Benzina alle stelle e caro energia, Lombardia paga conto più salato: stangata da 5,4mld

MANTOVA – E’ la Lombardia a pagare il prezzo più alto, in termini assoluti, delle pesanti conseguenze economiche causate dal conflitto in corso da molti mesi che si traducono in costi aggiuntivi per elettricità, gas e carburanti danneggiando imprese e famiglie italiane: la stangata si abbatterà infatti in misura più importante sui territori economicamente più avanzati della nostra penisola. Secondo le previsioni e gli studi dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre, si stima che gli aumenti energetici graveranno sulla nostra regione per 5,4 miliardi di euro in totale con un incremento del 15,1 per cento rispetto al 2025. A livello nazionale nel 2026 le famiglie e le imprese italiane dovranno sostenere quasi 29 miliardi di euro (+16%) di costi aggiuntivi per elettricità, gas e carburanti. Sarà un conto salato che rischia di pesare soprattutto sulle famiglie economicamente più fragili, sulle aziende di trasporto di persone e merci e sulle imprese a elevato consumo di energia.

Per quanto riguarda il gas, analizzando il trend in valore assoluto, la Lombardia dovrebbe subire un costo addizionale di 1,2 miliardi. Si è giunti a questo risultato ipotizzando che i prezzi applicati in questo momento rimangano invariati fino alla fine di quest’anno. Anche il costo dell’energia elettrica ha subito una crescita di prezzo (+51,2 %), gli aumenti delle bollette dovrebbero toccare i 10,2 miliardi di euro a livello nazionale: in termini assoluti, l’aggravio più importante è proprio in Lombardia con 2,2 miliardi. Infine per i prezzi alla pompa di benzina e diesel, aumentati rispetto al periodo a ridosso dell’inizio delle ostilità, l’Ufficio studi della CGIA prevede, per il 2026, un aggravio complessivo a livello nazionale pari a circa 13,6 miliardi di euro rispetto al 2025, con un incremento del 20,4 per cento.

Dall’inizio del conflitto, sono stati stanziati 7 miliardi di euro a sostegno di famiglie e imprese, cifra non trascurabile che tuttavia compensa solo un quarto dei 29 miliardi di aggravio stimato complessivamente. Il Governo sembra pronto a investire altri 7 miliardi di euro entro il prossimo autunno contro il caro energia, ancora prima dell’approvazione della Legge di Bilancio 2027. L’operazione è possibile, dichiara la CGIA, solo se il Consiglio Europeo concederà una clausola di salvaguardia, per sforare temporaneamente il rapporto deficit/Pil senza incorrere in procedure di infrazione. Di fronte a uno scenario così preoccupante, l’UE mostra un atteggiamento diverso da quello adottato dopo l’invasione russa dell’Ucraina, quando Bruxelles autorizzò anche all’Italia a ridurre l’Iva sulle bollette, introdusse un tetto al prezzo del gas e consentì l’applicazione di un contributo di solidarietà sugli extraprofitti delle grandi multinazionali dell’energia. Resta infine sul tavolo una misura discussa e mai attuata: il disaccoppiamento tra il prezzo del gas e quello dell’energia elettrica, considerato sempre più necessario per rendere il mercato meno vulnerabile a sbalzi di questa portata.