Liste d’attesa e disservizi, Murari propone un osservatorio comunale sulla sanità

MANTOVA – La sanità rappresenta, insieme alla sicurezza, la principale priorità per i cittadini di Mantova. È quanto emerge da un  recente sondaggio che mette in luce una situazione, a tratti, insostenibile della sanità lombarda, caratterizzata da liste d’attesa lunghissime per esami e prestazioni (in alcuni casi fino a un anno).
Sul tema sono intervenuti ieri sera all’incontro, organizzato a Palazzo Soardi dal Pd, dal titolo “La salute non può attendere”, il candidato sindaco Andrea Murari, Emilio Del Bono — vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia ed ex sindaco di Brescia — e il consigliere regionale Marco Carra.
A introdurre gli ospiti è stato Matteo Campisi, segretario cittadino del Pd, che ha ricordato alcuni dati preoccupanti: in Lombardia il 52% delle prestazioni è erogato da strutture private, così come il 33% dei posti letto e il 42% dei ricoveri.

Una situazione che evidenzia criticità significative, come sottolineato da Murari:
«La sanità è di competenza regionale, ma il sindaco deve rappresentare il territorio e farsi carico delle richieste dei cittadini, che chiedono innanzitutto maggiore efficienza da parte della sanità pubblica. La mia proposta è istituire un osservatorio comunale sulla sanità, che monitori i dati e solleciti interventi in Regione. La dignità dei cittadini va difesa: la qualità della vita passa anche dalla qualità del servizio socio-sanitario». Secondo Marco Carra, il governo regionale non ha finora risolto le criticità del sistema sanitario: «Dal 2020 a oggi, anche con la nuova legislatura, non è arrivata alcuna soluzione per la sanità. Da anni attendiamo risposte sulla disparità di trattamento tra i diversi ceti sociali, tra chi può permettersi prestazioni private e chi no: si tratta di un ricatto pesante basato sulle possibilità economiche. Abbiamo sollevato più volte questi problemi, incluso quello del superamento dell’equivalenza tra pubblico e privato, ma le nostre proposte sono state respinte». Del Bono si è soffermato sui nodi strutturali: «La salute è un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione e, di fronte alla situazione attuale, i cittadini stanno perdendo fiducia nelle istituzioni. In Lombardia si spendono ogni anno circa 10 miliardi di euro per prestazioni sanitarie private, pari a un terzo del totale. Nonostante i fondi stanziati dall’Unione Europea dopo la pandemia, le anomalie del sistema non sono state risolte. La carenza di personale, ad esempio, era nota da anni: si conoscevano i numeri dei pensionamenti, ma il problema non è mai stato al centro delle decisioni. La sanità lombarda non è più un’eccellenza da tempo: la medicina territoriale e di prossimità è venuta meno anche a causa di scelte strategiche che hanno privilegiato i capoluoghi. Mantova paga questo prezzo, insieme a un’organizzazione che ha escluso le autonomie locali dalle decisioni socio-sanitarie. Occorre cambiare governance e approccio». Murari ha ribadito il proprio impegno per migliorare la sanità di prossimità, anche grazie alla Casa di Comunità in costruzione, struttura dedicata all’assistenza primaria e a un nuovo modello di presa in carico del cittadino. Ha inoltre aggiunto:
«Il parcheggio dell’ospedale subirà un ulteriore sovraccarico e la situazione peggiorerà durante la costruzione del nuovo blocco E. La soluzione è realizzare un parcheggio multipiano nell’area attuale. Saranno potenziate le corse dei bus e migliorati i collegamenti dai quartieri, ma sarà necessario un intervento della Regione per ottenere le risorse necessarie. Continueremo a cercare il dialogo e a impegnarci per mettere al centro le persone e i loro bisogni più importanti». (ER)