Italia, Pirlo non sarà ct: “Ho saputo di non essere più il candidato”

Andrea Pirlo non sarà il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. A farlo sapere è stato lo stesso allenatore, intervenuto dopo aver appreso di essere stato escluso dalla corsa alla panchina azzurra. Una candidatura naufragata nel giro di pochi giorni, travolta dalle polemiche per il rapporto commerciale dell’ex regista con Fonbet, società russa attiva nel settore delle scommesse.

Pirlo era il nome scelto da Paolo Maldini e Leonardo per aprire il nuovo ciclo dell’Italia. L’accordo appariva a un passo, prima che intorno al suo ruolo di testimonial del marchio russo si aprisse un caso politico e istituzionale. Il presidente della Figc Giovanni Malagò aveva chiesto di esaminare i contratti, mentre da più parti erano arrivate contestazioni sull’opportunità di affidare la rappresentanza della Nazionale a un tecnico legato a un’azienda russa del betting.

Dopo giorni di silenzio, Pirlo ha deciso di rendere pubblica la propria posizione. «Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio – ha spiegato – ma dopo aver appreso ieri sera di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana, ritengo doveroso chiarire alcuni aspetti».

L’ex campione del mondo ha respinto le letture politiche attribuite alla collaborazione con Fonbet, precisando che il rapporto è nato durante la sua esperienza lavorativa negli Emirati Arabi Uniti e che ha una natura esclusivamente commerciale e sportiva.

«Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono».

Il caso Fonbet ha però finito per pesare più delle valutazioni tecniche. Pirlo, indicato come il prescelto dopo il mancato arrivo di Pep Guardiola, è passato in poche ore dall’essere il probabile nuovo ct all’uscita definitiva dalla corsa. La vicenda apre una frattura anche all’interno della Federazione, considerato il forte sostegno garantito alla sua candidatura da Maldini e Leonardo.

Proprio a loro Pirlo ha rivolto il suo ringraziamento: «Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano». Resta invece l’amarezza per una scelta sportiva trasformata, secondo l’allenatore, in un giudizio sulla sua persona e sulle sue convinzioni.

«Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono».

La corsa alla panchina azzurra riparte dunque da zero. Pirlo resta fuori, fermato prima ancora dell’annuncio ufficiale, e chiude il suo intervento rivendicando il legame con la maglia indossata 116 volte: «L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre».