Addio a Umberto Bossi il Senatùr che fece di Bagnolo la sede del Parlamento del Nord

E’ morto all’età di 84 anni il fondatore della Lega Nord Umberto Bossi.
Nato il 19 settembre 1941 a Cassano Magnago in provincia di Varese, inizia il suo impegno politico nei primi anni Settanta nel gruppo comunista del manifesto, nel Partito di Unità Proletaria per il Comunismo, nell’Arci ma dopo pochi anni si avvicina alla causa e alle idee autonomiste e federaliste a seguito dell’incontro con Bruno Salvatori, molto vicino all’Union Valdòtaine. Nel 1979 conosce Roberto Maroni con cui comincia un lungo sodalizio politico e nei primi anni Ottanta fonda la Lega Autonomista Lombarda, che sarebbe poi divenuta la Lega Lombarda; ne viene eletto segretario nazionale fino al 1993 prima di dar vita al progetto della Lega Nord. Alle elezioni politiche del 1987 Bossi viene eletto per la prima volta senatore, da qui il nome di Senatùr con cui è conosciuto ancora oggi. Nel 1989 fonda la Lega Nord dove riunisce in modo definitivo la Lega Lombarda, la Liga Veneta, il Piemònt Autonomista, l’Union Ligure, la Lega Emiliano-Romagnola e l’Alleanza Toscana, ne diviene segretario per circa 20 anni.
Dal 1992 ha ricoperto per sette volte la carica di deputato e un’altra volta quella di senatore. Per tre volte ha ricoperto la carica di parlamentare europeo.
E’ entrato nel governo per la prima volta nel 2001, quando fu nominato ministro per le riforme istituzionali e la devoluzione nel governo Berlusconi II.
Nel 2001 Bossi diventa ministro per le Riforme Istituzionali e la Devoluzione. Nel 2004 Bossi viene colpito da un ictus cerebrale e le sue condizioni appaiono subito preoccupanti. Dopo una lunga degenza e un altrettanto lunga convalescenza, interrompe per un periodo l’attività politica; una malattia che compromette irrimediabilmente il suo stato di salute. Nel 2008 viene nominato nuovamente ministro per le Riforme istituzionali nel governo Berlusconi IV.

L’epopea di Villa Riva Verni a Bagnolo 

La scomparsa di Umberto Bossi, morto all’età di 84 anni, non segna solo il lutto per il fondatore della Lega Nord, ma riapre una pagina indelebile della storia mantovana. Per l’Italia è stato il “Senatùr”, il Ministro delle Riforme, l’uomo della Devoluzione; per il  territorio mantovano è stato colui che, negli anni ’90, trasformò Mantova nella capitale morale e politica della Padania. Il nome di Bossi resterà infatti per sempre legato a Villa Riva Berni, a Bagnolo San Vito. È qui che il 7 giugno 1995 ebbe inizio il sogno secessionista. In quella dimora seicentesca, individuata dall’allora presidente della Provincia Davide Boni, il leader leghista fondò il Parlamento del Nord.

Tra il 1995 e il 1997, la villa divenne il palcoscenico della politica nazionale: qui debuttarono le “camicie verdi”, qui sfilarono i grandi nomi del Carroccio delle origini come Maroni, Calderoli e Borghezio. Mantova era allora l’unica provincia d’Italia guidata dalla Lega, una roccaforte ideale per lanciare la sfida allo Stato centrale.

Dalle barricate al Governo

Nato politicamente con l’elezione al Senato nel 1987, Bossi ha saputo trasformare un movimento di protesta territoriale in una forza di governo nazionale.

  • Il ruolo istituzionale: È stato deputato per sette legislature, europarlamentare e Ministro per le Riforme Istituzionali nel 2001 (Governo Berlusconi II).
  • L’ideologo del Federalismo: Ha lottato per cambiare la Costituzione, portando il tema dell’autonomia al centro dell’agenda italiana.

Il simbolo di un’era

Mentre le cronache riportano della sua morte, resta la memoria di quel clima sospeso tra sagra di paese e timori per l’unità nazionale che si respirava a Bagnolo. Nonostante il Parlamento del Nord si fosse poi trasferito altrove nel 1997, Villa Riva Berni è rimasta nell’immaginario collettivo come il tempio dei “guerrieri padani”. Con Umberto Bossi scompare l’ultimo grande capopolo che scelse le terre del Mincio per sfidare Roma.

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