MANTOVA – I lavoratori stranieri rappresentano una componente sempre più centrale dell’economia mantovana e il loro inserimento nel mondo del lavoro è una sfida che coinvolge istituzioni, sindacati e sistema produttivo. È stato questo il tema al centro dell’incontro promosso ieri dalla Cisl Asse del Po al Centro Artoni di Lunetta in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, un momento di confronto dedicato al rapporto tra occupazione, inclusione e dignità del lavoro.
Ad aprire i lavori, moderati da Andrea Fiasconaro, è stato il segretario territoriale della Cisl Asse del Po, Luca Lucchini, che ha evidenziato il peso crescente dei lavoratori stranieri nel tessuto sociale ed economico locale. «Oltre il 35% degli iscritti attivi al nostro sindacato sono nati all’estero – ha spiegato –. I lavoratori stranieri sono una realtà ben presente nella nostra provincia.
Abbiamo promosso questo incontro con l’obiettivo di creare un momento di confronto condiviso tra istituzioni, rappresentanze sociali e mondo produttivo per costruire insieme percorsi di occupazione di qualità e dignitosa per i cittadini migranti». I numeri confermano la rilevanza del fenomeno. In Lombardia gli stranieri residenti rappresentano il 12,3% della popolazione, mentre in provincia di Mantova la quota sale al 14%, seconda soltanto a Milano. Sul fronte occupazionale, inoltre, Mantova è la prima provincia lombarda per nuovi permessi di soggiorno rilasciati per motivi di lavoro, con il 22,6% del totale regionale.
L’assessora comunale all’Immigrazione e alle Politiche abitative Alessandra Riccadonna, portando i saluti del Comune di Mantova, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di guardare ai fenomeni migratori in una prospettiva inclusiva. Tra gli interventi più significativi quello di Lorenzo Capelli, presidente di Confartigianato Mantova e vicepresidente della Camera di Commercio di Cremona, Mantova e Pavia, che ha invitato a considerare l’immigrazione come una questione strutturale del mercato del lavoro. «Per le imprese mantovane riguarda fabbisogni occupazionali, competenze, continuità produttiva e legalità», ha osservato.
Capelli ha ricordato come il sistema produttivo provinciale continui a manifestare una forte domanda di personale. Secondo i dati Excelsior, a dicembre 2025 le imprese mantovane prevedevano 1.860 nuove entrate, che diventavano oltre 9mila nel trimestre dicembre 2025-febbraio 2026. Quasi una posizione su due, però, risulta difficile da coprire. «La difficoltà di reperimento riguarda 49 profili su 100 – ha spiegato –. È quindi indispensabile migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro».
Un contributo importante arriva proprio dai lavoratori stranieri, che rappresentano il 33% delle assunzioni previste dalle imprese mantovane. «Il loro apporto è già una parte concreta dell’economia locale», ha evidenziato Capelli, aggiungendo che il lavoro dignitoso rappresenta un interesse comune perché tutela sia i lavoratori sia le imprese corrette, contrastando sfruttamento, irregolarità e concorrenza sleale. Particolarmente coinvolto sul tema è il settore artigiano, che in provincia conta 9.765 imprese attive, pari al 30,4% del totale. In questo contesto Confartigianato punta ad accompagnare le aziende attraverso attività di informazione, formazione, promozione della legalità contrattuale e valorizzazione delle competenze.
Capelli ha inoltre richiamato il ruolo della Camera di Commercio nel favorire una governance territoriale condivisa, capace di mettere in relazione istituzioni, imprese e parti sociali. Tra le esperienze osservate con interesse è stato fatto riferimento al progetto “Integra”, promosso e finanziato dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi e realizzato da Formaper. Un modello che parte dall’analisi dei bisogni delle aziende e costruisce percorsi di formazione e inserimento per i migranti attraverso la valutazione delle competenze pregresse, corsi professionali, insegnamento dell’italiano per il lavoro e accompagnamento all’inserimento in azienda. Un’esperienza che potrebbe offrire spunti utili anche per il territorio mantovano.
Nel corso dell’incontro è emersa anche la necessità di contrastare ogni forma di sfruttamento lavorativo. Il vicepresidente di Coldiretti Mantova, Enrico Treccani, ha ricordato il ruolo ormai indispensabile della manodopera straniera nel comparto agricolo, ribadendo l’importanza di combattere il caporalato e rendere più efficaci gli strumenti di programmazione dei flussi di ingresso. Sul fronte della formazione, Elena Pinzetta, vicepresidente di Confcommercio Mantova, e Manuela Righi, vicepresidente di Confcooperative Mantova, hanno evidenziato la necessità di sviluppare percorsi qualificati che consentano ai migranti di inserirsi stabilmente nel mercato del lavoro, anche nei settori che richiedono competenze tecniche sempre più specifiche. Tra le iniziative attive sul territorio è stato infine presentato il progetto Mamet, illustrato da Beatrice Dalla Ricca di Apindustria, nato con l’obiettivo di mettere in contatto domanda e offerta di lavoro e rendere il territorio mantovano più attrattivo per imprese e lavoratori. Dall’incontro è emerso dunque un messaggio condiviso: il lavoro rappresenta il principale strumento di integrazione e inclusione sociale. Una sfida che richiede collaborazione tra istituzioni, imprese, associazioni e organizzazioni sindacali per trasformare i bisogni del mercato del lavoro in opportunità di crescita per l’intera comunità.















