(Adnkronos) – Dopo aver perso la causa sulla cittadinanza per diritto di nascita presso la Corte Suprema, i collaboratori del presidente Trump e gli alleati del movimento Maga hanno rapidamente virato verso un nuovo piano: impedire alle donne straniere incinte di entrare negli Stati Uniti. Lo scrive Axios, sottolineando che la proposta aprirebbe una nuova battaglia sull’immigrazione riguardante gravidanza, viaggi e cittadinanza, spostando il dibattito dalla contestazione dei diritti dei bambini nati negli Stati Uniti alla limitazione dell’ingresso nel Paese.
Martedì la Corte Suprema ha stabilito che un ordine esecutivo di Trump, volto a negare la cittadinanza ai bambini nati negli Stati Uniti da genitori non cittadini, era incostituzionale. Subito dopo la decisione, figure di spicco del movimento Maga, come il fondatore dei Federalist Sean Davis, hanno proposto che gli Stati Uniti vietino l’ingresso nel paese alle donne straniere incinte, un’idea avanzata anche da esponenti dell’amministrazione.
“Il presidente Trump resta totalmente impegnato a proteggere il valore della cittadinanza americana per nascita, ed è per questo che, in seguito alla sentenza di ieri, ha incaricato il Congresso di intervenire immediatamente per affrontare la questione”, ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Abigail Jackson ad Axios. “Il Dipartimento di Giustizia darà inoltre priorità alle indagini sui sistemi di turismo della nascita (che si verificherebbe quando le donne si recano in America specificamente per partorire e garantire così al proprio figlio la cittadinanza statunitense). L’amministrazione Trump dispone di numerosi strumenti per tutelare la cittadinanza americana”.


















