Prima pietra del canale Gronda Nord. Ministro Lollobrigida: “Opera fondamentale contro la dispersione idrica”

QUINGENTOLE – Posata ufficialmente la prima pietra della canala Gronda Nord un intervento strategico promosso dal Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po, ente interregionale al servizio di 20 Comuni – di cui 4 in provincia di Reggio Emilia – per un totale di 55.000 ettari di comprensorio e un reticolo idrico di 1.200 km di canali, di cui 1.000 promiscui e 200 irrigui.
18 milioni di euro il costo totale dell’intervento realizzato grazie ai contributi del MASAF (16 milioni di euro), Regione Lombardia (2 milioni di euro) e Consorzio Terre dei Gonzaga (82.000 euro).
Questa mattina presso il Municipio di Quingentole, la presentazione ufficiale dell’avvio dei lavori. Ad aprire l’incontro i saluti del sindaco di Quingentole, Luca Perlari, seguiti dalla presentazione dell’intervento e del suo cronoprogramma a cura del presidente del Consorzio Terre dei Gonzaga, Simone Minelli. Sono poi intervenuti il presidente di ANBI, Francesco Vincenzi, l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, e il ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida.
Il Ministro ha aperto il suo discorso ricordando la vocazione agricola del territorio mantovano fin dai tempi di Virgilio e dei Gonzaga, e ha proseguito sottolineando come le innovazioni che si sono succedute nel tempo e il livello tecnologico raggiunto, di cui questa opera è simbolo, ma anche gli investimenti nelle infrastrutture, possano garantire la risorsa idrica ed evitarne la dispersione.
“Solo l’11% delle acque piovane viene trattenuto – ha sottolineato Lollobrigida – abbiamo una dispersione media del 40% che in alcuni territori arriva anche al 50% per questo motivo opere come quella che presentiamo oggi sono fondamentali perchè permettono di migliorare l’utilizzo della risorsa idrica e garantire la produzione superando anche la visione del secolo scorso e cioè che le opere servissero solo alla produzione ora si guarda anche all’estetica perchè i nostri territori sono attrattivi non solo per quello che producono, ma anche dal punto di vista turistico”.

“Siamo nella patria della pera, del melone, del Parmigiano, le Igp e Dop più importanti della provincia – ha ricordato l’assessore regionale Beduschi – per questo efficientare il sistema idrico è fondamentale. Dopo la crisi idrica di 2 anni fa e il tempo che cambia andando sempre di più verso una desertificazione non possiamo più permetterci di avere delle reti colabrodo che disperdano simili quantità di acqua”.

I lavori sono iniziati in questi giorni e dureranno 2 anni. “E’ un lavoro che riguarda il Gronda Nord – spiega Simone Minelli, presidente del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po – è una canaletta fuori terra degli anni ’50 che sarà sostituita da tubi interrati in vetroresina per riuscire ad eliminare le perdite che sono circa il 30% su questa vecchia struttura. Con questo intervento risparmieremo circa 6,5 miliardi di metri cubi di acqua all’anno su 10 km di percorso”.

Ma cosa significa un’opera come questa per il territorio?
“La qualità dell’acqua, il recupero energetico e soprattutto l’evitare le dispersioni sono qualcosa di prioritario per avere un beneficio non solo ambientale, ma soprattutto economico per cui questo quello che viene presentato oggi è un percorso virtuoso frutto di un buon gioco di squadra che ha saputo fare rete nel basso mantovano” – ha commentato il presidente della Provincia, Carlo Bottani.
“Per il nostro comune è molto importante – sottolinea il primo cittadino, Luca Perlari – visto che la “canaletta” ,come la chiamiamo in gergo, divide in due Quingentole per cui questo intervento sarà decisivo su due fronti, quello della sicurezza e in ottica ambientale”

I DATI DELL’INTERVENTO
Il progetto prevede la demolizione di 10,47 km della storica canala in cemento “Gronda Nord” e la realizzazione di una nuova condotta interrata in PRFV, con diametri di 1.400 e 1.200 mm. L’intervento coinvolgerà i territori di Quingentole, Borgo Mantovano e, in parte, Quistello, con un impatto diretto sul comparto agricolo locale.
Il nuovo sistema comprenderà 18 derivazioni principali dotate di valvole, misuratori fotovoltaici e telecontrollo, oltre a 52 prese aziendali a servizio di circa 200 proprietà, con l’obiettivo di incrementare l’efficienza irrigua di un bacino di 5.700 ettari. La modernizzazione consentirà un risparmio stimato di 6,5 milioni di metri cubi di acqua all’anno, ponendo fine alle perdite e ai disservizi dell’attuale infrastruttura, ormai obsoleta. Il termine dei lavori è previsto per la fine del 2027, nel rispetto del vincolo operativo che consente l’esecuzione solo al di fuori del periodo irriguo.
L’opera genererà inoltre benefici paesaggistici e ambientali, favorendo la tutela della fauna ittica e predisponendo le basi per la possibile realizzazione futura di un percorso ciclopedonale lungo i tratti riqualificati.

Sul fronte finanziario, l’opera conferma un impegno congiunto particolarmente rilevante, che vede il contributo di MASAF (16 milioni di euro), Regione Lombardia (2 milioni di euro) e Consorzio Terre dei Gonzaga (82.000 euro).

Con l’avvio di questo intervento, il Consorzio Terre dei Gonzaga in Destra Po conferma il proprio impegno nella modernizzazione delle infrastrutture irrigue, nella tutela del territorio e nel supporto alle comunità agricole che rappresentano il cuore produttivo dell’Oltrepò Mantovano. Con 50 milioni di euro di opere attualmente in cantiere, il Consorzio conferma il ruolo centrale nella gestione e modernizzazione del sistema irriguo del territorio.