Nel Mantovano sparito un negozio su cinque. Confcommercio: “Servono misure di sostegno”

MANTOVA – Oltre 86.000 negozi di vicinato scomparsi in Italia negli ultimi dieci anni, con un saldo negativo che supera le 106.000 unità rispetto al picco del 2018. È il quadro che emerge dall’Osservatorio “Reciprocità e Commercio Locale” di Nomisma, che fotografa una trasformazione profonda del tessuto commerciale del Paese. Tra i dati più critici spicca quello della provincia di Mantova che, tra il 2015 e il 2025, registra una perdita del 19,9% dei negozi di vicinato, risultando tra le peggiori a livello nazionale, alle spalle solo di Ancona (-21,3%) e Pesaro-Urbino (-20%).
“Questi numeri destano forte preoccupazione – evidenzia il presidente di Confcommercio Mantova Lamberto Manzoli – perché descrivono un territorio che rischia di perdere progressivamente i propri punti di riferimento. Il negozio di vicinato non è solo un’attività economica, ma un presidio sociale, un elemento di identità e di relazione per interi quartieri e centri urbani”.
A livello nazionale, il calo medio delle unità locali si attesta al -6,7% negli ultimi dieci anni, ma con forti differenze territoriali. Parallelamente, si registra una crescita degli addetti (+21,2%), segnale di una trasformazione del sistema verso strutture più grandi e organizzate, a scapito delle piccole realtà.
Anche sul piano settoriale emergono squilibri evidenti: mentre la ristorazione si conferma il comparto più dinamico, con un incremento significativo sia delle imprese sia degli addetti, il commercio tradizionale – in particolare nei settori tessile, abbigliamento e cultura – continua a perdere terreno, anche a causa della contrazione dei consumi e della concorrenza dei canali online.
Ulteriore elemento di criticità è rappresentato, sottolinea ancora lo studio di Nomisma, dai costi immobiliari: a fronte di una diminuzione dei valori di compravendita (-9%), si registra a livello nazionale un aumento dei canoni di locazione (+12,9%), che contribuisce ad espellere dal mercato molte attività di piccola dimensione.
“In un contesto già segnato da consumi fragili e da un’evoluzione strutturale del mercato – commenta il direttore generale di Confcommercio Mantova Nicola Dal Dosso – il rischio concreto è quello di una desertificazione commerciale sempre più estesa, con conseguenze dirette sull’attrattività dei territori. Le performance dei pubblici esercizi e del settore ricettivo sono migliori di quelle del commercio ma non basta. È necessario intervenire con politiche mirate che sostengano il negozio di prossimità, riequilibrino i costi e favoriscano nuovi modelli di sviluppo sostenibile  nell’ambito di un confronto e di una sinergia tra amministrazioni e Associazioni di categoria realmente rappresentative”.
L’Osservatorio Nomisma propone, tra le possibili soluzioni, un “Patto di Reciprocità” articolato in dieci punti programmatici, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra imprese, cittadini e istituzioni e costruire strategie condivise per il rilancio dell’economia locale.
“Accogliamo con interesse questo approccio – conclude Dal Dosso – ma è fondamentale che dalle analisi si passi rapidamente all’azione. Servono scelte coraggiose e coordinate, capaci di rimettere al centro il commercio locale come leva strategica per lo sviluppo economico e sociale dei territori: il progetto Cities di Confcommercio va in questa direzione”.