L’arbitro somalo fuori dai Mondiali, il sospetto Usa: “E’ collegato ai terroristi”

(Adnkronos) – L’arbitro somalo Omar Artan è stato respinto dagli Stati Uniti e escluso dai Mondiali 2026 perché “collegato a individui sospettati di essere membri di organizzazioni terroristiche”. E’ un anonimo funzionario americano, come riferisce il network Espn, a fornire la motivazione del provvedimento adottato nei confronti del direttore di gara. La decisione è stata presa “per ottime ragioni”, si è limitato a dire Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force Fifa della Casa Bianca. “Ci sono cose di cui non possiamo parlare. Posso dire che chiunque parli con ‘soggetti negativi’ che mirano a danneggiare gli Stati Uniti non saranno ammessi nel nostro paese. Non permetteremo che un torneo di calcio, anche se enorme, diventi una minaccia per gli americani. Siamo orgogliosi del lavoro che è stato fatto sinora a livello di visti: vogliamo che ci sia massima sicurezza per tutti”, ha aggiunto a Sky News.  

Artan, arrivato a Miami sabato scorso con un volo da Istanbul, è stato fermato e interrogato per 11 ore. L’arbitro ha riferito al New York Times di aver ricevuto domande sulla situazione politica della Somalia e in particolare sulle attività terroristiche dell’organizzazione Al-Shabab. Il fischietto ha perorato la propria causa mostrando documentazioni e immagini per fugare ogni dubbio: missione fallita. Dopo i controlli approfonditi dell’U.S. Customs and Border Protection, le autorità americane hanno negato il visto. L’arbitro è stato costretto a salire di nuovo su un aereo per far ritorno in patria: a Mogadiscio è stato accolto come un eroe, come mostrano i video pubblicati sui social.