Castiglione, il vescovo apre l’Anno Aloisiano: “Riscoprire la forza di S.Luigi, uomo di pace”

Il vescovo Busca benedice la targa dedicata a S.Luigi

CASTIGLIONE – A Castiglione delle Stiviere si è aperto ufficialmente oggi l’Anno Aloisiano, un tempo speciale di fede e riflessione dedicato alla figura di San Luigi Gonzaga nel terzo centenario della sua canonizzazione. Le celebrazioni sono iniziate alla presenza del vescovo di Mantova, monsignor Marco Busca, segnando l’inizio di un percorso spirituale che accompagnerà la comunità per tutto il 2026.

Il programma della giornata si è aperto con l’inaugurazione del presepe vivente, che ha richiamato numerosi fedeli e visitatori. Nella chiesa di San Sebastiano al Castello, si è svolta la benedizione della targa destinata a essere collocata presso la stele che ricorda il luogo della nascita di San Luigi Gonzaga. Da lì è partita la processione verso il Duomo, con la benedizione dell’Icona davanti al Santuario-Basilica di San Luigi, uno dei luoghi simbolo della devozione aloisiana.

A seguire il momento culminante in Duomo, con la celebrazione della Santa Messa solenne presieduta dal vescovo Marco Busca e concelebrata da numerosi sacerdoti del territorio. Durante l’omelia, Busca ha sottolineato il valore profondo di questo nuovo anno per la città: «Iniziamo un tempo benedetto per Castiglione – ha affermato – sarà un anno ricco di grazie. San Luigi ha vissuto qui le tappe fondamentali della sua santità».

Il vescovo ha poi indicato uno degli obiettivi centrali dell’Anno Aloisiano: riscoprire la vera personalità di San Luigi Gonzaga, andando oltre le semplificazioni e le caricature che nel tempo ne hanno restituito una figura differente da quella che era in realtà. «Luigi non era santo perché debole – ha ricordato Busca – ma perché era un uomo forte, capace di nascondere la sua forza dietro umiltà e silenzio». Un giovane colto, erudito, profondamente libero, capace di combattere i vizi e il male per desiderio di cambiamento autentico.

Nel richiamare le beatitudini vissute da San Luigi, il vescovo ha evidenziato la sua scelta di farsi povero (da molto ricco qual era), mite, misericordioso e operatore di pace, fino al gesto estremo dell’assistenza agli appestati, segno del compimento della vita cristiana. Non è mancato un riferimento all’attualità, nella Giornata mondiale della pace: «Dobbiamo dire basta al male e sì alla pace» ha sottolineato Busca, ricordando come San Luigi si sia distinto come mediatore di pace anche nella storia: nel settembre del 1589 lasciò Roma per tornare a Castiglione, su richiesta della madre Marta Tana e di Eleonora d’Austria, duchessa di Mantova, per tentare una mediazione nella complessa vicenda della successione del marchesato di Solferino, dopo la morte dello zio Orazio Gonzaga.