«Il singolo vince le partite, la squadra i campionati»: la lezione dell’Assemblea di Confartigianato

SAN BENEDETTO PO – “Il singolo ti fa vincere la partita, la squadra ti fa vincere i campionati”. La frase, pronunciata da Ciccio Graziani, ha dato il tono a un’assemblea molto partecipata, quella di Confartigianato Imprese Mantova, che oggi ha scelto l’Abbazia di Polirone come teatro del suo “Match Day”. Un luogo non casuale: il refettorio monastico quattrocentesco, “simbolo di convivenza e disciplina comunitaria”, ha amplificato il tema centrale della serata – fare squadra – declinato tra imprese, istituzioni e sport. L’evento si è aperto con una visita negli spazi dell’Abbazia accompagnata da una performance itinerante di Teatro Magro, che ha immerso i partecipanti in un racconto di storia, identità e lavoro condiviso. Subito dopo, nel refettorio, il sindaco di San Benedetto Po, Roberto Lasagna, ha richiamato il valore dell’ascolto: «La regola di San Benedetto inizia con la parola ascolta». E ha collegato il concetto alla situazione infrastrutturale del territorio, definendo il ponte sul Po «un’opera vitale per l’economia locale». Il presidente Lorenzo Capelli ha rilanciato il ragionamento sull’unione come metodo di sviluppo. Ha ringraziato il presidente nazionale Marco Granelli, Confidi Systema con il direttore Andrea Bianchi, Ferrari Motors e gli sponsor DicSel, Ares, BCC Rivarolo Mantovano e Amaservizi, sottolineando che la forza degli artigiani mantovani sta nella capacità di cooperare e indicando esempi concreti: la Zona Logistica Semplificata, «diventata realtà grazie al lavoro condiviso»,  e il fronte universitario, definito «un investimento necessario per garantire competenze e radicamento ai giovani del territorio». In sala è stato letto anche il saluto dell’assessore regionale Guido Guidesi, mentre il sindaco di Mantova Mattia Palazzi ha richiamato la necessità di stabilità normativa ed economica per sostenere le imprese: «Senza certezze è difficile programmare la crescita». La tavola rotonda, guidata dal giornalista Igor Cipollina,  ha riunito tre figure simbolo dello sport italiano: Maurizia Cacciatori, Francesco Graziani e Leonardo Ghiraldini. Tra aneddoti e riflessioni, i tre campioni hanno offerto una vera lezione di leadership applicata alle imprese. Cacciatori ha spiegato che «la pallavolo è uno sport in cui, prima di prendere la palla, la si chiama: si dice “mia” per assumersi responsabilità verso la squadra». Ghiraldini ha osservato che «le squadre vincenti raggiungono il massimo potenziale». Graziani ha ricordato il Mondiale ’82: «Noi vincevamo perché eravamo “noi”, non “io”». Accanto allo sport, lo sguardo economico: Carlo Piccinato (Confartigianato Lombardia) ha sottolineato che «un imprenditore combina i fattori della produzione: è già fare squadra». Gian Domenico Auricchio ha richiamato il lavoro comune tra Camere di commercio e Regione Lombardia, ricordando che durante il Covid «le risorse passarono da 36 a quasi 100 milioni». Ha definito la ZLS «un segnale importante di gioco di squadra del territorio». La serata è proseguita con la testimonianza di Silvia Vivirito, capitana del Mantova Women, che ha portato il punto di vista di uno sport femminile in crescita e fondato sul gruppo. Sono intervenuti anche Marco Granelli, il prefetto Roberto Bolognesi e il presidente della Provincia Carlo Bottani, che hanno ribadito il ruolo decisivo dell’artigianato nel futuro del territorio.
Antonia Bersellini Baroni

Le interviste

Ciccio Graziani – Quanto conta lo spirito di squadra?

«Il singolo ti fa vincere la partita, la squadra ti fa vincere i campionati. Se c’è l’io non va bene: ci deve essere il noi. Si vince aiutandosi. “E un territorio deve lavorare assieme?”: «Sempre. Anche una famiglia è una squadra».

Lorenzo Capelli – Come sta andando l’artigianato mantovano?

«Il lavoro c’è, salvo alcune categorie. Il nodo è la manodopera qualificata: è la nostra materia prima più difficile da trovare. Il tema è serio: servono competenze vere».

Mattia Palazzi – Come si tiene unita una squadra di governo per dieci anni?

«La squadra sta unita se ciascuno è consapevole del proprio ruolo. Se chi guida sa che da solo non si fa nulla. Disciplina, fiducia, complementarità: dialogo, ordine e metodo».

Maurizia Cacciatori – Quanto può fare il capitano per lo spirito di squadra?

«Il capitano diventa un punto di riferimento talmente profondo che è responsabilità sua lasciare spazio e allo stesso tempo crescere. È una figura completa: per più di vent’anni ho gestito dinamiche femminili complesse e so che, anche nella solitudine del ruolo, devi essere un riferimento. Ma la cosa più importante è alzare la mano quando sei in difficoltà: anche questo significa fare squadra».
Abb