Vannacci come un gladiatore fa ‘giustiziare’ Schlein e Conte in video Ia, opposizioni insorgono

(Adnkronos) – Roberto Vannacci, nei panni del gladiatore, fa andare su tutte le furie le opposizioni. Abiti imperiali, antica Roma, il generale e leader di Futuro nazionale, in un video realizzato con l’intelligenza artificiale e rilanciato sui propri canali social, siede tra Giorgia Meloni e Ignazio La Russa ed è pronto a mandare a morire Elly Schlein, Giuseppe Conte, Laura Boldrini e Romano Prodi con un semplice pollice in giù. Lo fa, osannato dalla folla, che non aspetta altro. Non saranno, però, i leoni, che nel mentre scalpitano, a giustiziare gli ‘oppositori’, ma Giuseppe Barboni, il militante futurista che la settimana scorsa a San Benedetto del Tronto ha aggredito un immigrato iracheno, armato di falce e martello. E tanto basta per scatenare le polemiche.  

 

Il primo ad attaccare è l’ex premier. Il video di Vannacci, per Conte, è “un messaggio che incita alla violenza e rischia di incitare i più fanatici”. E poi si rivolge direttamente al generale, “con la g minuscola”: “Anni di servizio nelle istituzioni, nell’esercito, e questo è il suo senso dell’onore, la sua sensibilità istituzionale. Questa è la campagna elettorale che ci aspetta? Proprio oggi Vannacci si è dichiarato disponibile a fare un accordo scritto con Meloni. È con questi qui che Meloni, La Russa (anche loro evocati nel video), Tajani e Salvini faranno un accordo? Meloni anche in questo caso ‘non condanni e non condividi’? Ci dobbiamo preparare al ritorno della mitologia della violenza, alla rigida gerarchia sociale, come nell’esercito?”. “In Italia ci siamo già passati. Se pensate di intimorirci, sappiate che non ci fate paura”, conclude il leader pentastellato. A cui, a stretto giro, replica il diretto interessato. 

“Chi si arrabbia sono quelli dei diritti e delle libertà, soprattutto della libertà di espressione, che si scompisciano di risate di fronte a Crozza e a Luca e Paolo ma non reggono la satira quando a riproporla è Vannacci…”, dice all’Adnkronos l’ex parà. E poi rincara la dose contro Conte: “Siamo di fronte alla seconda supercazzola di Giuseppe Conte, poiché la prima è quella in cui ha detto che non vota l’emendamento Vannacci sulle preferenze ‘perché è inaccettabile in un contesto inaccettabile’. Io altro non ho fatto che ripubblicare un bellissimo video ‘fantascientifico e chiaramente irreale’ presente sul web. Si prendano un antistaminico e staranno meglio”. Un antipasto di quello che poi Vannacci scrive sui social, così che tutti leggano: “Conte strilla come una cornacchia e tutta la sinistra gli fa eco per un video satirico, ma sulle dichiarazioni di Lorenzo Pacini del Pd che minaccia, senza alcuna satira o allegoria, di prendere i fucili contro la destra non hanno nulla da dire? Conte torni a fare l’avvocato delle cause perse…”. 

 

Se il botta e risposta si conclude così, l’ira funesta delle opposizioni no. Solidarietà ai ‘giustiziati’ arriva da Angelo Bonelli, co-leader di Avs, che parla del “metodo Trump, basato su delegittimazione e spettacolarizzazione della violenza, arriva in Italia e va a sostegno di Vannacci”, ma anche da Elena Bonetti, di Azione, e Rachele Mussolini di Forza Italia. I capigruppo del Partito democratico e Movimento 5 stelle, dal canto loro, fanno un passo avanti, chiedendo direttamente alla presidente del Consiglio di entrare nel merito del video pubblicato dal leader di Futuro nazionale.  

“Quello rilanciato oggi dai canali social di Roberto Vannacci è un messaggio gravissimo. In quel video compaiono accanto a Vannacci, la premier Meloni e il presidente del Senato La Russa. Di fronte a immagini di questa gravità il silenzio non è accettabile. Chi ha responsabilità di governo o istituzionali ha il dovere di prendere le distanze da ogni messaggio che legittima odio e violenza politica”, scrive in una nota Chiara Braga, presidente dei deputati dem. Un messaggio simile arriva anche da Luca Pirondini, capogruppo dei pentastellati a Palazzo Madama: “Quella di Vannacci non è intelligenza artificiale, semmai imbecillità tutta umana. Ma la cosa che colpisce è il silenzio complice di Giorgia Meloni. La stessa che pretende solidarietà a ogni piè spinto, oggi tace. Forse perché il ruolo da braccio destro dell’imperatore che le viene ritagliato in quel video schifoso in fondo le piace. Probabilmente è già pronta a imbarcarlo alle prossime elezioni pur di raschiare un manipolo di voti. Ma la feccia è come le sabbie mobili e se non ne prende le distanze per tempo Meloni ne sarà inghiottita”.  

 

E se Meloni decide di non intervenire direttamente nella vicenda, è Lucio Malan, presidente dei senatori del partito della premier, a parlare per lei. “Singolare che le opposizioni chiedano al presidente del Consiglio di commentare un video di un partito dell’opposizione – mette agli atti l’esponente di Fratelli d’Italia -. Un video che chiaramente non ci appartiene come messaggio e come stile, anche perché la nostra empatia è sempre andata ai martiri e mai a carnefici di persone inermi”.