SAN BENEDETTO PO – Caldo, le città cominciano a svuotarsi. Rassegnazione e solitudine magari prendono il sopravvento. E c’è chi, sempre più spesso, davanti a queste situazioni di marginalità, a seconda ovviamente del contesto sociale, si rivolge ai carabinieri. Ad una voce amica, ad un volto ed una figura rassicurante. Ed è quello che è accaduto ad una coppia di coniugi di San Benedetto Po. Nel tardo pomeriggio di qualche giorno fa, infatti, una richiesta di aiuto insolita e toccante è giunta alla centrale operativa della compagnia dei carabinieri di Gonzaga. Dall’altra parte dell’apparecchio c’era la voce di una donna di 91 anni la quale, in lacrime, esprimeva il profondo e semplice bisogno di poter parlare con qualcuno.
L’anziana ha spiegato di trovarsi in casa da sola con il marito e di soffrire per la solitudine, confidando che nessuno andava mai a trovarli e che trascorrevano intere giornate chiusi in casa senza scambiare parole con nessuno. Comprendendo immediatamente la delicatezza della situazione e lo stato di fragilità emotiva, la centrale ha inviato tempestivamente sul posto una pattuglia della stazione dei carabinieri di Moglia. Giunti presso l’abitazione, i militari hanno accertato che non vi era alcuna emergenza di natura medica e che non vi era bisogno dell’intervento del 118. I due coniugi, un 96enne e la moglie 91enne, sono stati trovati in buone condizioni fisiche e all’interno di un ambiente domestico curato e privo di qualsiasi problematica igienico-sanitaria. Avevano solo un grande bisogno di calore umano. I carabinieri si sono seduti con loro e si sono trattenuti a conversare, ascoltando i loro racconti. La coppia ha spiegato ai militari di sentirsi particolarmente isolata, uscendo quasi per nulla da casa, soprattutto a causa delle calde temperature estive, e ha confidato che il loro unico figlio vive e lavora lontano, riuscendo a far loro visita solamente durante i fine settimana.
Dopo averli ascoltati a lungo, rassicurati e aver riportato loro un po’ di serenità, i militari hanno provveduto a contattare il figlio della coppia per metterlo al corrente dello stato d’animo dei genitori. L’episodio testimonia, ancora una volta, la profonda vocazione sociale dell’Arma dei carabinieri, da sempre vicina alle esigenze dei cittadini e, in particolar modo, delle fasce più deboli e vulnerabili. Il controllo del territorio, infatti, non si esaurisce nella sola prevenzione e repressione dei reati, ma si traduce quotidianamente in opere silenziose di rassicurazione, ascolto e sostegno alla popolazione.


















