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	<title>riduzione &#8211; Mantovauno.it</title>
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		<title>Torna “Sento Civico”: Mantova Ambiente rilancia la responsabilità verso i beni comuni</title>
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				<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 09:22:48 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; “Sento Civico” torna in città. Dopo il successo della prima edizione, Mantova Ambiente rilancia la campagna di sensibilizzazione nata nel 2025 per promuovere il rispetto degli spazi pubblici e la cura dei luoghi che condividiamo ogni giorno. Manifesti, post, reel e materiali informativi accompagneranno anche quest’anno un percorso che invita i cittadini a [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><strong>MANTOVA &#8211; “Sento Civico” torna in città</strong>. Dopo il successo della prima edizione, Mantova Ambiente rilancia la campagna di sensibilizzazione nata nel 2025 per promuovere il rispetto degli spazi pubblici e la cura dei luoghi che condividiamo ogni giorno. Manifesti, post, reel e materiali informativi accompagneranno anche quest’anno un percorso che invita i cittadini a riflettere sul valore della “cosa comune” e sul ruolo che ciascuno può assumere attraverso piccoli gesti quotidiani.</p>
<p>L’obiettivo resta lo stesso: <strong>ricordare che ogni persona ha una responsabilità concreta verso gli altri, l’ambiente e la natura</strong>. Se nel 2025 l’attenzione era rivolta a deiezioni canine, mozziconi, rifiuti abbandonati, riduzione della plastica e corretto conferimento degli oli esausti, l’edizione 2026 introduce tre nuovi temi centrali.</p>
<p>Il primo riguarda la <strong>qualità della raccolta differenziata della plastica</strong>: i numeri sono alti – <strong>13.068 tonnellate raccolte nel 2025</strong>, di cui oltre 12mila tramite porta a porta e prossimità – ma la presenza di materiali errati nei sacchi resta un problema diffuso.</p>
<p>Il secondo tema punta a valorizzare il <strong>servizio gratuito di ritiro ingombranti</strong>, fondamentale per evitare abbandoni sul territorio. Nel 2025 sono stati gestiti <strong>31.470 colli</strong>, con una media di tre oggetti per prenotazione. La “classifica” degli oggetti più ritirati racconta molto delle abitudini domestiche: <strong>1.673 sedie</strong>, <strong>1.289 materassi singoli</strong>, <strong>1.119 matrimoniali</strong>, <strong>1.113 reti da letto</strong>, oltre mille mobiletti e altrettante lavatrici, seguiti da <strong>976 divani</strong>, <strong>833 frigoriferi</strong> e <strong>756 poltrone</strong>.<a href="https://mantovauno.it/home-page/torna-sento-civico-mantova-ambiente-rilancia-la-responsabilita-verso-i-beni-comuni/attachment/ingombranti/" rel="attachment wp-att-658473"><img class="alignright size-medium wp-image-658473" src="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/04/Ingombranti-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/04/Ingombranti-300x200.jpg 300w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/04/Ingombranti-768x512.jpg 768w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/04/Ingombranti-1024x683.jpg 1024w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/04/Ingombranti-696x464.jpg 696w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/04/Ingombranti-1068x712.jpg 1068w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/04/Ingombranti-630x420.jpg 630w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2026/04/Ingombranti.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Il terzo filone riguarda la <strong>riduzione dei consumi e della produzione di rifiuti</strong>. Nel 2025 sono state raccolte <strong>149.474 tonnellate</strong>, pari a <strong>521 chili per abitante</strong>, un dato in lieve aumento rispetto all’anno precedente.</p>
<p>La campagna mantiene il suo stile comunicativo diretto, ironico ed essenziale, mettendo in luce le cattive abitudini per stimolare comportamenti virtuosi. Le tre tematiche vengono raccontate attraverso altrettante scene, tutte legate dalla riconoscibile icona di <strong>“Sento Civico”</strong>.</p>
<p>Come nel 2025, la diffusione avverrà tramite i principali canali di comunicazione provinciali. Presso gli sportelli di Mantova Ambiente e del gruppo Tea saranno disponibili pieghevoli informativi e gadget. La campagna sarà attiva da <strong>maggio a settembre</strong>, ma tutti i materiali resteranno consultabili nella sezione dedicata del sito mantovambiente.it.</p>
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		<title>Tariffe idriche, Zacchi (Ato): &#8220;non le decide il gestore, per ridurle servono più allacci&#8221;</title>
		<link>https://mantovauno.it/cronaca/tariffe-idriche-zacchi-ato-non-le-decide-il-gestore-per-ridurle-servono-piu-allacci/</link>
				<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 20:03:04 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; In meno di vent’anni il costo dell’acqua a Mantova è più che raddoppiato, con un aumento superiore al 100%, un’accelerazione del 30% negli ultimi anni e ulteriori rincari già annunciati per il futuro. Il capogruppo in Consiglio comunale Pierluigi Baschieri punta il dito contro gli aumenti applicati da AqA, la società controllata da Tea [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; In meno di vent’anni il costo dell’acqua a Mantova è più che raddoppiato, con un aumento superiore al 100%, un’accelerazione del 30% negli ultimi anni e ulteriori rincari già annunciati per il futuro. <a href="https://mantovauno.it/cronaca/acqua-bollette-raddoppiate-in-18-anni-e-aumenti-che-continuano-baschieri-serve-una-tregua/">Il capogruppo in Consiglio comunale <strong>Pierluigi Baschieri punta il dito contro gli aumenti applicati da AqA,</strong></a> la società controllata da Tea Spa che gestisce il servizio idrico, e chiede al sindaco<strong> Mattia Palazzi una “tregua idrica”.</strong></p>
<p data-start="562" data-end="1203"><strong>PALAZZI: &#8220;LE TARIFFE SONO VOTATE DALLA PROVINCIA GUIDATA DALLO STESSO SCHIERAMENTO POLITICO DI BASCHIERI&#8221; </strong></p>
<p data-start="562" data-end="1203">Il primo cittadino respinge però le accuse e dichiara: «Il consigliere Baschieri sa perfettamente, o dovrebbe sapere, che le tariffe dell’acqua non sono di competenza comunale, ma provinciale. Così come sa che sono legate, per tutti i gestori e non solo per AqA, agli investimenti previsti. Infine, nel piano votato dalla Provincia, che ricordo essere dello stesso schieramento politico di Baschieri, è prevista la stabilizzazione dal terzo anno. Spero che non mi chieda anche di fare la politica energetica nazionale, perché anche quella sarebbe di competenza altrui, nel caso specifico del Governo, sempre dello schieramento di Baschieri».</p>
<p data-start="1205" data-end="1882"><strong>ZACCHI: &#8220;TARIFFE DELL&#8217;ACQUA DEFINITE CON UN CALCOLO STABILITO DALLE NORME E CONTROLLATE DA ARERA&#8221;</strong></p>
<p data-start="1205" data-end="1882">A spiegare nel dettaglio come funzionano le tariffe e chi le decide è il presidente dell’Ato (Ambito territoriale ottimale) <strong>Fabio Zacchi,</strong> sindaco di Poggio Rusco, che sottolinea come i costi non vengano stabiliti dal gestore, in questo caso AqA del Gruppo Tea, e come gli aumenti siano legati ai molti investimenti fatti- &#8220;<strong>Vent&#8217;anni fa eravamo la provincia con meno reti dell&#8217;acqua del nord Italia</strong> e in questo periodo è stato portato l&#8217;acquedotto quasi in tutti i comuni&#8221; dichiara Zacchi.<br />
«<strong>Le tariffe dell’acqua riguardano un servizio regolato:</strong> vengono infatti definite con un calcolo stabilito dalle normative vigenti e sono controllate da Arera. <strong>A livello provinciale sono predisposte dall’Ato, poi approvate dalla Conferenza dei sindaci e infine dal Consiglio provinciale.</strong> Ma, proprio perché frutto di un calcolo stabilito dalle norme, l’Ato ha pochissima discrezionalità sulle tariffe», sottolinea Zacchi.<br />
«Mi stupisce infatti questo dibattito. Baschieri chiede che gli investimenti vengano distribuiti su un periodo più lungo, ma già oggi sono articolati su un numero di anni congruo per permettere la realizzazione delle opere necessarie. Quali sono, dunque, gli investimenti che Baschieri ritiene possano essere diluiti su più anni?», prosegue il presidente dell’Ato.</p>
<p data-start="2250" data-end="2967"><strong>&#8220;PER ABBASSARE LE TARIFFE BISOGNA AUMENTARE GLI ALLACCI AGLI ACQUEDOTTI&#8221;</strong></p>
<p data-start="2250" data-end="2967">«In realtà esiste un solo modo <strong>per poter abbassare le tariffe: aumentare il numero delle utenze allacciate agli acquedotti.</strong> Ci sono Comuni in cui la percentuale di allacci è del 50%. Se riuscissimo a passare da una media generale del 60-70% al 90%, è logico che le tariffe scenderebbero, perché <strong>i costi degli investimenti verrebbero ripartiti su un numero maggiore di utenze.</strong> Per questo abbiamo deciso di avviare già quest’anno una campagna di informazione per far comprendere ai cittadini quanto sia importante allacciarsi agli acquedotti, anche perché le acque dei pozzi privati non hanno più le caratteristiche di 50-60 anni fa, per non parlare dei territori dove l’acqua presenta gravi problemi, come l’arsenico».<br />
Se i cittadini dovessero persistere a non allacciarsi all&#8217;acquedotto i Comuni potrebbero intervenire con delle <strong>ordinanze di obbligo all&#8217;allaccio.</strong> Alcuni Enti hanno già provveduto in tal senso ma molti fino ad ora lo hanno evitato.</p>
<p><strong>&#8220;IMPORTANTE ESSERE ARRIVATI AL GESTORE UNICO&#8221;</strong></p>
<p data-start="2969" data-end="3309">Zacchi, il cui mandato scadrà tra pochi giorni insieme a quello del presidente della Provincia Carlo Bottani, che lo aveva nominato, evidenzia infine l&#8217;importante lavoro svolto per arrivare al gestore unico del servizio idrico integrato: «Ci ho lavorato per tre anni – conclude – e vedere che finalmente ci siamo arrivati è una grande soddisfazione».</p>
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		<title>Ridurre la plastica a scuola, alla “Sacchi” il primo distributore d’acqua pubblica</title>
		<link>https://mantovauno.it/cronaca/ridurre-la-plastica-a-scuola-alla-sacchi-il-primo-distributore-dacqua-pubblica/</link>
				<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 19:16:46 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; <strong data-start="149" data-end="319">Un progetto che punta a rivoluzionare il modo in cui le scuole consumano e valorizzano la risorsa idrica. </strong>E&#8217; quello presentato oggi alla<strong data-start="149" data-end="319"> scuola media “Sacchi”, </strong>primo istituto a Mantova a dotarsi di un <strong>distributore di acqua potabile “pubblica”,</strong> un intervento destinato a estendersi presto anche ad altre strutture scolastiche con l’obiettivo di <strong>ridurre l’uso delle bottigliette di plastica e abbattere l’impatto ambientale. <img class=" wp-image-602455 alignleft" src="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/11/Acquam2-300x268.jpg" alt="" width="260" height="232" /></strong>Il progetto, denominato <strong>“Acquam”</strong>, è finanziato da <strong>Fondazione Cariverona</strong> con 360.000 euro su un totale di 560.000 e si avvale della collaborazione di <strong>A.T.O</strong>. (Ambito Territoriale Ottimale) della <strong>Provincia, AqA del gruppo Tea, Consorzi di Bonifica, For.Ma e Agire</strong>. Prevede una serie di azioni pilota da sperimentare in diversi contesti territoriali, partendo proprio dalle scuole.<br />
Durante la presentazione, il direttore di A.T.O., <strong>Francesco Peri,</strong> ha illustrato le finalità dell’iniziativa: “Uno degli obiettivi è riunire i diversi enti responsabili, a vario titolo, della gestione idrica attorno a un unico tavolo, avviare un dialogo, sviluppare varie forme di comunicazione e sensibilizzazione sul valore dell’elemento acqua e sull’impatto ambientale dei consumi idrici quotidiani”.<strong> Il progetto coinvolgerà infatti cittadini, istituzioni e studenti, affrontando il tema in maniera trasversale.</strong></p>
<p data-start="1485" data-end="1930">Il nuovo distributore installato alla “Sacchi” è uno degli <strong>strumenti scelti per educare i più giovani alla sostenibilità. <img class=" wp-image-602456 alignright" src="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/11/Acquam3-300x225.jpg" alt="" width="232" height="174" srcset="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/11/Acquam3-300x225.jpg 300w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/11/Acquam3-768x576.jpg 768w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/11/Acquam3-1024x768.jpg 1024w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/11/Acquam3-80x60.jpg 80w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/11/Acquam3-265x198.jpg 265w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/11/Acquam3-696x522.jpg 696w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/11/Acquam3-1068x801.jpg 1068w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2025/11/Acquam3-560x420.jpg 560w" sizes="(max-width: 232px) 100vw, 232px" />“</strong>Rinunciando agli involucri in plastica si investe nel futuro, si diffondono sane abitudini – ha dichiarato <strong>Eleonora Campanelli,</strong> responsabile Sostenibilità e Qualità tecnica di AqA del gruppo Tea –. Portiamo erogatori mobili anche in numerose manifestazioni sul territorio: eravamo presenti, ad esempio, alla Minciomarcia”. Soddisfatta la dirigente scolastica<strong> Elisa Lucchini,</strong> che ha evidenziato il valore formativo della scelta: “Un plauso al progetto: a volte alcune azioni possono avere più impatto di tante lezioni teoriche”.<br />
Nella fase successiva,<strong> “Acquam” prevede anche una campagna di sensibilizzazione rivolta agli agricoltori,</strong> categoria molto presente sul territorio, per promuovere un uso più efficiente dell’acqua destinata all’irrigazione e una gestione più razionale della risorsa idrica, anche in vista di possibili periodi di siccità futuri.</p>
<p><strong>Elisabetta Romano</strong></p>
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		<title>Protesta trattori: Irpef al 50% per redditi da 10 a 15mila euro</title>
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				<pubDate>Tue, 13 Feb 2024 02:36:41 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Un emendamento che prevede, oltre alla franchigia per<strong> esentare dal pagamento i redditi agrari e dominicali fino a 10.000 euro</strong>, anche una riduzione del <strong>50% dell&#8217;importo da pagare per i redditi tra i 10.000 e i 15.000 euro.</strong> La norma è in via di elaborazione da parte dei ministri Giancarlo Giorgetti e Francesco Lollobrigida e del vice ministro Maurizio Leo. Riguarderebbe solo gli imprenditori agricoli professionali e i coltivatori diretti in forma individuale o in società semplice. Lo riferiscono fonti parlamentari che sottolineano &#8220;un risultato, al di sopra delle aspettative, che certifica il raggiungimento dell&#8217;accordo all&#8217;interno della maggioranza, che si deve al lavoro congiunto dei Ministri Giorgetti, Lollobrigida e Ciriani e del viceministro Leo, che si sono prodigati per reperire le risorse necessarie a coprire i costi della misura&#8221;, concludono le stesse fonti.</p>
<p>Le ore che hanno preceduto l&#8217;annuncio sull&#8217;Irpef, però, sarebbero state caratterizzate da una <strong>frizione evidente tra le forze di governo</strong>. Salvini, proprio quando era in corso la riunione di maggioranza, ha convocato il suo partito. Che con una nota ha rilanciato: “Incrementare l&#8217;esenzione Irpef&#8221;. Mossa letta da alcuni in maggioranza come un forte elemento di disturbo al complicato lavorio verso l&#8217;intesa. Qualche istante dopo l&#8217;annuncio del provvedimento. Fonti della Lega hanno comunque espresso &#8220;grande soddisfazione per la determinazione del governo a rivedere il provvedimento sull&#8217;Irpef, così come richiesto sin dalla scorsa settimana da Matteo Salvini&#8221;. Parole che in molti interpretano come una rivendicazione, dopo giorni in cui il partito del ministro dei Trasporti aveva tenuto alto il livello dello disputa.</p>
<p>&#8220;Alla luce della pubblicazione sul sito del ministero dell&#8217;Agricoltura del tavolo tecnico<strong>, siamo pronti a smobilitare il presidio&#8221;,</strong> annuncia Maurizio Senigagliesi, uno dei portavoce di Riscatto agricolo che promette &#8220;nel giro di due o tre giorni&#8221; l&#8217;uscita dei trattori</p>
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		<title>Lupi, la Ue propone di ridurre lo status di protezione. Plauso della Cia</title>
		<link>https://mantovauno.it/cronaca/lupi-la-ue-propone-di-ridurre-lo-status-di-protezione-plauso-della-cia/</link>
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				<pubDate>Wed, 20 Dec 2023 18:22:21 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Lo status del lupo dovrebbe passare da &#8220;strettamente protetto&#8221; a &#8220;protetto&#8221;. E&#8217; la proposta della Commissione europea. La Commissione, ha dichiarato la presidente Ursula von der Leyen risponde a una richiesta di &#8220;maggiore flessibilità&#8221; da parte delle autorità locali. Ora spetta al Consiglio Ue prendere la decisione, in modo che l&#8217;Unione possa chiedere che lo [&#8230;]</p>
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<p>Lo status del lupo dovrebbe passare da &#8220;strettamente protetto&#8221; a &#8220;protetto&#8221;. E&#8217; la proposta della Commissione europea. La Commissione, ha dichiarato la presidente Ursula von der Leyen risponde a una richiesta di &#8220;maggiore flessibilità&#8221; da parte delle autorità locali. Ora spetta al Consiglio Ue prendere la decisione, in modo che l&#8217;Unione possa chiedere che lo status venga modificato nella Convenzione sulla Conservazione della fauna selvatica e degli habitat naturali europei, nota come Convenzione di Berna. Critiche arrivano dall’Enpa, l’ente nazionale protezione animali che scrive: “Il vero obiettivo del declassamento non è quello di intervenire in modo puntuale e temporaneo con misure drastiche (come sostiene la propaganda di cacciatori e allevatori), cosa che già oggi è possibile, ma di aprire a una caccia indiscriminata che verosimilmente potrebbe riportare la specie sull’orlo dell’estinzione”.</p>
<p>&#8220;Il passaggio dello status del lupo da &#8220;strettamente protetto&#8221; a &#8220;protetto&#8221; va nella giusta direzione sia a salvaguardia della specie che a tutale delle aziende zootecniche, soprattutto nelle aree interne e rurali del Paese. Il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta così la proposta della Commissione Ue.<br />
&#8220;Considerato il notevole miglioramento dello stato di conservazione, il lupo non ha più bisogno di una tutela rigorosa e quanto presentato, stamane a Bruxelles, emerge come il necessario percorso di adeguamento nell’ambito della Convenzione internazionale di Berna sulla fauna selvatica e gli habitat naturali europei. Inoltre, mostra di riconoscere l’analisi approfondita sulla presenza del lupo nei Paesi membri, condotta con attenzione anche da Cia per il contesto nazionale&#8221; sottolinea Fini.</p>
<p>VEDI ANCHE: <a href="https://mantovauno.it/cronaca/il-lupo-e-arrivato-nel-mantovano-moltiplicati-i-suoi-avvistamenti-la-provincia-illustra-come-comportarsi/">Il lupo è arrivato nel mantovano, moltiplicati i suoi avvistamenti. La Provincia illustra come comportarsi</p>
<p></a><a href="https://mantovauno.it/cronaca/lupi-ancora-in-azione-tre-pecore-sbranate-nelle-campagne-di-guidizzolo-e-altre-tre-sparite/">Lupi ancora in azione: tre pecore sbranate nelle campagne di Guidizzolo e altre tre sparite</a></p>
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		<title>A Mantova fuori servizio molte cassette della posta: arrivano quelle &#8220;intelligenti&#8221; ma in numero inferiore</title>
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				<pubDate>Mon, 02 Oct 2023 16:30:37 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; Non sarà di certo sfuggito ai più che molte delle cassette rosse della posta a Mantova sono state sigillate con delle strisce di adesivo sopra le quali campeggia la scritta &#8220;fuori servizio&#8221;. Questo perchè Poste Italiane sta procedendo ad una riorganizzazione della rete delle cassette rosse in linea con le mutate esigenze di [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; Non sarà di certo sfuggito ai più che molte delle cassette rosse della posta a Mantova sono state sigillate con delle strisce di adesivo sopra le quali campeggia la scritta &#8220;fuori servizio&#8221;. Questo perchè Poste Italiane sta procedendo ad una riorganizzazione della rete delle cassette rosse in linea con le mutate esigenze di una clientela sempre più digitalizzata e con il conseguente sensibile calo dei volumi di corrispondenza immessi in cassetta. La riorganizzazione, come previsto dalla delibera Agcom 308/22/CONS, “Nuovi criteri di distribuzione delle cassette di impostazione nell’ambito del servizio universale”, in fase di attuazione, sarà avviata in modo progressivo e graduale su tutto il territorio nazionale, salvaguardando in particolare le aree più disagiate, anche attraverso una riqualificazione e l’eventuale riposizionamento delle cassette.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è di coniugare esigenze di efficientamento della rete cassette con le esigenze di ammodernamento della stessa, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale.</p>
<p>La Delibera abilita infatti l’Azienda all’’utilizzo, già avviato in via sperimentale negli ultimi anni su tutto il territorio nazionale, di cassette di nuova generazione, denominate “Smart Letter Box”, in grado di rilevare l’effettiva presenza degli invii in cassetta e dunque di efficientare l’attività di vuotatura che sarà effettuato solo in presenza di invii. Inoltre diverse di tali cassette (che saranno posizionate per lo più nelle grandi città) sono dotate di sensori utili per rilevare una serie di parametri ambientali, quali temperatura, quantità di polveri sottili e biossido di azoto nell’area interessata.</p>
<p>Il cambio di cassette della posta con l&#8217;arrivo di quelle smart si tradurrà però con una drastica riduzione delle buche delle lettere. Su territorio nazionale saranno tagliate del 38%, portandole dalle attuali 46.500 ad appena 29 mila. Solo un cittadino su due ne avrà una entro 500 metri da casa per spedire le proprie comunicazioni, ma saranno tutelati i piccoli comuni.</p>

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		<title>Ponte di S. Benedetto, Regione e Ministero: &#8220;obiettivo ridurre i tempi&#8221;</title>
		<link>https://mantovauno.it/cronaca/ponte-di-s-benedetto-regione-e-ministero-obiettivo-ridurre-i-tempi/</link>
				<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 18:03:53 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211; A nemmeno 24 ore dalla conferenza stampa di San Benedetto , nuovo incontro (questa volta on line) a distanza del Presidente della Provincia Carlo Bottani, affiancato dallo staff tecnico, con i dirigenti del Ministero delle infrastrutture e trasporti e l’assessore alle infrastrutture di Regione Lombardia Claudia Maria Terzi. Alla riunione operativa, promossa dalla Regione, hanno partecipato anche il consigliere regionale e sub commissario regionale per il post sisma Alessandra Cappellari, il sindaco di San Benedetto Roberto Lasagna e il senatore Andrea Paganella , pronto a presentare un emendamento al fine di ridurre quanto più possibile i tempi previsti per la redazione dei progetti e per la realizzazione dei lavori del tratto golenale.</p>
<p>Tema al centro del confronto la prospettiva di poter redigere l’emendamento normativo che consentirebbe di semplificare e, quindi, velocizzare le procedure per arrivare alla conclusione complessiva dell’opera, in alveo e in golena, prima del 2028. “Per la Provincia, quello del ponte è un tema fondamentale – ha ribadito Bottani – e ogni giorno che passa è un passo in avanti verso la realizzazione del by pass. Ringrazio quindi Regione Lombardia e Ministero dei Trasporti per essere al nostro fianco e per aver messo a disposizione oltre che le risorse anche la loro competenza per snellire l’iter. Ma ciò che più conta, a mio avviso, in questo momento, è l’essere tutti uniti e coesi per raggiungere l’obiettivo”.</p>
<p>&#8220;Il ponte di San Benedetto Po &#8211; ha dichiarato l&#8217;assessore Terzi &#8211; è una delle opere più complesse in corso di realizzazione sul territorio lombardo. Con la convocazione del tavolo tecnico abbiamo voluto fare il punto della situazione, per fare in modo che l&#8217;opera possa essere completata nel minor tempo possibile&#8221; ha dichiarato l&#8217;assessore Terzi.</p>
<p>Sull&#8217;incontro è uscita anche una nota del Ministero delle Infrastrutture che dichiara: &#8220;In un clima di estrema concretezza, è stato fatto il punto della situazione con l’obiettivo di velocizzare la risoluzione del problema e ridurre il più possibile i tempi per il completamento dell’opera, così come auspicato dal vicepremier e ministro Matteo Salvini che &#8211; dopo il sopralluogo di pochi mesi fa &#8211; ha già garantito un finanziamento che si aggiunge ai fondi della Regione&#8221;</p>
<p>VEDI ANCHE: <a href="https://mantovauno.it/cronaca/ponte-di-s-benedetto-servono-almeno-altri-5-anni-si-spera-che-il-bypass-sia-pronto-a-inizio-2024/">Ponte di S. Benedetto: servono almeno altri 5 anni. &amp;#8220;Si spera che il bypass sia pronto a inizio 2024&amp;#8221;</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Inquinamento: Mantova deve ridurre il Pm 2,5 del 50% e il Pm10 del 38%</title>
		<link>https://mantovauno.it/cronaca/inquinamento-mantova-deve-ridurre-il-pm-25-del-50-e-il-pm10-del-38/</link>
				<pubDate>Mon, 30 Jan 2023 15:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211;  Il capoluogo virgiliano deve lavorare molto per ridurre le concentrazioni di inquinanti e adeguarsi ai nuovi limiti stabiliti dall&#8217;Unione europea, che entreranno ufficialmente in vigore il 1 gennaio 2030 (20 µg/mc da non superare per il Pm10, 10 µg/mc per il Pm2.5, 20 µg/mc per l&#8217;NO2). Limiti che tra l&#8217;altro sono meno rigidi [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>MANTOVA &#8211;  <strong>Il capoluogo virgiliano deve lavorare molto per ridurre le concentrazioni di inquinanti</strong> e adeguarsi ai nuovi limiti stabiliti dall&#8217;Unione europea, che entreranno ufficialmente in vigore il 1 gennaio 2030 (20 µg/mc da non superare per il Pm10, 10 µg/mc per il Pm2.5, 20 µg/mc per l&#8217;NO2). Limiti che tra l&#8217;altro sono meno rigidi di quelli dell&#8217;Oms.<br />
E&#8217; quanto evidenziato da Legambiente È quanto emerge dal nuovo report di <strong>Legambiente</strong> “Mal’Aria di città. Cambio di passo cercasi”, redatto e pubblicato nell’ambito della <strong>Clean Cities Campaign</strong>, che prende il via dal primo febbraio a <strong>Torino</strong>, per poi spostarsi a <strong>Genova</strong> (6 e 7 febbraio) e <strong>Milano</strong> (8 e 9 febbraio) e proseguirà<strong> fino al 2 marzo</strong>, facendo tappa in <strong>17 capoluoghi</strong>.</p>
<p>Secondo il rapporto <strong>Mantova dovrebbe ridurre del 50% le concentrazioni di Pm2,5 per le quali è una delle città messe peggio in Italia, del 38% il Pm10 e del 9% l&#8217;NO2, il biossido di azoto.</strong></p>

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<p>In sintesi sono ben 29 città delle 95 monitorate, che hanno superato gli attuali limiti normativi per gli sforamenti di PmM10 (35 giorni all&#8217;anno con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo) con le centraline di Torino (Grassi) che si piazza al primo posto con 98 giorni di sforamento, seguita da Milano (Senato) con 84, Asti (Baussano) 79, Modena (Giardini) 75, Padova (Arcella) e Venezia (Tagliamento) con 70. Queste città hanno di fatto doppiato il numero di sforamenti consentiti. Sempre per il Pm10, l&#8217;analisi delle medie annuali ha mostrato come nessuna di esse abbia superato il limite previsto dalla normativa vigente, ma ciò non è sufficiente per garantire la salute dei cittadini, in considerazione delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dei limiti previsti dalla nuova Direttiva europea sulla qualità dell&#8217;aria, che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2030. Per il Pm10, sarebbero infatti solo 23 su 95 (il 24% del totale) le città che non hanno superato la soglia di 20 µg/mc; 72 città sarebbero dunque fuorilegge.</p>
<p>Le città che devono lavorare di più per ridurre le loro concentrazioni e adeguarsi ai nuovi target (20 µg/mc da non superare per il Pm10, 10 µg/mc per il Pm2.5, 20 µg/mc per l’NO2) sono: Torino e Milano (riduzione necessaria del 43%), Cremona (42%), Andria (41%) e Alessandria (40%) per il Pm10; Monza (60%), Milano, Cremona, Padova e Vicenza (57%), Bergamo, Piacenza, Alessandria e Torino (55%), Como (52%), Brescia, Asti e <strong>Mantova (50%) per il Pm2.5.</strong> Le città di Milano (47%), Torino (46%), Palermo (44%), Como (43%), Catania (41%), Roma (39%), Monza, Genova, Trento e Bolzano (34%), per l’NO2.</p>
<p>&#8220;L&#8217;inquinamento atmosferico non è solo un problema ambientale, ma anche un problema sanitario di grande importanza &#8211; dichiara<strong> Stefano Ciafani,</strong> presidente nazionale di Legambiente &#8211; In Europa, è la prima causa di morte prematura dovuta a fattori ambientali e l&#8217;Italia registra un triste primato con <strong>più di 52mila decessi annui da Pm2.5, pari a 1/5 di quelli rilevati in tutto il continente</strong>. È necessario agire con urgenza per salvaguardare la salute dei cittadini, introducendo politiche efficaci ed integrate che incidano sulle diverse fonti di smog, dalla mobilità al riscaldamento degli edifici, dall&#8217;industria all&#8217;agricoltura. In ambito urbano è fondamentale la promozione di azioni concrete sulla mobilità sostenibile attraverso investimenti importanti sul trasporto pubblico, il ridisegno dello spazio cittadino con pedonalizzazioni e zone 30, politiche di promozione dell&#8217;uso delle due ruote in sicurezza, la diffusione delle reti di ricarica dei mezzi elettrici, facilitando la scelta di ridurre fortemente l&#8217;uso dell&#8217;auto privata. Chiediamo al governo, alle Regioni e ai Comuni, di mettere in campo azioni coraggiose per creare città più pulite e sicure. La salute è un diritto fondamentale che non può essere compromesso”.</p>
<p>&#8220;La Direttiva europea sulla qualità dell&#8217;aria, recentemente proposta, rappresenta solo il primo step di una sfida importante. Le nuove Aqgs (Air Quality Goals) impongono un notevole adeguamento rispetto ai valori guida Oms e introducono nuove metriche, come il dimezzamento dei valori di legge attuali &#8211; dichiara Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente &#8211; Le nostre analisi hanno evidenziato che il 76% delle città monitorate superano già i limiti previsti dalla futura direttiva per il Pm10, l’84% per il Pm2.5 e il 61% per il NO2. Questo significa che le città italiane dovranno lavorare duramente per adeguarsi ai nuovi limiti entro i prossimi sette anni, soprattutto considerando che i trend di riduzione dell&#8217;inquinamento finora registrati non sono incoraggianti e che i valori indicati dalle linee guida dell’Oms, che sono il vero obiettivo da raggiungere per tutelare la salute delle persone, sono ancora più stringenti dei futuri limiti europei”.</p>
<p>Secondo l’associazione, &#8220;la tendenza di decrescita dell’inquinamento è troppo lenta, esponendo le città a nuovi rischi sanitari e sanzioni. Il tasso medio annuale di riduzione delle concentrazioni a livello nazionale è, infatti, del solo 2% per il Pm10 e del 3% per l&#8217;NO2. Le città più distanti dall&#8217;obiettivo previsto per il Pm10, ad esempio, dovrebbero ridurre le proprie concentrazioni cittadine tra il 30% e il 43% entro i prossimi sette anni, ma stando agli attuali trend di riduzione registrati negli ultimi 10 anni (periodo 2011 &#8211; 2021, dati Ecosistema Urbano), potrebbero impiegare mediamente altri 17 anni per raggiungere l&#8217;obiettivo, ovvero il 2040 anziché il 2030.</p>
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		<title>A Suzzara un aiuto economico per gli anziani per usufruire del Centro Diurno della Boni</title>
		<link>https://mantovauno.it/cronaca/a-suzzara-un-aiuto-economico-per-gli-anziani-per-usufruire-del-centro-diurno-della-boni/</link>
				<pubDate>Fri, 26 Aug 2022 18:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>SUZZARA &#8211; Aiutare gli anziani che ne abbiano necessità a usufruire dei servizi del Centro diurno della Fondazione Boni. E&#8217; questo l&#8217;obiettivo illustrato stamani dall&#8217;assessore al welfare del Comune di Suzzara Alessandro Guastalli, in rappresentanza anche in virtù del suo incarico dell&#8217;Azienda Socialis, e dal presidente della Fondazione Boni Luca Talarico. E&#8217; stato così spiegato [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>SUZZARA &#8211; Aiutare gli anziani che ne abbiano necessità a usufruire dei servizi del Centro diurno della Fondazione Boni. E&#8217; questo l&#8217;obiettivo illustrato stamani dall&#8217;assessore al welfare del Comune di Suzzara Alessandro Guastalli, in rappresentanza anche in virtù del suo incarico dell&#8217;Azienda Socialis, e dal presidente della Fondazione Boni Luca Talarico.<br />
E&#8217; stato così spiegato che il Comune di Suzzara ha inteso riconoscere ai servizi di centro diurno in genere, la valenza di interventi che possono rappresentare dei veri e propri momenti di sollievo per le famiglie che scelgono di assistere l&#8217;anziano a casa e di non ricorrere al ricovero definitivo.<br />
&#8220;In particolare poiché la finalità primaria e prioritariamente perseguita è quella del mantenimento dell&#8217;anziano a casa, la volontà è stata di promuovere i servizi offerti dal Centro Diurno della Boni, al fine di sostenere la persona anziana nel proprio contesto familiare, ritardando il più possibile l’istituzionalizzazione e proteggendo al contempo anche il benessere famigliare&#8221; ha sottolineato l&#8217;assessore.</p>
<p>Lo scorso mese di giugno, dopo due anni di sospensione a causa del Covid, la Fondazione ha riattivato il Centro Diurno integrato annesso alla residenza sanitaria, che conta già il 50% dell’utenza pre-covid. L’Azienda Socialis , grazie al fondo di 25 mila euro trasferito dal Comune di Suzzara, ha voluto favorire l’inserimento di anziani che abbiano la necessità di ricorrere al servizio di centro diurno, concorrendo per le persone residenti che si collocano al di sotto della fascia Isee identificata dal protocollo, al pagamento di una quota parte della tariffa giornaliera e di quota parte della quota fissa mensile vigenti.</p>
<p>L’Azienda Socialis, praticamente, si impegna a concorrere al pagamento di quota parte delle rette previste versando direttamente alla Fondazione parte sociale della retta, per i propri residenti laddove ve ne ricorrano le condizioni.</p>
<p>In particolare ove si rilevi una capacità economica dell&#8217;assistito e del nucleo di riferimento inferiore a 20 mila euro di Isee (Isee ordinario o Isee socio sanitario), la Fondazione Boni procederà per il servizio di Centro Diurno, a ridurre:</p>
<ul>
<li><strong>Di € 75,00 mensili la quota fissa</strong> (con riduzione del 50% dell’attuale tariffa), che diventa 75,00</li>
<li><strong>Di € 5,00 la retta giornaliera</strong> prevista per la frequenza di mezza giornata, che diventa 20.00 euro</li>
</ul>
<p>O, in alternativa,</p>
<ul>
<li><strong>Di € 8,00 la retta giornaliera</strong> prevista per la frequenza di giornata intera, che diventa 23.00 euro</li>
</ul>
<p>Le tariffe piene del Cdi sono invece le seguenti (clicca sull&#8217;immagine per ingrandire)<strong><br />
</strong></p>

<a href='https://mantovauno.it/cronaca/a-suzzara-un-aiuto-economico-per-gli-anziani-per-usufruire-del-centro-diurno-della-boni/attachment/tabella-costi-centro-diruno-boni/'><img width="625" height="266" src="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2022/08/Tabella-Costi-Centro-Diruno-Boni.png" class="attachment-full size-full" alt="" srcset="https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2022/08/Tabella-Costi-Centro-Diruno-Boni.png 625w, https://mantovauno.it/wp-content/uploads/2022/08/Tabella-Costi-Centro-Diruno-Boni-300x128.png 300w" sizes="(max-width: 625px) 100vw, 625px" /></a>

<p>Il protocollo ha la durata dal 01/09/2022 sino al 31/08/2023; salvo che il fondo a disposizione di Socialis, trasferito dal Comune di Suzzara, si esaurisca prima del termine anzidetto.</p>
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		<title>Antibiotici in zootecnia: in Lombardia consumi ridotti del 50%</title>
		<link>https://mantovauno.it/cronaca/antibiotici-in-zootecnia-in-lombardia-consumi-ridotti-del-50/</link>
				<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 18:56:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Una riduzione del 50% nel consumo di antibiotici e un utilizzo sempre più consapevole del farmaco veterinario. &#8220;Sono i risultati emersi dall&#8217;attività di monitoraggio dell&#8217;Unità Veterinaria &#8211; riferisce una Nota della Direzione Welfare di Regione Lombardia &#8211; sull&#8217;antimicrobicoresistenza (Amr), la capacità dei microrganismi di resistere all&#8217;azione degli antibiotici e una delle maggiori minacce per la [&#8230;]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Una riduzione del 50% nel consumo di antibiotici e un utilizzo sempre più consapevole del farmaco veterinario.<br />
&#8220;Sono i risultati emersi dall&#8217;attività di monitoraggio dell&#8217;Unità Veterinaria &#8211; riferisce una Nota della Direzione Welfare di Regione Lombardia &#8211; sull&#8217;antimicrobicoresistenza (Amr), la capacità dei microrganismi di resistere all&#8217;azione degli antibiotici e una delle maggiori minacce per la salute pubblica globale&#8221;.<br />
&#8220;Tanto per dare un&#8217;idea, si stima che, in assenza di interventi mirati, nel 2050 il numero di vittime per infezioni da batteri resistenti potrebbe toccare i 10 milioni&#8221;.<br />
&#8220;È dunque fondamentale &#8211; si legge ancora nella Nota &#8211; a tutela della salute pubblica, diminuire l&#8217;utilizzo di antibiotici, promuovendone un uso consapevole. Anche perché alcune classi di antibiotici sono considerate di &#8216;importanza critica&#8217; (CIAs) per la cura di infezioni nell&#8217;uomo e il loro utilizzo deve essere evitato in medicina veterinaria per preservarne l&#8217;efficacia&#8221;.<br />
&#8220;Come la recente pandemia ci ha insegnato &#8211; osserva la vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti &#8211; la possibilità di interazione sanitaria tra uomo e animale, è un evento possibile, con ripercussioni in sanità pubblica e sulla nostra vita quotidiana&#8221;<br />
&#8220;Questo &#8211; aggiunge &#8211; ci ha portato a monitorare ancor più il settore zootecnico, dagli allevamenti agli alimenti di origine animale&#8221;</p>
<p>Nello specifico, nel settore dell’allevamento bovino si evidenzia una netta diminuzione dell’utilizzo dell’antibiotico nel biennio 2020-2021, sia per le molecole di importanza critica (CIAs) sia per le molecole classificate come non critiche o poco critiche. La diminuzione percentuale raggiunge, in alcuni casi, valori di circa il 50% e il valore di DDD medio è stato dimezzato nel 2021 rispetto al 2022.<br />
Nel settore suino l’analisi evidenzia una riduzione media di utilizzo dell’antibiotico tra il 2020 e il 2021, ma tale riduzione non riguarda tutte le classi farmacologiche. Mostrano tuttavia una sensibile riduzione alcune molecole considerate critiche. Il settore dell’allevamento avicolo (polli, galline), infine, è il settore in cui si sono registrati i risultati migliori dal 2015 al 2021: il punto di minimo è stato raggiungo nel 2019 mentre dal 2020 si è registrata una ripresa dell’uso degli antibiotici.</p>
<p>&nbsp;</p>
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