L’appello dell’Associazione Comunali di Mantova ai candidati: “Inseriscano l’invecchiamento attivo nei programmi elettorali”

MANTOVA – Inserire l’invecchiamento attivo tra le priorità del prossimo programma elettorale in vista della corsa al Comune di Mantova. È questo l’appello lanciato dall’Associazione Comunali.

“Significherebbe riconoscere la longevità non come un peso, ma come una risorsa – spiega il presidente Sergio Olivieri -, valorizzando l’esperienza e la partecipazione delle persone anziane nella comunità locale. La città di Mantova presenta un alto indice di invecchiamento, con circa 231 anziani per ogni 100 giovani (nella fascia 0-14 anni). Gli anziani giocano un ruolo fondamentale nel trasformare la crescente popolazione anziana da un potenziale “costo” sociale a una risorsa indispensabile per la collettività, valorizzandone l’esperienza e sostenendo la coesione sociale”.

“Gli anziani – prosegue Olivieri – sono fonte di arricchimento per la comunità, se attivata con il volontariato partecipativo. Un concetto innovativo che mostra come possano contribuire attivamente: con la loro esperienza e saggezza, hanno molto da offrire, dai mestieri tradizionali, alle storie che raccontano. Molti di loro possiedono abilità che stanno scomparendo con il passare del tempo: artigianato d’eccellenza, riparazione e lavori tecnici che richiedono abilità fisiche e tecniche specifiche, spesso con alto valore culturale. Ad  esempio sarti, falegnami, fabbri, ceramisti, orafi, pasticceri e idraulici, molto richiesti per la cura del dettaglio e la personalizzazione”.

Secondo Olivieri sarebbe opportuno “organizzare momenti di partecipazione a “laboratori”, in collaborazione con scuole o associazioni culturali quale è la nostra, in cui gli anziani possano insegnare queste competenze ai più giovani: un modo straordinario per preservare la cultura locale e creare un ponte tra le generazioni. Gli anziani così resterebbero attivi e coinvolti, mentre la comunità beneficerebbe di competenze artigianali preziose. Raccontare storie è un altro potente mezzo di volontariato partecipativo: gli anziani sono spesso portatori di storie di vita, che possono insegnare lezioni preziose e trasmettere saggezza. Queste storie possono spaziare da esperienze personali a eventi storici, fornendo un collegamento vivente con il passato. Organizzare eventi di narrazione, dove gli anziani hanno l’opportunità di condividere le loro storie con un pubblico più giovane, permetterebbe agli anziani di sentirsi valorizzati, e aiuterebbe i giovani a comprendere meglio il loro passato e ad apprezzare la storia orale come una forma importante di educazione e memoria collettiva”.

“Promuovere il volontariato partecipativo – conclude Olivieri – può avere un impatto duraturo sulla comunità. Gli anziani non solo condividono le loro competenze e storie, ma diventano modelli di comportamento per le generazioni future. Si creerebbe un ambiente in cui tutte le età sono apprezzate per il loro contributo unico, incoraggiando chi è più avanti con l’età a sentirsi parte attiva della comunità, migliorando il loro benessere psicologico e fisico, e arricchendo allo stesso tempo la vita di chi li circonda”.