Franco Baresi e quella cena del 1989 rimasta nella storia dell’Aquila Nigra

Da sinistra Boninsegna, Bini, il figlio Andrea, Franco Baresi e Rijkaard

MANTOVA – Hanno servito i loro piatti, tra gli altri, a Presidenti della Repubblica, Papi, celebrità di ogni genere e tipo. In questi giorni, però, Vera Caffini e Giorgio Bini hanno estratto dall’album dei ricordi due fotografie alle quali sono molto legati. Immagini che risalgono all’autunno del 1989, in una non meglio precisata (ne è passata di acqua sotto i ponti) serata di ottobre in cui i tifosi milanisti mantovani festeggiarono la conquista della Coppa dei Campioni all’Aquila Nigra insieme due ospiti d’eccezione: il capitano Franco Baresi e un altro campione di quella squadra straordinaria, Frank Rijkaard.

Da sinistra Baresi, Bini, Caffini e in mezzo il figlio Andrea

“Il ricordo più nitido che ho di quella sera – ricorda Vera Caffini – è la folla in vicolo Bonacolsi. I tavoli erano tutti prenotati da tempo, data l’eccezionalità degli ospiti, ma fuori c’erano tantissime persone che volevano chiedere un autografo, una stretta di mano o una foto ricordo con i loro beniamini”. Strano a dirsi, a portare Baresi e Rijkaard a Mantova fu un interista… ma non uno qualsiasi: Roberto “Bobo” Boninsegna, grande amico dei coniugi Bini e sempre in stretto contatto con gli ambienti calcistici ai più alti livelli. “In effetti fu una cosa particolare – ricorda Caffini – ma del resto anch’io sono sempre stata juventina, mentre mio marito Giorgio in quegli anni andava a vedere il Milan pure all’estero. Quella di Baresi era comunque una personalità straordinaria, anche per chi non era rossonero come me. Me lo ricordo come una persona disponibilissima, esattamente come appariva dagli schermi”.

I coniugi Bini-Caffini avevano aperto l’Aquila Nigra soltanto pochi anni prima, nel 1984, ma il ristorante era già rinomato per la straordinarietà dei suoi piatti: “cosa cucinai quella sera? Sinceramente non ricordo, è passato tanto tempo”, spiega Caffini. “Ma con ogni probabilità, dato che eravamo al completo, un piatto che si potesse distribuire velocemente, come un risotto”. Poi, per tutti i commensali, il gran finale con la torta a strisce rossonere. (fab)