MANTOVA – Un appello ai ministeri della Cultura, delle Infrastrutture e dell’Ambiente affinché intervengano per salvaguardare Palazzo Te, ripensare la gestione del traffico ferroviario e rafforzare la sicurezza del territorio mantovano. È il contenuto dell’esposto-istanza presentato da Italia Nostra, firmato dal presidente nazionale Edoardo Croci, dal presidente della sezione mantovana Ernesto Cristiano Morselli e dal presidente dell’associazione Mantovani nel Mondo, Daniele Marconcini.
Il documento chiede un intervento coordinato dello Stato su una serie di criticità che, secondo le associazioni, mettono a rischio uno dei monumenti simbolo del Rinascimento, ma anche la sicurezza idrogeologica, la viabilità cittadina e la pianificazione della protezione civile.
Al centro dell’esposto c’è Palazzo Te, patrimonio mondiale UNESCO dal 2008, e in particolare la Sala dei Giganti. Secondo Italia Nostra, il continuo passaggio dei treni merci lungo la linea Mantova-Monselice, che corre a meno di 40 metri dall’edificio, sottoporrebbe la struttura a vibrazioni costanti potenzialmente dannose per gli affreschi e per le murature storiche. L’associazione richiama studi e approfondimenti tecnici sostenendo che le onde generate dai convogli pesanti, circa 29 al giorno secondo quanto riportato nell’istanza, potrebbero provocare nel tempo microfessurazioni e compromettere la stabilità degli intonaci.
Nel documento viene inoltre ricordato come l’area di Palazzo Te sia sottoposta a specifici vincoli monumentali e paesaggistici e come la tutela prevista dal Codice dei beni culturali e dalle linee guida UNESCO imponga di limitare le fonti di pressione fisica e ambientale sul complesso monumentale.
Un secondo capitolo riguarda il futuro sottopasso ferroviario di Porta Cerese, opera da circa 42 milioni di euro realizzata da Comune di Mantova, Rfi e altri enti. Italia Nostra esprime forti perplessità sotto diversi aspetti. Da una parte viene sollevato il tema dell’impatto idrogeologico: gli scavi previsti fino a circa dieci metri di profondità potrebbero, secondo l’associazione, modificare l’equilibrio della falda con possibili effetti sui terreni di fondazione di Palazzo Te.
Sul piano della viabilità, invece, viene sostenuto che il nuovo assetto rischierebbe di convogliare ancora il traffico pesante nell’area di Porta Cerese se prima non sarà completata la Tangenziale Sud di Borgo Virgilio. L’esposto richiama inoltre il problema della contemporanea apertura dei cantieri di Porta Cerese e Gambarara, che potrebbe rendere più difficili gli accessi alla città e, soprattutto, quelli diretti all’ospedale Carlo Poma.
Per Italia Nostra la soluzione strutturale sarebbe quella già ipotizzata nel protocollo d’intesa firmato nel 2018 tra Comune di Mantova e Rete Ferroviaria Italiana: una variante ferroviaria tra Roverbella e Valdaro, capace di spostare il traffico merci fuori dal centro abitato, eliminando il passaggio dei convogli lungo il tratto urbano della Mantova-Monselice.
I firmatari hanno collegato poi queste richieste anche ai recenti episodi verificatisi nell’area industriale mantovana, citando lo sviamento dei vagoni cisterna a Valdaro e l’incendio nello stabilimento Versalis come eventi che evidenzierebbero la necessità di rafforzare la pianificazione della sicurezza e della protezione civile. Viene inoltre evidenziata la necessità di aggiornare il Piano provinciale di Protezione civile e di completare l’allestimento dell’area di emergenza del Migliaretto.
LE RICHIESTE AI MINISTERI
Tre sostanzialmente le richieste ai ministeri da parte di Mantovani nel Mondo e Italia Nostra, che sottolineano di non voler ostacolare lo sviluppo infrastrutturale della città, ma chiedono comunque che ogni intervento venga valutato tenendo insieme tutela del patrimonio storico, sicurezza pubblica e salvaguardia ambientale. Al Ministero della Cultura viene chiesto di avviare un monitoraggio delle vibrazioni su Palazzo Te e di verificare la compatibilità del progetto del sottopasso con i vincoli monumentali. Al Ministero delle Infrastrutture si domanda di riaprire il confronto sulla variante ferroviaria Roverbella-Valdaro e di predisporre un piano della viabilità d’emergenza durante i cantieri. Al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, infine, viene richiesto di intensificare i controlli sul polo petrolchimico mantovano e di sostenere l’aggiornamento del Piano provinciale di Protezione civile.

















