Incendio Versalis, Fiom attacca su mancata evacuazione Belleli: “Trattati da lavoratori di Serie B”

MANTOVA – L’incendio che ieri, venerdì 12 giugno, ha interessato il sito Versalis di Mantova fa discutere anche sul fronte della sicurezza dei lavoratori. A intervenire con toni duri è il segretario generale della Fiom Cgil di Mantova, Marco Massari, che punta il dito contro la mancata adozione di misure uniformi di tutela per tutti i dipendenti delle aziende presenti nell’area industriale nelle vicinanze.

Per Massari, l’episodio ha riportato alla luce «le fragilità di un sistema industriale nella gestione delle emergenze per eventi di grande portata e potenzialmente molto pericolosi per la salute di lavoratori e cittadini».

«La narrazione del giorno dopo vorrebbe liquidare la vicenda con un semplice “tutto è bene ciò che finisce bene”. La realtà, però, è ben diversa», afferma.

Pur sottolineando il grande lavoro svolto durante le operazioni di soccorso, Massari sottolinea che «è doveroso riconoscere il tempestivo e ottimo intervento dei vigili del fuoco e la convocazione di un tavolo di crisi in prefettura -, aggiunge che – è altrettanto necessario denunciare l’assenza di misure pienamente cautelative nei confronti di tutte le lavoratrici e i lavoratori che operavano nelle immediate vicinanze dell’incendio».

Il riferimento è alla Belleli «Lo stabilimento Belleli è l’esempio più emblematico. Solo grazie all’intervento della Rsu e nonostante la chiusura dell’Rspp aziendale a qualsiasi interlocuzione, l’azienda ha concesso ai dipendenti la facoltà di assentarsi con un permesso retribuito. Colpisce apprendere che i dipendenti di Tea, Smurfit e Ies siano stati evacuati senza difficoltà, mentre ad altri, come i lavoratori Belleli, non sia stata data la stessa opportunità e la stessa tutela».

«Risulta tuttora incomprensibile come il tavolo prefettizio, di fronte all’incognita della presenza di sostanze nocive, non abbia attuato misure cautelative e non abbia evacuato qualsiasi dipendente operante nel raggio di almeno 500 metri».

Una scelta che, secondo il segretario della Fiom, appare ancora più difficile da comprendere alla luce delle successive disposizioni. «Verso le 16 era emerso che le prescrizioni contenute nell’ordinanza del sindaco sarebbero rimaste valide fino alle 18 per una zona di 700 metri attorno al luogo dell’incendio. Praticamente tutto lo stabilimento Belleli si trova all’interno di quest’area. È inaccettabile che, anche di fronte a gravi emergenze, esistano lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Ed è ancora più inaccettabile che, ancora una volta, siano i metalmeccanici a trovarsi tra i secondi».