino e adulto, l&#8217;Attivazione emotiva con reciprocit&agrave; corporea. &nbsp;</p>
<p>Nel 1981 il Comune di Sesto San Giovanni gli aveva conferito la Medaglia d&#8217;oro e la cittadinanza onoraria per il suo impegno nello studio e nel trattamento dell&#8217;autismo. Era stato inoltre presidente dell&#8217;Associazione italiana sindrome di Tourette e vicepresidente della Societ&agrave; italiana di Neuropsichiatria infantile. Era membro onorario della Society for the Study of Behavioural Phenotypes di Londra e della Societ&agrave; italiana di Pedagogia.&nbsp;</p>
<p>Alla ricerca e all&#8217;attivit&agrave; clinica aveva sempre affiancato una particolare attenzione ai bambini e alle loro famiglie. Zappella aveva continuato a esercitare la professione e a seguire i pazienti fino agli ultimi mesi di vita. Alla sua storia professionale si intrecciava anche quella familiare. Zappella era infatti nipote dello scrittore e psichiatra Mario Tobino, fratello della madre. Era stato proprio Michele ad accompagnare lo zio ad Agrigento nel dicembre 1991, quando Tobino ricevette il Premio Pirandello, alla vigilia della sua morte. Zappella lascia la moglie Cristina, i figli Duccio e Vittorio e i nipoti. I funerali, riporta l&#8217;Adnkronos, saranno celebrati mercoled&igrave; 26 agosto, alle ore 11, nella basilica di San Domenico a Siena, da dove i funerali proseguiranno per il camposanto della Misericordia di Viareggio. &nbsp;</p>
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		<title>Lo smartphone fa bene, così aiuta il cervello: le 7 azioni quotidiane &#8216;consigliate&#8217;</title>
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				<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 14:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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<p> (Adnkronos) &#8211; Gli smartphone sono i grandi protagonisti del nostro tempo, e potrebbero migliorare la vita quotidiana delle persone, ma vanno utilizzati nel modo giusto. La tecnologia pu&ograve; fornire un aiuto fondamentale a svolgere anche la pi&ugrave; semplice delle mansioni quotidiane, ma &#8220;pu&ograve; anche peggiorare l&#8217;umore, anche nelle persone sane, a seconda di ci&ograve; per cui la si utilizza&#8221;, ha spiegato Jon Elhai, Distinguished University Professor alla University of Toledo, in Ohio, dove studia la psicologia digitale, al Washington Post.&nbsp;</p>
<p>Secondo un sondaggio YouGov del 2025, la maggior parte degli adulti sotto i 45 anni ha affermato di voler trascorrere meno tempo davanti agli schermi. Inoltre, molte app popolari, come TikTok, sono progettate per catturare la nostra attenzione pi&ugrave; a lungo di quanto vorremmo. E gran parte di quel tempo, alla fine, potrebbe non essere poi cos&igrave; piacevole.&nbsp;</p>
<p>Per creare abitudini pi&ugrave; sane utilizzando lo smartphone, &#8220;devi conoscere te stesso&#8221;, ha affermato Joseph Bayer, professore associato alla School of Communication della Ohio State University, dove studia le abitudini legate agli smartphone e ai social media,&#8221;devi sapere quali sono i tuoi obiettivi come persona e quali sono i tuoi obiettivi quando utilizzi il telefono&#8221;. Perch&eacute; non sempre le due cose combaciano. Esistono inoltre molti modi per ridurre il tempo trascorso utilizzando lo smartphone, ma, senza bisogno di attuare misure drastiche, si pu&ograve; cambiare il modo in cui lo utilizza. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Washington Post ha quindi redatto una vera e propria lista di utilizzi &#8216;sani&#8217; dello smartphone, che potrebbero far bene alla salute, in primis mentale, del fruitore indipendentemente dal tempo di utilizzo dello schermo:&nbsp;</p>
<p>
1. Giocare a un gioco online<br />
&nbsp;</p>
<p>Il coinvolgimento cognitivo fa bene al cervello e alcuni videogiochi d&#8217;azione dal ritmo frenetico, come Call of Duty o  Fortnite, hanno dimostrato di poter migliorare le capacit&agrave; cognitive. Anche giochi come cruciverba e giochi da tavolo sono stati associati agli stessi benefici cognitivi. Il tutto si pu&ograve; fare attraverso lo smartphone, che in alcuni casi permette di giocare a turni asincroni, consentendo quindi di fare una mossa nei momenti liberi, senza rimanere necessariamente incollati allo schermo.&nbsp;</p>
<p>
2. Leggere e-Book o giornali online<br />
&nbsp;</p>
<p>Rilassarsi con un buon libro, una rivista o un giornale fa bene al cervello ed &egrave; stato associato a una maggiore longevit&agrave; e a un pi&ugrave; lento declino delle capacit&agrave; cognitive. Sugli smartphone esistono molteplici app, anche gratuite, che permettono di accedere a e-Book, ovvero libri digitali, audiolibri o riviste e giornali.&nbsp;</p>
<p>
3. Trovare una comunit&agrave; online dedicata al tuo hobby preferito<br />
&nbsp;</p>
<p>Gli smartphone possono regalare ogni informazioni possibile riguardo i propri hobby, e mettere in contatto persone che coltivano gli stessi attraverso vere e proprie comunit&agrave; online. La ricerca scientifica ha evidenziato che gli hobby sono associati a una migliore salute mentale e che dedicarsi ad attivit&agrave; creative, tra cui musica, danza e arte, &egrave; collegato a un rallentamento dell&#8217;invecchiamento cerebrale. Importante quindi trovare una community online associata ai propri interessi.&nbsp;</p>
<p>
4. Provare un&#8217;app per la mindfulness<br />
&nbsp;</p>
<p>La ricerca ha dimostrato che gli esercizi di mindfulness, una forma di meditazione, possono essere efficaci quanto i farmaci contro l&#8217;ansia nel ridurre le sensazioni di ansia e stress. Questo pu&ograve; avvenire anche in brevi sessioni di meditazione, che possono aiutare le persone a raggiungere uno stato di &#8220;rilassata vigilanza&#8221;. E ogni smartphone offre la possibilit&agrave; di trovare all&#8217;interno dei propri store app dedicate.&nbsp;</p>
<p>Gli esercizi possono portare anche a un utilizzo pi&ugrave; consapevole del telefono. Le persone che sono maggiormente consapevoli di come utilizzano lo smartphone e di quando &egrave; il momento di metterlo da parte sono pi&ugrave; protette da un uso problematico &#8220;rispetto alle persone che continuano semplicemente a scorrere lo schermo senza pensarci, invece di farlo in modo consapevole&#8221;, ha spiegato Elhai.&nbsp;</p>
<p>
5. Imparare una nuova lingua<br />
&nbsp;</p>
<p>Imparare un&#8217;altra lingua &egrave; un ottimo modo per stimolare il cervello. Le ricerche hanno evidenziato che parlare pi&ugrave; lingue &egrave; associato a una diagnosi pi&ugrave; tardiva della demenza e che il cervello delle persone che parlano due o tre lingue appare circa sei anni pi&ugrave; giovane rispetto a quello di chi ne parla soltanto una. Gli smartphone permettono di portare le lezioni di lingua praticamente ovunque.&nbsp;</p>
<p>&#8220;Non &egrave; possibile trascorrere tutto il tempo parlando di persona con qualcuno nella lingua che si sta imparando&#8221;, spiega Elhai, &#8220;ma se si ha del tempo a disposizione sul telefono, pu&ograve; essere utile&#8221;.&nbsp;</p>
<p>
6. Scrivere per cosa si &egrave; grati<br />
&nbsp;</p>
<p>Riconoscere le cose positive della propria vita fa bene e le ricerche dimostrano che una maggiore gratitudine &egrave; associata a minori livelli di solitudine. Invece di scorrere il feed dei social media, si possono utilizzare &#8220;app progettate per tenere un diario e indicare ogni giorno ci&ograve; per cui si &egrave; grati, cercando di contribuire a mantenere un atteggiamento ottimista&#8221;, ha suggerito Elhai.&nbsp;</p>
<p>Ma non &egrave; nemmeno necessario scaricare un&#8217;app specifica: anche la semplice applicazione per prendere appunti, le note, gi&agrave; presente sul telefono pu&ograve; diventare uno spazio in cui segnare pensieri, emozioni e ricordi della propria giornata.&nbsp;</p>
<p>
7. Mandare un messaggio, chiama requalcuno o condividere un meme divertente<br />
&nbsp;</p>
<p>Tendiamo a essere pi&ugrave; felici quando siamo fisicamente insieme ad altre persone e la ricerca dimostra che quasi qualsiasi attivit&agrave; pu&ograve; essere pi&ugrave; piacevole se condivisa con gli amici. Ma socializzare attraverso il telefono, tramite messaggi, social media o anche con una semplice telefonata vecchio stile, potrebbe essere la cosa pi&ugrave; vicina a un incontro di persona.&nbsp;</p>
<p>Connettersi con gli altri, che rappresentava del resto l&#8217;obiettivo originario dei telefoni, potrebbe essere il modo pi&ugrave; gratificante di utilizzare uno smartphone: &#8220;Quando le persone utilizzano il telefono per attivit&agrave; non sociali, per esempio ascoltando musica o guardando film, nel breve periodo pu&ograve; essere piacevole&#8221;, afferma Elhai. &#8220;ma non &egrave; piacevole quanto utilizzarlo per interagire con altre persone&#8221;.&nbsp;</p>
<p>Le ricerche dimostrano inoltre che le persone tendono a sottovalutare quanto possa essere gratificante contattare qualcun altro, per entrambe le parti, anche quando lo si fa senza una ragione particolare. Utilizzare il telefono pu&ograve; quindi diventare un&#8217;opportunit&agrave; per riallacciare i rapporti con qualcuno o semplicemente per coltivarli e passare del tempo in compagnia, seppur virtuale. &nbsp;</p>
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