MANTOVA – Trent’anni di ascolto, tutela e battaglie civiche. Cittadinanzattiva Aps di Mantova e Provincia ha celebrato l’anniversario del Piano Integrato Tutela Salute, (PiT) lo storico servizio di supporto ai cittadini, con un’iniziativa che rientra tra le 58 azioni organizzate in tutta Italia in occasione della Giornata Nazionale dei Diritti del Malato. Un appuntamento pensato per riportare la tutela “nei luoghi di vita delle persone”, come sottolineato nel comunicato.
Sportelli aperti e volontari in campo
Domenica 14 giugno, i volontari del Tribunale per i Diritti del Malato e gli attivisti di Cittadinanzattiva incontrano i cittadini per raccogliere nuove segnalazioni oltre ad illustrare i servizi del Portale per la Tutela (www.pit.cittadinanzattiva.it). Per l’occasione è stata aperta anche la sede di Mantova presso l’Ospedale Carlo Poma, con orari 10-12 e 15-18.
L’iniziativa è stata rivolta a tutta la cittadinanza, alle istituzioni, agli ordini professionali e alle associazioni del territorio.
Per informazioni o segnalazioni: email: mantova@cittadinanzattivalombardia.com tel. 0376 464191
Oggi il PiT Salute può contare su oltre 100 presidi attivi nel Paese, un osservatorio capace di trasformare le difficoltà dei singoli in azioni collettive di riforma. In trent’anni ha dato voce a più di mezzo milione di cittadini, contribuendo a conquiste decisive: dagli indennizzi per il sangue infetto alla abolizione del Superticket nel 2020.
Liste d’attesa e agende chiuse: “Il diritto alla salute rischia di diventare un privilegio”
Il Rapporto nazionale PiT Salute 2026, basato su 14.176 segnalazioni raccolte nel 2025, fotografa un Servizio Sanitario Nazionale in forte sofferenza. La prima barriera è l’accesso alle prestazioni, ostacolato da liste d’attesa ormai insostenibili e dal fenomeno illegale delle agende chiuse. Seguono criticità nell’assistenza territoriale e un blocco nell’accesso all’assistenza protesica dovuto alle nuove tariffe.
La situazione mantovana non fa eccezione: quotidianamente arrivano segnalazioni su ritardi, disservizi e carenza di medici di base nei comuni della provincia.
«I cittadini sono costretti a ricorrere al privato o a rinunciare alle cure. Chiediamo alle istituzioni di riaprire le agende e potenziare le Case della Comunità, oggi scatole vuote», denuncia l’associazione.

















