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	<title>orzo &#8211; Mantovauno.it</title>
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		<title>Bene carne bovina e prosciutti dop, calano prezzi latte e suini. Le previsioni Coldiretti </title>
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				<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 19:00:27 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; “Con il primato europeo per il valore aggiunto in agricoltura, grazie a filiere efficienti e produzioni certificate, <strong>dovremmo guardare al 2026 con ottimismo</strong>. Eppure, gli attuali scenari di mercato, in particolare sul fronte zootecnico, ci invitano alla prudenza”. Il presidente di Coldiretti Mantova, <strong>Fabio Mantovani</strong>, non perde la calma, ma invita a riflettere su un quadro che ad oggi appare molto complesso, fra prezzi del latte in forte calo, pressioni sui ristalli di bovini da carne, incognite internazionali sulla carne suina. “In una provincia come la nostra, dove la zootecnia è trainante, è logico che vi sia molta apprensione”, commenta il presidente Mantovani.<br />
In uno scenario più ampio che vede l’Unione europea orientata a incrementare la produttività, <strong>sostenere i processi di digitalizzazione e favorire il ricambio generazionale</strong> accanto al rafforzamento della sostenibilità, “siamo di fronte a incognite che devono essere attentamente valutate, a partire dal futuro della Politica agricola comune e dagli accordi internazionali che meritano necessari approfondimenti, onde evitare di inserire ulteriori elementi di incertezza sul fronte dei mercati”, dichiara il presidente di Coldiretti Mantova.<br />
<a href="https://mantovauno.it/home-page/sovra-produzione-crolla-il-prezzo-del-latte-spot-le-dop-salvano-il-mantovano/"><strong>Per quanto riguarda il settorel lattiero caseario</strong> </a> “Lo scorso anno l’incremento della produzione di latte in Unione europea, con l’accelerazione delle consegne negli ultimi mesi <a href="https://mantovauno.it/ultimora/latte-raggiunto-accordo-sul-prezzo/attachment/presentazione_nuova_linea_centrale_del_latte-4/" rel="attachment wp-att-609534"><img class="alignleft size-medium wp-image-609534" src="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/12/presentazione_nuova_linea_centrale_del_latte-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/12/presentazione_nuova_linea_centrale_del_latte-300x200.jpeg 300w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/12/presentazione_nuova_linea_centrale_del_latte-768x512.jpeg 768w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/12/presentazione_nuova_linea_centrale_del_latte-1024x683.jpeg 1024w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/12/presentazione_nuova_linea_centrale_del_latte-696x464.jpeg 696w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/12/presentazione_nuova_linea_centrale_del_latte-1068x712.jpeg 1068w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/12/presentazione_nuova_linea_centrale_del_latte-630x420.jpeg 630w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/12/presentazione_nuova_linea_centrale_del_latte.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>ha messo sotto pressione il prezzo del latte – commenta Gabriele <strong>Gorni Silvestrini</strong>, produttore di Rodigo e componente del cda del Consorzio del Grana Padano -. La missione principale per i prossimi mesi sarà quella di riportare in equilibrio la produzione di latte e di Grana Padano e i consumi, che nelle ultime settimane, grazie al ridimensionamento dei listini (a novembre nel retail i prezzi hanno registrato anche una flessione del 10%), hanno segnato un trend positivo (si parla di rimbalzi sempre a novembre del +7%, secondo i dati consortili)”.<br />
Da valutare anche il tema dell’<strong>alleggerimento della mandria bovina da latte</strong>. “Ci ritroviamo in una situazione per alcuni elementi simile alla grande crisi del latte vissuta nel 2016, dopo la fine delle quote latte e il boom produttivo – prosegue Gorni Silvestrini -. Se vogliamo percorrere la <strong>strada della risalita dei prezzi dovremo ridimensionare le consegne e avviare politiche ancora più forti di penetrazione dei mercati internazionali e</strong> del mercato interno, sapendo che l’abbassamento del prezzo del latte può aprire alla concorrenza dei formaggi generici a pasta dura”.</p>
<p><strong>Prezzi in discesa anche per quanto riguarda la carne suina in risalita i prosciutti Dop</strong>. “È complicato ad oggi riuscire a fare previsioni – analizza <strong>Thomas Ronconi,</strong> allevatore di Coldiretti Mantova e presidente di Anas, l’Associazione nazionale allevatori <a href="https://mantovauno.it/cronaca/peste-suina-commissario-filippini-24-focolai-in-italia/attachment/maiali_allevamento_fg-5/" rel="attachment wp-att-454026"><img class="size-medium wp-image-454026 alignright" src="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2024/08/maiali_allevamento_fg-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2024/08/maiali_allevamento_fg-300x200.jpeg 300w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2024/08/maiali_allevamento_fg-768x512.jpeg 768w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2024/08/maiali_allevamento_fg-1024x683.jpeg 1024w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2024/08/maiali_allevamento_fg-696x464.jpeg 696w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2024/08/maiali_allevamento_fg-1068x712.jpeg 1068w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2024/08/maiali_allevamento_fg-630x420.jpeg 630w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2024/08/maiali_allevamento_fg.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>suini -. Sicuramente in termini di <strong>quotazioni dei maiali</strong> i listini nel 2025 hanno tracciato una <strong>parabola discendente di oltre 7 punti percentuali</strong> e partiamo in questi giorni con valori decisamente più bassi rispetto allo scorso gennaio: siamo intorno a <strong>1,75 euro al chilogrammo per i suini</strong> destinati al circuito tutelato contro i 2 euro di un anno fa”.<br />
A pesare è indubbiamente il quadro internazionale, con la Spagna, primo produttore europeo, alle prese con la Peste suina africana, il <strong>rallentamento delle esportazioni</strong> verso la Cina a causa dei dazi di Pechino e molti paesi terzi che hanno chiuso le frontiere alla carne suina iberica. “Le produzioni spagnole rischiano di esercitare una pressione eccessiva sul mercato comunitario e su quello italiano, facendo scendere ulteriormente le mercuriali – teme Ronconi -. Probabilmente si tratterà non di un crollo, ma solamente di un ritocco dei prezzi verso il basso, ma si tratta di ulteriori incognite per il segmento produttivo”.<br />
<strong>Positiva, almeno in proiezione, il ritorno della filiera del Prosciutto di Parma</strong> alla sigillatura di nuovi pezzi, con prezzi più dolci per gli stagionatori, “un risveglio produttivo che da un lato garantisce maggiore marginalità ai prosciuttai e dall’altro assicura una più ampia disponibilità di risorse da investire in marketing da parte del Consorzio di tutela”.</p>
<p>“Il 2026 si è aperto con una prima<strong> quotazione di mercato positiva</strong> per la valorizzazione dei <strong>bovini da carne,</strong> un segnale incoraggiante per il comparto – afferma <strong>Massimiliano Ruggenenti</strong>, presidente del Consorzio lombardo produttori di carne bovina -. L’auspicio è che nel corso dell’anno si possa giungere a una determinazione dei prezzi più equa, basata su dati oggettivi relativi alla domanda, all’offerta e ai costi di produzione”. Il 2026, grazie anche al disegno di legge “Coltivaitalia”, dovrebbe per Ruggenenti “<strong>rafforzare il percorso di produzione interna di vitelli da carne</strong>, incrementando i tassi di autoapprovvigionamento e riducendo parallelamente la dipendenza dalla Francia per i ristalli, così da promuovere una filiera interamente italiana a maggiore valore aggiunto, sfruttando l’alleanza fra allevatori da latte e da carne”.</p>
<p><a href="https://mantovauno.it/cronaca/orzo-e-siccita-secondo-la-coldiretti-il-raccolto-sara-inferiore-al-2020-e-con-prezzi-piu-elevati-del-39/attachment/orzo/" rel="attachment wp-att-105106"><img class="alignleft size-medium wp-image-105106" src="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2021/06/orzo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2021/06/orzo-300x225.jpg 300w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2021/06/orzo-768x576.jpg 768w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2021/06/orzo.jpg 1024w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2021/06/orzo-80x60.jpg 80w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2021/06/orzo-265x198.jpg 265w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2021/06/orzo-696x522.jpg 696w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2021/06/orzo-560x420.jpg 560w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Sul fronte dei <strong>cereali autunno vernini sembra esserci un ritorno di fiamma verso l’orzo</strong>, una delle grandi risorse per l’alimentazione zootecnica. “Più di un agricoltore sta pensando di seminare ancora in questi giorni dell’orzo, alla luce di una richiesta incoraggiante e di un calendario che ancora lo permetterebbe”, dice <strong>Fabio Perini</strong>, cerealicoltore e presidente di Coldiretti Castellucchio.<br />
Se le <strong>previsioni di semina del mais dovrebbero tenere</strong>, anche per una destinazione verso gli allevamenti, per la soia Perini parla di “una campagna fredda”. “Se il rinvio del regolamento che vieta l’introduzione nel mercato Ue di materie prime connesse con la deforestazione ha indubbiamente dato respiro al comparto zootecnico – dice Perini – dall’altro lato ha innescato un rally di mercato che sta frenando le prospettive per i coltivatori del nostro comprensorio”.<br />
Il 2026 potrebbe registrare un’<strong>accelerazione delle superfici coltivate a pomodoro</strong>, coltura che vede Mantova primeggiare in Lombardia per ettari. Un aumento delle estensioni, però &#8211; invita Coldiretti Mantova a valutare – potrebbe ripercuotersi sui prezzi e raffreddarli al punto da rendere meno conveniente orientarsi su un prodotto sensibile alle variazioni climatiche.</p>
<p><a href="https://mantovauno.it/salute/marco-bianchi-una-macedonia-per-fondazione-veronesi/attachment/bergamo_banchi_frutta_verdura_grande_distribuzione_supermercato_gdo-2/" rel="attachment wp-att-209544"><img class="size-medium wp-image-209544 alignright" src="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2022/06/bergamo_banchi_frutta_verdura_grande_distribuzione_supermercato_gdo-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2022/06/bergamo_banchi_frutta_verdura_grande_distribuzione_supermercato_gdo-300x225.jpeg 300w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2022/06/bergamo_banchi_frutta_verdura_grande_distribuzione_supermercato_gdo-768x576.jpeg 768w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2022/06/bergamo_banchi_frutta_verdura_grande_distribuzione_supermercato_gdo-1024x768.jpeg 1024w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2022/06/bergamo_banchi_frutta_verdura_grande_distribuzione_supermercato_gdo-80x60.jpeg 80w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2022/06/bergamo_banchi_frutta_verdura_grande_distribuzione_supermercato_gdo-265x198.jpeg 265w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2022/06/bergamo_banchi_frutta_verdura_grande_distribuzione_supermercato_gdo-696x522.jpeg 696w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2022/06/bergamo_banchi_frutta_verdura_grande_distribuzione_supermercato_gdo-1068x801.jpeg 1068w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2022/06/bergamo_banchi_frutta_verdura_grande_distribuzione_supermercato_gdo-560x420.jpeg 560w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2022/06/bergamo_banchi_frutta_verdura_grande_distribuzione_supermercato_gdo.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>“Le vendite di prodotti ortofrutticoli come pere e mele nei mesi di novembre e dicembre sono state <strong>rallentate</strong> e, per i prossimi mesi, siamo di fronte <strong>a trend non sempre semplici da invertire</strong>, nonostante l’alta qualità delle produzioni – interviene <strong>Pier Paolo Morselli</strong>, agronomo e presidente di Corma, la più grande cooperativa ortofrutticola del Basso mantovano -. Per il 2026 sarà necessario rafforzare le esportazioni, magari attraverso campagne mirate e nuove strategie di mercato”.<br />
Fra le <strong>grandi incognite i cambiamenti climatici restano fra le priorità</strong>. “È il momento di condividere insieme alle istituzioni politiche di difesa attiva e favorire l’adozione di macchine e mezzi per contrastare i fenomeni di gelo-brina – commenta Morselli -. Anche la ricerca contro attacchi fito-patologici dovrebbe accelerare per difendere le produzioni locali”. A preoccupare anche l’<strong>incognita del Mercosur</strong>. “È vero che la concorrenza dell’America Latina si verificherebbe in un calendario rovesciato rispetto all’Emisfero Nord, ma senza la previsione della reciprocità per i nostri agricoltori sarebbe comunque difficile per molti prodotti agricoli”, attacca Morselli.</p>
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		<title>Crisi cereali: prezzi giù, semine autunnali a rischio. Confai: &#8220;Futuro passa da certificazione&#8221;</title>
		<link>https://mantovauno.it/economia/crisi-cereali-prezzi-giu-semine-autunnali-a-rischio-confai-futuro-passa-da-certificazione/</link>
				<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 15:19:45 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">MANTOVA &#8211; I valori record che sforavano i 400 euro a tonnellata del 2022 sono lontanissimi (le mercuriali segnano circa 238 €/ton per il frumento tenero, 273 €/ton per il duro e 215 €/ton per l’orzo) e, fra costi di produzione e di gestione, rincaro dei fertilizzanti, incognite dei mercati internazionali e incertezze legate ai cambiamenti climatici, i cereali autunno vernini sono il grande rebus della campagna di semina alle porte, anche in provincia di Mantova.</p>
<p style="font-weight: 400;">Lo rileva Confai Mantova, sulla base di una valutazione fra i propri associati, che nel settore cerealicolo svolgono oltre il 90% delle operazioni di raccolta e oltre il 70% delle operazioni colturali in campo.</p>
<p style="font-weight: 400;">“I prezzi bassi dei cereali autunno vernini rischiano di compromettere i trattamenti sanitari del prodotto in campagna e influenzano la soddisfazione economica delle imprese agricole e dei fornitori dell’azienda agricola”, afferma il presidente di Confai Mantova, <strong>Marco</strong> <strong>Speziali.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">A pesare notevolmente, analizza inoltre Confai Mantova, è la situazione di smarrimento legato alla gestione economica e all’andamento meteo climatico, che negli ultimi anni ha abituato purtroppo gli imprenditori agricoli a stagioni autunnali particolarmente piovose, col rischio di alterare il calendario delle semine e di rendere i terreni compatti o impraticabili. Situazioni che hanno inevitabilmente ripercussioni sulle rese per ettaro, una delle variabili che maggiormente incide sulla redditività insieme alle mercuriali.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con le semine a rischio anche sul territorio virgiliano, un tasso di autosufficienza nazionale del frumento (duro e tenero) intorno al 43% e importazioni di cereali che nel primo semestre di quest’anno si sono mantenute stabili sullo stesso periodo dell’anno precedente, ma di oltre 17 punti percentuali più in altro sul primo semestre 2023, non mancano rischi legati all’import in un mercato sempre più globale.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Una delle soluzioni per l’Italia – illustra Speziali – potrebbe essere legata alla certificazione della provenienza, strettamente collegata a sistemi di geolocalizzazione che macchine satellitari per l’agricoltura di precisione, dagli spandimenti dei reflui alla semina, dalle operazioni di fertilizzazione alla raccolta possono garantire e che confermano il ruolo centrale delle imprese agromeccaniche all’interno della filiera cerealicola”. Nel frattempo, resta il dilemma di cosa seminare il prossimo autunno.</p>
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		<title>Orzo e frumento, Coldiretti Mantova: partenza in chiaroscuro, qualità elevata</title>
		<link>https://mantovauno.it/economia/orzo-e-frumento-coldiretti-mantova-partenza-in-chiaroscuro-qualita-elevata/</link>
				<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 15:00:50 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; È una campagna a macchia di leopardo quella che vede protagonisti i cereali autunno vernini. Le quantità oscillano e, in qualche caso, deludono i produttori, mentre la qualità – complice un andamento meteoclimatico non particolarmente ostile – è eccellente sia per l’orzo che per il frumento. È quanto emerge da una ricognizione di Coldiretti Mantova fra i propri associati nelle diverse zone della provincia.<br />
Se quest’anno non ha pesato la primavera eccessivamente piovosa, in qualche caso ha interferito l’andamento autunnale in fase di semina. “Alcuni appezzamenti scontano problemi legati al compattamento del suolo dovuto alle precipitazioni insistenti dell’anno scorso e dei successivi calpestamenti dei mezzi agricoli nelle fasi di semina – spiega F<strong>abio Perini</strong>, presidente di Coldiretti Castellucchio -. Suoli pesanti e non aerati hanno portato come conseguenza una produzione scarsa, con rese per ettaro che per il frumento tenero non arrivano a 50 quintali, contro una produzione che per definirsi buona dovrebbe arrivare intorno ai 70-75 quintali”.<br />
Sono le prime stime di una campagna di raccolta che ad oggi ha coperto circa il 30-35% delle superfici coltivate e che sta di fatto terminando i raccolti precoci. “Ci sono quindi margini per migliorare”, prosegue Perini, che evidenzia invece le buone performance dell’orzo, con “pesi specifici elevatissimi, indice di ottima qualità, e produzioni che oscillano fra i 60 e i 70 quintali”. Lo scorso anno, invece, in molti casi le rese si fermarono molto spesso sui 50 quintali.</p>
<p><strong>Enrico Treccani</strong>, vicepresidente di Coldiretti Mantova e produttore di orzo da birra a Castel Goffredo, racconta una storia differente, a conferma della variabilità in base a zone e terreni. “Ho raccolto circa 60 quintali per ettaro di orzo – dice -. Avrebbe potuto andare meglio, ma ho preferito sacrificare qualche quintale per ottenere un peso specifico elevato, una germinabilità al 98% e proteine idonee per la maltazione, così da ottenere un prodotto perfetto per la filiera della birra agricola. Anche l’umidità è perfetta per mantenere integro il chicco”.<br />
Il raccolto, prosegue Treccani, “è già stato inviato a Vienna dove a ottobre, concluso il periodo di dormienza necessario, si procederà con la maltazione”.<br />
Esclusa la produzione birraria, informa Coldiretti, la produzione di orzo della provincia di Mantova prende solitamente la destinazione zootecnia (molto spesso in autoconsumo), per alimentare le bovine da latte e i suini da carne destinati alle produzioni Dop, dal Grana Padano al Parmigiano Reggiano, dai Prosciutti di Parma a quelli di San Daniele, le più importanti Indicazioni Geografiche per valori esportati a livello mondiale.</p>
<p><strong>I PREZZI SUL MERCATO</strong><br />
Le ombre arrivano dal mercato, con mercuriali basse sia per l’orzo che per il frumento, quest’ultimo in attesa della prima quotazione dei raccolti 2025. “L’orzo ha segnato una ripresa, ma siamo ancora su valori deboli, in quanto il prezzo di partenza era veramente basso – commenta Perini -. Vedremo come partiranno i frumenti, ma penso che per avere un quadro complessivo sufficientemente rappresentativo per quotare sia necessario ancora qualche giorno”. Anche Treccani non nasconde le criticità del mercato: “Abbiamo prezzi che si collocano su valori precedenti al Covid, con costi però che sono aumentati alle stelle”.<br />
Produzioni difformi anche nel Basso mantovano e nel Destra Secchia. “Quest’anno sono arrivato a produrre quasi 80 quintali all’ettaro di grano tenero e 75 quintali di grano duro – dichiara Andrea Costa, presidente di Coldiretti Felonica -, ma in zona c’è anche stato chi non ha superato i 30 quintali all’ettaro per l’orzo e chi è arrivato a malapena a 35 quintali di grano tenero. Hanno influito molto i periodi di semina, il calpestio e la preparazione del terreno e le concimazioni”.</p>
<p><strong>IMPORT ITALIANO DI CEREALI</strong><br />
Nel primo trimestre del 2025 le importazioni di cereali sono cresciute del 10,3% in quantità (superando i 4,9 milioni di tonnellate) e del 15,1% in valore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (fonte: Teseo.Clal.it). L’Ucraina è il primo fornitore dell’Italia con oltre un milione di tonnellate vendute nei primi tre mesi di quest’anno, seguita da Ungheria, Slovenia e Francia.<br />
Su 4,9 milioni di tonnellate di cereali ritirati dall’Italia tra gennaio e marzo 2025, oltre la metà (2,5 milioni di tonnellate) sono rappresentate dal frumento, con il Canada primo fornitore (oltre 562mila tonnellate), seguito da Ungheria (430mila tonnellate) e Ucraina (254mila tonnellate).</p>
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