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	<title>febbre alta &#8211; Mantovauno.it</title>
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		<title>Covid in Francia, impennata di casi con febbre alta e forti emicranie</title>
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				<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 17:11:16 +0000</pubDate>
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<p> Anomala crescita di casi di infezioni da Sars-CoV 2 in Francia. I consulti medici per Covid sono aumentati del 76% in una settimana nel Paese, secondo i dati ministeriali riportati dalla stampa.  Tra tutti i pazienti che arrivano negli i ambulatori dei dottori di medicina generale, 1 su 5 presenta ormai sintomi respiratori che suggeriscono un&#8217;infezione virale, con i classici sintomi &#8211; febbre sopra ai 38 gradi e mal di testa &#8211; difficile da differenziare senza i test, che tornano quindi in auge, mentre la sanità pubblica continua la sorveglianza e il monitoraggio delle varianti. Nel Paese la campagna vaccinale comincerà, in contemporanea con l&#8217;antinfluenzale, più tardi, il 15 ottobre, rispetto all&#8217;Italia dove parte già da inizio mese.</p>
<p>I professionisti della salute tornano a ricordare l&#8217;importanza delle misure di protezione individuale, dell&#8217;uso della mascherina, del lavaggio delle mani, della vaccinazione per le persone a rischio. Tra le categorie che hanno priorità nella vaccinazione Oltralpe ci sono le donne in gravidanza, i pazienti asmatici, affetti da Bpco, da patologie cardiache, da diabete, da problemi renali o immunocompromessi.  Questo trend è &#8220;un segnale da seguire con massima attenzione, senza allarmismi, ma anche senza considerare Sars-CoV-2 un problema ormai archiviato&#8221;, è il monito del virologo Fabrizio Pregliasco. &#8220;Quello che stiamo osservando conferma una caratteristica che il Covid ha mostrato negli ultimi anni: il virus non è scomparso e continua a procedere per ondate, favorite dall&#8217;evoluzione delle varianti, dal progressivo calo dell&#8217;immunità e dall&#8217;aumento delle occasioni di contatto&#8221;, sottolinea il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell&#8217;università Statale di Milano. Il medico lancia un appello: &#8220;Vaccinare ora le persone fragili&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non siamo di fronte a un ritorno alla pandemia né, allo stato attuale, a una nuova emergenza paragonabile a quella vissuta negli anni scorsi&#8221;, chiarisce Pregliasco. &#8220;Lo scenario è profondamente diverso: la popolazione &#8211; ricorda il past president Anpas e vicepresidente di Samaritan International &#8211; dispone di un&#8217;immunità molto più ampia, sono disponibili vaccini e antivirali, e abbiamo una maggiore capacità di diagnosi e trattamento. Sarebbe però altrettanto sbagliato concludere che il Covid sia diventato irrilevante. L&#8217;aumento dei casi segnalato in diversi Paesi si inserisce infatti in un quadro internazionale nel quale Sars-CoV-2 continua a circolare. I numeri devono essere interpretati con prudenza, anche perché oggi si effettuano molti meno test e numerosi Paesi hanno ridotto la sorveglianza sistematica. Il dato da osservare&#8221;, dunque, &#8220;non è soltanto il numero dei positivi. È necessario guardare, soprattutto, a ricoveri, terapie intensive e decessi, perché sono questi gli indicatori che permettono di valutare l&#8217;impatto sanitario reale della circolazione virale&#8221;. Sul fronte varianti, &#8220;al momento non emergono indicazioni tali da far pensare a un sostanziale aumento della gravità clinica&#8221;, rassicura l&#8217;esperto. &#8220;Le varianti cambiano e continueranno a cambiare, è parte della normale evoluzione del virus&#8221;. E &#8220;una maggiore capacità di diffusione non significa automaticamente una maggiore aggressività&#8221;.</p>
<p>&#8220;L&#8217;arrivo dell&#8217;autunno introduce però un elemento ulteriore. Sars-CoV-2 &#8211; prospetta Pregliasco &#8211; dovrà condividere la scena con influenza, virus respiratorio sinciziale, rhinovirus e numerosi altri agenti responsabili delle infezioni respiratorie. Il vero rischio dei prossimi mesi è quindi la sovrapposizione dei virus respiratori, che può determinare un aumento complessivo delle persone malate e, soprattutto, una maggiore pressione su medicina generale, pronto soccorso e ospedali&#8221;. Come sempre la parola d&#8217;ordine è &#8220;prevenzione&#8221; e &#8220;l&#8217;attenzione deve concentrarsi in particolare su anziani, persone fragili, immunodepressi e pazienti con patologie croniche&#8221;, esorta il virologo. &#8220;Per le persone anziane e fragili &#8211; consiglia &#8211; questo è il momento di programmare le vaccinazioni raccomandate contro Covid e influenza. La co-somministrazione, quando indicata, permette di sfruttare un&#8217;unica occasione vaccinale e di arrivare protetti alla fase di maggiore circolazione dei virus respiratori. Non servono ritorni generalizzati alle restrizioni, ma buon senso e responsabilità individuale. In presenza di febbre, tosse o altri sintomi respiratori è opportuno evitare contatti con persone fragili; nei contesti affollati, e soprattutto quando si entra in contatto con anziani o immunodepressi, la mascherina rimane uno strumento semplice di protezione&#8221;. Chiosa Pregliasco: &#8220;Il Covid non è tornato, perché in realtà non se n&#8217;è mai andato. È cambiato il nostro rapporto con il virus. La sfida oggi non è tornare a vivere nell&#8217;emergenza, ma convivere con Sars-CoV-2 proteggendo soprattutto chi rischia di più&#8221;.</p>
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		<title>Influenza, febbre alta e varianti resistenti, circa 7mila i mantovani a letto</title>
		<link>https://mantovauno.it/senza-categoria/influenza-febbre-alta-e-varianti-resistenti-circa-7mila-i-mantovani-a-letto/</link>
				<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 17:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; Febbre alta che spesso arriva all&#8217;improvviso, minimo 38, ma con punte anche di 40. Raffreddore e tosse persistente, in alcuni casi anche sintomi gastrointestinali stanno mettendo a letto moltissimi mantovani. E&#8217; l&#8217;influenza stagionale che proprio tra fine dicembre e i primi giorni dell&#8217;anno dovrebbe raggiungere il picco. In Lombardia ai primi di dicembre [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; Febbre alta che spesso arriva all&#8217;improvviso, minimo 38, ma con punte anche di 40. Raffreddore e tosse persistente, in alcuni casi anche sintomi gastrointestinali stanno mettendo a letto moltissimi mantovani. E&#8217; l&#8217;influenza stagionale che proprio tra fine dicembre e i primi giorni dell&#8217;anno dovrebbe raggiungere il picco.<br />
In Lombardia ai primi di dicembre oltre 2 milioni di persone si erano vaccinate con 65mila dosi in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma sembra non basti, visto le tante varianti, soprattutto la K, che sembrano aggirare i vaccini con estrema facilità. Al momento la K sembra essere solo più contagiosa, ma non più aggressiva di quella tradizionale.<br />
Guardando i dati riportati dal Dipartimento Malattie Infettive, Istituto Superiore di Sanità. Sorveglianza dei virus respiratori in Italia: RespiVirNet. <strong>Bollettino del 19 dicembre relativo alla Settimana 2025-50, (dal 08 dicembre al 14 dicembre) </strong>l&#8217;incidenza nella settimana presa in esame a livello nazionale è pari a 14,7 casi su 1000 assistiti</p>
<p>Andando a guadare l<strong>&#8216;andamento regionale</strong> l&#8217;incidenza in Lombardia è di 15,5 su 1000 assistiti che inserisce la nostra regione da un paio di settimane nel livello di incidenza media. Il virus principalmente riscontrato nei tamponi è quello del tipo A (esottotipi H1 e H3). I mantovani a letto sono circa 7mila. Il due di dicembre erano poco meno di 4mila.Il picco previsto verso fine anno e inizio 2026, un po spostato in avanti rispetto allo scorso anno.<br />
Analizzando le fasce di età più colpite sono i bambini dagli 0-4 anni con 40,2/1000 assistiti, mentre per gli over 65 in Lombardia l&#8217;incidente è al 7,8/1000 assistiti.<br />
Dei 205 tamponi pervenuti, 104 (50,7%) è positivo all&#8217;influenza A, mentre se si guardano i tamponi fatti in pronto soccorso nell&#8217;intera regione sono 480 e l&#8217;influenza A è stata riscontrata nel 43,1% dei casi.<br />
Al Pronto Soccorso di Mantova sono stati fatti nel periodo di riferimento 13 tamponi e tutti sono risultati positivi alla stessa variante.</p>
<p>&nbsp;</p>
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