PEGOGNAGA – Lunedì 6 luglio scorso il sindaco Matteo Zilocchi, insieme alla giunta comunale e ad alcuni consiglieri di maggioranza, ha partecipato al dibattito organizzato dal circolo locale del Partito Democratico. Al centro dell’incontro – che ha visto come ospite principale il sindaco di Mantova Andrea Murari – un tema cruciale: come rendere il territorio più attrattivo per i giovani.
«Abbiamo voluto essere presenti – ha spiegato Zilocchi – perché crediamo fermamente che questa sfida richieda un approccio concreto, di ampio respiro e che vada oltre i confini del singolo Comune». Il sindaco è intervenuto per rafforzare due concetti chiave: «Come Area Interna dell’Oltrepò Mantovano abbiamo la certezza dei fondi legati alla strategia regionale, ma dobbiamo anche saper guardare al futuro. È il momento di superare i vecchi schemi e cercare nuove forme amministrative, dialogando con i Comuni limitrofi per unire le forze, migliorare i servizi e innalzare la qualità della vita dei cittadini. Bisogna imparare dal passato per guardare avanti. Se alcune esperienze di fusione o unione sono finite male, oggi possiamo costruire un percorso diverso. Dobbiamo partire da ciò che già unisce il territorio: l’organizzazione scolastica, il mondo associativo e sportivo, le unità pastorali e il tessuto delle nostre imprese».
Zilocchi ha poi aggiunto: «Per tutte queste ragioni sarebbe naturale e strategico avviare un percorso esplorativo con un Comune limitrofo che abbia la stessa volontà e visione. Nulla è certo e nulla è già scritto, ma se pensiamo ai giovani di oggi e, soprattutto, a quelli di domani, sarebbe un grave errore non provarci». Da qui le domande rivolte ai cittadini e ai colleghi sindaci: «Cosa ne pensate? Quali sono i servizi prioritari su cui i nostri Comuni dovrebbero unire le forze?»
I Comuni confinanti con Pegognaga sono Motteggiana, Suzzara, Gonzaga, Moglia e San Benedetto Po. La fusione tra Pegognaga e Motteggiana, proposta nel 2018, fu bocciata dai cittadini tramite referendum consultivo (80% di “No” a Motteggiana e 60% a Pegognaga). Un’altra proposta, quella tra Suzzara e Motteggiana, si concluse con un nulla di fatto: l’8 maggio 2022 Suzzara votò a favore, mentre Motteggiana respinse il progetto con il 66% di “No”.
Le reazioni dei sindaci dei Comuni limitrofi
Roberto Lasagna (San Benedetto Po) «Il futuro prossimo è questo. Bisogna cominciare a parlarne seriamente. Si può partire gradualmente, magari concentrando alcuni servizi tramite convenzione, come la Polizia Locale. Serve una visione che vada oltre campanilismi e identità territoriali. Nell’Oltrepò Mantovano ne stiamo già discutendo, basta vedere il Cuc».
Claudio Bavutti (Moglia) «Non vedo la necessità, a medio termine, di fare fusioni. È un’operazione che difficilmente verrebbe compresa dai cittadini. Chi ricorre alla fusione lo fa perché non ha più risorse: non mi pare che siamo in questa condizione».
Massimo Bonesi (Motteggiana) «Sono stato promotore del comitato “No fusione” nel 2022 con Suzzara. Il popolo è sovrano e ha deciso democraticamente. La mia posizione sulle fusioni è stata, è, e sarà contraria».
Alessandro Guastalli (Suzzara) «Il tema è stimolante e merita attenzione. Dobbiamo garantire servizi efficienti in un momento in cui le risorse sono sempre più scarse. Le fusioni devono nascere da un reale sentire comune e da percorsi partecipati. Oggi la strada maestra è rafforzare l’integrazione dei servizi che già condividiamo – penso al welfare con Socialis o alle strategie d’area con il Consorzio Oltrepò Mantovano. Lavoriamo per unire funzioni e semplificare la vita alle persone. Se un domani le comunità chiederanno spontaneamente un’unione più profonda, saremo pronti ad accogliere la sfida».
Elisabetta Galeotti (Gonzaga): “È prematuro fare qualsiasi ipotesi e ogni eventuale iniziativa dovrà prima essere valutata insieme alla comunità, politica e civile. Tuttavia, quello dell’integrazione delle funzioni economico-amministrative tra comuni, piccoli o medio-piccoli, è un percorso obbligato e chi amministra, a prescindere dall’appartenenza, ne è consapevole. Per garantire la continuità e la qualità dei servizi, per attirare e trattenere risorse umane qualificate, per avere una maggiore autorevolezza nell’intercettare risorse economiche, è necessario progettare forme di aggregazione tra realtà che, nella piena tutela delle rispettive identità, condividano tratti comuni. È un’evoluzione delle funzioni amministrative che le stesse istituzioni superiori, in primis Regione Lombardia, sempre più richiedono. Si tratta di un tema su cui è opportuno aprire delle riflessioni”.
La posizione della minoranza “Gonzaga in Testa”
Proprio da Gonzaga intanto arriva sull’argomento una nota dell’opposizione “Gonzaga in Testa” che dichiara: «L’invito del sindaco Zilocchi merita di essere raccolto e rilanciato. Il territorio vive una stagnazione demografica: la popolazione non cresce, l’età media aumenta e molti giovani scelgono realtà più dinamiche. Parallelamente, i costi dei servizi aumentano mentre le risorse statali diminuiscono. Per i Comuni sotto i 15 mila abitanti mantenere standard adeguati è sempre più difficile. Serve una visione che anticipi le trasformazioni e proponga progettualità oltre le semplici unioni di servizi. Una comunità più ampia e strutturata può rappresentare la base per una nuova organizzazione istituzionale. La fusione porterebbe opportunità, risorse aggiuntive e strumenti utili alle generazioni future, rafforzando l’attrattività del territorio e prevenendo l’indebolimento del tessuto economico e produttivo».


















