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	<title>operazione Hello &#8211; Mantovauno.it</title>
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		<title>Maxi inchiesta sulla pedopornografia online: indagato un 20enne di Poggio Rusco</title>
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				<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 10:50:50 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>POGGIO RUSCO &#8211; Il risvolto mantovano della maxi‑inchiesta “Hello”, coordinata dalla Procura distrettuale di Catania, porta il nome di un <strong>20enne di Poggio Rusco</strong>, inserito nell’elenco dei trenta indagati in tutta Italia per presunto coinvolgimento in una chat Telegram utilizzata per lo scambio di materiale pedopornografico. La Polizia postale di Mantova ha eseguito una perquisizione nei suoi confronti: <strong>non sono stati trovati né immagini né video pedopornografici</strong>, ma il giovane resta indagato.</p>
<h3>Le accuse</h3>
<p>Secondo gli investigatori, il ventenne sarebbe stato identificato attraverso i riscontri sull’utenza telefonica a lui riconducibile, elemento che lo avrebbe collegato a uno dei canali Telegram monitorati. L’indagine nasce nell’ottobre 2024, quando – durante una perquisizione informatica su un minorenne – vennero trovati sul cellulare <strong>foto e filmati di abusi sessuali su minori</strong>. Da quel dispositivo gli investigatori hanno ricostruito i gruppi Telegram frequentati dal ragazzo, individuando una rete di utenti che condividevano materiale illecito.</p>
<h3>L’indagine nazionale</h3>
<p>Il lavoro investigativo è stato complesso: incrocio di indirizzi IP, dati di navigazione, utenze telefoniche e informazioni acquisite anche dall’estero. Così sono stati identificati <strong>30 indagati in 17 province italiane</strong>, tra cui Bari, Bolzano, Brescia, Catania, Caserta, Catanzaro, Enna, Frosinone, Lodi, Milano, Nuoro, Pescara, Potenza, Rimini, Torino, Venezia e Verona, tutti accusati – a vario titolo – di detenzione o divulgazione di materiale pedopornografico.</p>
<p>Il <strong>25 giugno scorso</strong> sono scattate le perquisizioni: oltre cento operatori della Polizia postale hanno eseguito controlli in tutta Italia. <strong>Sette persone sono state arrestate</strong>, ritenute responsabili della diffusione e detenzione di ingenti quantità di materiale. Gli approfondimenti serviranno a consolidare il quadro indiziario e, soprattutto, a identificare le vittime ritratte nei video, molti dei quali riguarderebbero bambini molto piccoli.</p>
<h3>La perquisizione nel Mantovano</h3>
<p>Nel territorio mantovano gli accertamenti hanno riguardato <strong>solo il 20enne di Poggio Rusco</strong>. Gli agenti hanno sequestrato e analizzato i dispositivi informatici in suo possesso, <strong>senza rinvenire materiale pedopornografico</strong>. Gli elementi a suo carico derivano dai <strong>riscontri sulla sua utenza telefonica</strong>, che lo collegherebbero alla chat sotto indagine.</p>
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