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	<title>Regolamento di Dublino &#8211; Mantovauno.it</title>
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		<title>Migranti, stretta della Germania: i “dublinanti” saranno rimandati in Italia</title>
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				<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 15:04:06 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">Si riaccende il confronto tra <strong>Germania e Italia sulla gestione dei migranti e dei richiedenti asilo</strong>. Berlino intende infatti tornare ad applicare con maggiore rigidità i trasferimenti verso il nostro Paese dei cosiddetti “dublinanti”, vale a dire le persone per le quali, in base alle norme europee, la responsabilità dell’esame della domanda di protezione internazionale spetta all’Italia. La nuova linea impressa dal cancelliere tedesco <strong>Friedrich Merz</strong> arriva in un momento particolarmente delicato per il governo di Berlino, alle prese anche con la crescente pressione politica determinata dall’avanzata nei sondaggi di <strong>Alternative für Deutschland</strong>. L’esecutivo tedesco punta così a rafforzare il controllo sui flussi migratori e a ottenere una più rigorosa applicazione delle regole europee in materia di asilo.</p>
<p class="isSelectedEnd">La questione dei trasferimenti verso l’Italia era di fatto congelata dal 2022, quando il governo guidato da <strong>Giorgia Meloni</strong> aveva sospeso la presa in carico dei richiedenti asilo approdati inizialmente sul territorio italiano e successivamente trasferitisi in altri Paesi europei. Una situazione che sembrava essere stata almeno in parte superata con l’accordo raggiunto tra Roma e Berlino nel dicembre 2025, attraverso il quale era stato deciso di azzerare le pendenze accumulate negli anni precedenti. Ora, però, la Germania cambia passo. Un portavoce del Ministero dell’Interno tedesco ha spiegato che, con l’entrata in vigore lo scorso <strong>12 giugno del nuovo sistema europeo in materia di migrazione e asilo</strong>, Berlino intende chiedere il pieno rispetto delle disposizioni comunitarie. Secondo il governo tedesco, la possibilità di rendere realmente operativi i trasferimenti verso Paesi di primo ingresso come Italia e Grecia costituisce uno degli elementi necessari affinché il nuovo meccanismo europeo possa funzionare.</p>
<p class="isSelectedEnd">A rendere concreto il cambio di orientamento è il caso di <strong>Abdirisaq Warsame</strong>, 22enne somala arrivata in Germania nel marzo scorso per raggiungere la madre e il fratello dopo essere fuggita da un matrimonio combinato ed essere transitata dall’Italia. La giovane, attualmente ospitata in una struttura di accoglienza in Baviera, ha ricevuto la comunicazione del trasferimento nel nostro Paese. Il prossimo <strong>19 agosto</strong>, secondo quanto previsto dal provvedimento, dovrebbe essere prelevata dalla polizia e accompagnata in Italia, considerata competente per l’esame della sua richiesta di asilo. Alla base della decisione vi sarebbe il meccanismo del silenzio-assenso maturato nei rapporti tra le autorità dei due Paesi. Non è ancora chiaro quante persone potrebbero essere interessate complessivamente da analoghi provvedimenti. La ripresa delle procedure rappresenta tuttavia un passaggio significativo e rischia di aprire un nuovo fronte nei rapporti tra Roma e Berlino sulla gestione dei migranti all’interno dell’Unione Europea.</p>
<h4><strong>La posizione dell’Italia</strong></h4>
<p class="isSelectedEnd">Da Roma, però, la lettura della situazione è differente. Secondo fonti del <strong>Viminale</strong>, l’Italia considera definitivamente chiusa la questione relativa ai “dublinanti” arrivati in Europa prima del <strong>12 giugno 2026</strong>, giorno dell’entrata in vigore delle nuove regole europee sull’immigrazione e l’asilo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il superamento del pregresso, viene sottolineato dal Ministero dell’Interno, sarebbe stato sancito attraverso specifici accordi bilaterali raggiunti con alcuni dei principali partner europei, Germania compresa. Dal Viminale viene inoltre osservato che sarebbe ancora troppo presto per ipotizzare numeri significativi di migranti entrati in Italia dopo il 12 giugno e già trasferitisi in altri Stati dell’Unione, considerato il poco tempo trascorso dall’applicazione delle nuove norme. Per gli eventuali casi successivi a quella data, Roma sarebbe comunque pronta a far valere il principio della <strong>compensazione</strong>. Il governo italiano intenderebbe cioè chiedere che dal numero dei migranti da riprendere in carico vengano sottratte le persone sbarcate in Italia da navi delle Ong battenti bandiera di altri Paesi dell’Unione Europea, molte delle quali tedesche.</p>
<h4><strong>Il nodo politico con Berlino</strong></h4>
<p class="isSelectedEnd">La scelta della Germania arriva inoltre in una fase già particolarmente complessa sul fronte europeo, mentre Roma è impegnata in un duro confronto con la Spagna dopo la vicenda di Ceuta e le conseguenti decisioni italiane sui controlli alle frontiere Schengen.La posizione tedesca appare improntata soprattutto al pragmatismo. Berlino, da un lato, riconosce agli Stati la possibilità di adottare controlli temporanei ai propri confini per contrastare l’immigrazione irregolare, una misura alla quale la stessa Germania ha fatto ricorso in più occasioni.</p>
<p class="isSelectedEnd">Dall’altro, il governo Merz pretende che le restrizioni alle frontiere non diventino uno strumento per sottrarsi agli obblighi previsti dalle norme europee in materia di prima accoglienza e gestione delle richieste di asilo.Il timore di Berlino è che la chiusura o il rafforzamento dei controlli alle frontiere interne dell’Unione possa finire per mettere in discussione l’intero equilibrio del sistema comunitario. Una questione sulla quale anche la Commissione europea guidata da <strong>Ursula von der Leyen</strong> mantiene alta l’attenzione. La partita tra Italia e Germania si sposta così nuovamente sul terreno dell’immigrazione: da una parte Roma rivendica l’azzeramento delle vecchie pendenze e il principio di compensazione, dall’altra Berlino chiede che le nuove regole europee vengano applicate senza eccezioni.</p>
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