Colpi di avvertimento contro un convoglio italiano dell’Unifil nel sud del Libano. Un mezzo blindato Lince è stato colpito da proiettili esplosi dalle forze armate israeliane, costringendo la colonna a interrompere la marcia e rientrare alla base. Nessun militare è rimasto ferito, ma l’episodio ha fatto salire bruscamente la tensione. L’attacco è avvenuto a circa due chilometri dalla base di Shama, da cui il convoglio era partito diretto a Beirut per operazioni logistiche legate anche a un rimpatrio. I colpi hanno raggiunto pneumatici e paraurti del veicolo, rendendo impossibile proseguire. I militari italiani hanno quindi fatto immediatamente dietrofront.
A confermare l’accaduto è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante il question time alla Camera. “Una colonna italiana dell’Unifil è stata bloccata dall’Idf con colpi di avvertimento che hanno danneggiato un nostro mezzo. Per fortuna non ci sono stati feriti, ma il convoglio è stato costretto a rientrare”, ha spiegato, annunciando la richiesta di chiarimenti immediati all’ambasciatore israeliano in Italia. “Le forze armate israeliane non hanno alcuna autorità per colpire i militari italiani – ha aggiunto Tajani –. La nostra priorità è la sicurezza degli oltre mille uomini impegnati nelle missioni Unifil e Mibil. I caschi blu non devono essere bersaglio di attacchi o intimidazioni”.
Dura anche la reazione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha parlato di un episodio “del tutto inaccettabile”. In una nota di Palazzo Chigi si sottolinea come i militari italiani operino in Libano sotto mandato del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e nell’ambito della risoluzione 1701. “Mettere a rischio personale che agisce sotto la bandiera delle Nazioni Unite rappresenta una palese violazione”, si legge.Il governo italiano ha chiesto a Israele di chiarire quanto accaduto, mentre alla Farnesina è stato convocato l’ambasciatore dello Stato ebraico. Sullo sfondo resta una situazione sempre più critica: secondo Tajani, nelle ultime ore si è registrato uno dei più intensi bombardamenti israeliani dalla ripresa del conflitto, con circa 150 aerei impegnati e decine di vittime civili tra Beirut, Sidone e Tiro.
In questo contesto, Roma ribadisce la necessità di garantire la sicurezza dei contingenti internazionali e rilancia l’appello a una de-escalation immediata. L’episodio che ha coinvolto i militari italiani rischia infatti di aprire un nuovo fronte diplomatico, mentre il Libano continua a essere uno dei punti più delicati della crisi in Medio Oriente.


















