SOLFERINO – Emozioni, momenti di raccoglimento e solennità. Solferino, come da tradizione, ha celebrato la ricorrenza del 24 giugno: data che riporta alla mente la Battaglia del 1859. Giornata intensa, con tante iniziative in programma per la commemorazione, organizzata dal Comune e dalla Società Solferino e San Martino. A cominciare da questa mattina, in piazza Torelli, con il ricevimento delle autorità e delle rappresentanze civili, militari e di Croce Rossa. Tra questi, il prefetto di Mantova Roberto Bolognesi, il console generale di Francia François Bonet, il presidente della Provincia Carlo Bottani e molti amministratori locali. La cerimonia ha avuto inizio con l’alza bandiera e l’esecuzione degli inni nazionali. A seguire i presenti, in corteo, hanno raggiunto l’Ossario.
“Per la nostra comunità è sicuramente la giornata più importante dell’anno – ha sottolineato il sindaco Germano Bignotti – ma soprattutto ci permette di ricordare, dal profondo del cuore, quegli ideali che la nostra storia ci ha scolpito nel profondo dell’animo. Da un lato, quello di essere stati teatro di uno degli eventi che ha portato l’Unità d’Italia, probabilmente il momento che ha segnato, di fatto, l’avvio del Risorgimento, ed anche della battaglia più cruenta di tutto il XIX secolo. Dall’altro, invece, il fatto che proprio da quanto accaduto su questi luoghi è nata la Croce Rossa Internazionale ed è stata scritta la Convezione di Ginevra. Qui, su queste colline, l’aspetto storico ed identitario e quello umanitario si fondono”. Ed è stata tantissima la partecipazione: “Molte autorità – continua il primo cittadino del paese morenico – ci hanno omaggiato della loro presenza e questo mi emoziona e mi inorgoglisce, ma soprattutto deve far rendere fieri tutti del messaggio che vuole trasmettere Solferino”.
Al sacrario, dopo la santa messa e prima degli onori ai caduti di tutte le guerre, il sindaco Germano Bignotti ha pronunciato un discorso di profondo spessore geopolitico, identitario e civile. Il passaggio centrale del suo intervento ha affrontato con estrema fermezza la crisi internazionale contemporanea, tracciando un parallelismo storico con il conflitto in Ucraina e le violenze in Medio Oriente. Il primo cittadino di Solferino ha lanciato un duro monito contro le derive dell’indifferenza e della passività internazionale: “La pace non è la resa. Appiattirsi su un mero pacifismo generalizzato significa accettare la logica del più forte e firmare la sconfitta definitiva di fronte agli oppressori. Ascoltare, anche nella nostra Italia, vacui ragionamenti che inneggiano a una non meglio identificata pace universale deve scuotere le nostre coscienze e farle ribellare. La libertà ha un prezzo e la pace si custodisce con la fermezza e la determinazione delle democrazie”. Il sindaco Bignotti ha, poi, concluso esprimendo il più profondo ringraziamento ai volontari della Croce Rossa Italiana, della Protezione Civile e del territorio, e ha rivolto un vibrante appello alle nuove generazioni presenti alla Rocca: “Non lasciatevi travolgere ed obnubilare dai falsi miti della realtà virtuale e dagli inganni dei mistificatori guidati dall’interesse. Siate voi i primi ambasciatori di una pace forte, giusta e consapevole”. A conclusione delle celebrazioni, alle 21 in piazza Castello, il concerto a cura dell’Ente Filarmonico di Guidizzolo.

















