Sanità lombarda, il centrodestra la promuove. Dure critiche dell’opposizione

MILANO – “La sanità lombarda è in declino e va cambiata, perché non è più in grado di curare tutti i cittadini che ne hanno bisogno né di permettere a medici, infermieri e personale sociosanitario di lavorare in condizioni decenti”. A sostenerlo, questa mattina, sono stati i Consiglieri regionali di Pd, M5S, Patto Civico, AVS e Italia Viva durante un presidio tenuto sotto a Palazzo Pirelli, schierati dietro uno striscione con la scritta “Vuoi farti curare? Paga!” e sotto “Basta con il ricatto della destra”. Tutto ciò è avvenuto prima della seduta straordinaria del Consiglio regionale chiesta dalle opposizioni proprio sulla sanità lombarda.

Il primo a intervenire è stato il capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino, che ha chiamato i presenti a tributare un applauso ai lavoratori della sanità, che lavorano con grande abnegazione in mezzo a mille difficoltà. “In Lombardia troppi cittadini lombardi sono sottoposti a un ricatto, per farsi curare devono pagare, e la Regione non fa nulla per affrontare il tema delle liste d’attesa, non fa partire il centro unico di prenotazione, non garantisce la ricostruzione della sanità territoriale, non aiuta le lavoratrici e i lavoratori della sanità – ha detto Majorino – e tutto ciò che non sono i grandi ospedali è totalmente lasciato a se stesso, come i medici di medicina generale, gravati dalla burocrazia e non aiutati a fare il loro mestiere”.

“Dietro al ricatto delle liste d’attesa, poi, – ha proseguito Majorino – si alimenta il business della grande sanità privata, e questo crea disparità molto profonde tra chi può e chi non può permettersi le cure. Noi ci battiamo perché cambi radicalmente questa politica. Abbiamo bisogno di far sì che i cittadini non siano lasciati fuori dalla porta del sistema sanitario. Abbiamo bisogno di più finanziamenti per la sanità pubblica, di un sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori e di misure che facciano sì che oltre i grandi ospedali ci sia una presenza nei territori della medicina territoriale, dei medici di medicina generale realmente accessibile. Dopo le raccolte firme, la proposta di legge di iniziativa popolare bocciata dalla destra, noi continuiamo a chiedere a Fontana e alla destra di non rimanere immobili”.

Le opposizioni hanno presentato un documento con tredici proposte di cambiamento che sottopongono all’Aula e all’Assessore Guido Bertolaso oggi in Aula. Si va dalla richiesta di sostenere con il Governo il rifinanziamento della sanità fino al 7,5% del Pil, oggetto di una proposta di legge avanzata dal Pd a livello nazionale, alla riscrittura delle regole relative al rapporto con la sanità privata contrattualizzata dalla Regione, a cui va chiesto di offrire le visite e prestazioni richieste dai cittadini e non quelle più remunerative, e di dare ai propri lavoratori un trattamento economico in linea con quello della sanità pubblica. Quindi il documento chiede la realizzazione del centro unico di prenotazione, strumento importante per l’abbattimento delle liste d’attesa, e il ritiro delle delibere sull’intramoenia per riequilibrare il sistema. E poi, ancora, il potenziamento della sanità territoriale, attraverso le Case di comunità, e la ridefinizione del rapporto con il territorio, stravolto dalle riforme Maroni e Moratti.

Marco Carra, Consigliere regionale Pd, ha ricordato gli impegni disattesi della destra in territorio mantovano: “Noi dobbiamo preoccuparci delle nostre aree interne, siamo una provincia di confine e abbiamo fatto tesoro degli impegni che la destra si è assunta nei nostri confronti, totalmente disattesi. L’Assessore Guido Bertolaso si era preso l’impegno di destinare una parte dei proventi dell’affitto dell’ospedale Montecchi di Suzzara per i servizi socio sanitari del territorio: promessa completamente disattesa, che si era assunto in Commissione sanità, in Consiglio regionale e davanti ai Sindaci. Stessa cosa per l’ospedale di Asola dove, dopo che la destra si era presa l’impegno di riaprire il punto nascite chiuso dal Covid, ha tradito anche quel territorio, chiudendolo definitivamente. E ancora la richiesta di riqualificazione e utilizzo dell’ex ospedale di Ostiglia che a oggi resta senza risposta. Queste sono testimonianze dirette di quanto sia distante la destra dalle necessità di investire sempre di più per tutelare la salute dei cittadini lombardi e mantovani. Noi continueremo a potare avanti questa battaglia”.

CAPPELLARI (LEGA): “LOMBARDIA MEDAGLIA D’ORO PER LA SANITÀ. SERVE PIÙ AUTONOMIA PER AUMENTARE I SALARI”

Nel dibattito interviene anche il consigliere regionale della Lega Alessandra Cappellari: “La sanità lombarda rappresenta circa l’80 per cento del bilancio regionale ed è da anni la prima in Italia per tecnologie, qualità dei servizi e capacità di attrazione, anche in termini di turismo sanitario. Un primato certificato dai numeri, che vedono la Lombardia garantire cure e prestazioni sanitarie a oltre 200mila cittadini ogni anno”.

“Con l’attuale Governo il Fondo sanitario nazionale è stato incrementato di 18 miliardi di euro, mentre con i governi di centrosinistra si è arrivati a un taglio complessivo di circa 36. Per la Lombardia 4 miliardi di euro di risorse aggiuntive, a cui si sommano più di 500 milioni di investimenti regionali”.

“È surreale sentire lezioni dal PD che cita il modello Emilia-Romagna, una sanità oggi in grave difficoltà con un disavanzo di circa 645 milioni di euro, mentre quella lombarda è storicamente in equilibrio di bilancio. E in Emilia-Romagna il ricorso alla sanità privata è più elevato rispetto alla Lombardia”.

“Uno dei nodi principali riguarda il personale sanitario e il costo della vita in Lombardia, aggravato anche dalla concorrenza salariale della Svizzera. Per questo, nell’ordine del giorno presentato dalla Lega e dal centrodestra, chiediamo maggiore autonomia per aumentare le retribuzioni”.

BULBARELLI (FDI): “LE CRITICITÀ CI SONO, MA GOVERNO E REGIONE STANNO INVESTENDO PER RISOLVERLE”

 “La sanità lombarda è al centro di una fase di profonda trasformazione, chiamata a confrontarsi con criticità strutturali che interessano l’intero Paese ma che in Lombardia vengono affrontate con programmazione, investimenti e scelte concrete. La seduta straordinaria del Consiglio regionale sulla sanità è stata un momento di confronto che ha permesso di riportare il dibattito su un piano di serietà e responsabilità, lontano da letture ideologiche e semplificazioni”, ha detto il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paola Bulbarelli.

“Le criticità esistono – prosegue – e non vengono negate, ma vanno collocate dentro un quadro nazionale complesso, frutto di anni di scelte che hanno inciso su risorse, con tagli a fondi, personale e formazione. Prendiamo il finanziamento del Servizio sanitario nazionale; si è passati dai 126 miliardi del 2022 ai 136 miliardi del 2025, fino ai 144 miliardi del 2026, grazie a un incremento strutturale voluto dal Governo Meloni. Una pianificazione finalmente orientata al futuro”.

In questo contesto si inserisce il programma pluriennale di investimenti 2025-2031, che prevede quasi 8 miliardi di euro destinati al rafforzamento delle strutture sanitarie lombarde. Le risorse, pari a 7,9 miliardi di euro, saranno utilizzate per ristrutturazioni integrali, adeguamenti strutturali, sostituzioni edilizie, digitalizzazione, implementazione tecnologica ed efficienza energetica, con l’obiettivo di garantire cure sempre più vicine, tempestive e di qualità.

“Parliamo di un sistema che continua a investire – sottolinea Bulbarelli – con un piano pluriennale che guarda al rafforzamento delle strutture, all’innovazione tecnologica e alla valorizzazione del personale sanitario e sociosanitario, vero pilastro del nostro welfare. Difendere il modello lombardo significa difendere la qualità delle cure, la libertà di scelta del cittadino e l’integrazione virtuosa tra pubblico e privato accreditato”.