Ucraina, evacuazione a Kherson. Kiev: “Uccisi 510 soldati Russia in un giorno”

(Adnkronos) – Sono in corso da oggi a lunedì le operazioni di evacuazione a Kherson, dalla riva sinistra del fiume Dnpr, dove è previsto un intensificarsi delle ostilità. Lo riferisce l’amministrazione militare regionale, che per gli spostamenti consentirà l’attraversamento del fiume, fino a ieri vietato. La Russia avrebbe intanto perso nell’ultimo giorno 510 uomini, facendo salire a 90.600 le perdite fra le file russe dal giorno dell’attacco di Mosca all’Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente.  

Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 90.600 uomini, 2.917 carri armati, 5.886 mezzi corazzati, 1.906 sistemi d’artiglieria, 395 lanciarazzi multipli, 210 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 280 aerei, 263 elicotteri, 4.472 autoveicoli, 16 unità navali e 1.578 droni. 

Per Financial Times intanto Mosca starebbe allestendo una “flotta ombra” per aggirare le restrizioni alla vendita di petrolio, che i paesi occidentali hanno introdotto in risposta all’invasione dell’Ucraina. Secondo Ft, dopo l’entrata in vigore delle sanzioni, la Russia avrà bisogno di più navi cisterna perché la durata di ogni viaggio aumenterà, dal momento che il petrolio che prima veniva venduto in Europa verrà inviato a nuovi acquirenti in Asia. Per il quotidiano britannico la creazione di una “flotta ombra” ridurrà l’impatto delle sanzioni, ma non lo eliminerà.  

La Russia, che dipende fortemente dalle petroliere straniere per il trasporto di petrolio, ha costruito una flotta di oltre 100 petroliere obsolete, secondo il broker marittimo Braemar. La società di consulenza energetica Rystad afferma che la Russia ha aggiunto 103 petroliere alla sua catena di approvvigionamento petrolifero nel 2022 attraverso l’acquisto e la ridistribuzione di navi che servono Iran e Venezuela, due paesi soggetti a un embargo petrolifero occidentale. La società rileva inoltre che fino a 29 superpetroliere, note come VLCC (Very Large Crude Carrier), sono state acquistate da operatori collegati alla Russia nel 2022. Si tratta di grandi petroliere per greggio, ciascuna in grado di trasportare più di 2 milioni di barili.  

Si ritiene inoltre che la Russia abbia aggiunto alla sua flotta 31 petroliere di dimensioni Suezmax, in grado di trasportare circa 1 milione di barili ciascuna, e 49 petroliere Aframax, ciascuna in grado di trasportare circa 700.000 barili. Secondo gli analisti, la Russia sperimenterà ancora una carenza di petroliere e nei primi mesi del 2023 potrebbe incontrare difficoltà nel mantenere il livello delle esportazioni, il che porterà a un aumento dei prezzi. La Russia ha bisogno di più di 240 petroliere per mantenere gli attuali volumi di esportazione. 

(Adnkronos)