MANTOVA – “Quello che stiamo vivendo è un periodo storico di lunghissima transizione, durerà ancora molto. Purtroppo chi fa impresa non può permettersi il lusso di fermarsi e aspettare e basta. Deve comunque prendere decisioni, deve fare investimenti e costruire strategie”. Nelle parole di Valentina Boschetto Doorly, esperta di strategic foresight e partner associato per l’Italia del Copenhagen Institute for Futures Studies che questa mattina è stata protagonista dell’incontro “Futuri possibili. Benvenuti nel nuovo disordine mondiale” organizzato da Confartigianato Mantova al Teatro Bibiena, trapelano l’incertezza e l’inquietudine che dimorano negli imprenditori che si trovano ad affrontare dazi, guerre, chiusure di corridoi di approvvigionamento. Ma anche le opportunità che questa transizione, che appare sempre di più come una vera e propria rivoluzione negli equilibri di potere globali e nel modo di intendere l’economia, possono aprirsi a chi è in grado di capirle e affrontarle.
Il punto di partenza, ma anche la chiave di lettura, sono chiari: serve leggere in anticipo le trasformazioni che stanno già modificando mercati, filiere, competenze e modelli produttivi. Qui entra in campo lo strategic foresight, una disciplina che aiuta a esplorare gli scenari futuri possibili e a prendere decisioni più lucide nel presente. “Quello che portiamo con strategic foresight – spiega Boschetto Doorly – è una bussola di interpretazione di questo disordine mondiale, che è un disordine più apparente, che ha delle ragioni profonde che continueranno a costruire un futuro molto diverso da quello che conosciamo. L’invito di oggi, quindi, è a guardare dentro questo disordine e comprendere le dinamiche del cambiamento, affinché possiamo continuare a costruire strategie aziendali e prosperare nel futuro”.
In questo scenario di “permacrisis”, in cui secondo le nuove regole del gioco la globalizzazione sembra destinata a lasciare il posto alla deglobalizzazione e lo scontro è tra il gigante cinese e gli Stati Uniti d’America (gli Usa importano dalla Cina cinque volte tanto quanto la Cina importa dagli Usa), come orientarsi? “Politica ed economia sono intrecciate – afferma Valentina Boschetto Doorly -. La geopolitica mondiale sta stravolgendo la distribuzione dei poteri mondiali, quindi siamo entrati in un’epoca di bipolarismo competitivo. Siamo usciti da quello che era un unipolarismo collaborativo o multipolarismo collaborativo. Quindi le tensioni proseguiranno, avranno e hanno impatti economici molto importanti. L’economia segue la politica e la politica segue l’economia, sono intrecciate e dobbiamo essere in grado di comprendere cosa sta succedendo per riposizionarci. Non si tratta di indovinare cosa succederà una certa data, ma comprendere cosa sta succedendo, chi sono gli attori in gioco, dove sono le arterie del cambiamento, perché è nel riposizionamento che troviamo le nuove vittorie”.
Anche per quanto riguarda le piccole e medie imprese, secondo Boschetto Doorly, “non c’è scelta, nel senso che la dimensione grande, piccola o media che sia, ha certamente un ruolo dimensionale importante, ma per quel che riguarda la sopravvivenza, tutti devono alzare lo sguardo e darsi la libertà di esplorare, investire in innovazione e in collaborazione. La collaborazione è un agente di salvataggio importantissimo nel nostro futuro, soprattutto venendo da una realtà economica di distretti industriali e piccole imprese molto intrecciate tra di loro”. “La giornata di oggi – spiega Francesca Chizzolini, Direttore di Confartigianato Mantova – è stata organizzata perché, date le incertezze del momento geopolitico e sociale che stiamo vivendo, per noi era molto importante poter dare degli strumenti concreti alle piccole e medie imprese per affrontare il futuro, e soprattutto riuscire a districarsi dal punto economico e dal punto di vista della strategia di business nel panorama che stiamo vivendo. Viviamo in un momento in cui il rincaro energetico, il rincaro dei carburanti, l’incertezza dell’approvvigionamento delle materie prime mettono sotto scacco le imprese. Serve per forza una visione del futuro che sia pragmatica e strategica”.


















