Boom di overbooking voli nel 2026: come ottenere rimborso e risarcimento

Il 2026 si sta rivelando un anno molto complesso per il trasporto aereo. Alle problematiche relative alla manutenzione e al rinnovo delle flotte, si è aggiunta la guerra in Medio Oriente a far scattare una vera e propria crisi mondiale di approvvigionamento dei carburanti le cui conseguenza sono ancora tutte da capire.

Come se non bastasse in questo scorcio di 2026 sta crescendo esponenzialmente il numero di mancati imbarchi per overbooking, pratica che resta legale ma che crea enormi disagi ai passeggeri.

Ma proviamo a capire cosa si intende per overbooking aereo, se e come sono protetti i viaggiatori vittime della pratica e quali sono le compagnie che lo utilizzano più spesso.

In breve: Domande Frequenti (FAQ) sull’Overbooking

  • Cos’è l’overbooking aereo e perché è in aumento nel 2026? È la sovraprenotazione, una pratica legale con cui le compagnie vendono più biglietti dei posti disponibili basandosi su algoritmi statistici. Nel 2026 i casi sono in crescita a causa delle difficoltà operative e logistiche del settore.
  • Quali diritti ho in caso di rinuncia volontaria al posto? Se accetti di rimanere a terra volontariamente, hai diritto al rimborso totale del biglietto (entro 7 giorni) o alla riprotezione (volo alternativo), oltre all’assistenza gratuita in aeroporto (cibo e bevande). Rinunciando volontariamente, però, perdi il diritto al risarcimento in denaro.
  • A quanto ammonta il risarcimento se l’imbarco viene negato a forza? Se la compagnia ti nega l’imbarco contro la tua volontà, oltre al rimborso o al volo alternativo ti spetta una compensazione economica da 250 a 600 euro, calcolata in base alla lunghezza della tratta.
  • Come posso evitare l’overbooking e proteggere il mio posto? I comportamenti preventivi più efficaci sono due: effettuare il check-in online subito dopo l’acquisto del biglietto e presentarsi al gate con ampio anticipo.
  • Quali compagnie aeree usano più spesso l’overbooking? I dati mostrano che sono le compagnie tradizionali e di bandiera (come ITA Airways, KLM, British Airways e Lufthansa) a ricorrervi maggiormente per ottimizzare i profitti, specialmente sui voli a lungo raggio, sebbene il problema riguardi anche le low cost (Ryanair, EasyJet, Wizz Air).

Cos’è l’overbooking aereo

L’overbooking aereo, noto anche con il nome di sovraprenotazione, è la pratica tramite cui le compagnie aeree vendono più biglietti dei posti disponibili sul velivolo. L’obiettivo è quello di riempire tutto il volo e mettersi al riparo da eventuali rinunce dell’ultimo minuto.

Il numero di biglietti in più che il vettore può vendere per ogni viaggio viene calcolato da algoritmi che stanno diventando sempre più accurati e precisi. Precisi ma non infallibili: sta infatti crescendo il numero di casi in cui tutti i passeggeri si presentano all’imbarco e in cui nessuno è disposto a rimanere a terra.

Qualcuno, ovviamente, dovrà farlo, ma la buona notizia, come specifica il portale specializzato in risarcimenti AirHelp nelle sue guide, è che il Regolamento Europeo 261/2004 offre ampie tutele ai viaggiatori a cui viene negato l’imbarco.

Overbooking: quando spettano i rimborsi?

Se la compagnia ha un volo in overbooking è tenuta a chiedere ai viaggiatori fermi al gate se qualcuno è disposto a rimanere a terra. Chi rinuncia a partire ha subito diritto al rimborso del biglietto e alla riprotezione, ovvero all’imbarco nel primo volo alternativo disponibile verso quella destinazione.

Se nessuno vuole rimanere a terra oppure se le rinunce non sono sufficienti a far partire il volo, spetterà al personale della compagnia scegliere chi salirà e chi dovrà prendere un altro aereo. E ogni compagnia ha i propri criteri per decidere chi far imbarcare e chi no.

Il risarcimento per la rinuncia volontaria

I passeggeri che rinunciano al proprio posto in caso di overbooking aereo devono ricevere dalla compagnia il rimborso totale del biglietto entro i 7 giorni successivi al disservizio, oppure essere riprotetti sul primo trasporto disponibile per la stessa destinazione.

A questo si aggiunge il diritto all’assistenza in aeroporto che prevede l’accesso gratuito a cibo, bevande e comunicazioni.

Il risarcimento per la rinuncia imposta dalla compagnia

Nel caso in cui sia la compagnia a negare l’imbarco, il Regolamento Europeo garantisce al passeggero gli stessi diritti di chi ha rinunciato di sua spontanea volontà, oltre a un risarcimento in denaro.

Il risarcimento in denaro parte da 250 euro e arriva fino a 600 euro e viene calcolato in base alla lunghezza del volo. Quelli più corti di 1.500 km, ad esempio danno diritto alla cifra minima. Quelli più lunghi di 3.500 km interni alla UE alla cifra massima.

Quando non si applica il regolamento sui risarcimenti per overbooking

Non è previsto nessun risarcimento economico o rimborso, invece, se il problema di mancato imbarco è causato direttamente del passeggero. Ovvero se arriva in ritardo al gate o se è sprovvisto dei documenti richiesti dalla compagnia per salire a bordo.

É importante precisare, infine, che la rinuncia volontaria e l’accettazione del volo alternativo o del rimborso del biglietto fanno venire meno il diritto alla compensazione economica. Quest’ultima si applica soltanto ai casi di mancato imbarco “forzato” dalla compagnia.

Come prevenire l’overbooking

Il mancato imbarco per overbooking è estremamente fastidioso e, purtroppo, in molti casi indipendente dalla volontà del passeggero.

Per questo motivo è una buona idea mettere in pratica alcuni comportamenti che possono proteggerci dal disservizio. Il primo è quello di effettuare il check-in online subito dopo aver comprato il biglietto. Il secondo è quello di presentarsi al gate di imbarco con ampio anticipo. Entrambi riducono drasticamente il pericolo di rimanere fuori dalle liste di imbarco.

Le compagnie che ricorrono più spesso all’overbooking

Secondo gli ultimi studi di settore e le analisi delle più importanti associazioni di protezione dei consumatori, sono le compagnie tradizionali (e non le low cost come pensavano in molti) a ricorrere più spesso alla pratica dell’overbooking.

Tra quelle con il maggior numero di denunce per mancato imbarco troviamo la “nostra” ITA Airways in compagnia di altri grandi colossi dell’aviazione civile come la KLM, la British Airways e la Lufthansa. E spesso la pratica viene utilizzata per ottimizzare i profitti sui voli a lungo raggio.

Questo non significa che le compagnie low cost siano esenti dal problema. Nonostante le dichiarazioni pubbliche, anche vettori come Ryanair, EasyJet e Wizz Air si trovano spesso alle prese con disservizi legati alla gestione dei posti a bordo.

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