Coop CSA, risolti problemi di liquidità. Stipendi pagati, revocato stato di agitazione

MANTOVA – Sembra essersi avviata verso una conclusione positiva la vertenza sindacale che nei giorni scorsi ha interessato il Gruppo CSA. L’azienda ha comunicato di aver provveduto lunedì 27 luglio al pagamento integrale degli stipendi dovuti ai propri soci lavoratori, saldando la quota che non era stata versata entro la consueta scadenza. Il ritardo è stato di sette giorni e ha riguardato il 50 per cento delle spettanze. CSA ha riconosciuto il disagio provocato ai dipendenti, spiegando che il posticipo sarebbe stato determinato da una temporanea problematica di liquidità, ora risolta.

La vicenda aveva portato le organizzazioni sindacali mantovane a proclamare lo stato di agitazione, coinvolgendo la Prefettura, le amministrazioni comunali della provincia, le aziende sanitarie e la Commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero. Una mobilitazione che il Gruppo CSA ha giudicato sproporzionata rispetto alla reale portata del problema, ancor prima di aver avviato un confronto diretto con l’azienda.

«Ci eravamo resi disponibili a un incontro già nella giornata del 21 luglio», sostiene CSA. Sarebbero state invece le organizzazioni sindacali a indicare come data alternativa quella del 28 luglio, «di fatto prolungando i tempi della vertenza». CSA esprime rammarico per «un’esposizione mediatica sproporzionata», sulla base di comunicazioni considerate non rappresentative della reale situazione aziendale.

Nella nota CSA respinge anche le contestazioni relative al presunto mancato rispetto del contratto collettivo nazionale e dell’integrativo provinciale. Il gruppo richiama gli accordi aziendali già sottoscritti con le stesse organizzazioni sindacali, che, secondo l’azienda, «prevedono condizioni di miglior favore per i lavoratori rispetto a quelle stabilite agli altri livelli della contrattazione». I problemi riscontrati, aggiunge CSA, riguarderebbero casi isolati, già affrontati durante gli incontri con le rappresentanze dei lavoratori. La direzione non si sarebbe mai sottratta al confronto, afferma il gruppo, contestando la generalizzazione di singole situazioni.

L’azienda interviene inoltre sulle segnalazioni riguardanti lo stress del personale e la carenza di organico. Secondo CSA, le difficoltà nel reperire figure professionali nel settore sociosanitario e assistenziale costituiscono un problema nazionale che coinvolge da anni tutte le realtà del comparto. «La carenza di personale non risparmia alcun operatore del settore, indipendentemente dalla forma giuridica», ricordando anche le misure adottate negli ultimi anni per consentire il riconoscimento temporaneo delle qualifiche sanitarie conseguite all’estero. L’azienda inoltre esprime «rammarico per le modalità con cui la vicenda è stata affrontata» e considera il trattamento riservato alle cooperative «ingiustificato e lesivo di una storia di correttezza costruita in oltre tre decenni di attività».

Un chiarimento tra le parti è arrivato nel pomeriggio di martedì 28 luglio, durante l’incontro al quale hanno partecipato FP Cgil, Cisl FP, Uil FPL, UilTucs e Filcams Cgil, insieme a Confcooperative Mantova. Al termine della riunione, riferisce CSA, le organizzazioni sindacali hanno assunto l’impegno di revocare mercoledì 29 luglio lo stato di agitazione proclamato la settimana precedente. Già al termine del confronto sono state rimosse le bandiere sindacali collocate ai cancelli della sede aziendale.

I consigli di amministrazione delle cooperative del Gruppo CSA hanno infine confermato la disponibilità a riattivare un tavolo permanente con i sindacati, attraverso incontri periodici destinati ad affrontare tempestivamente le criticità, per tutelare «la continuità e la qualità dei servizi pubblici essenziali erogati e la dignità di tutte le parti coinvolte».

I SINDACATI: “RASSICURAZIONI SULLA CONTINUITÀ AZIENDALE E IMPEGNI PRECISI: REVOCATO LO STATO DI AGITAZIONE”

“a seguito dell’incontro con le Direzioni delle Cooperative C.S.A. e Sant’Anselmo, le Organizzazioni Sindacali FP CGIL Mantova, CISL FP Asse del Po, UIL FPL Mantova e UILTuCS Mantova hanno deciso di revocare lo stato di agitazione – spiega Najoua Chahramane della FP Cgil di Mantova -. Le Cooperative hanno fornito rassicurazioni sulla continuità aziendale e assunto l’impegno ad affrontare le criticità emerse attraverso i tavoli di confronto già programmati, ripristinando un confronto sindacale costante”.

“Come Organizzazioni Sindacali continueremo a monitorare con la massima attenzione il rispetto degli impegni assunti, pronti a intervenire qualora non trovassero concreta attuazione, sempre a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori”.