MANTOVA – Trasformare i fanghi di depurazione in bioplastiche, creando materiali rinnovabili che andranno a sostituire le plastiche derivanti da sostanze fossili. E’ il progetto europeo Cross-Life che Aqa, capofila insieme ad altri partner privati, sta sperimentando presso il depuratore di Gonzaga e che oggi pomeriggio è stato presentato al Teatro Bibiena nell’ambito del confronto intitolato “Nuove filiere dell’acqua” all’interno del cartellone del Seminario di Fondazione Symbola.
“Un progetto importante, che andrà a concludersi entro l’anno. Nel 2027 avremo i risultati”, spiega Massimiliano Ghizzi, Presidente di AqA del Gruppo Tea, intervenuto al Bibiena insieme a una pletora di illustri relatori, primo in ordine di tempo Erasmo D’Angelis, Presidente di Earth Water Agenda. Nel corso del simposio sono state presentate diverse esperienze virtuose di come l’acqua oggi “non sia solo una risorsa – prosegue Ghizzi – ma anche un’infrastruttura strategica per il nostro Paese. Diversi gli interventi affascinanti, dall’esempio di Uncem che in montagna organizza piccoli invasi diffusi che raccolgono l’acqua piovana che altrimenti andrebbe dispersa, a Smat che ci ha portati addirittura fuori dall’atmosfera terrestre per parlare di produzione di acqua di volo per stazioni spaziali e purificazione di ambienti estremi. Acqua che è da un lato elemento prezioso, dall’altro che genera risorse finanziarie”.
Modelli virtuosi che vanno dal piccolo all’universale, anzi: all’universo. Una sfida che il Seminario di Fondazione Symbola raccoglie insieme ad Aqa e Gruppo Tea, che ne sono partner dalla prima edizione mantovana.


















