Mantova, organici in calo nella sanità pubblica. Aumentano le dimissioni in tutta la Lombardia

MANTOVA – Mentre negli ospedali pubblici lombardi il numero complessivo di medici, infermieri e operatori sanitari torna a crescere, Mantova va in controtendenza e registra una riduzione degli organici. È uno dei dati che emergono dall’analisi della Uil Lombardia sul Conto annuale 2024 della Ragioneria generale dello Stato, che evidenzia come, nonostante l’aumento del personale a livello regionale, continui a crescere anche il numero delle dimissioni volontarie.
Secondo il rapporto, nel 2024 il personale complessivo del Servizio sanitario regionale, considerando sia i dipendenti a tempo indeterminato sia quelli con contratti flessibili, ha raggiunto quota 112.360 unità, con 912 lavoratori in più rispetto al 2023. I dipendenti stabili sono passati da 106.818 a 108.382, mentre i rapporti di lavoro flessibili sono diminuiti da 4.630 a 3.978, segnale di un maggiore ricorso alle assunzioni a tempo indeterminato.

L’incremento degli organici, però, non è uniforme sul territorio. Le crescite più consistenti si registrano a Milano (+427), Bergamo (+267), Varese (+228), Monza e Brianza (+159), Como (+153), Pavia (+123), Cremona (+62) e Lecco (+56). In controtendenza, invece, Brescia (-128), Lodi (-43), Sondrio (-14) e Mantova, che chiude il 2024 con 12 operatori in meno rispetto all’anno precedente.
Guardando agli ultimi vent’anni, la crescita del personale sanitario in Lombardia appare ancora più contenuta. Dal 2001 il saldo complessivo è infatti di appena 670 addetti, pari a un incremento dello 0,6
%, un dato che, secondo la Uil, non è sufficiente a rispondere all’aumento della domanda di assistenza dovuta all’invecchiamento della popolazione, alla pressione sui pronto soccorso, allo sviluppo della sanità territoriale e alla necessità di ridurre i tempi di attesa per visite ed esami.

Il dato che desta maggiore preoccupazione riguarda però le uscite dal sistema sanitario. Nel 2024 le cessazioni del personale a tempo indeterminato non dovute a pensionamento o trasferimento in altre amministrazioni sono salite a 4.188, contro le 3.880 del 2023, con un incremento di 308 unità pari al 7,9%. Per la Uil Lombardia e la Uil Fpl Lombardia questi numeri dimostrano che la sanità pubblica regionale non ha soltanto un problema di reclutamento del personale, ma anche di capacità di trattenere i professionisti. «La Lombardia assume, ma continua anche a perdere personale – osserva il segretario confederale della Uil Lombardia, Salvatore Monteduro –. Il problema non è soltanto reclutare nuovi lavoratori, ma riuscire a trattenere chi ogni giorno garantisce il funzionamento di ospedali, pronto soccorso, servizi territoriali e assistenza domiciliare».
Sulla stessa linea il segretario generale della Uil Fpl, Daniele Ballabio: «Se non si interviene subito, il rischio è che il Servizio sanitario perda non solo personale, ma anche competenze, esperienza e qualità dell’assistenza». Dall’analisi emerge infine un ulteriore elemento: il 74% del personale del Servizio sanitario regionale è composto da donne. Un dato che, secondo il sindacato, dovrebbe essere maggiormente considerato nell’organizzazione dei turni, nella distribuzione dei carichi di lavoro e nelle politiche di conciliazione tra vita professionale e familiare.