MANTOVA – Prosegue la stagione di prosa “Mantova Teatro 2025-2026” con uno dei capolavori assoluti del teatro moderno: Il gabbiano di Anton Čechov, in scena martedì 3 marzo alle ore 21 al Sociale. Scritto alla fine dell’Ottocento, il testo ha segnato una svolta nella drammaturgia e continua a sorprendere per la lucidità con cui racconta le inquietudini e le tensioni dell’essere umano. In questa produzione, i conflitti, le ambizioni e le passioni dei personaggi vengono trasferiti in uno spettacolo fortemente contemporaneo, raccontando una vicenda di grande attualità e riconoscibile dal pubblico di oggi.
Il gabbiano mette in scena un gruppo di persone, legate da vincoli familiari e affettivi, riunite in una casa di campagna sulle rive di un lago. Tra loro emerge Kostja, giovane aspirante scrittore che tenta di affermare una nuova forma d’arte, opponendosi alla madre Arkadina, celebre attrice, e inseguendo l’amore per Nina, che sogna di diventare attrice. Attorno a loro si intreccia una fitta rete di relazioni: amori non corrisposti, rivalità, illusioni artistiche e desideri di riscatto si rincorrono in un fragile equilibrio destinato a incrinarsi.
La commedia si sviluppa come una parabola discendente: dall’entusiasmo iniziale, segnato dal debutto della pièce sperimentale di Kostja, si scivola progressivamente verso la disillusione. Nel quarto atto, ambientato due anni dopo, le ambizioni e le passioni dei personaggi si scontrano con la durezza della realtà, rivelando quanto sia dolorosa la distanza tra sogno e compimento. Il gabbiano, simbolo centrale dell’opera, diventa l’emblema stesso dell’illusione infranta e della fragilità dell’esistenza. Ne emerge il ritratto di un’“umanità alla fine”, sospesa sull’orlo di un cambiamento radicale: un’immagine che dialoga apertamente con le inquietudini e le contraddizioni del nostro presente.
La regia è firmata da Filippo Dini, anche in scena accanto a Giuliana De Sio. Con loro Virginia Campolucci, Enrica Cortese, Gennaro Di Biase, Giovanni Drago, Angelica Leo, Valerio Mazzucato, Fulvio Pepe ed Edoardo Sorgente. La traduzione è di Danilo Macrì.
Nelle sue riflessioni sull’arte, Čechov sosteneva che non si può mentire sulla scena: occorre mostrare all’uomo la verità della propria condizione. È proprio questa tensione tra aspirazione e fallimento a rendere Il gabbiano un testo di bruciante contemporaneità, specchio di un’umanità inquieta, sospesa sull’orlo del cambiamento.
Con questo appuntamento, Fondazione Artioli conferma la propria vocazione a portare al Teatro Sociale di Mantova grandi capolavori del repertorio internazionale, affidati a interpreti di primo piano e capaci di parlare al presente. Un classico immortale che continua a interrogarci, invitandoci a guardare con lucidità le nostre fragilità, i nostri desideri e le nostre inevitabili cadute.
La stagione di prosa Mantova Teatro 2025-2026 è organizzata da Fondazione Artioli e Comune di Mantova, con il contributo di Fondazione Banca del Monte di Lombardia e Fondazione Banca Agricola Mantovana, main sponsor Fondazione Marcegaglia.
Prezzi
Platea Gold: euro 35,00
Platea: euro 30,00
I, II, III ordine di palchi: euro 27,00
Loggia: euro 20,00
Loggione: euro 17,00
Informazioni su riduzioni presso la Biglietteria del Teatro Sociale e sul sito www.mantovateatro.it
Biglietti in vendita online su Ticketone.it o presso la biglietteria del Teatro Sociale di Mantova, P.zza Cavallotti 14/a – 46100 Mantova
Orari di apertura:
Martedì dalle 10.00 alle 13.00
Giovedì dalle 16.00 alle 19.00
Sabato dalle 10.00 alle 13.00
Telefono: 0376 1590869 (negli orari di apertura)
Mail: biglietteria@mantovateatro.it
















