Mantovarchitettura sfida il cambiamento climatico: “siamo tutti chiamati a preservare questo equilibrio fragile”

MANTOVA – La sfida globale al cambiamento climatico può e deve passare attraverso il settore delle costruzioni, uno dei principali produttori di Co2 in assoluto. E quella sfida passa anche da Mantovarchitettura, il grande evento del polo territoriale del Politecnico di Milano che dedica l’edizione 2026 al tema, con diversi ospiti di altissimo livello.

La prima in ordine cronologico, protagonista nel tardo pomeriggio al Teatro Bibiena, è Anupama Kundoo, architetta indiana attiva tra Berlino e l’India, nota per una ricerca che intreccia sostenibilità, tecniche artigianali, materiali tradizionali e attenzione al contesto sociale e critica rispetto ai modelli della produzione di massa. “L’architettura – spiega Kundoo – è una manifestazione di come coesistiamo, o non coesistiamo, con la natura. Se ci poniamo domande sulla storia attraverso l’architettura, o il cibo, o qualsiasi cosa, ci rendiamo conto che il genere umano ha vissuto attraverso epoche dove non è mai esistito il problema della sostenibilità. Questo è un problema molto recente, figlio della cultura post-industriale. E se non vediamo che quello che stiamo facendo è problematico, stiamo a nostra volta creando il problema”.

“Penso – prosegue – che il problema dei cambiamenti climatici non possa essere risolto solo dall’architettura, ma che l’intera società debba riflettere sul fatto che negli ultimi cento anni tutto ciò che ha fatto in ogni singola vita non coesisteva con la natura e le sue leggi. Dove l’architettura può riflettere specificatamente sulle proprie responsabilità è sulla sua materialità, perché è nei materiali che capisci se qualcosa è nocivo oppure no. Guardando alla cultura materiale abbiamo la prova di ciò che stiamo facendo in modo non sano. E questo è il significato di non sostenibile: questo atteggiamento per cui spendiamo, e sfruttiamo, più di quanto abbiamo”.

Prima dell’intervento di Anupama Kundoo, come da tradizione per l’evento inaugurale di Mantovarchitettura, i saluti istituzionali introdotti dal prorettore Davide Del Curto, che ha ricordato il legame ormai ultratrentennale tra il Politecnico di Milano e la città di Mantova, e con ringraziamenti che sono stati spesi in primis per il Comune, i cui rappresentanti sono attualmente in silenzio elettorale. Tra i vari discorsi dal palco, particolarmente significativo quello della Rettrice del Politecnico di Milano Donatella Sciuto, che ha ricordato come “il cambiamento climatico stia trasformando l’equilibrio delicato, sottile ma vitale tra ambiente naturale e ambiente costruito. Spesso pensiamo al cambiamento climatico come qualcosa di lontano, qualcosa che non ci tocca. Lontano nei luoghi e lontano nel tempo, lontano dalla nostra esperienza, ma purtroppo non è così. E’ nelle città in cui viviamo, è nei territori che abitiamo, è negli eventi estremi, nelle ondate di calore, nella gestione sempre più fragile dell’acqua”.