I mercati tirano il fiato dopo giorni di forte tensione internazionale. I prezzi del petrolio hanno registrato un deciso calo, mentre i future azionari statunitensi sono tornati a salire, sulla scia dell’annuncio del presidente americano Donald Trump di sospendere per due settimane la minaccia di attacchi contro l’Iran. La prospettiva di una pausa nel conflitto ha avuto effetti immediati sulle quotazioni energetiche. Il greggio statunitense Wti ha perso fino al 18%, scendendo sotto la soglia dei 100 dollari e attestandosi attorno ai 92-93 dollari al barile. In calo anche il Brent, che ha registrato una flessione di circa il 6%, portandosi a quota 103 dollari. Entrambi i prezzi restano comunque su livelli ben più elevati rispetto a quelli precedenti allo scoppio della crisi.
Segnali positivi arrivano invece da Wall Street, dove i future sull’indice S&P 500 hanno guadagnato circa il 2,4%, riflettendo un ritorno di fiducia tra gli investitori dopo l’allentamento delle tensioni.
Il quadro resta tuttavia in evoluzione, con gli operatori che continuano a monitorare da vicino gli sviluppi sul fronte internazionale e le possibili ripercussioni sui mercati energetici e finanziari.













