MANTOVA – Il fossato del Castello di San Giorgio e l’area di accesso a Palazzo Ducale cambieranno volto entro la fine dell’anno. La Giunta comunale di Mantova, nella seduta del 16 giugno, ha infatti approvato il progetto esecutivo presentato dal Museo di Palazzo Ducale per la riqualificazione dello spazio pubblico compreso tra il fossato e via San Giorgio, una delle zone più significative per chi entra nel centro storico attraversando il ponte di San Giorgio.
L’intervento riguarda la particella catastale 109, di proprietà comunale, e punta a migliorare la qualità urbana, l’accessibilità e la fruibilità di un luogo strategico sia per l’immagine della città sia per l’accoglienza dei visitatori del complesso museale.
«Oggi l’area presenta percorsi discontinui, criticità nell’accesso e una sistemazione che non valorizza adeguatamente il contesto monumentale in cui si inserisce», spiega Palazzo Ducale in una nota. «Il progetto propone una trasformazione misurata ma significativa: nuovi percorsi accessibili, superamento delle barriere architettoniche, riordino delle aree verdi, nuovi spazi di sosta e accoglienza per cittadini e visitatori».
«L’intervento intende dare forma concreta al concetto di valorizzazione culturale, intesa non solo come tutela del patrimonio, ma come miglioramento delle condizioni di utilizzo e di conoscenza dei luoghi da parte della collettività. Unisce le istanze di conservazione e quelle di adeguamento alle esigenze di fruibilità e accessibilità della cittadinanza», sottolinea ancora Palazzo Ducale, richiamando quanto previsto dall’articolo 4 del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, secondo cui la valorizzazione consiste nella promozione della conoscenza del patrimonio culturale e nell’assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica dello stesso, anche da parte delle persone diversamente abili.
«L’aspetto più caratterizzante riguarda il rapporto tra spazio pubblico e memoria storica. L’area interessata (denominata particella n. 109 di proprietà del Comune di Mantova) era infatti occupata fino alla fine dell’Ottocento da una porzione dell’ultimo dei cinque teatri gonzagheschi che hanno insistito in quella zona: il teatro progettato da Giuseppe Piermarini. Le indagini archeologiche condotte nei primi anni 2000 e gli studi storici restituiscono la memoria di questo edificio scomparso». Le tracce archeologiche emerse durante gli scavi e la documentazione storica conservata hanno guidato la progettazione del nuovo spazio pubblico. Il cuore della riqualificazione sarà una piazza a forma di ferro di cavallo che richiama la posizione e le dimensioni della platea del teatro neoclassico.
«La quota del pavimento è la medesima del piano terra del Museo Archeologico e la nuova area di accoglienza si colloca in asse con la navata dello stesso, così da costruirne il prolungamento verso l’esterno, come avveniva prima della costituzione del Mercato dei Bozzoli quando l’originario edificio teatrale fu parzialmente demolito e destinato ad altra funzione».
Un collegamento che metterà in relazione diretta spazio museale e spazio pubblico. «Attraverso le grandi vetrate del museo sarà mantenuta la continuità visiva con il Mausoleo Sarsinate, monumento funerario di età augustea proveniente dal territorio mantovano, creando un dialogo tra spazio museale e spazio pubblico».
Per consentire la realizzazione del progetto sarà necessario intervenire sull’andamento del terreno con modesti sbancamenti destinati a favorire l’inserimento delle nuove rampe, il collegamento con il percorso che costeggia il fossato e la costruzione della nuova “platea”. «Nella nuova area troveranno posto sedute anulari, un podio per un’opera d’arte ancora da individuare e un albero, il faggio, simbolo per eccellenza del locus amoenus virgiliano, citato nel primo verso della prima egloga delle Bucoliche: “Tityre, tu patulae recubans sub tegmine fagi…”».
«Saranno realizzati percorsi in materiale drenante, superfici in calcestre, nuove sedute in cemento pigmentato integrate nel disegno dell’area ed elementi informativi per l’orientamento e la conoscenza del luogo».
«L’intervento si inserisce nella più ampia strategia di valorizzazione promossa da Palazzo Ducale di Mantova, orientata a rafforzare il rapporto tra museo e città e a considerare il patrimonio culturale come parte integrante della vita urbana contemporanea». Committente e stazione appaltante dell’opera sarà Palazzo Ducale di Mantova. Il progetto nasce su iniziativa del direttore Stefano L’Occaso ed è stato sviluppato dall’Ufficio Progetti Architettonici del Museo. Responsabile unico del progetto è l’architetto Andrea Palmieri, con la collaborazione dell’architetto Antonio Giovanni Mazzeri, dell’ingegner Fabrizio D’Amato e dell’archeologa Mari Hirose. La progettazione esecutiva e la direzione lavori sono state affidate allo Studio Archiplan degli architetti Diego Cisi e Stefano Gorni Silvestrini.
I lavori devono ancora essere appaltati, ma il cantiere dovrebbe aprire entro l’autunno del 2026. La durata prevista dell’intervento è di circa tre mesi. L’area interessata rimane di proprietà del Comune di Mantova e il progetto si sviluppa nell’ambito della collaborazione istituzionale tra Palazzo Ducale e amministrazione comunale. Al termine dei lavori, lo spazio riqualificato sarà riconsegnato al Comune per la gestione e la manutenzione ordinaria. Da Palazzo Ducale arriva infine un ringraziamento alle amministrazioni comunali che hanno sostenuto il percorso: «Al Comune di Mantova va quindi la nostra gratitudine per la collaborazione avviata con Mattia Palazzi e confermata dal sindaco Andrea Murari, che dimostra ancora una volta come i due enti vogliano


















