I Giochi nascosti, a Tokyo l’evento mondiale che c’è ma non si vede

(dall’inviato Emanuele Rizzi) – Questa sera a Tokyo andrà in scena la Cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Tokyo 2020 e sarà senza pubblico ma con posti riservati solo a dignitari, diplomatici, membri del Comitato Olimpico Internazionale, sponsor olimpici e media. In giro per la città di Tokyo e anche nelle altre sedi olimpiche come Saitama dove giocano le Nazionali di basket, i Giochi non sono pubblicizzati, ma sono quasi tenuti nascosti alla popolazione giapponese. L’evento mondiale che accomuna popoli e vuole essere una sorta di rinascita dal covid-19, nella capitale nipponica, c’è ma non si vede.  

Per le strade non ci sono immagini dei Cinque Cerchi olimpici, non ci sono indicazioni, non c’è una corsia olimpica, tranne in brevi tratti vicino all’enorme centro Media dei Giochi, con gli autobus che non portano nessun logo dei Giochi, ma sono dei piccoli cartelli con le indicazioni numeriche dei punti di raccolta. Gli atleti vivono nella bolla del Villaggio Olimpico da dove possono uscire e rientrare solo per le gare e vengono testati ogni giorno e gli addetti ai lavori che vivono in altre bolle, create per contenere i contagi da covid.  

I cartelli olimpici si possono ammirare solo nei pressi degli impianti, mentre negli hotel che ospitano tutti gli stranieri giunti per seguire i Giochi sono completamente anonimi. Il timore per i contagi da covid permea il sentimento dei giapponesi con i funzionari di Tokyo 2020 che avevano avvertito che il pubblico giapponese avrebbe condiviso sui social media immagini e prove di persone accreditate alle Olimpiadi che violavano le regole, ribadendo l’importanza che i visitatori aderiscano ai protocolli covid-19 per evitare di affrontare possibili sanzioni. 

Hidemasa Nakamura, Game delivery officer dei Giochi, ha confermato che circa 32.000 persone tra atleti e personale sono arrivate in Giappone per i Giochi dall’inizio di luglio, 20 delle quali sono risultate positive al coronavirus all’arrivo. Ha affermato che il normale tasso di infezione era del 2,4% rispetto allo 0,06% per i partecipanti alle Olimpiadi, sostenendo che ciò era dovuto ai controlli, alle vaccinazioni e all’esecuzione di almeno due test prima della partenza. Secondo Nakamura, sono stati condotti 96.000 test di screening con 87 positivi di cui 35 dall’estero e 52 dal Giappone. “Le misure stanno funzionando pienamente”, ha detto Nakamura. “Crediamo di rispettare il playbook e che i Giochi siano sicuri e protetti”. 

(Adnkronos)