Colesterolo, dagli occhi ai piedi tre spie del livello d’allarme

(Adnkronos) –
Quando il colesterolo raggiunge livelli di guardia ci sono tre spie visibili allo specchio oppure osservando il proprio corpo, in particolare sopra e dentro gli occhi e sui piedi. Ma attenzione, questo non vuol dire che se non vediamo indizi esterni possiamo saltare le analisi di routine per questo fattore di rischio cardiovascolare. “Questi segni si hanno soltanto con livelli di colesterolo altissimo, sono infatti tipici delle forme genetiche di ipercolesterolemia familiare, che è una malattia comune. Colpisce circa una persona ogni 250-300. Non si tratta quindi di una patologia rara: in Italia coinvolge oltre 250mila persone”, spiega all’Adnkronos Salute Giorgio Sesti, docente di Medicina interna all’università Sapienza di Roma. Ma quali sono questi segni? 

“Quelli più frequenti sono i cosiddetti xantelasmi. Nome difficile per indicare quegli accumuli di grasso giallastro si formano intorno agli occhi. Sostanzialmente si tratta di depositi di colesterolo sottocutanei, sulla palpebra superiore e inferiore”, descrive lo specialista. 

Il secondo segnale, continua Sesti, “è anch’esso evidente. Non è però tipico solo in casi di ipercolesterolemia, ma può essere presente anche in alcune persone anziane che non hanno il colesterolo alto. Lo vediamo dentro gli occhi, si chiama ‘arco corneale’ ed è un anello biancastro che si trova intorno alla cornea, la circonda proprio come un anello. Si può vedere bene anche guardando con la lucetta del cellulare. Non va confuso con la la cataratta che sta in mezzo alla pupilla, ma circonda la parte marrone, azzurra, verde a seconda del colore degli occhi”. 

 

Il terzo segnale è lo “xantoma: è la stessa cosa degli xantelasmi, cioè un accumulo di grasso, che si vede però sul tendine di Achille, ovvero sotto il polpaccio dove, se presente, si vede una zona che è più più rilevata, più grossa, più soffice. E’ molto morbida, non è irrigidita”, evidenzia Sesti, prescisando che l’elenco fatto “è in ordine di frequenza, perché gli xantelasmi sono comuni, ne vedo parecchi nella pratica clinica. L’arco corneale si vede anche spesso, ma bisogna distinguere da quello senile. Mentre gli accumuli di grasso del tendine d’Achille sono più rari”. Tutti questi segni “sono propri delle forme familiari di ipercolesterolemia e spariscoo una volta trattato il problema. Se ci sono, quindi, il messaggio è: probabilmente ho da anni il colesterolo alto e devo curarlo in maniera intensiva, anche se sono giovane”.  

Per quanto riguarda le terapie, “gli effetti indesiderati delle statine non sono frequenti – rimarca il medico – Si può avere miopatia, dolori muscolari che alcune volte si accompagnano anche all’aumento dell’enzima muscolare (creatinchinasi), ma è un effetto raro. E comunque oggi ci sono alternative alla statina, farmaci efficaci che non danno dolori muscolari. Ovviamente l’alimentazione va controlalta, ma purtroppo il colesterolo non risponde tanto bene come i trigliceridi alla dieta, perché la gran parte del colesterolo lo produciamo noi, è prodotto dal nostro fegato, per cui sicuramente l’alimentazione è importante, ma non basta, quasi mai”.