Gonzaga, “Serve serietà”: la minoranza lascia l’aula contro il nuovo regolamento sugli allevamenti

da sinistra: Accorsi, Ostelli, Bertoni, Magnani

GONZAGA – Il gruppo di minoranza Gonzaga in Testa ha scelto di lasciare l’aula durante l’ultima seduta consiliare, un gesto politico forte che riflette la gravità della situazione e la frustrazione accumulata in due anni di discussioni sul nuovo regolamento degli allevamenti. Un tema delicato, complesso, che riguarda direttamente la salute del territorio, la qualità dell’aria e il rapporto – spesso difficile – tra amministrazione, categorie agricole e Regione Lombardia.

Un avvio di seduta incandescente

Il primo punto all’ordine del giorno, dedicato all’inserimento del regolamento nel Pgt, ha acceso immediatamente il dibattito. A prendere la parola non è stato l’assessore all’agricoltura, come sarebbe naturale, ma ancora una volta l’assessore all’urbanistica. Una scelta che la minoranza ha definito incongrua e sintomatica di una gestione confusa, soprattutto su un tema che richiede competenze tecniche specifiche.

La maggioranza cambia tutto: “Era meglio il regolamento di prima”

La sorpresa più clamorosa è arrivata quando la maggioranza ha presentato un nuovo regolamento completamente diverso dal precedente, ammettendo con disarmante sincerità che quello originario era migliore. Una retromarcia totale, motivata – secondo quanto dichiarato – dalla necessità di “correre ai ripari” dopo i ricorsi al Tar presentati da associazioni di categoria e Regione Lombardia.

Per Gonzaga in Testa, questa non è una revisione ponderata, ma una mossa difensiva, dettata più dalla paura dei contenziosi che dal reale interesse per il territorio e i cittadini.

Da regolamento tecnico a regolamento burocratico

La minoranza ha denunciato che il nuovo testo snatura completamente l’impianto originario, trasformando un regolamento tecnico – basato su dati, criteri oggettivi e limiti ambientali – in un documento territoriale e procedurale, molto più vago e soggetto a interpretazioni amministrative.

Un passo indietro che, secondo i consiglieri, indebolisce la capacità del Comune di governare realmente l’impatto degli allevamenti.

I dati confermano le criticità del territorio

Durante il dibattito, la maggioranza ha dovuto riconoscere che le analisi portate in aula dall’opposizione nei mesi scorsi erano corrette: surplus di azoto, presenza significativa di nitrati, livelli rilevanti di ammoniaca.

Informazioni che evidenziano una vulnerabilità ambientale mai affrontata con serietà, e che ora emergono anche nella relazione tecnica allegata al nuovo regolamento.

Dialogo mancato: “Ora chiedete collaborazione, ma per due anni l’avete evitata”

La capogruppo Marcella Bertoni, insieme al consigliere Matteo Magnani, ha chiesto se le categorie agricole fossero state coinvolte nella stesura del nuovo testo. La risposta della maggioranza: “Abbiamo fatto il possibile, ma non hanno voluto collaborare”.

Per la minoranza, questa affermazione è la prova di un metodo sbagliato: per mesi hanno chiesto un tavolo di confronto con associazioni e Regione, per mesi la maggioranza ha tirato dritto, ora, dopo i ricorsi, si invoca la collaborazione di chi non è mai stato realmente coinvolto.

Un modo di procedere che Gonzaga in Testa definisce “metodo Galeotti-Faccini”: decisioni prese in solitudine, salvo poi chiedere aiuto quando la situazione sfugge di mano.

La responsabilità scaricata altrove

La maggioranza ha attribuito il cambio di rotta alla Regione Lombardia e alle associazioni Coldiretti e Confagricoltura, accusate di non voler fornire dati né collaborare. Per la minoranza, invece, è l’amministrazione a non aver saputo costruire un percorso serio e condiviso.

L’uscita dall’aula: “Serve più senso civico e serietà”

Dopo un confronto acceso con la sindaca, il gruppo Gonzaga in Testa ha annunciato l’uscita dall’aula. Una scelta motivata così: cambiare continuamente regolamenti su temi così delicati è segno di improvvisazione; sono stati spesi 22 mila euro per una consulenza che non ha prodotto un risultato stabile; il nuovo testo è stato presentato senza condivisione, senza confronto, senza ascolto.