MANTOVA – Un anno di lavoro tradotto in un documento suddiviso in dieci argomenti, da consegnare ai tre candidati progressisti alla poltrona di sindaco di Mantova: Emanuele Bellintani, Mirko Gragnato e Andrea Murari. Questa mattina la Cgil di Mantova ha presentato la carta con la quale, in una ventina di pagine, riassume quella che è la situazione attuale di Mantova, sotto molteplici aspetti – economico, sociale, ambientale, abitativo, etc. -, e quelli che per il sindacato devono essere i capisaldi nella visione della città dei prossimi cinque o dieci anni perché, come ha spiegato il Segretario generale Michele Orezzi, in rappresentanza della segreteria della Camera del Lavoro Territoriale insieme a Elena Giusti, Roberta Franzini e Mauro Mantovanelli – “rispetto alle elezioni del 2020 molte cose sono cambiate, e con esse le prospettive di visione e sviluppo della città, e molte altre cambieranno ancora nei prossimi anni”.
“Come Cgil – hanno spiegato – abbiamo deciso di non far mancare la voce dei lavoratori e delle lavoratrici, dei pensionati e delle pensionate nel dibattito pubblico perché pensiamo sia fondamentale che il punto d’ osservazione dei nostri 50mila iscritti possa vivere e costruire proposte per un proficuo confronto nel merito con chi si candida per guidare il governo della città. Per rimettere benzina nel motore della partecipazione attiva e democratica delle persone servono percorsi collettivi e di vera condivisione”.
Dieci, come detto, le “tesi” messe sul tavolo dal sindacato, in qualche modo sintetizzati già nel titolo del primo punto: “Una nuova traiettoria di sviluppo per Mantova: ambientale, sociale ed economica”. Al centro del dibattito, secondo Cgil, devono esserci il lavoro e l’industria. “Nel giudicare positivamente l’operato dell’Amministrazione comunale degli ultimi 10 anni – si legge nel documento – la Cgil di Mantova ne riconosce il portato di arricchimento per la città da un punto di vista sociale e culturale. Nel guardare ai prossimi dieci anni di amministrazione, la nuova traiettoria di sviluppo per noi deve tenere insieme la ricchezza generata ma anche la capacità di ridistribuzione. Occorre tenere insieme nuovi insediamenti industriali con il progresso della società, dei servizi pubblici e la tutela dell’ambiente. Alcune di queste partite sono legate alla città, altre devono inevitabilmente essere affrontate con una pianta organica che coinvolga i Comuni confinanti. La congiuntura economica riversa sulla provincia e su Mantova l’impennata di utilizzo degli ammortizzatori sociali e l’aumento della precarietà. Le incognite sul futuro produttivo di alcuni comparti si accompagnano a relazioni sindacali complesse e ai temi di salute e sicurezza sui posti di lavoro. Il costo sociale più alto è ancora una volta pagato da donne e giovani”.
Concentrando l’attenzione su uno dei temi-cardine, l’industria, il documento sottolinea che “i siti produttivi mantovani devono essere al centro delle politiche industriali di Mantova. Lo sviluppo dell’area industriale di Mantova è una tematica di interesse primario anche perché direttamente collegata alla creazione di nuovi posti di lavoro. I nuovi insediamenti o progetti di sviluppo industriale devono tradursi in occupazione stabile e di qualità, con contratti dignitosi e tutele adeguate. La rigenerazione ambientale delle aree ricadenti nel SIN deve favorire gli obiettivi di sviluppo e di riqualificazione del tessuto produttivo che insiste sul medesimo sito, favorendone il reinsediamento, con la diminuzione degli impatti sull’ambiente, sui cittadini e sulla sicurezza dei lavoratori”.
Se la Tea occupa un capitolo a parte (“l’amministrazione comunale garantisca, già con chiare e nette posizioni in questa campagna elettorale, che la galassia delle società di Tea resti patrimonio pubblico della nostra città e “il personale di Tea deve avere garanzia di continuità di investimenti e di qualità del lavoro”), la Cgil si sofferma sulle assunzioni e i contratti erogati dal Comune stesso, richiedendo “assunzioni dirette che prevedano forme contrattuali con carattere di stabilità; la congruità dei contratti nel caso siano diversi – per necessità – dal rapporto di lavoro subordinato; di incentivare le stabilizzazioni dei rapporti di lavoro; di associare gli investimenti a un impegno che assicuri un lavoro stabile e tutelato, sia nell’immediato che in prospettiva”.
Non mancano i temi della sostenibilità e della transizione ecologica, legate a doppio filo alla qualità dell’aria e al trasporto pubblico, la preoccupazione sulla situazione occupazionale relativamente ai negozi del centro, politiche abitative che vedano la casa come bene comune e un occhio di riguardo per le persone fragili attraverso politiche d’inclusione che abbraccino i servizi e i quartieri. Il 18 maggio, nella sede della Cgil, a Bellintani, Gragnato e Murari verrà chiesto di esprimere la loro visione e confrontarsi su tutti questi temi.
















