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	<title>condannati &#8211; Mantovauno.it</title>
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		<title>Lavoro di pubblica utilità: convenzione tra Comune e tribunale per i condannati</title>
		<link>https://mantovauno.it/cronaca/lavoro-di-pubblica-utilita-in-comune-a-mantova-non-piu-di-10-condannati/</link>
				<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 17:00:52 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; Lavori di pubblica utilità, approvato dalla Giunta lo schema di convenzione tra Comune e il Tribunale della durata di 4 anni. Potranno prestare servizio presso l’ente di via Roma non più di dieci condannati. CHI PUO&#8217; SVOLGERE LAVORI DI PUBBLICA UTILITA&#8217; Il Giudice di Pace può applicare, su richiesta dell’imputato, la pena del [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; Lavori di pubblica utilità, approvato dalla Giunta lo schema di convenzione tra Comune e il Tribunale della durata di 4 anni. Potranno prestare servizio presso l’ente di via Roma non più di dieci condannati.</p>
<p><strong> CHI PUO&#8217; SVOLGERE LAVORI DI PUBBLICA UTILITA&#8217;</strong><br />
Il Giudice di Pace può applicare, su richiesta dell’imputato, la pena del lavoro di pubblica utilità che consiste nella prestazione di attività non retribuita a favore della collettività, da svolgere presso lo Stato, le Regioni, le Province ed i Comuni. La pena detentiva e pecuniaria può essere sostituita con quella del lavoro di pubblica utilità, da svolgere in via prioritaria nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale.<br />
La sospensione condizionale della pena può essere subordinata, se il condannato non si oppone, alla prestazione di tali attività per un tempo determinato, comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna.</p>
<p><strong>TIPI DI LAVORI SOCIALMENTE UTILI</strong><br />
Le prestazioni di lavoro possono essere a favore di organizzazioni di assistenza sociale o volontariato, per servizi di protezione civile, a favore della tutela del patrimonio ambientale e culturale, per la collaborazione ad opere di prevenzioni incendi, di salvaguardia del patrimonio boschivo e forestale, di tutela della flora e della fauna, di prevenzione del randagismo degli animali, custodia dei musei, gallerie o pinacoteche, per le prestazioni di manutenzione e di decoro di beni del patrimonio pubblico, compresi i giardini e i parchi. Nelle attività previste rientrano anche le prestazioni di lavoro riguardanti la specifica professionalità del condannato, oltre alle prestazioni nel campo della sicurezza e dell’educazione stradale.</p>
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		<title>Ucciso dalla panchina crollata a Castel d&#8217;Ario, tre condanne in primo grado</title>
		<link>https://mantovauno.it/home-page/ucciso-dalla-panchina-crollata-a-castel-dario-tre-condanne-in-primo-grado/</link>
				<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 09:06:36 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>CASTEL D&#8217;ARIO &#8211; Condanna in primo grado per omicidio colposo per tre dei cinque imputati per la morte di Matteo Pedrazzoli, il 14enne di Castel d&#8217;Ario che il 10 agosto del 2018 morì a causa del crollo di una panchina girevole che era stata installata all&#8217;interno del parco di piazza Castello e il cui perno [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>CASTEL D&#8217;ARIO &#8211; Condanna in primo grado per omicidio colposo per tre dei cinque imputati per la morte di Matteo Pedrazzoli, il 14enne di Castel d&#8217;Ario che il 10 agosto del 2018 morì a causa del crollo di una panchina girevole che era stata installata all&#8217;interno del parco di piazza Castello e il cui perno si era improvvisamente spezzato, facendo cadere al suolo il pesantissimo manufatto sotto il quale era rimasto il ragazzino.</p>
<p>La sentenza è stata letta ieri in Tribunale a Mantova dal giudice Raffaella Bizzarro e contiene pene superiori rispetto a quelle richieste dal Pubblico Ministero Silvia Bertuzzi. A essere condannati in primo grado sono l&#8217;architetto progettista della panchina girevole Elena Bellini (due anni di reclusione), il responsabile dell&#8217;ufficio tecnico comunale Marzio Furini (un anno e nove mesi) e il titolare del laboratorio di Rovereto (Trento) aggiudicatario dell&#8217;appalto per la riqualificazione dell&#8217;area verde di piazza Castello, Luca Bronzini (anch&#8217;egli un anno e nove mesi). In tutti e tre i casi le pene sono sospese.</p>
<p>Assolti invece il titolare della carpenteria metallica Car-Mec di Rovereto Cristian Manfredi e il fratello e socio Loris Manfredi: nei loro confronti, da sentenza, il fatto non sussiste. Rinviato, invece, il capitolo relativo ai risarcimenti civili alla famiglia, presente ieri mattina in aula. Le parti civili, rappresentate dall&#8217;avvocato Maria Grazia Galeotti, avevano chiesto al Comune di Castel d&#8217;Ario &#8211; responsabile civile &#8211; un risarcimento complessivo pari a un milione e 100mila euro comprensivi di 500mila euro di provisionale.</p>
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		<title>Giocavano alle slot machines mentre erano in servizio: condannati due carabinieri</title>
		<link>https://mantovauno.it/home-page/giocavano-alle-slot-machines-mentre-erano-in-servizio-condannati-due-carabinieri/</link>
				<pubDate>Wed, 25 Sep 2024 07:40:04 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>CURTATONE &#8211; Era una delle sale slot che avrebbero dovuto controllare, ma erano loro stessi a giocare alle slot machines mentre erano in servizio, indossando la divisa. Ieri in Tribunale a Mantova la sentenza emessa dal giudica Maria Silvia Siniscalchi: un anno e 11 mesi per un carabiniere, un anno e nove mesi per il [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>CURTATONE &#8211; Era una delle sale slot che avrebbero dovuto controllare, ma erano loro stessi a giocare alle slot machines mentre erano in servizio, indossando la divisa. Ieri in Tribunale a Mantova la sentenza emessa dal giudica Maria Silvia Siniscalchi: un anno e 11 mesi per un carabiniere, un anno e nove mesi per il collega.</p>
<p>I due militari dell&#8217;Arma erano accusati dei reati di falso e di gravi violazioni delle consegne, mentre era già stata chiesta (e poi accolta) l&#8217;assoluzione per un terzo reato inizialmente contestato, quello di truffa ai danni dello Stato.</p>
<p>Le indagini erano partite nella primavera del 2019, quando l&#8217;auto di servizio era stata più volte notata in orario serale nel parcheggio di una sala slot del gruppo Admiral a Levata di Curtatone e la voce era giunta fino ai colleghi dei due militari. L&#8217;azione investigativa aveva così portato altri carabinieri a effettuare sopralluoghi all&#8217;interno della sala, dove avevano potuto appurare che in effetti i due militari giocavano alle slot machines durante il turno e indossando la divisa. Episodi che erano stati ripresi anche dalle telecamere all&#8217;interno della sala.</p>
<p>Da lì la segnalazione al Comando provinciale e la successiva sospensione dal servizio (cui era seguito il reintegro e infine il trasferimento). Ma anche la denuncia e il via all&#8217;iter del procedimento penale, conclusosi ieri con la duplice condanna per i reati di falso e gravi violazioni delle consegne e l&#8217;assoluzione per gli altri reati contestati.</p>
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		<title>Furti, rapine e violenze in centro, 16 mesi di reclusione a due stranieri condannati</title>
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				<pubDate>Mon, 27 Jan 2020 22:50:24 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; <strong>Violenze, minacce, gravi forme di bullismo e rapine perpetrate nel capoluogo virgiliano tra il 2014 e il 2015</strong>. Con queste accuse erano finiti a processo Mohamed Nababi, 24enne marocchino, Wissem Nagati, tunisino 21enne già giudicato in separata sede, il 57enne Luciano Fornasari, tutti e tre questi residenti a Mantova e infine Kamal Oughini, 26 anni di Isola della Scala. Un quinto elemento del gruppo, Leonard Georgian Tudoram, 23enne di origine rumena, lo scorso aprile era stato condannato con rito abbreviato dal gup a due mesi di reclusione in continuazione con una precedente pena comminatagli in appello per fatti analoghi. Per quanto riguarda i capi d’imputazione a loro ascritti <strong>Nababi, Tudoran e Oughni dovevano rispondere di una rapina da 5 euro messa a segno in concorso ai danni di un minorenne</strong>. A carico di Nagati e Nababi inoltre, si contestava il furto sempre in concorso di tre caschi da motociclista, sottratti all&#8217;interno di un garage e di un compressore per un valore di mille euro. Fornasari, invece, nel frattempo deceduto, era accusato di ricettazione. Oggi davanti al collegio dei giudici l’epilogo giudiziario anche per i restati imputati. S<strong>tralciata la posizione di Fornasari per sopraggiunta morte del reo, Nababi e Oughini sono stati quindi condannati solo per l’episodio della rapina ad un anno e 4 mesi di reclusione ciascuno</strong>.</p>
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		<title>Prima il danneggiamento e poi il furto, stangata coppia di ladri in trasferta</title>
		<link>https://mantovauno.it/home-page/prima-il-danneggiamento-e-poi-il-furto-stangata-coppia-di-ladri-in-trasferta/</link>
				<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 22:40:08 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; Si appostavano davanti a supermercati e centri commerciali sia del capoluogo che dell’hinterland e quindi dopo aver individuato le loro vittime entravano in azione. Un modus operandi ben collaudato quello messo in atto da una coppia di ladri partenopei in trasferta che tra il 13 ottobre 2016 e il 20 gennaio dell’anno successivo [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; <strong>Si appostavano davanti a supermercati e centri commerciali sia del capoluogo che dell’hinterland e quindi dopo aver individuato le loro vittime entravano in azione</strong>. Un modus operandi ben collaudato quello messo in atto da una coppia di <strong>ladri partenopei in trasferta che tra il 13 ottobre 2016 e il 20 gennaio dell’anno successivo avevano messo a segno una dozzina di colpi in territorio virgiliano</strong>. <strong>Alla sbarra per danneggiamento e furto aggravato in concorso erano così finiti un 49enne di Napoli e un 31enne anch’egli residente nel capoluogo campano</strong>. Stando al capo d’imputazione a loro ascritto i due dopo aver scelto l’auto posteggiata da colpire provvedevano, approfittando della temporanea assenza del proprietario intento in quel momento a fare la spesa, a bucare le gomme; quindi attendendo pazientemente il ritorno dell’automobilista e mentre quest’ultimo era intento a cambiare lo pneumatico danneggiato i due provvedevano a rubargli dall’interno dell’abitacolo lasciato aperto gli effetti personali, quali borse, portafogli e cellulari. I due però dopo quella serie di raid ladreschi erano finiti nei guai in quanto incastrati dalle telecamere di videosorveglianza installate nei vari parcheggi. I<strong>eri mattina l’epilogo giudiziario della vicenda. Conclusa l’istruttoria dibattimentale i due imputati sono entrambi stati condannati dal giudice Arianna Busato; Campolongo a quattro anni di reclusione e a 2100 euro di multa mentre per il complice la pena comminata è stata di tre anni e 2mila euro</strong>.</p>
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		<title>Rapina allo chef Romano Tamani, stangata per i quattro banditi</title>
		<link>https://mantovauno.it/cronaca/rapina-allo-chef-romano-tamani-stangata-per-i-quattro-banditi/</link>
				<pubDate>Tue, 10 Dec 2019 21:30:41 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>QUISTELLO &#8211; <strong>Immortalati dalle telecamere mentre facevano prelievi bancomat con due carte di credito appena rubate allo chef stellato Romano Tamani</strong>, titolare del<strong> ristorante “Ambasciata” di Quistello durante una cruenta rapina</strong> <strong>messa a segno ai suoi danni la sera del 20 gennaio</strong> scorso. Una scia d’indizi che, cinque mesi dopo quel raid, aveva portato gli investigatori a individuare i responsabili. <strong>In manette, con le accuse di rapina, sequestro di persona ed indebito utilizzo di carte di credito, erano così finiti quattro giovani rumeni, tra i 20 e i 23 anni, fermati a Bologna</strong>. A condurre le indagini i carabinieri del Nucleo Investigativo di Mantova e dai colleghi del Norm di Gonzaga. Il blitz era scattato all’alba del 21 giugno; tre erano stati bloccati nel capoluogo felsineo, mentre il quarto era stato catturato a Borgo Panigale. <strong>Questa mattina</strong> <strong>i quattro banditi, tutti detenuti nel carcere di Mantova, sono comparsi davanti al giudice per l’udienza preliminare Gilberto Casari</strong>. A carico di <strong>Marius Petre Constantin</strong> la pena più alta comminata: <strong>cinque anni e sei mes</strong>i di reclusione. <strong>Cinque anni, tre mesi e dieci giorni</strong> invece per <strong>Ionut Mirel Calafeteanu</strong>; <strong>quattro anni e dieci mesi ciascuno per Marius Abel Truda e Marius Daniel Balutescu</strong>. Quella perpetrata ai danni dello chef stellato Tamani, poi risarcito dagli stessi banditi per una cifra di circa 6mila euro, era stata una rapina particolarmente violenta; il commando, disarmato e a volto coperto, era entrato in azione attorno alle 20 mentre il cuoco 75enne si trovava sulla soglia del locale. Dopo averlo legato e imbavagliato avevano messo a soqquadro sia il locale che l&#8217;abitazione dello chef in cerca di soldi e preziosi. alla fine erano fuggiti con un pò di contante e due carte di credito. Tamani una volta liberatosi aveva quindi raggiunto un vicino bar da dove aveva dato l&#8217;allarme ai carabinieri.</p>
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