Premier Ucraina: “Più armi, aiuti, sanzioni ed essere in famiglia Ue”

(Adnkronos) – (di Roberta Lanzara) – “Il risultato dell’Eurovision rappresenta il segno di approvazione all’Ucraina che arriva dai cittadini e dalle nazioni di tutto il continente europeo. E’ una manifestazione del forte sostegno offerto dall’Europa e dal Mondo al nostro Paese dopo oltre 80 giorni di guerra forzati e di crimini terribili perpetrati contro l’umanità”. Denys Anatolijovic Smihal, primo ministro dell’Ucraina, nella sua prima intervista (anche video) rilasciata ad un media italiano esordisce esprimendo in poche e semplici parole sentite ed efficaci, la propria gratitudine per il trionfo della Kalush orchestra e soprattutto per il tangibile sostegno corale di stati e popoli verso il suo Paese, emersi anche in occasione dell’Eurovision Song Contest 2022.  

Rispondendo all’Adnkronos, su come ancora l’Unione europea possa sostenere Kiev, il Premier afferma: “L’Europa e i suoi leader sono uniti nel sostenerci in questa guerra. Abbiamo il supporto delle armi, delle tecnologie di beni e servizi, il sostegno finanziario di tutti i paesi dell’Ue, che è stata la prima Istituzione a condividere con l’Ucraina gli iniziali finanziamenti di emergenza, aiutandoci anche attraverso lo strumento del micro sostegno finanziario”. “Apprezziamo moltissimo – rimarca – tanto l’impegno dell’Unione europea, quanto la mobilitazione di ogni suo signolo paese e dell’Italia, che ci supporta con le finanze ma anche sul fronte difesa, attraverso tecnologie militari speciali. Rileviamo davvero – ribadisce – tutto questo e siamo molto grati al popolo italiano e all’Italia, come paese dell’Unione europea”. 

Al di là della gratitudine per gli aiuti ricevuti, Kiev necessita di più armi, più sostegno finanziario, più sanzioni contro la Russia per indebolire economicamente il nemico e soprattutto il coronamento di un sogno ed un’ambizione: la vocazione euro atlantica, sancita dalla Costituzione dell’Ucraina. Così si esprime con l’Adnkronos, il primo ministro Denys Anatolijovic Smihal: “Abbiamo avviato la trasformazione delle nostre forze di difesa allineandoci agli standard della Nato, anche sul fronte armi che abbiamo ricevuto dall’Alleanza atlantica nel corso di questa guerra. Ma non basta. Abbiamo bisogno di più armi pesanti, più missili anti-nave ed anti aereo, più munizioni standard in dotazione alle truppe nato, più dispositivi protetti…”. “Il nostro esercito – prosegue – è incredibilmente motivato a difendere il nostro paese, la democrazia, i confini europei. Ma c’è anche bisogno di più sostegno finanziario e sanzioni contro la Russia, con cui indebolire i bilanci di Mosca che foraggiano questo terrorismo e altri terribili crimini contro l’umanità nel continente europeo”.  

“Sono necessari aiuti per garantire la stabilità della microfinanza del nostro paese ed incentivare l’implementazione delle nostre funzioni sociali e umanitarie”, segnala. Tra le emergenze, il primo ministro indica “il processo di rimozione di mine e bombe inesplose: l’Ucraina è il Paese più colpito al mondo sotto questo punto di vista. Ma abbiamo bisogno di finanziamenti per poterlo fare, così come per recuperare infrastrutture e abitazioni”. Quindi il Smihal guarda alla vocazione euro atlantica della Nazione: “Abbiamo bisogno di sapere che l’Ucraina, in quanto paese europeo, appartiene alla famiglia dell’Unione europea. La prospettiva dell’integrazione incoraggia il nostro popolo, i nostri soldati, incontra le loro aspirazioni. Noi chiediamo ai paesi Ue di sostenerci. E’ importante per noi ed è ciò a cui stiamo lavorando con la Commissione Ue e gli stati membri”. 

Il Premier ci tiene però a precisare all’Adnkronos che “le forze di difesa dell’Ucraina sono motivate e forti quanto basta per proteggere il nostro Paese. Noi non chiediamo ai soldati dei paesi dell’Unione europea di intervenire sul campo di battaglia per difendere l’Ucraina. Comprendiamo che è nostra responsabilità proteggere la nostra terra, le nostre famiglie, le nostre infrastrutture, le nostre case”. “Ciò che chiediamo ai partner dell’Ue – ribadisce – è di supportarci con le armi e con le finanze. Sarà sufficiente a darci abbastanza potere per proteggere la democrazia nel nostro Paese”. 

Secondo Smihal, “Impareremo tutti da questa guerra, molteplici lezioni. Tutto il mondo è cambiato dopo il 24 febbraio di quest’anno, quando la Russia ha iniziato ad invadere l’Ucraina dopo 8 anni di guerra nel territorio del Donbass. Oggi la sovranità dell’Ucraina è stata violata da una invasione su larga scala; il mondo ha ricevuto una lezione da questa guerra da cui trarre parecchie conclusioni nell’ottica della reciproca protezione della democrazia e della reciproca salvaguardia e difesa dei paesi civilizzati”.  

“Noi – continua – abbiamo scelto di essere parte della famiglia europea, di paesi democratici e civilizzati, non dell’Unione sovietica o di un impero russo. Questo vuole il Paese, questo vuole la nostra società. E questo è iscritto nella nostra Costituzione, nei cuori del nostro popolo e dei nostri sodati”. “Per ottenere questo risultato – conclude il primo ministro – paghiamo un prezzo alto perché l’Ucraina è al centro dell’Europa ma anche al confine con la democrazia. Il mondo ci guarda mentre proteggiamo la nostra terra e la nostra libertà in quanto siamo il terreno di scontro in diversi campi di battaglia tra democrazia e totalitarismo, terrorismo, autocrazia”. 

(di Roberta Lanzara) 

 

 

 

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