Le strutture gravemente danneggiate dalla furia del maltempo. Nel riquadro: i chicchi di grandine
MANTOVA/PROVINCIA – Mais, pomodori, meloni, barbabietole. E poi, nuovamente, i vivai del distretto di Canneto sull’Oglio. È un bilancio purtroppo ancora pesante quello che emerge da una prima mattinata di grandine e vento forte, “con chicchi grandi come limoni, che dove hanno colpito hanno squarciato, fossero teli a protezione delle trincee o ricovero di attrezzi o che fossero colture in campo”, dicono gli agricoltori e gli allevatori che per la terza volta in meno di una settimana (tempeste tropicali si sono abbattute infatti anche mercoledì e sabato scorso) hanno dovuto fare i conti con la furia di un clima impazzito. Diversi gli impianti fotovoltaici sui tetti che sono stati pesantemente danneggiati.
È un quadro molto pesante quello che emerge dal monitoraggio di Coldiretti Mantova, effettuato dopo le violente grandinate che, nelle prime ore di questa mattina, hanno colpito a macchia di leopardo la provincia, dall’area orientale di Canneto sull’Oglio, Asola e Casalromano, fino a Marcaria, San Benedetto Po, Suzzara, Gonzaga e Sermide.
Il bilancio è particolarmente negativo, anche se è impossibile quantificare con certezza le perdite in termini di perdita di produzione agricola, rischi di successive malattie fungine, calo della qualità, ma anche stop alla produzione di energia elettrica e necessità di sostituire i pannelli frantumati.
Non si dà per vinto e guarda avanti anche a nome di tutta la categoria il presidente del distretto vivaistico PlantaRegina di Canneto sull’Oglio, Stefano Zecchina, anche se il colpo subito è stato duro. “In 25 anni di lavoro insieme a mio papà non avevo mai visto una grandine così violenta – ammette Zecchina -. Solo nella mia azienda avremo avuto danni per un milione di euro, con il 30-40% della produzione destinata ad essere buttata. Ma è una prima stima, perché i danni si potranno calcolare solo fra tre o quattro mesi”.
Soldi, lavoro, fatica. Un supplizio di Tantalo. “Dopo la tromba d’aria di mercoledì sera, grazie a una squadra di 30 operai che ha affiancato i miei 30 dipendenti – racconta Zecchina – avevamo raddrizzato tutta la produzione in vasi che era stata rovesciata e da oggi ci saremmo concentrati sui danni nel pieno campo, per cercare di recuperare le piante. Ma questa mattina è di nuovo giù tutto, con le piante colpite dalla grandine e quelle coricate ormai da giorni che difficilmente recupereranno, perché un tronco rimasto piegato per giorni sotto il sole forma aria nella linfa e quando si prova a riallinearlo possono verificarsi patologie di varia natura.
Se il meteo è impazzito, anche le stazioni di rilevamento non sono state granché affidabili. “Sarebbero dovuti cadere due millimetri di pioggia, ne sono scesi 40, in parte mescolati alla grandine e con raffiche di vento che hanno spazzato via tutto”, dice un agricoltore della zona di Canneto. E quella che oggi si lecca le ferite è un’intera comunità, che dalla specializzazione vivaistica traeva reddito e che oggi vive nell’incertezza del futuro. Anche perché – sottolinea Coldiretti Mantova – sono colture che hanno cicli produttivi di tre-quattro anni.
Colture danneggiate ad Asola
Fra le vittime c’è anche Claudio Grazioli, presidente di Coldiretti Canneto, che si trova con oltre il 30% del mais di primo raccolto tritato a terra. “Avevo programmato di trinciarlo la settimana prossima, perderò un terzo del raccolto – dice -. La grandinata di questa mattina ha spezzato le piante che si stavano riprendendo dalla tromba d’aria di mercoledì sera. Difficile ora sperare in un miracolo”. Chicchi più grandi di una noce hanno lacerato le coperture a protezione delle trincee di insilato e i teloni sotto i quali trovavano riparo i macchinari.
Stefano Roffia, agricoltore di Campitello di Marcaria con un’azienda che accanto all’attività ortofrutticola è specializzata nel vivaio di meloni e angurie, calcola una perdita secca di almeno il 30-40% su 40 ettari di meloni, angurie e pomodoro. “Dove ha colpito, la grandine ha spaccato i frutti”.
Diego Amista, titolare dell’agriturismo Corte Fabbrica a Torricella di Suzzara, parla di uno scenario di guerra, con addirittura il 90% dei pannelli fotovoltaici sfondati. “Non sono segnati o rotti, sono letteralmente sfondati, con i buchi – ripete Amista, a rafforzare il racconto dell’apocalisse che si è materializzata questa mattina poco dopo le 7 del mattino -. Ci sono danni anche in campo, dove sono stati colpiti interi appezzamenti di mais, cipolle, pomodori. E gli ospiti dell’agriturismo si sono trovati con le macchine crivellate di colpi di ghiaccio”.
Auto da portare in carrozzeria anche per Lorenzo Donà, allevatore di Palidano. “La grandine non ha lasciato scampo – afferma -. Per i medicai pronti allo sfalcio parliamo indicativamente del 10-15% di perdita, ma è stato colpito anche il mais. Le foglie apicali sono tutte frastagliate, per valutare l’entità del danno si vedrà nei prossimi giorni”.
l seguente pannello ti consente di esprimere le tue preferenze di consenso alle tecnologie che adottiamo per offrire le funzionalità e svolgere le attività sotto descritte. Per ottenere ulteriori informazioni in merito all'utilità e al funzionamento di tali strumenti di tracciamento, fai riferimento alla cockie policy. Puoi rivedere e modificare le tue scelte in qualsiasi momento.
Cookies tecnici strettamente necessari
I cookie tecnici strettamente necessari dovrebbero essere lasciati attivati in modo da poter salvare le tue preferenze relative alle impostazioni dei cookie stessi.
Se disabiliti questo cookie, non potremo salvare le tue impostazioni. Quindi alla prossima visita, ti verrà nuovamente chiesto di abilitare o disabilitare i cookie.