Anche i lavoratori esposti al sole o impegnati in attività fisicamente pesanti rappresentano una categoria che richiede particolare attenzione. “Pensiamo a operai, agricoltori, addetti alla logistica, personale stradale o della raccolta rifiuti – ricorda Di Rosa -. In questi casi è fondamentale organizzare il lavoro privilegiando, quando possibile, le ore più fresche della giornata, garantire pause regolari, disponibilità di acqua e aree ombreggiate o climatizzate per il recupero”. Proprio per questo, anche nel Lazio e a Roma sono state recentemente adottate specifiche ordinanze di prevenzione per tutelare la salute dei lavoratori durante le ondate di calore. Le misure prevedono, nei giorni classificati a rischio elevato, la sospensione delle attività lavorative all’aperto con esposizione prolungata al sole nella fascia oraria più critica, indicativamente tra le 12:30 e le 16:00, per alcuni settori particolarmente esposti come edilizia, agricoltura, logistica e consegne. Si tratta di misure importanti di sanità pubblica e prevenzione, che “non devono essere viste come un allarmismo ma come un modo concreto per ridurre il rischio di colpi di calore, disidratazione e malori legati alle alte temperature. La prevenzione nei luoghi di lavoro è essenziale e deve coinvolgere sia i lavoratori sia i datori di lavoro, attraverso una corretta organizzazione delle attività, pause adeguate e il rispetto delle indicazioni di sicurezza”.
Ma quando si verifica un’ondata di calore, gli anziani, le persone con malattie croniche, i pazienti cardiopatici o respiratori, chi assume molte terapie farmacologiche e i soggetti non autosufficienti sono certamente più vulnerabili agli effetti del caldo. Come possono proteggersi? “Con attenzione, monitoraggio e semplici precauzioni si possono prevenire la maggior parte delle complicanze – rassicura Di Rosa -. Particolare attenzione deve, però, essere rivolta alle persone con ridotta autosufficienza, soprattutto se vivono sole o in condizioni di isolamento sociale. In queste situazioni il rischio non dipende soltanto dalle temperature elevate, ma anche dalla difficoltà nel chiedere aiuto, idratarsi correttamente o gestire gli ambienti domestici durante i periodi di caldo intenso”. Per questo è fondamentale attivare reti di sostegno sociale e sanitario che coinvolgano familiari, vicinato, caregiver, medici di medicina generale, servizi territoriali, volontariato e amministrazioni locali. Tra i segnali da non sottovalutare, bisogna prestare attenzione a sintomi come forte debolezza; vertigini; nausea; mal di testa intenso; crampi; confusione; febbre elevata e difficoltà respiratoria. In presenza di questi sintomi è opportuno spostarsi in un luogo fresco, idratarsi e, se necessario, contattare il medico o i servizi di emergenza.
“Il caldo va affrontato con attenzione ma senza paura – ribadisce Di Rosa -. Le ondate di calore sono eventi gestibili se affrontati con consapevolezza e comportamenti adeguati. Proteggersi significa soprattutto ascoltare il proprio corpo, evitare eccessi, mantenersi idratati e prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili. Con semplici precauzioni possiamo ridurre in modo molto significativo i rischi per la salute”, conclude.
– Foto ufficio stampa Roma Asl 1 –
(ITALPRESS).














