Confagricoltura Mantova allarme pomodoro industria tra prezzi bassi e rincari della guerra

MANTOVA – A poche settimane dai trapianti in pieno campo previsti per aprile, il settore del pomodoro da industria mantovano si trova in una fase di profonda incertezza. Confagricoltura Mantova lancia l’allarme: le tensioni con le industrie trasformatrici e l’impatto dei conflitti internazionali rischiano di paralizzare la produzione della provincia leader in Lombardia.

Trattative al palo e prezzi inaccettabili

Il tavolo delle trattative tra le Organizzazioni dei Produttori (Op) e le industrie è fermo a un nulla di fatto. «Ci è stato proposto un prezzo inaccettabile di 13,40 euro al quintale, unito a un peggioramento delle tabelle qualitative», denuncia Corrado Ferrari, presidente della Sezione Pomodoro di Confagricoltura. La controproposta agricola di 13,80 euro è stata rifiutata, segnando un netto distacco rispetto ai 14,30 euro raggiunti con l’accordo lampo del 2025.

L’impatto della crisi in Iran

A complicare il quadro è la situazione geopolitica in Medio Oriente. La guerra in Iran ha già innescato rincari pesantissimi sui costi di produzione:

  • Gasolio agricolo: aumenti tra il 30% e il 40%.
  • Fertilizzanti: rincari della stessa entità.

Questi costi, sommati alla riduzione del prezzo di vendita proposto, rendono il reddito degli agricoltori sempre più risicato e la programmazione economica impossibile.

Mantova cuore della produzione lombarda

Il blocco delle trattative mette a rischio un’eccellenza territoriale. Con 4.366 ettari coltivati nel 2025, Mantova rappresenta il 60% della produzione regionale, con quasi 3 milioni di quintali raccolti lo scorso anno. «Navighiamo nel buio – conclude Ferrari – chiediamo l’intervento delle istituzioni per un accordo equo. Non possiamo permetterci che salti l’economia di produzione alimentare».

L’attuale stallo rischia di compromettere non solo il bilancio delle aziende agricole mantovane, ma l’intera filiera del “oro rosso” padano, in un contesto globale dove la sicurezza alimentare è diventata una priorità assoluta.