MANTOVA – Una frigoemoteca a controllo remoto in grado di rendere più efficiente e tempestiva la risposta clinica nei contesti ad alta complessità, a cominciare dal reparto di Terapia Intensiva. Uno strumento all’avanguardia di cui l’ospedale “Carlo Poma” si dota grazie all’impegno di diverse realtà – Associazione Boom, Ail Mantova, Nazionale Cantanti – che hanno raccolto i 250mila euro necessari all’acquisto, una parte rilevante dei quali arrivati grazie alla Partita del Cuore disputatasi allo stadio “Martelli” nel 2023. La frigoemoteca a controllo remoto, destinata alla Terapia Intensiva del Carlo Poma (Borgo Mantovano e Asola le , è uno strumento essenziale per la gestione e la conservazione degli emoderivati, contribuendo a rendere più efficiente e tempestiva la risposta clinica nei contesti ad alta complessità.
Alla conferenza stampa di questa mattina sono intervenuti il direttore generale di Asst Anna Gerola, il direttore della Immunoematologia e Medicina Trasfusionale Massimo Franchini, il direttore della Terapia Intensiva, Anestesia e Rianimazione Daniela Dall’Oglio, la presidente dell’associazione Boom Marcella Deantoni con la responsabile della comunicazione Valentina Tomirotti, il presidente Ail Stefano Bulgarelli e il Ceo della Nazionale Cantanti Gianluca Pecchini. “La conferenza stampa di oggi – ha commentato Gerola – è per ringraziare tutti per questo percorso fatto insieme, ma in particolare per l’acquisizione della frigoemoteca, attribuita alla nostra unità operativa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Mantova. Penso che sia un grande gesto di sensibilità, perché dove maggiormente c’è bisogno, dove davvero il tempo diventa molto importante e significativo è proprio questo reparto”. “Un dono gradito – ha detto da parte sua Arianna Boschetti, responsabile di struttura – e anche importante per aumentare la sicurezza dei pazienti e il lavoro dei nostri professionisti nella quotidianità”. “E’ un sogno che si realizza – ha aggiunto Franchini – la frigoemoteca aumenta la sicurezza e l’appropriatezza delle trasfusioni che facciamo ogni giorno al Poma. L’ospedale diventa all’avanguardia in ambito trasfusionale”.
A spiegare che cos’è una frigoemoteca è stata la collega Claudia Glingani: “è un erogatore di unità di sangue che permette di gestire al meglio, e in tempi più rapidi, le trasfusioni da effettuare sul territorio. Il Sint è unico, ce n’è solo uno, ed è a Mantova. La frigoemoteca è in grado di assegnare e rilasciare le unità che si trovano al suo interno in remoto. La tecnologia è fondamentale da un punto di vista sanitario, io mi occupo di sicurezza transfusionale, per cui per noi è un enorme salto di qualità perché ovviamente quando parliamo di errori trasfusionali parliamo di errori che potrebbero essere anche fatali”. “Un sentito grazie alle associazioni che hanno contribuito a fare questo enorme passo in avanti – ha aggiunto Dall’Oglio -. Noi avevamo già un sistema sicuramente molto tranquillizzante dell’utilizzo del sangue che permetteva di evitare gli errori, ma a maggior ragione il fatto di poter avere questa frigoemoteca ci consente di limitare i tempi di trasfusione e questo per noi è fondamentale. Siamo un reparto di emergenza-urgenza, quindi la nostra necessità di avere a disposizione le sacche di sangue nel più breve tempo possibile per i nostri pazienti diventa indispensabile. Capite che i minuti e possono fare la differenza”.
«Non è una donazione isolata, è un progetto» dichiara Marcella Deantoni, presidente di Associazione Boom. «Con questo intervento chiudiamo un percorso importante che ha toccato tre strutture, con un investimento complessivo di 250mila. È il segno di un impegno che vuole essere continuativo e strutturale». «Entrare in Terapia Intensiva significa entrare nel punto più fragile e allo stesso tempo più vitale della sanità» prosegue Bulgarelli di Ail Mantova. «Qui ogni secondo conta, ogni strumento fa la differenza. Ed è proprio qui che abbiamo voluto esserci». «La vera forza di questo progetto è la rete» sottolinea Pecchini. «Quando associazioni, sanità e comunità si muovono insieme, il risultato non è solo economico, ma diventa impatto reale sulla vita delle persone».

















