CASTIGLIONE DELLE STIVIERE – Anche il capoluogo morenico, così come Solferino, si prepara a vivere i giorni dedicati alla Croce Rossa, alla Mezzaluna Rossa ed ai propri volontari. E proprio nel Comune aloisiano, oltre al Museo della Cri in via Garibaldi, ci sono molti altri luoghi che riportano alla memoria quanto accaduto nel giugno del 1859 e quanto quelle scene abbiano, poi, segnato profondamente Henry Dunant. Sulla salita che conduce al duomo, in piazzale papa Giovanni Paolo II, proprio nei pressi della statua che celebra la solidarietà e la misericordia delle donne locali, è stata installata una scultura dedicata al fondatore della più grande organizzazione umanitaria del mondo. È sicuramente un bellissimo omaggio alla Croce Rossa, e valorizza il patrimonio storico della città di Castiglione, legata indissolubilmente all’imprenditore ginevrino, giunto qui il 25 giugno 1859.
Egli, trovandosi coinvolto nell’emergenza sanitaria di quel periodo, immaginò la creazione di un soccorso organizzato, effettuato da volontari addestrati. Per giorni, trovò ospitalità presso Palazzo Bondoni Pastorio, ora sede dell’omonima Fondazione, e dalle finestre del nobile edificio, vide un lenta processione di feriti che venivano portati sul sagrato ed all’interno della chiesa che divenne, per la circostanza, uno degli ospedali temporanei. Quelle atroci istantanee fissate, per sempre, nella sua mente, suggerirono a Dunant la scrittura di “Un souvenir da Solferino”: un libro che determinò la trasformazione della natura stessa dell’aiuto umanitario e portò all’istituzione della Prima Convenzione di Ginevra. Egli stesso dedicò pagine toccanti all’aiuto portato dalle donne di Castiglione, formulando una serie di proposte che avrebbero potuto risolvere le gravi carenze, cui aveva assistito.
“L’installazione – come spiegato dagli amministratori locali in occasione della sua inaugurazione – è un tributo ad un uomo che ha dato vita alla più grande istituzione umanitaria. E’ un monito, per il viandante occasionale, che non può che essere attirato dalla sua postura elegante e autorevole al tempo stesso. E’ motivo d’orgoglio per tutti noi respirare la stessa aria e calpestare lo stesso suolo di quella terra che ha ispirato gesta di grandissima bontà ed umanità. E nel giro di pochi secoli: da San Luigi Gonzaga ad Henry Dunant”.

















